Dopo l’emergenza costruiamo una nuova normalità green

Sento l’esigenza di raccontarvi, in questo momento delicato della vita del Paese, a cosa stiamo lavorando al Ministero dell’Ambiente. 

È comprensibile pensare che, in una fase di emergenza sanitaria come quella che stiamo attraversando il nostro Ministero, come altri, siano fermi; in realtà, una parte della macchina amministrativa è sì rallentata, ma allo stesso tempo stiamo facendo tutto il possibile per non rimanere indietro. 

Ripartenza green.

Stiamo lavorando per costruire una nuova normalità green: questo tempo non è sospeso: è, piuttosto, un tempo che deve essere sfruttato per consentire di aprire una riflessione sul post covid-19. 

Vogliamo ripartire dalla situazione precedente, continuando a inseguire un modello che dal punto di vista ambientale ci ha portato a delle aggressioni del nostro territorio, del mare e della qualità dell’aria, situazioni molto gravi che tutti conosciamo? Oppure vogliamo pensare a un modo diverso di concepire la vita sul territorio? Io penso che questa sia la strada da seguire.  

CAM, Verde pubblico, abbattimento degli alberi. 

Ho recentemente firmato alcuni decreti molto importanti sui criteri ambientali minimi, come quello sul verde pubblico e sugli acquisti di prodotti green nelle mense. Verde pubblico vuol dire che da adesso in poi, ogni volta che un ente pubblico, che sia un Comune, una Regione, una Provincia, lo stesso Ministero debba gestire il verde pubblico, obbligatoriamente lo deve fare applicando i CAM, criteri ambientali minimi che abbiamo decretato. Immaginiamo giusto per fare un esempio che tra i criteri privilegiati ci sia la lotta biologica, piuttosto che l’utilizzo di antiparassitari aggressivi per il territorio.

Inoltre, interveniamo in un settore importante dal punto di vista economico come quello delle mense pubbliche: parliamo di mense scolastiche, ospedaliere e militari, un comparto che può cubare per il made in Italy e la produzione a chilometro zero fino a 3,4 miliardi di euro su base annua. 

Questa riforma inserisce l’obbligo di acquistare più prodotti biologici, a chilometro zero e quindi valorizza le produzioni locali, incentivando a comprare prodotti di stagione, ovviamente non utilizzando plastiche monouso e quant’altro sia dannoso per l’Ambiente. Sono piccoli atti che però contribuiranno in maniera sostanziale ad aiutare il territorio a riprendersi anche dopo questo momento di blocco. 

Stiamo lavorando anche con il Comitato verde Pubblico, costituito per legge presso il Ministero dell’Ambiente e composto da specialisti, spingendo molto sulle segnalazioni che gli stessi cittadini e comitati mi hanno fatto pervenire e cioè il taglio degli alberi. Ho chiesto dunque un approfondimento su questo tema, per capire perché su tutto il territorio nazionale mi viene segnalato questo problema: un numero molto consistente di abbattimento di alberature stradali o comunque di alberature del territorio comunale. Ho dato questa indicazione e vi aggiornerò su quello che mi diranno.  

In parallelo al comitato, ho chiesto anche agli organi di polizia sul territorio di intervenire, per capire se siamo di fronte a reati o comunque ad atteggiamenti illeciti, e di fare un percorso anche investigativo. C’è quindi un aspetto tecnico, un altro info-investigativo.

Tenete però conto che il Ministero dell’Ambiente, sulla base di una riforma che è stata voluta dal Parlamento nel 2001, non ha una diretta competenza sull’argomento: si tratta infatti di un argomento di competenza comunale. Tuttavia, mi metto a fianco per dare una mano e per capire bene se posso aiutare i comuni in qualche modo. 

End of waste e inquinamento ambientale.

Poi c’è un altro capitolo importante che è rappresentato dal decreto end of waste sugli pneumatici fuori uso che trasforma un rifiuto, che spesso ritroviamo abbandonato sulle nostre strade o che addirittura viene incendiato producendo emissioni pericolose per la salute, in una risorsa economica. In pratica abbiamo reso vantaggioso dal punto di vista economico il recupero e il riutilizzo degli pneumatici come materia prima seconda. Parliamo di circa 450 mila tonnellate di rifiuti che così smettono di essere tale e diventano materia prima e risorsa economica. Una piccola grande rivoluzione. 

Molti di voi mi stanno segnalando come la natura si stia riappropriando dei propri spazi e come molti fiumi, corsi d’acqua e tratti di mare siano tornati limpidi in questo periodo. In concomitanza, ci sono stati numerosi avvistamenti di animali in zone in cui non eravamo più abituati a vederli.  

Siamo in una sorta di anno zero e il rischio è che, quando si ripartirà, tutto possa ritornare come prima; per questo ho convocato le forze dell’ordine, Carabinieri, Guardia di finanza e Capitaneria di Porto, insieme con l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA) e la rete formata dalle varie agenzie regionali di protezione ambientale (SNPA) a cui ho chiesto di fare controlli e campionamenti delle matrici ambientali per mappare la situazione attuale, perché  in questo modo quando si ripartirà, saremo in grado di capire, di settimana in settimana, chi inquina e chi commette degli atti criminali. Tutto questo non solo a salvaguardia dell’Ambiente, ma anche di tutti quegli imprenditori onesti, che fanno parte del 90% del mondo produttivo che, ci tengo a dirlo, è perbene. In questo modo garantiamo sia i cittadini che l’imprenditoria sana dalla concorrenza sleale di chi non rispetta le regole inquinando e ottenendo un vantaggio economico attraverso gli illeciti. 

#CinemaAmbienteinCasa. 

Abbiamo poi avviato un’iniziativa con Cinemambiente –  Museo del Cinema di Torino per trasmettere, in chiaro, sul sito di Cinemambiente, un catalogo selezionato di film  premiati a tema green. Un’iniziativa che sta andando benissimo, nei primi giorni oltre 40mila persone si sono collegate! Si tratta di un modo proficuo di utilizzare questo tempo a casa per investire sulla propria formazione ambientale. Abbiamo anche lanciato un portale per studenti e insegnanti, sul sito del ministero dell’Ambiente, che offre una piattaforma formativa sui cambiamenti climatici. 

Terre dei Fuochi.

Per concludere, ci tengo anche a parlare della Terra dei Fuochi: so che i roghi, seppure in numero minore, stanno continuando ma noi non stiamo abbassando la guardia. Anzi. 

Ho già dato mandato sia ai Carabinieri del NOE che alla Guardia di Finanza e alla Polizia di costruire un piano operativo territoriale in modo da dividere il territorio in quadranti territoriali di presidio per intensificare gli sforzi nel controllo delle zone più delicate dal punto di vista ambientale. Il coordinamento di tutto questo lavoro farà capo alla prefettura di Napoli e nel prefetto Valentini e nel ministro Lamorgese ho trovato un’ampia disponibilità. Tutte le forze dell’ordine stanno attuando uno sforzo particolare nei controlli anche in questo periodo di emergenza sanitaria, e per questo li ringrazio. Inoltre, tra poco arriveranno ulteriori 50 investigatori ambientali che si aggiungeranno al NOE, cosa che abbiamo voluto inserire nella legge di stabilità, e andranno a rafforzare ulteriormente la capacità di intelligence sul territorio. Sono super esperti che lavoreranno in task force in tutto il territorio nazionale. Sono iper specializzati e costituiscono un valido supporto in questa battaglia che è senza campo e senza confini regionali.

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