Due settimane, questo è il tempo record che è servito al governo “Conte 2” per imprimere già una prima svolta storica alla gestione statale delle attività di Export per supportare il Made in Italy. È il 21 settembre 2019 quando in gazzetta ufficiale viene pubblicato il Decreto Legge n.104 che dispone, con carattere di urgenza, il trasferimento di funzioni strategiche tra ministeri e riorganizza gran parte delle istituzioni italiane, con lo scopo primario di supportare lo sviluppo economico del paese e migliorare la gestione delle attività collegate all’export. Approvato in via definitiva dalla camera solo due mesi dopo, il provvedimento basterebbe da solo a confermare che l’attuale esecutivo sta imprimendo una svolta storica in tema di supporto all’export ed alle piccole e medie imprese del territorio, poiché riesce li dove molti governi del passato hanno fallito o nemmeno tentato. Diversi governi recenti, sbandierati per anni come “sponsor” delle imprese italiane, hanno pensato di centralizzare le attività collegate all’export e di imprimere quel taglio commerciale necessario alle istituzioni italiane all’estero, come consolati ed ambasciate, non riuscendo tuttavia mai ad essere pienamente incisivi per supportare, nella quotidianità, le imprese italiane nei complessi mercati sovranazionali. In particolare il decreto ha stabilito:
- La realizzazione di una piattaforma unica per l’internazionalizzazione attraverso l’integrazione di 128 ambasciate, 80 consolati, 78 uffici dell’agenzia italiana per il commercio estero.
- L’ottimizzazione dei processi per la gestione dei poteri e delle risorse per la promozione ed internazionalizzazione delle imprese.
- L’esercizio diretto della vigilanza sulle attività dell’istituto per il commercio estero italiano, da parte del ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale. (MAECI)
- L’esercizio delle funzioni per la promozione della partecipazione a società ed imprese miste operanti all’estero da parte del MAECI.
- La gestione del fondo per la promozione degli scambi e dell’internazionalizzazione delle imprese al MAECI.
- La gestione del fondo per la realizzazione delle campagne, e più in generale delle azioni a sostegno del Made in Italy, in capo al MAECI.
- 316 Milioni di euro e 400 Milioni del fondo 394 Sace-Simest, a supporto di misure emergenziali.
- Rimborsi da parte dell’ICE alle aziende per mancata partecipazione a fiere, causa COVID-19.
- Partecipazione gratuita per le aziende agli eventi internazionali dell’ICE (200 eventi in 50 mercati).
- Servizi ICE gratuiti ad aziende italiane fino a 100 dipendenti.
- Definizione di campagne di comunicazione personalizzate per accesso a mercati esteri.
- Semplificazione per l’accesso ai fondi per le Start-up.
- Promozione dell’Italia all’Expo di Dubai (poi rinviato causa Covid).
- Comunicazione. Realizzare campagne strategiche per il supporto del Made in Italy, utilizzando frequentemente e principalmente le piattaforme digitali.
- Promozione integrata. Ragionare in “ottica di sistema” per massimizzare l’impatto delle azioni promozionali.
- Formazione/Informazione. Facilitare l’accesso ai mercati per le aziende esportatrici anche attraverso investimenti per fornire Digital Manager e Temporary Export Manager.
- E-commerce. Piu’ contratti, piu’ prodotti, piu’ paesi. Facilitare accesso alle piattaforme digitali.
- Sistema fieristico. Rafforzare la partecipazione alle fiere per le imprese italiane. Lanciare fiere virtuali.
- Finanza. Potenziare le risorse ampliando le opportunità e la facilità di accesso.

