Vi aspettiamo domani in piazza per dire #MaiPiùVitalizi
14 febbraio 2020 alle ore 21:30•di MoVimento 5 Stelle
Mancano poche ore all'inizio della manifestazione che prenderà il via domani a Roma, alle ore 14, per dire "no" al privilegio dei vitalizi.
Sul palco di Piazza Santi Apostoli si alterneranno alcuni dei portavoce del MoVimento 5 Stelle che, in differenti istituzioni, ciascuno secondo la propria competenza, nel corso di questi anni si sono impegnati in questa storica battaglia del MoVimento 5 Stelle.
Interverranno, tra gli altri, consiglieri del MoVimento 5 Stelle in alcune delle Regioni (Sicilia, Piemonte e Lazio) nelle quali anche grazie alle nostre pressioni sono stati tagliati i vitalizi.
Il vice presidente dell'Europarlamento, Fabio Massimo Castaldo spiegherà lo stato dell'arte nel resto d'Europa.
Sul fronte parlamentare, ripercorreranno la vicenda dei vitalizi il capogruppo al Senato Gianluca Perilli, il vice capogruppo alla Camera Riccardo Ricciardi, la senatrice Elvira Evangelista, le vice presidenti della Camera e del Senato Maria Edera Spadoni e Paola Taverna.
Tra i membri del governo, saliranno sul palco Riccardo Fraccaro e i ministri Luigi Di Maio e Nunzia Catalfo.
A chiudere la manifestazione sarà il Capo Politico del MoVimento, Vito Crimi.
Vi aspettiamo domani a Roma per dire tutti insieme #MaiPiùVitalizi
Commenti (19)
Oreste ★★★★★ °.°
14 febbraio 2020 alle ore 21:50E che domani sia un forte segnale agli Italiani: ..."VOGLIAMO CAMBIARE" quest'ITALIA"!
Jessica Rombolà
14 febbraio 2020 alle ore 22:11Io non sarò lì fisicamente ma cercherò di fare qualcosa attraverso il web, il canale Youtube si chiama talknews
Andreaxxl
14 febbraio 2020 alle ore 21:53Chissà se i bannatori di professione parteciperanno all'evento, io dico di no.
Jessica Rombolà
14 febbraio 2020 alle ore 22:13Purtroppo fisicamente non potrò essere lì ma cercherò di fare qualcosa attraverso il web attraverso il mio canale Youtube talk news
✴️✴️Stella✴️Alessia✴️✴️
14 febbraio 2020 alle ore 23:09È arrivato il grande giorno, è arrivato il momento di fare sentire anche la nostra voce.
#maipiùvitalizi
Essere costretta a rimanere a casa per motivi famigliari mi rattrista ma non ho alternative, sarò comunque con voi con il 💛 e con la mente.
WMV5S
Jessica Rombolà
15 febbraio 2020 alle ore 00:33Purtroppo anch'io non potrò essere a Roma ma cercherò di fare qualcosa attraverso il web tramite il mio canale Youtube talk news
viviana v.
15 febbraio 2020 alle ore 07:32POVERA PATRIA !
Viviana Vivarelli.
Aspirando alla libertà
davanti alla morte del mio paese
alla fine degli uomini e degli dei
dei valori e degli ideali
nel pianto di una generazione perduta
nelle secche dell’inganno
e in un incubo di potere,
io oggi te commemoro
Patria mia negletta,
Patria uccisa ogni notte
nelle trame dei potenti
e nelle falsità dei deboli,
deboli di cuore, di mente,
di prospettive, di sogni…
di speranza, di ideali,
di valori, di progetti
deboli di umanità
incapaci di vedere e di sentire
popolo che non è più un popolo
fatto di uomini franti
divisi dentro e fuori
popolo che non è più niente
nello spezzettamento degli interessi
negli egoismi condivisi
nelle bestialità perpetrate
negli odi lancinanti
popolo perso, ingannato, che si inganna
nella palude dell’egoismo
rinserrato in case fortezze
in palazzi prigioni
in comuni lager
popolo che ha perso fuori
la sembiante umanitaria
popolo che ha perso dentro
il valore della sua anima
perché quando l’uomo
rompe i legami
che ha con gli altri e con Dio
qualcosa si spezza dentro
e lo aliena da se stesso
non si rompe solo un paese
si spacca l’essere umano
e allora brancola nel buio
come un vampiro senza pace.
(E dovrebbero essere quelli come Renzi o Salvini a risollevarla?)
viviana v.
15 febbraio 2020 alle ore 07:371
Un anno bullissimo- MARCO TRAVAGLIO- IFQ-15 Febbraio 2020
Da quando ha abbandonato per sempre la politica, Renzi è un uomo d’affari che bada al sodo: cioè al soldo. Almeno finché troverà qualche fiera di paese o sagra della porchetta disposta a pagarlo per dire le stesse fesserie che prima, quando era un politico, diceva gratis. Quindi interrogarsi sulle sue idee, principi, programmi, riforme, o sulla partecipazione dei suoi al Consiglio dei ministri non è sbagliato: è inutile.
La cosiddetta Italia Viva non è un partito: è una ditta a conduzione familiare con più ministri, sottosegretari, deputati, senatori, capigruppo, capidelegazione, capicommissione, dirigenti, tesorieri e nominati statali e parastatali che elettori. E la totale assenza di elettori, esiziale per qualsiasi partito, per una ditta è manna dal cielo.
Immaginate che fine farebbe, se fosse ancora in politica, Renzi dopo aver così lodato ieri su Facebook l’amico Macron, quello che in Francia non può più mettere il naso fuori dall’Eliseo perché sennò lo linciano: “Macron che va sui ghiacciai del Monte Bianco a sottolineare l’urgenza della grande battaglia sul climate change fa una cosa giusta. Noi siamo con lui e con tutti quelli che hanno a cuore il futuro del Pianeta. Senza ideologia, ma concretamente. Continuo a pensare che servano leader capaci di guardare al futuro, non solo al giorno dopo giorno”. Detto da chi s’è opposto persino alla plastic tax e ha votato per l’inquinantissimo Tav Torino-Lione, è roba da perdere tutti gli elettori in un colpo solo: ma lui non ne ha e non corre pericoli. Nemmeno quando scrive che “il Lodo Conte è incostituzionale secondo i principali esperti (Briatore e Lele Mora, ndr). Cercheremo di cambiarlo in Parlamento prima che venga bocciato dalla Corte Costituzionale come già avvenuto alla legge Bonafede”.
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viviana v.
15 febbraio 2020 alle ore 07:372
La Bonafede non è stata affatto bocciata: la Consulta ha ribaltato 30 anni di giurisprudenza costante per contestare l’interpretazione “retroattiva” data dai giudici a una norma sull’esecuzione delle pene. E finora l’unico leader giallorosa ad aver firmato leggi incostituzionali è proprio Renzi, per la precisione tre: il Jobs Act, la riforma Madia della PA e l’Italicum. Figurarsi poi che gli farebbero i suoi eventuali elettori se gli sentissero dire che “Conte è il massimo esperto nel cambiare maggioranze” (è ciò che accade nel sistema proporzionale voluto da Renzi col Rosatellum e, se abbiamo il governo Conte-2, è grazie alla fiducia dei renziani) e “il tono di Conte è sbagliato, ma ai falli da dietro del premier rispondiamo senza falli di reazione” (dopo che in tre giorni ha votato tre volte con le destre contro il suo governo).
Come i bulli sui campetti di periferia, che entrano a gamba tesa sull’avversario e poi si rotolano per terra per ingannare l’arbitro. Ora se un politico dice una cosa e fa l’opposto – tipo farsi eleggere nel Pd e poi tentare (invano) di distruggerlo, patrocinare un governo per poi impallinarlo, promettere di abolire la prescrizione dopo il 1° grado e poi difenderla quando Bonafede la abolisce dopo il 1° grado – rischia di incontrare uno che l’ha votato e gli sputa in faccia o gli mette le mani addosso. Ma questo rischio gli uomini d’affari non lo corrono: a nessuno verrebbe in mente di chiedere loro coerenza, ma solo fatturati e utili netti. E, da questo punto di vista, Renzi è irreprensibile.
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viviana v.
15 febbraio 2020 alle ore 07:383
Nel gennaio 2018 esibì in tv un estratto conto da 19 mila euro. Ora, due anni dopo, dichiara un milione di euro annui, fra stipendio di senatore e conferenze a gettone. S’è comprato una villa senza avere i soldi, ma glieli ha prestati la mamma di un amico casualmente nominato da lui a Cdp, poi li ha restituiti grazie ai 500 mila euro avuti da Lucio Presta per l’imperdibile documentario su Firenze che il Nove ha pagato 20 mila (il resto mancia).
Ora però il guaio è che Italia Viva sfugge ai radar e ai sondaggi. Ed è viva solo in questo Parlamento, grazie ai voti fregati al Pd, e sui media che intervistano questi noti frequentatori di se stessi un giorno sì e l’altro pure, grazie agli editori a suo tempo beneficati dal renzismo. Dunque, per restare viva, deve sabotare il governo Conte giorno e notte, sennò nessuno si accorge che esiste. Ma deve pure evitare di farlo cadere, altrimenti possono accadere tre cose, che la trasformerebbero in Italia Morta. 1) Arrivano i “responsabili” da FI e i renziani diventano peli superflui anche nell’unico luogo dell’universo – il Senato – dove sono decisivi. 2) I renziani affezionati al governo ma soprattutto alla poltrona per altri tre anni diventano “responsabili” anticipando i forzisti in fuga e mollando Renzi a giocare a briscola con la Boschi, la Bellanova e Marattin. 3) Il governo cade, Conte brutalizza Renzi in Senato come ad agosto l’altro Matteo (siamo pronti con i pop corn) e si torna al voto. Soluzione esiziale per molti motivi fuorché per uno: almeno un Matteo su due ce lo leveremmo dalle palle, sempre per via di quel problemuccio dell’assenza di elettori.
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viviana v.
15 febbraio 2020 alle ore 07:384
Infatti è bastato che l’altroieri il padrone Conte tirasse un po’ il guinzaglio perché il chihuahua tornasse a cuccia e smettesse di ringhiare. Ora il partito-ossimoro annuncia che voterà tutto quel che giurava di non votare né ora né mai: riforma Bonafede del processo, lodo Conte-bis e, se del caso, pure tris e quater. Per un politico sarebbe una figura barbina, ma per un uomo d’affari è tutto fatturato: tra poco arrivano le nomine, 400 posti in palio con relative prebende, guai se la ditta resta a bocca asciutta proprio sul più bello. Naturalmente la tregua durerà un paio di giorni, poi il bullo e i bulletti ricominceranno a bulleggiare. Così, se al loro posto arriveranno i “responsabili”, anche i moralisti più intransigenti tireranno un sospiro di sollievo. Oggi, grazie a Renzi, persino Scilipoti ha un suo perché.
claudio pezzullo
15 febbraio 2020 alle ore 08:05A gennaio l’autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom) : “preso atto della parzialità di un racconto dopato, In riferimento al tempo concesso ai leaders politici , ha fatto seguire l’ordine per Rai, Mediaset, La7 e Sky di ristabilire al più presto l’equilibrio rotto.”
Salvini che sta all’opposizione a dicembre ha parlato nei telegiornali delle 7 reti generaliste 1 ora e 50 minuti, Luigi Di Maio capo del partito di maggioranza al governo solo 59 minuti .
Nei programmi che si occupano di politica nelle 7 rete generaliste Salvini continua a incamerare tempi di esposizione incredibili: a dicembre 10 ore e 29 minuti di parlato, molto più del premierConte (8 ore e 11minuti), e andrebbe già bene, se non guardassimo agli altri, il primo dei quali è Renzi capo di un partitino al 4% con 4 ore e 18 minuti, mentre Di Maio capo del partito di maggioranza relativa al governo è lontanissimo con 3 ore e 41 minuti di parlato.
Di ieri la notizia che L’Agcom sanziona la Rai: 1,5 milioni per “poco pluralismo” .
Non illudetevi, l’accozzaglia di lacchè dei mariuoli e mafiosi che presiede l’AGCOM non sta difendendo i diritti dei comuni cittadini per un’informazione corretta o quelli del Movimento sistematicamente penalizzato, ma sta solo facendo da sponda al PD , infatti i primi a cavalcare la notizia sono i piddini : “Grave, via Salini e i vertici”.
La manovra è chiara sostituire i leghisti con i piddini in RAI 1 e 2 , RAI 3 e RAI news già sono loro territorio da sempre . Indovinate un po chi lo prenderà ancora una volta in saccoccia?
Oggi a Roma riempite la piazza con scritte : occupate la RAI e fate una legge sul conflitto di interessi !!
viviana v.
15 febbraio 2020 alle ore 08:19I REPONSABILI
Da quando questo Governo Conte 2 è nato, Renzi non fa che minacciarlo e ricattarlo e, tenendo conto che il 60% del Pd è renziano, il pericolo non è poco
Alla Camera stiamo tranquilli perché i renziani sono solo 29 e anche se se ne andassero non cambierebbero le cose, ma al Senato iI voti del Governo sono pochi
Renzi ha 17 senatori, la maggioranza necessaria è di 157 voti. Sommando Pd, M5S, gruppo Misto e Autonomie si arriva a 152 contro i 144 della dx. Ma se Renzi togie i suoi 17 senatori, il Governo va sotto Conte avrebbe bisogno almeno di una decina di senatori in più
Se Renzi si mette contro il Governo, dovremmo andare a nuove elezioni, molto incerte per il pericolo della Lega e l'astensionismo del 51% degli elettori
Per questo i voltagabbana del M5S hanno creato un vero pericolo. 9 senatori a 5 stelle sono andati o stanno per andare alla Lega
Se Renzi uscisse dal governo, però potrebbero subentrare i 'responsabili', 15 o più senatori che non vogliono che il Governo cada perché temono di perdere la loro carica
Andando ora al voto sempre col Rosatellum vincerebbe la Lega+ Berlusconi+la Meloni +Renzi
Se si riuscisse a cambiare in tempo il sistema elettorale con una soglia del 5%, ItaliaViva potrebbe sparire.
Questi 'responsabili' però vogliono delle garanzie da Conte e dunque stanno trattando con lui per avere una ricompensa.
Non vorrei essere nei panni di Conte. L'italia è ultima in Europa, ha gravissimi problemi di debito pubblico, l'economia ristagna, la valutazione delle agenzie di rating peggiorano, siamo ultimi in Europa e è sempre più difficile far salire l'occupazione anche malgrado il reddito minimo che ha aumentato gli occupati di 48.000 unità (sempre troppo pochi) e la promessa di Conte per 33 miliardi di investimenti pubblici per le infrastrutture del Sud (strade e ferrovie)
Che Renzi, in una situazione di crisi come questa, si permetta di fare ricatti e di minacciare il Governo è criminale!
viviana v.
15 febbraio 2020 alle ore 08:34VIVIANA VIVARELLI
Il mio paese è il mondo. Il mio corpo l’umanità. Il mio cielo lo Spirito.
Ma prima di essere mondo, io sono famiglia, amici, vicinato, villaggio, città, regione, nazione, continente. Una scala di cui io sono o ogni gradino o niente. Prima di essere mondo, io sono ‘prossimità’, in una fede che dice di amare il prossimo come me stesso, in un ideale che vuole che veda l’altro in quanto ‘è’ me stesso, in un mondo di valori dove nessuno si realizza senza la realizzazione di tutti. Prossimità vuol dire ascolto e aiuto. Vuol dire compresenza e coesistenza. Prossimità è empatia e partecipazione. L’uomo che perde questa capacità decade nella scala umana. Prossimità vuol dire essere l’uomo che mi sta davanti. E capire che non posso evolvere senza di lui.
"Siano angeli con un'ala soltanto e possiamo volare solamente abbracciati" (De Crescenzo)
maria s., ancona
15 febbraio 2020 alle ore 14:56 IL VITALIZIO NON È UNA PENSIONE.
Hanno detto e continueranno a dire (Paniz & Co.) che toccare i vitalizi apre un vulnus sulla certezza del diritto. Tutti i pensionati d'Italia sarebbero a rischio. NON E' VERO.
IL VITALIZIO NON È UNA PENSIONE.
"Gli emolumenti per i parlamentari, previsti dall'articolo 69 della Costituzione italiana, si limitano all'indennità ed alla diaria, ed attengono esclusivamente ai titolari in carica.
IL VITALIZIO NON È UNA PENSIONE.
"Il vitalizio del parlamentare in Italia è una erogazione mensile GODIBILE al termine del mandato parlamentare, in base al conseguimento di alcuni requisiti di anzianità di permanenza nelle funzioni elettive... è RISERVATO AI DEPUTATI, AI SENATORI E AI CONSIGLIERI REGIONALI."
Se si accede alla sua configurazione "previdenziale" il carattere distintivo del vitalizio, rispetto alle altre pensioni a carico dello Stato, è che arriva a restituire da 5 fino a 7 volte i contributi previdenziali ad esso correlati, ossia versati dal beneficiario o dall'ente statale;
IL VITALIZIO NON È UNA PENSIONE.
La Corte di cassazione a sezioni unite ha definitivamente sbaragliato la tesi della natura di pensione del vitalizio, affermando che "va esclusa la natura pensionistica dell’assegno in questione, avendo esso una diversità di finalità e di regime rispetto alle pensioni"... Lo stesso soggetto politico nel cui programma si chiedeva "l'eliminazione di ogni privilegio particolare per i parlamentari, tra questi il diritto alla pensione dopo due anni e mezzo" ha successivamente riconosciuto che "la giurisprudenza prevalente ha raggiunto una assestata conclusione in ordine alla «NATURA NON PREVIDENZIALE» degli emolumenti erogati agli ex componenti di assemblee elettive (Corte conti sez. Lombardia 24 giugno 2015, n. 117)".
IL VITALIZIO NON È UNA PENSIONE. E' il privilegio che ha edificato LA CASTA, dura a morire!
UGOGUGO
16 febbraio 2020 alle ore 11:52il vitalizio è un’indennità che il parlamentare ottiene al momento di andare in pensione al posto della pensione perchè, dopo una vita dedicata alla politica, non ha un lavoro, non ha contributi versati e quindi non ha diritto alla pensione. Per evitare che il deputato debba vendersi al migliore offerente, come tanti purtroppo fanno ma qui la colpa è di chi li vota, è stato inventato il vitalizio. Accanirsi contro i vitalizi con tutti i problemi che ci sono in Italia è ridicolo. Non sono un privilegio della casta, che sa come fare soldi illegalmente, ma una garanzia per i deputati poveri che osano opporsi ai poteri forti!
UGOGUGO
15 febbraio 2020 alle ore 17:43Lasciamo perdere i vitalizi, che sono un punto minore. Se vogliamo realizzare i 20 punti del programma ci servono 100 miliardi all’anno che possiamo trovare tassando le rendite.
Rendite pensionistiche di chi incassa più di quello che ha versato: si può imporre una tassazione progressiva anche alle pensioni come ai redditi.
Rendite finanziarie: togliere le agevolazioni fiscali, per cui chi incassa 1 milione all’anno paga tanto quanto chi incassa 1000 euro, grazie alla cedolare secca e tassare il reddito da interessi come quello da lavoro.
Rendite immobiliari: abolire l’agevolazione, che consente di affittare casa e pagare l’11% o il 20% a seconda del contratto a titolo definitivo, inserendo nel 740 tutto il reddito da immobili nel 740.
maria s., ancona
15 febbraio 2020 alle ore 18:55Non credo sia un punto minore.
Implicazione economica e risparmio per le casse statali forse ma, trascurando questo dettaglio, è il muro elevato a "diritto" che simboleggia la formazione psicologica della casta e della sua impunità. Eretto nel lontano '54, nel tempo sempre più alto e reso spesso da ulteriori privilegi, ha favorito la distanza sempre maggiore tra i politici e cittadini-Paese reale. Scomparsa la responsabilità , tranne
che verso se stessi in rappresentanza de LA CASTA. Ti pare poco?
Basta al vitalizio vuol dire fine dei privilegi (tutti) e basta considerare legittimi "diritti" i privilegi di parte conseguiti in auto-dichiarazione. Il che vuol dire BASTA A "IO SONO IO E VOI NON SIETE UN...."
Roberto
15 febbraio 2020 alle ore 21:45Bellissimo rivedere la piazza piena, così vogliamo il M5S un movimento che parte dalle piazze e che alle piazze ritorna, perché è un movimento che nasce dal basso, un movimento che si nutre del consenso popolare non dei soldi, non delle lobby. A chi ci ha dato per spacciati, a chi ha sperato fossimo spacciati questa è la più bella risposta! Noi ci siamo e non ci arrenderemo.
