
Che cosa prevede il Decreto Scuola su esami e nuovo anno
17 aprile 2020 alle ore 10:20•di MoVimento 5 Stelle
In queste settimane di emergenza la scuola non si è mai fermata: docenti e studenti stanno dando il loro meglio mettendosi alla prova con la didattica a distanza, e il Governo si è impegnato investendo 85 milioni di euro per dotare le scuole e gli studenti più in difficoltà economiche dei dispositivi digitali necessari per proseguire le lezioni in e-learning.
Ora c’è bisogno di guardare alla fine dell’anno scolastico e all’inizio del nuovo, organizzandoli entrambi nel migliore dei modi. Di fronte ai tanti interrogativi che ancora esistono sullo sviluppo della situazione sanitaria, la nostra ministra Lucia Azzolina è già intervenuta con un decreto prevedendo soluzioni a ogni tipo di scenario. Ad oggi è ancora improbabile un rientro a scuola entro il 18 maggio, ma il provvedimento che nei prossimi giorni sarà esaminato dal Parlamento contiene le risposte che servono, in primis per gli esami di maturità.
Nel caso si tornasse a far lezione tra i banchi, infatti, sono previste due prove scritte e una orale, valutate da una commissione interna e un presidente esterno, sulla base anche dell’impegno dimostrato durante la didattica a distanza. Se invece non si rientrerà a scuola, le prove scritte saranno eliminate e ne rimarrà solo una orale: un esame semplificato nelle modalità, dunque, ma non per questo meno serio.
L’epidemia ha sconvolto il modo di fare lezione, e nessuno studente deve essere penalizzato per questo: tutti saranno quindi ammessi all’esame, ma per diplomarsi sarà comunque necessario raggiungere il punteggio di 60/100, considerato l’impegno nell’arco di tutto l’anno scolastico.
Due distinte ipotesi sono previste anche per gli esami a conclusione della scuola secondaria di primo grado: se sarà possibile svolgerli in presenza saranno semplificati; in alternativa, si procederà con una valutazione finale da parte del Consiglio di classe, anche sulla base di una tesina scritta dagli studenti.
Il decreto sulla scuola, che intanto sta per approdare al Senato per la conversione in legge, prevede anche che tutti gli alunni che non sono alla fine di un ciclo di istruzione siano ammessi all’anno successivo, ma attenzione: non ci sarà nessun “6 politico”, perché l’impegno sarà valutato con serietà e scrupolo nel corso degli scrutini finali.
Altra novità riguarda il meccanismo dei debiti: invece del recupero a inizio dell’anno nuovo ci sarà la possibilità di recuperare e integrare gli apprendimenti.
In tutte queste fasi, massima attenzione sarà prestata agli studenti con disabilità e a quelli con particolari bisogni educativi: la scuola deve continuare a essere inclusiva, a maggior ragione in una fase come questa, che rischia di aumentare le disuguaglianze.
Infine, nel decreto sono previste disposizioni per organizzare fin da subito l’avvio del nuovo anno, in particolare il calendario scolastico in accordo con le Regioni tenendo in considerazione la necessità di recuperare gli apprendimenti e la conferma dei libri di testo.
A tutto il personale scolastico e agli studenti che si stanno impegnando come e più di prima, così come alle famiglie che li supportano nonostante le difficoltà, vanno i nostri ringraziamenti: ora il nostro compito è quello di accompagnare la scuola alla fine di questo anno e traghettarla verso il nuovo. Andiamo avanti, con lo sguardo rivolto al futuro.
Commenti (3)
Franca D.
17 aprile 2020 alle ore 11:39La NOSTRA Ministra Azzolina sta facendo un lavoro senza precedenti e in brevissimo tempo. Si pone nel modo giusto agli studenti, con disponibilità, comprensione, aiuto, modernità ma anche molta molta serietà. Bravissima!!!
Orgogliosa del Movimemto 5 Stelle.
Vincenzo
17 aprile 2020 alle ore 12:14Rendere obbligatoria per decreto un'attività non definita in forza al contratto nazionale è un errore molto grave. Ad ogni buon conto, in pieno spirito collaborativo, come si può gestire un intervento FaD senza rivolgersi a veri esperti e lasciando la gestione in mano a dirigenti scolastici privi di ogni esperienza nel settore? Burocratizzare l'esperienza attuale non è la via. L'e-learning si fonda su sostegni tecnologi certi, sulla formattazione accurata dei materiali, preferibilmente SCORM, da implementare su piattaforma LCMS che registri gli avanzamenti dei discenti con accuratezza. Al momento i ds stanno promuovendo semplici piattaforme di sharing online, preferibilmente gratuite, che non consentono nulla di ciò. Inoltre leggo di contenuti da veicolare attraverso TV - RAI. Siamo ancora alla FAD di II generazione? Qualcosa di oramai sorpassato da decenni, senza interattività?
Nell'ottica di garantire un corretto avvio del prossimo anno scolastico si sarebbe ancora in tempo per definire un LCMS comune e mettere al lavoro team di esperti nella strutturazione di learning objects adeguati ai vari ordini di studio. Unica accortezza: invece di andare a cercare risorse trai burocrati e "parcheggiati" di INDIRE e simili, basta rivolgersi a chi l'e-learning vero l'ha fatto. Gli esperti ci sono. Da molto tempo. Già all'e-learning expo di Ferrara nel 2004, eravamo tanti. Nessuno ha investito su di noi. Per esperienza vi scrivo che chi era all'epoca mio superiore - ingegnere elettronico - oggi si occupa di go-kart elettrici. Io che ero a capo della didattica - ingegnere meccanico - ho un part time a scuola e mi sono messo in proprio continuando a fare e-learning su progetti FSE, ma scontrandomi con burocrati che non comprendevano l'argomento ed arricciavano il naso. Eravamo all'epoca più di 300 in un'azienda del gruppo De Agostini.
Volete fare Didattica a Distanza? Allora fatela bene! Senza improvvisare!
rosa francesca piccirilli
17 aprile 2020 alle ore 14:36Buongiorno, e' vero che e' sconsigliato riaprire le scuole e, senza cadere nella trappola del"la scuola non e' un parcheggio", considerato che la prima settimana /10 giorni di chiusura i ragazzi non hanno fatto quasi nulla e' possibile prolungare le lezioni di una /due settimane a giugno?Anche perche' hanno davanti un'estate "di abbandono" davanti agli schermi (per non parlare delle situazioni "esplosive" di alcune zone d'Italia).
