
App Immuni, stop alle fake news: ecco come funzionerà
21 aprile 2020 alle ore 16:45•di Maria Laura Mantovani
Sulla app Immuni, scelta per prevenire i contagi da Coronavirus monitorando i contatti delle persone positive, sta crescendo un dibattito in cui inesattezze e fake news fanno un cattivo servizio all'informazione.
È bene fare chiarezza. Per uscire il prima possibile dall'emergenza è necessaria una strategia su più fronti, in cui la tecnologia gioca un ruolo molto importante. Il sistema di tracciamento digitale può aiutare a identificare individui potenzialmente infetti prima che emergano sintomi e, se condotto in modo sufficientemente rapido, può impedire la trasmissione successiva dai casi secondari. A questo ha lavorato il Governo, con in prima linea la nostra ministra per l'innovazione tecnologica Paola Pisano.
È necessario smontare invece le fake news che stanno circolando su questo strumento:
1. L'app non si aggancerà alle celle di telefonia mobile né utilizzerà il gps, quindi non potrà tracciare gli spostamenti delle persone. Lo scopo dello strumento è esclusivamente quello di registrare tutti i contatti ravvicinati che una persona affetta dal virus ha avuto nel periodo precedente a quando è risultata positiva. Questo avverrà attraverso il bluetooth, non per mezzo della geolocalizzazione. Parliamo quindi di identificativi assolutamente anonimi e temporanei di dispositivi con segnale bluetooth.
2. I dati raccolti rimarranno immagazzinati dentro il telefono e non verranno inviati a nessuno. Sarà il personale sanitario a dover chiedere al cittadino risultato positivo di sbloccare i dati relativi ai contatti avuti per poter informare quelle altre persone e attivare i protocolli di prevenzione. E' quello che già fanno gli operatori sanitari per mezzo di interviste orali. Con la app Immuni il tracciamento potrà avvenire anche in modo tecnologico e quindi la prevenzione sarà maggiormente dettagliata, nulla di più.
3. È falso infine che la app potrà contenere informazioni sulle malattie pregresse, sull'assunzione di farmaci e altri dati riservati dei cittadini, come invece è stato scritto. Tutto quanto descritto verrà garantito dal codice sorgente che sarà disponibile in formato aperto.
Stiamo lavorando intensamente alla fase 2, con l'obiettivo di consentire a chi potrà di uscire di casa di farlo nelle condizioni di maggior sicurezza possibile.
L'app Immuni è un tassello della strategia che dovrà essere attivata, ma è necessario dare informazioni corrette e precise, per evitare il diffondersi di timori ingiustificati.
Commenti (1)
cyberoo
21 maggio 2020 alle ore 10:44Quando si parla di dati è INEVITABILE parlare di sicurezza informatica. Questi dati hanno un enorme valore di intelligence, e non è difficile pensare che threat actor governativi e cyber criminali dedicheranno tempo e risorse per cercare di appropriarsene.
Facciamo un esempio: due grandi aziende stanno pensando di fondersi o di effettuare un’acquisizione. Quanto può valere l’informazione che i CEO delle due aziende si sono incontrati più volte nel giro di settimane?
Il Bluetooth è diventato l'opzione preferita da molti sostenitori delle app di tracciamento dei contatti, perché, a differenza del GPS o del Wi-Fi, la tecnologia non registra le posizioni degli utenti, ma semplicemente tiene traccia dei dispositivi vicini.
Il segnale Bluetooth viaggia normalmente fino a pochi metri, ma basta una piccola antenna per ricevere il beacon (identificativo generato dall’applicazione sullo smartphone) da centinaia di metri. Questo significa che un attore malevolo potrebbe potenzialmente posizionarsi all’esterno di un luogo in cui è probabile che ci siano infetti, come ad esempio un ospedale, e “infettare” il suo beacon. A questo punto “l’untore virtuale” potrebbe recarsi in luoghi in cui sa di trovare soggetti specifici e costringerli anonimamente alla quarantena, oppure utilizzare il beacon infetto per colpire la concorrenza, come ad esempio far chiudere un locale; le possibilità di utilizzo sono infinite e dato che molto probabilmente dovremmo coesistere con questo virus per diverso tempo, questi beacon infetti potrebbero assumere un valore monetario non indifferente.
Esiste inoltre la possibilità, che hacker in prossimità fisica possano abusare di vulnerabilità del protocollo Bluetooth per attivare in remoto arresti anomali e persino bypassare la sicurezza, consentendo loro di accedere in modo arbitrario a lettura o scrittura alle funzioni del dispositivo.
https://blog.cyberoo.com/coronavirus-contact-tracing
