
Compriamo cibo italiano, sosteniamo chi lavora per il nostro benessere
18 marzo 2020 alle ore 09:55•di Giuseppe L'Abbate
Le filiere agricola, agroalimentare e della pesca non si sono fermate e continuano nel loro lavoro, non facendo mancare i propri prodotti nei negozi alimentari italiani. L’emergenza coronavirus sta mettendo a dura prova imprese e lavoratori dell’agroalimentare, ma la gran parte di loro continua a dare il massimo per portare il cibo sulle nostre tavole.
Abbiamo anche dovuto reagire all’atteggiamento di alcuni Paesi che si sono fatti prendere da timori infondati e hanno iniziato a pretendere certificazioni “virus free”nonostante la stessa Efsa, l’Agenzia europea per la sicurezza alimentare, abbia ribadito che non vi siano prove che i prodotti agroalimentari siano fonti o via di trasmissione del virus. Nessun dubbio sulla qualità e sulla sicurezza dei prodotti dell’enogastronomia italiana: il made in Italy agroalimentare è sempre stato sano e di alta qualità e rimane sano e di alta qualità anche ora.
Eppure questi atteggiamenti ostili hanno prodotto la minaccia di annullare gli ordini di ortofrutta italiana da parte dei supermercati esteri, in particolar modo polacchi. Grazie all’azione diplomatica portata avanti dal ministro Luigi Di Maio e all’Ambasciata Italiana a Varsavia abbiamo scongiurato questo pericolo, fugando ogni inconcepibile perplessità e tutelando le nostre imprese agroalimentari.
L’ottimo lavoro diplomatico ha portato i suoi frutti anche sui confini italiani con l’Austria e la Slovenia, sbloccando gli intasamenti creatisi a causa dei blocchi imposti alle frontiere dagli altri Stati confinanti (come Ungheria e Croazia) che hanno provocato un effetto a catena. La situazione va via via migliorando sebbene l’attenzione del governo rimanga altissima.
Le difficoltà nelle esportazioni, l’attuazione anche negli altri Stati europei delle misure per frenare la diffusione del contagio del Covid-19, come la chiusura di bar e ristoranti, il fermo obbligato del settore ricettivo e della ristorazione, nonché le problematiche per fare la spesa alimentare in Italia stanno, però, mettendo in ginocchio l’agricoltura e la pesca made in Italy.
Da qui l’invito che rivolgiamo a tutti i consumatori: premiamo l’immane sforzo che la filiera agroalimentare nazionale sta portando avanti, assicurandoci cibo e bevande sugli scaffali dei negozi alimentari. Compriamo italiano e consumiamo prodotti freschi e di produzione locale, facendo un po' di attenzione in più all’etichetta. È un momento in cui siamo chiamati tutti ad essere solidali e ad avere maggiore sensibilità.
Restiamo a casa e privilegiamo i prodotti del nostro splendido Belpaese: facciamo la nostra parte anche mostrandoci riconoscenti e solidali.
Insieme ce la faremo!
Commenti (24)
gian giul
19 marzo 2020 alle ore 08:40Il "chissenefrega" del bene pubblico è una filosofia che va per la maggiore in Italia. Controllanti e controllati, tutti condividono serenamente.
Berto
19 marzo 2020 alle ore 09:50Sottoscrivo. Anche se quando posso compro dai piccoli produttori della mia zona.
Mister B.
19 marzo 2020 alle ore 10:55I NAS ( nucleo anti sofisticazione ) lavorano proprio per questo, se non erro hanno scovato migliaia di queste cose che lei ha elencato. E' una guerra che si combatte giornalmente e qualche cosa sicuramente sfugge, ma la situazione catastrofica che lei dipinge non è reale . Fare del catastrofismo non aiuta nessuno, anche noi , quando facciamo acquisti , dobbiamo saper scegliere cosa comprare perchè se lei compera un litro di olio extravergine di oliva a 4 euro da dove pensa che provenga ??
Mister B.
19 marzo 2020 alle ore 10:58TROVARLE..............................
Mister B.
19 marzo 2020 alle ore 11:14La cosa buffa è che hanno donato Berlusconi, gli Agnelli............cosa è una crisi di coscienza ??
Mister B.
19 marzo 2020 alle ore 11:22io ho votato movimento 5 stelle proprio per questo, ho sentito con queste mie orecchie parlare Gianroberto Casaleggio e dire che se fossimo andati al governo saremmo usciti dall'euro. Purtroppo abbiamo perso Gianroberto troppo presto , se ci fosse stato lui non sarebbero andate così le cose, e io sto ancora aspettando di ritornare alla nostra beneamata e svalutata liretta, cosa che non avverra' piu'.
Massimiliano
19 marzo 2020 alle ore 19:06Il tuo commento è in stato di attesa. Clicca sul link ricevuto via email per pubblicarlo immediatamente.
Andiamo bene!
sono iscritto certificato da 10 anni e mi censurate pure, oltretutto non mi arriva nessuna email.
Ho ragione che bisogna fare pulizia nel M5S ma dall'interno, giusto per tornare a quando c'era Beppe che vi controllava anche i peli del di dietro.
Andreaxxl
19 marzo 2020 alle ore 20:07E ti lamentarvi che erano ritornati i troll?
I troll non posseggono il tasto x bannare,
Massimiliano
20 marzo 2020 alle ore 08:57I troll possono stare da una o dall'altra parte della barricata....le chiamano spie, infiltrati e infami.
Andreaxxl
19 marzo 2020 alle ore 20:11Mister b
Non è reale? Il sig zampano ha detto solo una parte di verita, perché la realtà è molto peggiore, adesso pure i pomodori di pachino arrivano dal Marocco.
federico_2
20 marzo 2020 alle ore 03:25Non hai del tutto ragione,io compro cioccolato Itaiano o Svizzero e trovo indicate lle percentuali di cacao e la fabbrica di produzione ... alcune marche di pasta Italiana dichiarano sulla confezione di usare solo grano duro Italiano .. e così via ... leggendo con attenzione le etichette si capisce molto.
Certo ... non devi prendere i rodotti che costano meno degli altri ... e stai sulle marche migliori ... oppure fatti un giro in Abruzzo e compri l'olio da un frantoio locale ... dopo il corona virus ...
federico_2
20 marzo 2020 alle ore 03:32Ma tu vuoi scherzare ... in Italia tutto quello che è pubblico è lasciato marcire.
L' Italia è piena di caserme abbandonate in preda ai vandali.
All'estero i veicoli militari sostituiti vanno all'sta pubblica o sono acquistabili in campi speciali per la gioia degli appassionati ... da noi li gettano in un campo a marcire ... oppure fanno delle aste per soli *commercianti* ... probabilmente a prezzi da amico.
Finio a qualche anno fa in Svizzera l'esercito aveva i *liquishop* ( quacuno è sopravvissuto in scala ridotta ) dove potevi comprare di tutto ... fucili, camion, tende, sci, vestiario, generatori elettrici, cassette con attrezzi e persino occhiali da neve.
E' questione di rispetto per lo stato e le sue proprietà ... quello che non si può rubare ... chi se ne frega.
federico_2
20 marzo 2020 alle ore 03:37Il tuo commento è in stato di attesa. Clicca sul link ricevuto via email per pubblicarlo immediatamente.
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Non vergognatevi a bannare queli che parlano fuori dal coro ...tanto lo hanno capito tutti il trucchetto della email che manda in pubblicazione appena fai click.
Vergognatevi invece di non ammettere opinioni divere dalle vostre ... vi siete dimenticati la questione de *Uno vale uno* , della democrazia diretta e di un sacco di altre cose.
Continuate così ... e molti si dimenticheranno di voi.
Andreaxxl
20 marzo 2020 alle ore 09:13Giovanni2
Vedo con dis-piacere che pure tu sei vittima dei soliti noti,
Che grazie ai loro metodi fascio comunisti sono riusciti ad impossessarsi del blog ad uso e consumo personale,
Andreaxxl
20 marzo 2020 alle ore 09:17Scusa
Federico_2.....
Massimiliano
20 marzo 2020 alle ore 09:02giovanni2@
io ringrazio me stesso che li ho votati senza stare a cercare divinità anche quando non c'è bisogno.
SI DEVE FARE DI PIU' proprio perchè in futuro non si sa se si potrà avere ancora la possibilità.
Massimiliano
20 marzo 2020 alle ore 09:03gruz fruz@
Appunto bisogna sfruttare meglio il momento che non si sa se si ripete.
Andreaxxl
20 marzo 2020 alle ore 09:16Federico2
La percentuale di agroalimentare prodotta in Italia può soddisfare la domanda di una piccolissima parte della popolazione, causa il suo ridotto quantitativo prodotto.
Zampano .
20 marzo 2020 alle ore 12:03Caro Mister B
qui non si parla del vino al metanolo o di robe simili, cioè i Nas non c'entrano nulla, perchè i prodotti che ho elencato si trovano nei supermercati e nei piccoli negozietti e sono tutti... a norma UE!
Ossia sono veleni autorizzati dai parlamentari di casa nostra, proni a fare ciò che l'UE comanda.
federico_2
confermi quanto detto: qui si parla di comprare Italiano e tu compri cioccolato svizzero. Mi fai l'esempio delle indicazioni di percentuali di grano italiano ma non ti chiedi il perché si parli di "percentuali". Se non vi è solo grano italiano o solo latte italiano o solo carne italiana etc è perché lo Stato, invece di favorire lo sviluppo di agricoltura e allevamento nel nostro Paese, ha favorito nel corso degli anni politiche di importazione dall'estero. La normativa europea che limita ad esempio la pesca; o quei parlamentari (ricordo inglesi e francesi) che criticavano il quantitativo di zucchero nei nostri vini o di sale nel parmigiano, proponendo cambi drastici, che avrebbero ucciso il made in Italy; o le decisioni della UE di bloccare l'export italiano verso la Russia (ma poi ci hanno pensato i nostri politici ad accordarsi con la Germania e acquistare la loro carne suina, mentre la nostra rimaneva invenduta sui mercati) ti fanno capire che la politica italiana, spesso latitante, è responsabile. Politica che deve farsi protettrice dei nostri interessi non con proclami tipo: "compra italiano" ma con azioni atte a favorire le nostre aziende e meno l'importazione dall'estero, perché negli anni sessanta, e chi li ha vissuti se li ricorda, i prodotti italiani erano tenuti in maggiore considerazione, avevano ben altro sapore ed erano soprattutto sani. Saluti.
soul
20 marzo 2020 alle ore 19:33Sono stato da sempre un sostenitore dell'agricoltura e pesca Italiana, dai tempi in cui l'EU autorizzo l'importazione degli agrumi e olio tunisino, adesso cè un'altra battaglia da sostenere l'importazione del grano dal Canada e/o gli USA , grano trattato con antiparassitari e nocivo per la salute. Vi ringrazio per l'opportunita
massimo consoli
20 marzo 2020 alle ore 20:31La quantità non è qualità.....
La filosofia europea si concentra solo all’economia .
Tante decisioni vengono fatti per profitto e risparmio.......
I valori umani sono diventati secondarie.
Con questa filosofia sbagliata purtroppo l’economia mondiale prima o poi crollerà.
Spero che il Coronavirus avrà un blocco a breve termine......difficile trovare il consenso nel momento in cui l’economia mondiale (europeo) perde quota e controllo.
federico_2
21 marzo 2020 alle ore 01:07per Zampano+
Mi hai capito male ... io abito in Svizzera e vengo spesso in Itali ... quindi mi cpaita di comprare cioccolato svizzero e italiano.
Nella pasta non ci sono percentuali , quelli seri ci scrivono sopra *prodotta con grano duro italiano*
E a parte il grano mi pare che in Italia non ci manchi nulla.
Per io resto hai ragione ... i nostri *esperti politici* si svendono ad ogni occasione le aziende nazionali ,,, come stavano cercando di fare con il TTP ... ma non perchè siano particolarmente incompetenti ( sono normalmente incompetenti ) solo che così' gli dicono di fare *lorsignori* quelli che li hanno messi in quelle cariche redditizie e prestigiose ... e tirano i fili come il burattinaio ... senza apparire.
Zampano .
21 marzo 2020 alle ore 08:47federico_2
il discorso sulle percentuali era per far capire la cosa, ma cerco di essere più specifico. Prendi un pacco di pasta Barilla ad esempio. Tu sopra ci leggi: "Paese di coltivazione del grano Italia e altri Paesi UE e non UE". Non ti dice quali sono i paesi europei o extracomunitari da cui proviene la materia prima, nè quali trattamenti questa ha subito prima di giungere in Italia (ogm? grano coltivato a pesticidi? che altro?). Di seguito precisa: "Paese di molitura Italia", che è un tentativo di mostrarsi trasparenti al consumatore, come se al popolo interessasse più la macinazione che l'origine e storia del grano di provenienza. Ecco, è questo che mi manda in bestia. A parte qualche rara eccezione, prodotti spesso di nicchia che usano materie prime locali e che menzionano la cosa, nei negozi italiani trovi soprattutto robe con il tricolore ma che non nascono in Italia. Saluti.
Claudio Lubes
24 marzo 2020 alle ore 00:09dal made italy agroalimentare che dobbiamo ripartire dopo questa catastrofe. Dobbiamo finanziare gli agricoltori che dovranno di loro volta tornare al top mondiale.
