
Parlamento digitale
25 marzo 2020 alle ore 10:08•di Giuseppe Brescia
Ieri abbiamo assistito ad una audizione surreale in cui senatori e deputati, a debita distanza e in luoghi diversi, audivano un ministro in videoconferenza. E adesso inizierà l’esame del decreto #CuraItalia.
Il Parlamento continua a lavorare e non è affatto chiuso. Sono ridicole le accuse di assenteisti cronici come Salvini o la Meloni, che in due anni è venuta forse tre volte in commissione.
I parlamentari vogliono e devono lavorare, ma come tutti i cittadini devono anche rispettare le misure di sicurezza sanitaria non per la propria incolumità, come qualcuno vorrebbe far credere, ma per non essere essi stessi veicolo di trasmissione e moltiplicazione del contagio, provenendo da parti diverse del paese, al ritorno nei propri territori.
Non possiamo nemmeno più accettare limitazioni, seppure concordate, della partecipazione. Lo scorso 12 marzo ho partecipato fisicamente alla votazione a ranghi ridotti per autorizzare lo scostamento di bilancio. Fu un voto in emergenza, ma ora l’emergenza è ogni giorno e quella situazione non è ripetibile all’infinito.
Sia chiaro, l’attività parlamentare non è solo un voto, l’attività parlamentare prevede discussione, dibattito, critiche, proposte, incontri, accordi. Per poter continuare questa attività possiamo utilizzare anche gli strumenti che la tecnologia ci concede, come la videoconferenza, come sta già avvenendo.
Sono situazioni straordinarie come queste a imporre il cambiamento.
Scuola e pubblica amministrazione stanno cambiando con didattica a distanza e smartworking. Perché non può farlo anche il Parlamento? Già oggi è possibile inviare proposte di legge, atti di sindacato ispettivo, emendamenti da remoto, quindi è già realtà.
Domani il Parlamento Europeo terrà la sua prima sessione plenaria con il voto a distanza sulle misure contro il coronavirus. Altrettanto ha già deciso di fare il Parlamento spagnolo e da venerdì scorso un sistema di votazione e discussione remota è stato introdotto anche in Brasile al Senato. Inoltre l’articolo 73 del decreto Cura Italia consente a consigli e giunte comunali di riunirsi in videoconferenza.
Insomma il mondo si sta muovendo verso soluzioni che garantiscano la tutela della salute, da una parte, e la garanzia delle prerogative parlamentari dall’altra.
A noi non interessa la polemica su Parlamento aperto o chiuso. Siamo sempre stati la terza via ed è per questo che crediamo che all’Italia serva solo un Parlamento connesso. Dobbiamo lavorare in questa fase con lo stesso spirito di semplicità e di servizio con cui operano tanti sindaci e tanti consiglieri comunali.
Probabilmente non bastano solo strumenti o mere soluzioni tecnologiche, probabilmente serviranno anche modifiche legislative, regolamentari o addirittura costituzionali per poter realizzare tutto questo, ma non possiamo permetterci di perdere altro tempo.
Le presidenze di Camera e Senato dovrebbero convocare un tavolo tecnico presso la Giunta per il Regolamento per individuare un sistema sicuro ed efficiente, capace di replicare in ambiente digitale l’organizzazione dei lavori in aula e in commissione, nonché le eventuali modifiche normative necessarie, se necessarie.
Aprirsi al cambiamento non significa tradire principi e valori della Costituzione e dei regolamenti parlamentari, pensati in altri tempi.
La politica e le istituzioni devono avere il coraggio di affrontare situazioni nuove e impensate con soluzioni inedite e comunque temporanee. Abbattiamo resistenze e conservatorismi.
Viviamo fino in fondo democrazia e partecipazione anche in questo tempo difficile.
Commenti (11)
antonella genova
25 marzo 2020 alle ore 11:19Totalmente d'accordo, ma con la Casellati la vedo duretta.
Alighione Alighieri
25 marzo 2020 alle ore 12:35Il suo PC ha quattro tasti: on, off, sì, no.......
Tonino Palmisano
25 marzo 2020 alle ore 11:36Concordo su tutto, anzi, aggiungo che secondo me la digitalizzazione del Parlamento potrebbe portare addirittura ad un affinamento della burocrazia interna.
Elena
25 marzo 2020 alle ore 11:49Le opposizioni sempre assenti hanno pure il coraggio di dire che il governo decide da solo e nn sta lavorando. È incredibile la mala fede che circola a destra. Parlano pure di limitazione della libertà, ci danno o ci sono? Come si fa a ridurre questo flagello epidemiologico se non con assoluto rigore e restrizioni! Mah non ho parole!
W5S
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Vivianne
25 marzo 2020 alle ore 15:56Mi nombre es Vivianne Kachel y vengo a compartir este mensaje para decirles que un hombre me estafó, explicaré mi historia. De hecho, conocí a este hombre en un sitio de citas y simpatizamos varias semanas antes de que me dijera que debía hacer un viaje por la preocupación de su trabajo y una vez allí estos problemas, y me enamoré de él todo el tiempo, enviándolo constantemente dinero hasta que un día o un amigo mío me dijo que ella también había sido víctima de este tipo de cosas. Inmediatamente me puso en contacto con un oficial de policía que lucha contra el delito cibernético y, siguiendo las instrucciones del oficial de policía, este estafador fue arrestado y luego recuperé todo mi dinero, si usted ha sido víctima de una estafa de contacto, él sabrá qué hacer. ayudarte.
Correos electrónicos: antifraudec@gmail.com
Sinceramente Vivianne Kachel.
dallacalabriasaudita
25 marzo 2020 alle ore 21:54Finalmente concordo in pieno con un post di questo blog. Cosa rara, purtroppo. Magari questa pratica potesse portare a una giustizia digitale!
gianluca free
26 marzo 2020 alle ore 11:11Che dire..
Complimenti. Concordo al 100%.
e chi potrebbe non concordare?
...ah si, certo, sicuramente i politici inutili che sanno fare solo polemica (Salvini et simili), ed i giornalisti inutili di cui siamo pieni, come Massimo Giannini che iersera non sapendo che dire sulla sostanza dell'azione di Conte, lo biasimava per gli orari e i canali adottati "in emergenza" per annunciare i dpcm ai cittadini.
(n.b. entrambi hanno lo stipendio assicurato e non hanno il corona virus...)
(e mi sovviene, allora critichiamo pure Leopardi che si legava alla sedia per scrivere i suoi incredibili capolavori.... certo Giannini non si legherà mai alla sedia... ...e preghiamo il cielo che mai accada :-)
Paolots
26 marzo 2020 alle ore 11:34Sarebbe bello poter eliminare i costi d’affitto (che paghiamo a privati)della camera e del senato, eliminare i costi di trasferte e trasferimenti dei parlamentari, eliminare i costi delle loro lussuose abitazioni a Roma.....
Con l’attuale tecnologia (VOLENDO) è realizzabile da subito.
maria
26 marzo 2020 alle ore 15:08Avete visto rai tg la 2 che avanza cazzaro e pescivendoli in prima linea e noi paghiamo il canone.
alesca
26 marzo 2020 alle ore 16:28Tutto ovviamente condivisibile , la comunicazione digitale oltre a rendere più semplici le procedure , riduce notevolmente i costi della democrazia . Era peraltro il sogno di G. Casaleggio. Il M5S al governo da un anno e mezzo però quando si deciderà a cominciare davvero la rivoluzione digitale ?! I giovani osservano e valutano .
Ettore Mascellani
26 marzo 2020 alle ore 16:40Che i parlamentari quando tornano a casa possano essere veicoli di contagio è sicuramente vero, ma è proprio necessario che in questa situazione di emergenza tornino a casa? Ci sono migliaia di lavoratori che all'estero passano mesi senza rivedere a famiglia, per una volta ed in piena emergenza credo che non sia uno sforzo sovraumano restare a Roma qualche settimana. Oltretutto se tornano a casa dovrebbero anche restarci e non andare in giro. Sarebbe un bel esempio e di esempi in questo momento se ne sente il bisogno.
Ho condiviso le preoccupazioni di Fico sul voto elettronico in quanto, visto gli elementi che ci sono in parlamento, basterebbe che qualcuno sollevasse problemi in un qualche TAR o Corte Costituzionale per vanificare o ritardare i lavoro di molti. Basti vedere il voto sulla riduzione dei Parlamentare per il quale aremo prima o poi costretti a votare il referendum per le chiappe prensili di alcuni eletti in parlamento