
Portiamo il reddito energetico in tutto il Paese!
23 giugno 2020 alle ore 09:38•di MoVimento 5 Stelle
Grazie al reddito energetico del MoVimento 5 Stelle, a Porto Torres, in Sardegna, 49 famiglie hanno oggi un impianto fotovoltaico da 100 kilowatt di potenza. In forma totalmente gratuita.
Con questo sistema è stato possibile produrre oltre 130 megawattora complessivi nel primo anno di attività, di cui quasi 50 consumati dalle famiglie, con relativo risparmio in bolletta. Il resto è andato ad alimentare il fondo rotativo del Comune, che assegna le risorse (tramite bando) alle famiglie in difficoltà economica, per l’acquisto in comodato di impianti fotovoltaici domestici da installare sul tetto di casa.
Ricordiamo che il Fondo comunale viene continuamente alimentato grazie ai ricavi della vendita alla rete elettrica di energia prodotta dai pannelli e non consumata, consentendo così l’acquisto di nuovi impianti da destinare ad altre famiglie con Isee più basso. In questo modo abbiamo creato un circolo virtuoso in grado di far crescere il numero di impianti, diffondere la cultura delle rinnovabili e garantire un consistente risparmio sulla bolletta elettrica delle famiglie più in difficoltà.
E, in un solo anno, abbiamo evitato l’emissione di 65 milioni di tonnellate di CO2!
Questo sistema è nato con la collaborazione del Gse (Gestore dei Servizi Energetici) ed è in grado di autofinanziarsi e di ridurre il consumo di fonti fossili.
Da Porto Torres è partita una rivoluzione nel settore, perché le buone idee circolano e si diffondono a macchia d’olio. Dopo la regione Puglia e Milano infatti, a seguire l’esempio del comune di Porto Torres targato MoVimento 5 Stelle sarà adesso l’intero Paese.
Portare nel resto del Paese questa innovazione nata da un'idea di Riccardo Fraccaro, è da sempre uno degli obiettivi del MoVimento 5 Stelle. Adesso, il Governo ha deciso di applicare il modello Porto Torres a livello nazionale. Il Piano per il Sud istituisce infatti un Fondo Nazionale per il Reddito Energetico per l’acquisto di impianti fotovoltaici.
Un fondo, già approvato dal Cipe, che avrà un raggio d’azione più ampio del modello originale, che potrebbe arrivare a una dotazione di circa un miliardo. Da un lato ci saranno i contributi in conto capitale, per la concessione di incentivi diretti all’acquisto degli impianti fotovoltaici, dall’altro la fornitura di garanzie per i finanziamenti bancari finalizzati all’acquisto degli impianti da parte delle famiglie interessate.
Il Reddito energetico, in combinazione con il superbonus al 110% per i lavori di efficientamento energetico degli edifici e la norma del Milleproroghe che consente l’autoconsumo collettivo, potrà davvero rappresentare una rivoluzione green per il nostro Paese.
In questo modo i cittadini diventeranno non solo fruitori, ma anche produttori di energia e di ricchezza.
E ricordiamo che in Puglia, grazie al lavoro del portavoce regionale del MoVimento 5 Stelle Antonio Trevisi, è stata anche già istituita la prima legge regionale italiana sul Reddito Energetico.
Una misura che rappresenta un esempio virtuoso di utilizzo delle risorse pubbliche. Una soluzione che consentirà di tutelare l’ambiente, aiutare i territori e le famiglie. Un vero e proprio volano per l’economia, che andrà a migliorare la qualità della vita di tutti i cittadini.
Commenti (2)
Cris47
1 luglio 2020 alle ore 16:59Per aumentare e portare il reddito energetico nel paese bisogna aumentare gli incentivi per l'installazione dei pannelli e delle battere di accumulo e nello stesso tempo aumentare gli incentivi GSE . L'attuale incentivo di riqualificazione energetica (Eco Bonus) del 110%è troppo vincolante ,costringe a più ristrutturazioni contemporaneamente,va bene per chi ristruttura ex novo , ma ci sono tante realtà che magari hanno già qualche classe energetica ma gliene mancano altre e in questo caso sono penalizzate . Si ha l'impressione che questa legge voglia obbligare a fare più cose tutte insieme , con la conseguenza che il credito d'imposta poi non venga finanziato dalle banche , mentre probabilmente ci sono cittadini che potrebbero fare parziali ristrutturazioni se ci fossero più incentivi, anche perché alla fine poi chi troppo vuole nulla stringe.
Cris47
1 luglio 2020 alle ore 17:16In questi giorni sento parlare che aumenteranno le buste paga dei lavoratori dipendenti, è una bella cosa,ma invece non sento parlare delle pensioni, quelle non se le ricorda nessuno e non è che i pensionati navighino nell'oro ,pensionati che hanno lavorato una vita pagando contributi facendo grande il nostro paese e che adesso con quella pensione aiutano figli e nipoti in difficoltà,spendiamo miliardi per l'immigrazione e per i pensionati non ci sono soldi,anzi quando c'è da fare cassa si pensa a loro.
