
Dal Cura Italia sostegno a lavoratori e imprese che nutrono il Paese
31 marzo 2020 alle ore 09:29•di MoVimento 5 Stelle
Lo stop forzato di tanti settori produttivi ha causato danni ingenti alla nostra economia, ma tra i settori che hanno subito pesanti danno dall’emergenza coronavirus c’è anche chi non si è fermato e si sta prodigando, ormai da settimane, per non far mancare il cibo sulle nostre tavole.
Inoltre, l’agroalimentare, la pesca e l’acquacoltura sono tra i settori che più rendono riconoscibile e apprezzato il made in Italy nel mondo. Ecco perché il decreto “Cura Italia” prevede misure importanti per sostenere le aziende del settore stanziando subito 100 milioni di euro. Con queste risorse le imprese potranno pagare gli interessi passivi su finanziamenti bancari, quelli maturati negli ultimi due anni sui mutui e per l’arresto temporaneo dell’attività di pesca. Inoltre, a favore degli agricoltori aumentano dal 50 al 70% gli anticipi dei contributi Pac (Politica Agricola Comune) per un valore complessivo di oltre un miliardo di euro. E ancora, per garantire liquidità alle aziende agricole sono stati messi a disposizione del fondo di garanzia presso Ismea, l’Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare, ben 80 milioni di euro.
Il decreto “Cura Italia” mette in campo misure anche per gli operai agricoli, con la proroga fino a giugno dei termini per la richiesta di disoccupazione riferita al 2019. Invece, per i lavoratori a tempo determinato di questo settore che hanno lavorato almeno 50 giorni nel 2019, è previsto un indennizzo di 600 euro per il mese di marzo. Ancora, per tutelare i dipendenti delle aziende agricole dagli effetti negativi dell’emergenza Covid-19 ci sono oltre 3,3 miliardi di euro per la cassa integrazione in deroga. Altri 50 milioni di euro sono invece destinati al Fondo indigenti per recuperare le eccedenze alimentari: evitiamo sprechi e assicuriamo la distribuzione a persone bisognose in un momento di difficoltà per tutto il Paese.
Il settore agroalimentare è il fiore all’occhiello del nostro “Made in Italy”. Tanti produttori in questi giorni difficili stanno garantendo ai cittadini italiani con il loro lavoro di poter fare la spesa in tranquillità. A loro va il ringraziamento di tutti e ora più che mai ricordiamoci di comprare cibo italiano per sostenere il settore, soprattutto in un momento in cui l’export è messo in ginocchio dall’emergenza coronavirus.
Allo scopo di aiutare le nostre aziende nel processo di internazionalizzazione e sostenere le esportazioni, anche attraverso una campagna straordinaria di comunicazione per promuovere nel mondo il Made in Italy, è stato creato il Fondo per la promozione integrata. Il Fondo avrà una dotazione iniziale di 150 milioni di euro per il 2020 e si unisce ad altri 716 milioni di euro già previsti per Piano straordinario per il made in Italy. Lo Stato, anche attraverso l’ausilio di ICE (Agenzia italiana per l’internazionalizzazione delle imprese e per l’attrazione degli investimenti) aiuterà gli imprenditori del settore agroalimentare e di tutti i settori segnati dall’emergenza a sviluppare il proprio business all’estero e ad aumentare le esportazioni.
Queste prime misure prevedono uno stanziamento complessivo di 25 miliardi di euro che attiveranno flussi di denaro per 350 milioni. Il Governo, però, è pronto a intervenire nuovamente per dare sostegno a un sistema produttivo che ha bisogno di ripartire più forte di prima non appena ci lasceremo alle spalle il dramma sanitario che stiamo vivendo.
Commenti (13)
massimo consoli
31 marzo 2020 alle ore 10:18Nel prossimo futuro con la speranza che il Coronavirus sparisce al più presto possibile,
la priorità del nostro paese deve essere l’economia,rinforzare la stabilità.
Negli ultimi anni il nostro paese ha subito un calo devastante, non si può continuare con questa filosofia sbagliata a livello europeo ed anche italiano ( in primis).
Abbiamo risparmiato esageratamente in tanti principi ,dobbiamo garantire la sicurezza a livello salute,qualità di vita ( lavoro,sociale,salario,etc...) di mantenere un equilibrio.
Continuare a rispettare la natura con le sue regole,abbiamo tanto da fare.
Ci vuole competenza,concretezza e disciplina per ottenere il meglio possibile della situazione che viviamo attualmente.
massimo consoli
31 marzo 2020 alle ore 10:57Il mondo e distrutto,tempo di dare una filosofia nuova che si appoggia nei valori umani, l’umanità non ha bisogno di ricchezza.
Un gioco d’azzardo voluto dai poteri con il suo business, a costo sulla gente che deve subire questa follia.....
Non esiste, che dobbiamo seguire certe regole di gente malata di potere....
La natura ci sta dimostrando la sua vera potenza invincibile,siamo fragili contro di lei,la natura non conosce soldi con tutto il suo disastro creato dal potere.....
massimo consoli
31 marzo 2020 alle ore 11:05L’umanità ha imparato cosa di questa situazione pessima (Coronavirus)?
Di continuare di essere più egoista,cafone,bastardi per difendere il suo vantaggio?
Di continuare a dare la colpa sl più debole....?
Quando inizia a dare la sua parte per difendere i veri valori,motivi ....
song
31 marzo 2020 alle ore 12:17Ma davvero pensiamo che il "cura Italia " sia una risposta minimamente adeguata ?
Pensavo di far parte di un MoV molto diverso da questa accozzaglia di Governo ...
Paolots
31 marzo 2020 alle ore 12:26Ma che economista vi ha fatto questo calcolo dove 25 miliardi diventano 350??
Conosco le politiche keinesiane....ma si applicano in contesti diversi...e sono già un ottimo risultato quando i moltiplicatori sono volte 6...
In campi specifici come la ricerca e sviluppo si possono aver moltiplicatori a due cifre ma c’è da chiedersi in primis quale imprenditore ha la capacità e la voglia di far investimento(debito) in questo preciso momento di recessione!???
Oggi l’unico soggetto che PRIMA DI TUTTI deve investire è LO STATO!!...in modo da creare LA PIENA OCCUPAZIONE...!!...quindi sbloccare le opere utili, le infrastrutture (rimodernare ed ampliare ospedali ad esempio....) ecc.....
Pierluigi Piccoli
31 marzo 2020 alle ore 14:37IL DOPO CORONA VIRUS.
Dobbiamo prepararci al dopo Corona Virus, un dopo economicamente molto pesante e che richiederà una politica economica a medio-lungo termine perché il nostro debito pubblico sarà ulteriormente aumentato e gli interessi che dovremo pagare ai nostri finanziatori inciderà fortemente sulla nostra spesa pubblica.
Per fare tale politica, sarà necessaria una politica economica che dovrà avere il.sostegno di una maggioranza sicura in Parlamento e che per noi 5 Stelle è.una politica a favore di tutti i cittadini, non di una sola parte come vorrebbe fare la destra sovranista di Renzi, Salvini, Meloni, Bonino e Berlusconi.
Il M5S dovrà rivolgersi necessariamente al PD e alla galassia di partitini della sinistra.
Ma con la maggioranza che abbiamo oggi in Parlamento non possiamo farcela e dobbiamo per forza di cose passare per la via delle elezioni anticipate con una nuova legge elettorale che approveremo con l'attuale maggioranza.
Che Dio ce la mandi buona perché, se perdiamo, ci toccherà avere come capo del governo o come presidente della Repubblica Mario Draghi che la destra finanziaria ha già scelto per spogliarci delle residue nostre ricchezze.
Ma il momento richiede una decisione non priva di rischi: quella di allearci con il PD e la sinistra per concordare una politica a lungo termine che sostenga le fasce più deboli della società e non solo le fasce più forti com'è stato fatto prima del governo 5 Stelle.
In politica estera dovremo essere equidistanti da Usa, Cina e Russia e portare avanti il nostro programma che prevede la nazionalizzazione dell'acqua, delle vie di comunicazione stradali e digitali, del gas e dell'energia elettrica e dell'informazione.
Se non sarà possibile la nazionalizzazione, dovremo mettere in piedi un sistema di concessioni con una legge sul conflitto di interessi che escluda chi ha interessi diversi da quelli dell'informazione.
Giancarlo Cimaglia
31 marzo 2020 alle ore 15:56Buongiorno, sono Giancarlo Cimaglia ho 62 anni e sono un dipendente civile del ministero della Difesa, presto servizio presso l'aeroporto militare di Guidonia nella Scuola di Aerocooperazione e sono dal 13 marzo in lavoro agile a casa, la mia permanenza di lavoratore agile dal 3 marzo e si protrarrà oltre i tempi precedentemente stabiliti del 07 aprile, considerando che la produttività del lavoro agile spesso si esaurisce o a volte per alcuni dipendenti è impossibile, vorrei proporre la mia candidatura a rendermi utile per necessità diverse che possono essere di alta utilità sociale in questo momento di grande difficoltà per il nostro paese. Vorrei lanciare l'idea di potermi impiegare per la raccolta dei prodotti agricoli stagionali in cui è stato denunciata la carenza di personale, con il rischio di perdere i raccolti e creare. per il paese, ulteriore danno non solo economico ma anche di fornitura alimentare.
Credo che si possa lanciare una campagna di questo genere a tutto il personale statale (ma anche ai percettori del reddito di cittadinanza) con le dovute accortezze, sicuramente potrebbe essere una delle possibili soluzioni per risolvere la mancanza di lavoratori stagionali.
Aspetto una vostra gentile risposta in merito
the edge
31 marzo 2020 alle ore 17:00Aiuti alle imprese quali???
La GDO/ i negozi alimentari/ le aziende alimentari hanno bisogno d'aiuto??NO non hanno mai guadagnato tanto come ora.
Farmacisti/aziende farmaceutiche e sanitarie/ stanno straguadagnando.
L'Ecommerce ? pure lui naviga nell'oro.
Le multinazionali/la moda? hanno riconvertito e guadagnano.
I liberi professionisti dalle parcelle ultraesose e dal nero vestiti sono in mutande?NO
Gli Statali/burocrati/politici/ che continuano a ricevere lo stipendio come se nulla fosse sono alla fame'NO
Le grandi aziende di Fuffindustria che hanno sempre eluso le tasse e divorato soldi pubblici chiuderanno?NO
I lavoratori in nero che non hanno mai versato le tasse ed i loro datori di lavoro che non hanno versato tasse e contributi avranno un aiuto???
Gli unici che sono davvero con l'acqua alla gola sono i lavoratori del settore privato(che riceveranno solo le briciole della CIG) ed i pensionati al minimo.
Una Patrimoniale a quel 10% d'italiani(ultraegoisti) che detiene il 90% della ricchezza fa proprio schifo??O sarebbe un segno che davvero DOPO qualcosa cambierà in meglio?????
Tutti gli aiuti alle Imprese SONO AIUTI ALL'OFFERTA di beni(andrebbe anche bene)ma se non si SOSTIENE LA DOMANDA di beni mettendo i soldi nelle tasche degli italiani l'offerta sarà inutile xchè pochissimi potranno comprarli.
the edge
31 marzo 2020 alle ore 17:16Se dopo lo Stato si ricorderà di far pagare il giusto prezzo da parte della GDO agli agricoltori sarà già una vittoria, deve finire la lunga vorace filiera che va dal produttore (strozzato da prezzi assurdi)al consumatore anch'egli strozzato da prezzi lievitati all'infinito!!!
E dovete smettere di destinare mln a questo e quel fondo(mai intercettati dai cittadini) i soldi devono arrivare dove servono non in fondi in cui i gestori si tengono i soldi all'infinito x interesse e x potere!!!
dallacalabriasaudita
31 marzo 2020 alle ore 17:31Ho inviato al Viceministro Silieri, senza ricevere, ancora, alcuna risposta la seguente comunicazione.
Gentile viceministro,
da sempre ritengo che nell’Italia l’ascensore sociale si è fermato perché le caste (notai, farmacisti, medici di famiglia, tassisti ,etc) lo hanno bloccato a piano zero.
Ho votato convintamente il Mov 5 stelle nella speranza che qualcosa sarebbe cambiato. Mi devo ricredere, visto il silenzio assordante da parte di tutto il movimento a tal proposito, stanti le tante promesse fatte per abbattere i privilegi delle lobbies.
Ho sentito solo parlare di quelle bancarie, con riferimento al salvataggio fatto dai governi precedenti, salvo poi assistere, col “copia/incolla”, al salvataggio della popolare di Bari, che ritengo cosa buona e giusta.
E’ chiaro che l’evaporazione del movimento è riconducibile, fondamentalmente, alla mancanza di coerenza dimostrata in tantissime situazioni.
Non sto qui a tediarla facendo l’elenco delle circostanze, frutto di profonde insoddisfazioni, per questa scarsa coerenza.
Sto qui a chiederle perchè in questa drammatica situazione non si agisca, oltre che far ripartire l’ascensore sociale, per alleviare i disagi della popolazione più anziana.
Segue
dallacalabriasaudita
31 marzo 2020 alle ore 17:32Mi ha fatto senso sentire e leggere di farmacisti eroi: se lo hanno fatto o lo stanno facendo, lo fanno prima di tutto per ingrassare il loro portafoglio. Sento dire che con eroismo stanno aprendo le farmacie, allora Le chiedo: come mai lo Stato che, molto degnamente rappresenta, debba avere bisogno continuamente di eroi, costringendo, laddove non c’è ASSOLUTAMENTE BISOGNO, questi nostri concittadini all’ eroismo? Per evitare di immolarli si potrebbe fare una cosa semplicissima ed attuabile nel giro di 24 ore: estendere la distribuzione dei farmaci, di tutte la fasce, alle parafarmacie: uno, per condividere con le farmacie oneri ed onori, l’altro, per facilitare ai malati cronici, come me, l’approvvigionamento capillare delle medicine. Allora, se anche in questa drammatica circostanza non si riesce nemmeno a dare un sollievo alla categoria dei cittadini più colpita e più fragile, quale quella cui, settantenne, appartengo io, concludo, tra l'altro, che per le giovani generazioni non c’è speranza: si devono rassegnare a vivere con l’ascensore sociale rotto!
Capisco che la potentissima lobbies dei farmacisti, farebbe le barricate pur di mantenere i privilegi. Però mai come in questo momento i fatti si incaricherebbero di smascherare il loro finto eroismo, perché sarebbe chiaro a tutti che si tratterebbe di tutelare esclusivamente un loro privilegio a danno della collettività.
Un cordiale saluto
mery
31 marzo 2020 alle ore 19:01L'ascensore sociale?
Non penso proprio sia il momento questo, se intendi per a.s. dare ai giovani remunerazioni in salita, inserimento professionale in aziende in ascesa...ci sarà il tempo della ripresa e l'ascensore sociale comincerà a salire ai piani alti per adesso dobbiamo accontentarci dell'ascensore fermo o di non scendere nei sotterranei.
garzov
3 aprile 2020 alle ore 10:34Molto bene questi provvedimenti, ma ... chi ha beni immobili, come li tutelate?
Ok, c'è il credito d'imposta sugli affitti commerciali, ma chi ne usufruisce non è detto che in questi giorni l'affitto ... lo paghi. In sintesi il conduttore si scala il credito e non paga l'affitto, sia ben inteso trattasi di una situazione limite, ma di fatto chi ci rimette è il proprietario dei muri; forse era meglio questo credito darlo ai proprietari che abbuonassero la mensilità di marzo.
Idem per le locazioni civili. Con 650 euro un affitto non si paga; possibile dare un credito d'imposta pari alla mensilità o ad una sua percentuale ai proprietari che vengono incontro ai propri affittuari in questa situazione d'emergenza?