Il turismo post-Covid deve puntare su bellezza e sostenibilità

A cura dei deputati e senatori in commissione Ambiente

L’emergenza coronavirus, in tutta la sua drammaticità, ci ha permesso di riabbracciare la bellezza dei nostri ecosistemi dimostrando, ancora una volta, come sia l’uomo l’artefice del proprio destino nella relazione con la natura che lo circonda. Nelle settimane di lockdown abbiamo visto un’Italia diversa da un punto di vista paesaggistico e ambientale. Per questo dobbiamo cogliere l’opportunità per rilanciare, in questa Fase 2, un turismo lento e sostenibile in equilibrio con gli ecosistemi e in grado di costruire modelli di sviluppo strettamente connessi con i territori e le comunità.

Il turismo genera il 13% del PIL nazionale annuale (circa 232 miliardi di euro). Fino al 2019 sono arrivati in Italia oltre 50 milioni di turisti stranieri l’anno, il 60% concentrato tra giugno ed agosto. Ora è nostro compito saper cambiare in meglio consentendo a italiani e stranieri di riscoprire la bellezza incontaminata del nostro Paese tra aree marine protette, parchi nazionali e borghi antichi abbandonati. Abbiamo davanti un’occasione imperdibile.

Nel corso del convegno in streaming “Mare e territorio costiero: ricchezza da proteggere e da valorizzare”, uno degli appuntamenti organizzati dal MoVimento nell’ambito del ciclo di incontri “RipartiAmo Ambiente”, tre dei nostri parlamentari in commissione Ambiente – i deputati Paola Deiana e Giovanni Vianello e la senatrice Virginia La Mura – hanno discusso degli scenari ambientali e turistici post covid-19 con Eleonora De Sabata di Clean Sea Life, la sottosegretaria al Mibact Anna Laura Orrico e il commissario straordinario del Parco nazionale dell’Asinara Gabriela Scanu, coordinati dalla giornalista Luisiana Gaita del Ilfattoquotidiano.it.

Dalla discussione è emersa la necessità e la possibilità concreta di gestire in maniera sostenibile la spiaggia e il territorio costiero. Per farlo occorre stabilire regole chiare per far convivere insieme le attività balneari, che oggi più che mai hanno bisogno di essere sicure sia dal punto di vista igienico sanitario sia dell’ambiente, con la tutela e gestione delle spiagge, della duna sabbiosa e della Posidonia, la pianta marina che rappresenta un passaporto per la qualità delle acque e delle nostre vacanze.

Il MoVimento 5 Stelle lavora per quest’obiettivo dentro e fuori dalle istruzioni con la legge SalvaMare, all’esame del Senato dopo il via libera a Montecitorio, e la battaglia plastic free, siamo impegnati a combattere la diffusione dei rifiuti nelle nostre acque, anche in mare aperto. Il 95% di questi è plastica, l’80% proviene da fonti terrestri, mentre il 20% da attività marine come pesca, acquacoltura e trasporto navale. Una battaglia che deve continuare con un intenso lavoro per la riduzione generalizzata della produzione dei rifiuti da un lato e per la protezione delle coste e dei loro ecosistemi dall’altro, fino a rendere vivo e concreto l’obiettivo, al quale lavoriamo insieme al ministro dell’Ambiente Sergio Costa, di un “Italia Paese Parco”. 

Il rilancio in chiave ecocompatibile del turismo è a portata di mano e il nostro Paese ha tutte le carte in regola. Dobbiamo continuare a sostenere i tanti operatori messi in ginocchio dal blocco prodotto dal coronavirus. E puntare convintamente sulla conservazione della biodiversità attraverso l’istituzione di aree protette marine e terresti, sul loro ruolo di luoghi di conoscenza della natura e della sua importanza, sulla possibilità di fruirne in modo armonico e nel pieno rispetto degli equilibri ambientali. Va anche messa in campo una maggiore capacità di diversificare e destagionalizzare l’offerta, puntando sulle bellezze diffusa del Belpaese, sul patrimonio artistico, culturale e ambientale unico al mondo e su quello che viene definito “turismo esperenziale”. 

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