Gli imprenditori italiani al centro delle misure del Cura Italia

Lo Stato non lascia soli gli imprenditori italiani davanti alla crisi provocata dall’emergenza Coronavirus. Siamo intervenuti con forza e risolutezza, utilizzando tutti i mezzi a nostra disposizione per sostenere le nostre aziende, cuore pulsante dell’economia nazionale, assicurando loro liquidità e accesso al credito. Nel decreto “Cura Italia” che ora passa al vaglio delle Camere le misure a favore delle aziende sono centrali.

A pagare il prezzo del rallentamento “obbligato” dell’economia sono soprattutto le piccole e medie imprese: per questo abbiamo potenziato il Fondo di Garanzia alle PMI con oltre un miliardo di euro. Fondo che è stato esteso anche alle imprese agricole. Inoltre, abbiamo aumentato a 5 milioni l’importo massimo ammissibile a garanzia e previsto anche la possibilità di accedere alla garanzia del fondo per rinegoziare finanziamenti già concessi. Infine, facilitiamo l’accesso ai finanziamenti estendendoli anche alle imprese che hanno problemi finanziari a causa dell’emergenza in corso. 

Abbiamo previsto anche una moratoria straordinaria dei finanziamenti a micro, piccole e medie imprese. I prestiti e le linee di credito ottenute da banche o altri intermediari finanziari sono così sospesi fino al 30 settembre 2020 e possono essere coperti dal Fondo di Garanzia per le PMI, salvaguardando così aziende e banche creditrici.

Sono sospesi fino al 31 maggio 2020 i termini per la riscossione di cartelle esattoriali, saldo e stralcio e per rottamazione-ter. Non verranno inviate nuove cartelle e sono bloccati gli atti esecutivi. Ferme anche tutte le attività di accertamento e riscossione dell’Agenzie delle entrate.

Ci sono poi settori che più di altri stanno soffrendo per via dell’emergenza Coronavirus e rischiano di pagare le conseguenze della crisi anche dopo la fine dell’emergenza sanitaria. Parliamo di settori come turismo, cultura, trasporti e ristorazione, per i quali abbiamo previsto lo stop ai versamenti di ritenute, contributi previdenziali e assistenziali e premi per l’assicurazione obbligatoria. Sospeso anche il pagamento dell’Iva previsto nel mese di marzo.

Aiutiamo anche tutti quei commercianti che in questi giorni hanno dovuto chiudere bottega a causa delle misure di contenimento attuate per contrastare il diffondersi del contagio. Tutti infatti si troveranno a dover ugualmente pagare la locazione della propria attività, pur non avendo incassato. Per loro c’è un credito di imposta del 60% sul canone di affitto di bottega e negozi, che si va ad aggiungere alla deduzione già oggi percepita del 20%. Il credito d’imposta sarà spendibile in compensazione e dunque di fatto è automatico. 

E ancora, per le nostre imprese abbiamo introdotto incentivi per interventi di sanificazione degli ambienti e degli strumenti di lavoro e per l’aumento della sicurezza sul luogo di lavoro. Prevediamo un credito di imposta pari al 50% delle spese fino a un massimo di 20mila euro e contributi attraverso la costituzione di un fondo Inail. Inoltre, è stato istituito presso il Ministero dell’Interno un fondo di 80 milioni di euro per l’anno 2020, per finanziare le spese di sanificazione e disinfezione degli uffici, e degli ambienti e dei mezzi di province, città metropolitane e comuni. Un intervento che consentirà di aiutare e dare garanzie alle nostre aziende in un momento difficile, tutelando la salute di tutti.

Ovviamente, non ci fermiamo qui. Per affrontare questa grave emergenza, come sempre detto, è indispensabile unire le forze ed è necessario l’apporto di tutti. Non è un caso che negli ultimi giorni l’Italia abbia ricevuto il sostegno, in termini di uomini e mezzi, da parte di molti Paesi, dalla Cina a Cuba. La macchina della solidarietà si è messa in moto da tempo ed è importante incentivare iniziative di questo tipo anche a livello nazionale.

Sempre con il decreto Cura Italia favoriamo le donazioni in denaro effettuate dalle persone fisiche e dalle imprese. Per quest’ultime, viene estesa la deducibilità delle donazioni effettuate, le erogazioni sono deducibili dal reddito d’impresa e non si considerano destinate a finalità estranee all’esercizio d’impresa. A questo decreto seguiranno altri provvedimenti già sul tavolo del Governo.

Il MoVimento 5 Stelle continuerà a lavorare per dare soluzioni al nostro settore produttivo in un momento di grande difficoltà. Le nostre aziende, quelle che fanno grande il Paese e che ci consentono di vantarci nel mondo della qualità e creatività made in Italy, potranno sempre contare sul nostro sostengo e sulla nostra riconoscenza per il lavoro che fanno.

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