
Coronavirus, partiamo con la macchina della solidarietà italiana #AcquistaItaliano
2 marzo 2020 alle ore 13:26•di Paola Taverna
Tutti noi ricordiamo con dolore i tanti terremoti che hanno colpito le regioni d'Italia. A seguito degli ultimi due episodi più violenti, in Emilia Romagna nel 2012 e in centro Italia nel 2016, sono nate delle bellissime iniziative sociali di sostegno alle aziende colpite dal sisma: gruppi di acquisto solidale, welfare aziendale e altre iniziative con cui incentivare l'acquisto dei prodotti che sono la linfa vitale delle imprese.
Resteranno per sempre un nostro vanto l'iniziativa "Un'amatriciana per amatrice", 100 mila piatti di amatriciana dai ristoratori d'Italia per aiutare la ricostruzione; la corsa a comprare l'eccellente Parmigiano Reggiano dei caseifici emiliani e i pacchi regalo con dentro legumi, salumi, vino e altri prodotti tipici dell'Umbria,del Lazio, delle Marche e dell'Abruzzo.
Negli uffici pubblici e privati girava il passaparola, com'era il collega che aveva il contatto giusto per fare acquisti collettivi e poi si distribuivano le prelibatezze che messe in tavola ci hanno fatto sentire tutti più uniti.
Noi italiani siamo così, bravissimi a creare valore, sempre pronti ad aiutare chi si trova in difficoltà.
È il momento di far ripartire la macchina della solidarietà dal basso per aiutare le aziende e i territori in difficoltà a causa del Coronavirus e delle conseguenze della sua diffusione. Il governo è intervenuto subito sul piano socio-sanitario e sono partite le prime misure di sostegno economico, alle quali a breve se ne aggiungeranno altre ancora più consistenti. Ma serve anche l'intervento dal basso, ognuno di noi può scegliere di acquistare qualcosa di buono, di utile o di interessante selezionando merce italiana, qualcosa che sia frutto del lavoro, dell'ingegno e dell'impegno del NOSTRO Paese.
È un modo per fare squadra tutti insieme e dare ognuno un piccolo contributo al rilancio di chi sta attraversando giorni difficili. Ogni comunità si riconosce dalle persone che la compongono e dai comportamenti che la caratterizzano.
Commenti (15)
massimo
2 marzo 2020 alle ore 14:582) Se solo avessimo una visione sistemica e circolare delle cose saremmo tutti più felici, più sani, più umili, più grati e riconoscenti verso tutto. E meno soli ed impotenti.
“Non Agire”: non significa affatto rimanere passivi e inerti o non fare nulla.
Vuol dire, invece, compiere tutto ciò che c’è da fare, come farebbe un’onda, ma senza dimenticarsi di essere Oceano.
Come una tessera, parte integrante di uno splendido mosaico.
Come un frammento del Tutto, consapevole del Tutto; non del frammento.
Non sparisce, non si estingue, non si annulla il frammento; semplicemente prende coscienza di essere parte del Tutto, non un inutile frammento isolato.
Allora l’agire prenderà forma dal Non Agire, come la tessera, che isolata è nulla, prende la splendida forma del mosaico.
“È un modo per fare squadra tutti insieme e dare ognuno un piccolo contributo al rilancio di chi sta attraversando giorni difficili. Ogni comunità si riconosce dalle persone che la compongono e dai comportamenti che la caratterizzano”. GRAZIE E BUON COMPLEANNO PAOLA!
massimo
2 marzo 2020 alle ore 15:001) Urge una nuova visione delle cose, se non vogliamo auto distruggerci
Urge una visione circolare
Urge una Visione
Una nuova Economia, per ricreare milioni di persone nuove e così milioni di nuovi posti di "lavoro", un nuovo Pensiero, sistemico, che veda il mondo qual’è: una rete di relazioni dove nulla e nessuno è concepibile in maniera autonoma ed isolata.
Possibile che ci sentiamo così superiori, così estranei alla nostra Natura?
Perché e' così difficile capire che la crescita senza limiti si trasforma in perdita, che al punto più alto segue la discesa, che al giorno segue la notte e che il più forte diventa il più vulnerabile?
Se uno scienziato un giorno inventasse un super telescopio che potesse raggiungere il confine più estremo del mondo, che giungesse alla fine, all’estremità opposta dell’universo, avrebbe una strana sorpresa; si accorgerebbe che sta osservando la sua nuca!
Oltre la Terra c’è l’Uomo. Oltre l’uomo c’è il Cielo.
Oltre il Cielo però c’è di nuovo la Terra! È un Tutto Unico.
mimmo r.
2 marzo 2020 alle ore 17:21Tanti auguri di buon compleanno alla nostra Paola. Grazie di cuore a Te per l'ammansimento ed a Barbara per l'ammutamento dell'onorevole Paniz. Piu'..Piu'..Piu' spesso in TV entrambe.
Enrica Tonelli
2 marzo 2020 alle ore 19:56Ma se il mercato interno è stato deliberatamente distrutto per favorire l’export! Export significa bassi salari all’interno del paese per competere all’estero! Consumo interno significa poter godere di stipendi più elevati per acquistare prodotti di qualità che sono quelli italiani..... ma datevi una scrollata al cranio e provate a valutare seriamente se all’interno c’è un contenuto..... aspetto le ultime puntate Mes, pacchetto cioè bidone, Unione bancaria cioè la nostra fine
federico_2
2 marzo 2020 alle ore 22:29Cara Enrica ... ho l'impressione. che tu abbia. le idee un poco confuse in fatto di economia ... io ho sempre diretto aziende che esportano e. vendono sui mercati esteri a prezzi superiori a quelli Italiani.
Dipende da cosa esporti .
Sul MES hai invece tutte le ragioni .... fra poco vedremo se Conte è uno sporco bugiardo che ha tradito gli Italiani oppure abbiamo la. possibilità di blocccare la nostra adesione.
Enrica Tonelli
3 marzo 2020 alle ore 07:06Lo so bene Federico, sono stata in Cina per lavoro molte volte, ed ho rilevato i prezzi dei prodotti italiani su quei mercati, in Russia lo stesso! In Italia peró la classe media è stata distrutta e gli italiani non godendo più di salari adeguati acquistano prodotti che arrivano da fuori a basso prezzo, lo constato ogni giorno: questo accade sia nell’alimentare che nell’abbigliamento ed altri. Prodotti scadenti che usi due volte e getti, ma costano poco e creano l’illusione di poter avere tutto (il più delle volte cose che manco ci servono). Non sono un’esperta in economia, lavoro in campo notarile e lotto duramente ogni giorno con norme insensate prodotte a mio avviso da gente che nulla ha a che fare con la praticità ed il raggiungimento di uno scopo a favore del cittadino. Mettere insieme un contratto di compravendita è diventato un delirio di cui pochi sono a conoscenza.... e questo modo di operare oltre ad essere estremamente costoso per le tasche di tutti, congela le iniziative e l’economia. Sono contro tutti questi partiti litigiosi non in gradi per incapacità e mancanza di visione di promuovere piani a medio a lungo termine con obiettivi seri. Lo spazio è poco e non permette approfondimenti! Ormai peró personalmente sono per la rivoluzione, pacifica, ma rivoluzione, ponendo bene l’attenzione all’etimologia della parola. Se cadrà questo governa e c’è ne sarà uno di centro destra, inizieranno a litigare lo stesso, hanno già cominciato. Sta a noi italiani avere il coraggio di dare un serio stop a tutto questo
Gnaro
2 marzo 2020 alle ore 20:05Io da anni compro solamente prodotti LOMBARDI, riducendo al minimo l'acquisto di prodotti non Lombardi.
Comprate prodotti dei vostri territori, fate lavorare la vostra gente e aiuterete lo sviluppo del vostro territorio.
federico_2
2 marzo 2020 alle ore 22:25Anche io ... guardo sempre lo stabilimento di produzione sulle etichette ... se non è fatto in Italia ... no buono.
Enrica Tonelli
3 marzo 2020 alle ore 07:13È quello che faccio anch’io ormai da anni, quello che mi serve lo compro vicino a casa mia, ma siamo molto in pochi. Bisognerebbe sensibilizzare le persone in questo senso. La maggioranza compra semplicemente quello che costa meno, pensate alle persone anziane che non hanno più la possibilità di leggere le etichette. Serve una campagna ed un rilancio del COMPRARE ITALIANO E SPENDERE I NOSTRI SOLDI DOVE VIVIAMO
no name
3 marzo 2020 alle ore 09:32io compro solo prodotti italiani, ma perchè le arance sono molto migliori quelle israeliane, mi volete spiegare il perchè ? Non sara' che quelle di qualita' migliore le mandano in CINA ?????
Roberto Maccione
2 marzo 2020 alle ore 21:08prima di far partire la macchina della solidarieta sarebbe utile superare il momento di panico in cui si versa.
mery
3 marzo 2020 alle ore 07:36Ogni spesa che faccio è MADE IN ITALY.
Ho smesso di comprare merce proveniente dalla Turchia, non per i turchi, ma per chi li governa.
marina milano
4 marzo 2020 alle ore 12:07Buongiorno, vorrei dire che le parole in difesa del Made in Italy, oggi, servono a poco. E’ naturale una certa diffidenza nei confronti dei ns prodotti, soprattutto di origine animale: in fondo un cane è stato trovato positivo a Hong Kong, il virus stesso viene, sembra, dagli animali, ecc. A ciò si aggiunga che i “focolai” italiani si trovano in zone di alta produzione dell’agro alimentare, e il gioco è fatto ...
Perchè, invece, lasciamo perdere le parole e mostriamo i fatti. Analisi su animali, latte, uova, ecc. che dimostrino l’assenza del virus. Rassicurazioni dimostrate sul rispetto delle norme igieniche, informazioni sul perché, scientificamente, in alcuni prodotti, il virus nn potrebbe sopravvivere. Tutto questo nn dovrebbe servire, ma, abbiamo visto, proprio in Italia, nei giorni passati, la diffidenza nei confronti di merce proveniente dalla Cina. Siamo tutti uguali: qndo nn conosciamo il nemico che ci minaccia, ci sentiamo vulnerabili e solo i fatti concreti possono rassicurare. Dire che i ns prodotti sono di eccellenza non serve. Lo sanno tutti. Dire che, oggi, i ns prodotti sono sicuri e lo possiamo dimostrare, quello serve. Non risolve, ma aiuta sicuramente. Buona giornata
Marina
Marina Capri
4 marzo 2020 alle ore 15:09Mangiate carne, mangiate carne ... e danneggiate anche noi che non la mangiamo!!!
https://www.lastampa.it/cronaca/2020/03/04/news/deforestazione-e-allevamenti-intensivi-i-danni-all-ambiente-fanno-esplodere-i-virus-1.38546506
Serafina Pace
5 marzo 2020 alle ore 17:44EVVIVA LA SOLIDARETA'
https://www.money.it/Coronavirus-donazioni-vip-politici-Italia-mondo?utm_source=notifichepush
