del Ministro per la Pubblica Amministrazione Fabiana Dadone e del Ministro per l'Innovazione tecnologica e la Digitalizzazione Paola Pisano
Più rapida, semplice e accessibile, alleata di cittadini e imprese. La Pubblica amministrazione che vogliamo, e per la quale stiamo lavorando, mette la persona al centro, snellendo le procedure e avvicinando i servizi pubblici ai bisogni, alle esigenze di tutti noi.
Il digitale è uno strumento chiave per questo percorso di innovazione: ecco perché nel nuovo Decreto Semplificazioni abbiamo lavorato a un ulteriore pacchetto di norme che accelera il trasferimento dei servizi stessi sui nostri smartphone e sui nostri pc.
Innanzitutto consolidiamo la cittadinanza digitale grazie a Spid e Carta d’identità digitale (CIE) e rafforziamo il domicilio digitale dei cittadini, che potranno finalmente accedere tramite AppIO a tutti i servizi digitali della Pubblica amministrazione.
Facilitiamo la comunicazione tra le pubbliche amministrazioni e i cittadini attraverso una piattaforma accessibile per la notifica digitale di provvedimenti e atti degli uffici pubblici e semplifichiamo anche la notifica degli atti giudiziari.
Non si può, però, digitalizzare il “front office” se non si informatizzano e non si rendono più semplici le procedure interne agli uffici. Con il decreto diamo regole omogenee a tutte le amministrazioni per gli acquisti tecnologici, spingiamo sulla formazione digitale dei dipendenti e la progettazione dei servizi digitali ai cittadini, perché non esiste una Pubblica Amministrazione smart senza un personale smart.
Quindi diamo ulteriormente corpo al principio del "once only" con la semplificazione e il rafforzamento dell’interoperabilità tra banche dati pubbliche, garantendo piena accessibilità e condivisione delle informazioni tra gli enti. Introduciamo, inoltre, un modello sicuro e agile di piattaforma digitale nazionale dati finalizzata a favorire l’utilizzo del patrimonio informativo pubblico.
Tutto ciò potrà realizzarsi in modo inclusivo e diffuso sul territorio solo se avremo una presenza capillare della banda ultra larga. Ecco perché nel decreto abbiamo inserito un pacchetto che accelera e snellisce gli scavi delle micro-trincee e l'installazione degli impianti elettronici sugli edifici senza vincoli storico-artistici.
Immaginate di avere la PA a portata di smartphone. Grazie al MoVimento 5 Stelle al Governo, quello che fino a poco tempo fa sembrava solo un sogno si sta ora trasformando in realtà.

Decreto semplificazioni: finalmente la PA a portata di smartphone
9 luglio 2020 alle ore 09:20•di MoVimento 5 Stelle
Commenti (2)
Luigi Andrea Vavassori
10 luglio 2020 alle ore 20:55Anna M. basterebbe ad esempio aggiornare le linee esistenti mettendo il doppio binario dove manca !!
E poi le linee ferroviarie sono superate, meglio le strade con mezzi ecologici.
Leggete cosa ha scritto Marco Ponti sull'argomento e poi ragionateci su un po' prima di fare scelte errate che pagheremo tutti per anni.
Ci battiamo da anni contro la TAV (è la linea e non il treno) Torino Lione e poi la facciamo in Sicilia !!
Ma sapete che la linea del tunnel sotto la Manica (collega 2 città da 10 milioni di abitanti) senza sovvenzioni dello Stato è in perdita !! E noi la vogliamo fare tra Messina e Palermo !! Siamo patetici !!
Giulio GHETTI
11 luglio 2020 alle ore 12:01Tutta questa digitalizzazione, specie quella resa praticamente obbligatoria (vedasi Spid, etc) durante il periodo di chiusura, non tiene conto di noi anziani/vecchi che secondo la P.a. Dovremmo avere telefonini ultima generazione e pc aggiornati, e poi saperli usare molto bene. Io ho il fascicolo sanitario elettronico e per entrarci e avere le mie ricette (farmaci salvavita per infarto) Hanno cambiato la App e perciò ho dovuto aprire uno Spid, con riconoscimento a distanza che è stato fatto solo dopo 20 giorni e reso possibile non da mio pc (non aggiornato come sistema) ma usando un iPad. E’ solo un esempio e un caso personale, ma poiché la P.a. Deve essere al servizio del cittadino e non viceversa, questa digitalizzazione selvaggia finisce per escludere le fasce più anziane dei cittadini
