La sicurezza dei Medici e degli Operatori sanitari è sempre stata una nostra priorità per consentire a questi professionisti di svolgere la loro attività in sicurezza in ogni circostanza e per dare loro la tranquillità di prendersi cura della salute delle persone. Siamo stati noi ad avviare questo percorso normativo che è stato approvato all'Unanimità in prima lettura al Senato e ora è approdato alla Camera.
Le Commissioni hanno ritenuto di ESTENDERE le stesse PENE previste nell’ipotesi di lesioni personali cagionate a un pubblico ufficiale al Personale esercente una professione sanitaria o socio sanitaria nell’esercizio delle sue funzioni o a causa di esse nonché a incaricati di pubblico servizio nello svolgimento di attività di cura, assistenza sanitaria e di soccorso. Le pene sono RECLUSIONE da 4 a 10 anni per lesioni gravi e da 8 a 16 anni per le lesioni gravissime.
Si introduce tra le circostanze aggravanti comuni del reato, l'avere agito, nei delitti commessi con violenza o minaccia, in danno degli esercenti le professioni sanitarie o socio-sanitarie nell'esercizio delle loro funzioni e si prevede che i reati di percosse (articolo 581 c.p.) e lesioni (articolo 582 c.p.) siano procedibili d'ufficio quando ricorre l'aggravante del fatto commesso con violenza o minaccia in danno degli operatori sanitari e socio-sanitari.
È evidente che l’intervento normativo proposto, al fine di garantire immediatamente a medici e personale sanitario maggiori tutele, garanzie e protezione, estende alle professioni sanitarie TUTTE LE TUTELE E I VANTAGGI previsti per il Pubblico ufficiale, senza generare un impatto irrazionale nel nostro sistema penale che non contempla l’attribuzione dello status di pubblico ufficiale per singole categorie. Il nostro ordinamento e le norme penali vigenti attribuiscono la qualifica di pubblico ufficiale in ragione della funzione svolta e non della categoria di appartenenza.
Si ricorda, infatti, che ai sensi dell’art. 357 del codice penale sono pubblici ufficiali coloro i quali esercitano una pubblica funzione legislativa, giudiziaria o amministrativa. Agli stessi effetti è pubblica la funzione amministrativa disciplinata da norme di diritto pubblico e da atti autoritativi e caratterizzata dalla formazione e dalla manifestazione della volontà della pubblica amministrazione o dal suo svolgersi per mezzo di poteri autoritativi o certificativi.
Si ribadisce che ciò che qualifica il pubblico ufficiale e l’incaricato di un pubblico servizio non è il carattere pubblico dell’ente nel cui ambito essi operano, né tanto meno l’appartenenza ad una specifica categoria, ma piuttosto l’attività concretamente svolta dal sanitario che, a seconda dei casi, potrà essere considerata una pubblica funzione o un pubblico servizio o un servizio di pubblica necessità. Sulla base di questo assunto, diverse pronunce giurisdizionali hanno diversamente riconosciuto lo status di pubblico ufficiale a seconda dell’attività concretamente svolta, ad esempio il sanitario che procede alle visite fiscali, il medico che accerta la sussistenza dei requisiti pensionistici, quello che opera in qualità di perito o di consulente tecnico, il medico necroscopo al momento in cui accerta la morte.
Per questo vogliamo ribadire a chi critica la mancata equiparazione del personale sanitario alla qualifica di Pubblico ufficiale, che la legge contro le aggressioni, concede invece a tutte le figure sanitarie e socio sanitarie, compresi i volontari che operano in sanità, i vantaggi e le tutele del Pubblico ufficiale, grazie all'inasprimento delle pene per chi commette atti di violenza ai danni di medici e personale sanitario e grazie alla PROCEDIBILITA' D'UFFICIO.
Per rispondere con la massima urgenza a un tema importante come questo, le tutele sono state ampliate alla Camera a tutte le professioni sanitarie e socio-sanitarie in ogni luogo in cui si opera e questo proprio per garantire immediatamente a medici e personale sanitario maggiori tutele, garanzie e protezione.
Proposta di legge contro le aggressioni ai sanitari: facciamo chiarezza
19 febbraio 2020 alle ore 13:58•di Fabiola Bologna
Commenti (8)
Potere ai Cittadini
19 febbraio 2020 alle ore 20:41W il Movimento 5 Stelle!!
fabio s.-roma
19 febbraio 2020 alle ore 22:01vorrei commentare questo post, ma evito.......
vorrei invece dare spunto riflessivo, sulla reale uguaglianza che associa Salvini con Renzi.........
"la loro paura di andare in GALERA , e chi farci andare chi rappresentano(in gran parte evasori e truffatori)"......
la paura sulla Riforma della Prescrizione, fa fuggire le scorso agosto il primo.....e non fa dormire ogni notte il secondo.........
fossi un loro elettore, mi vergognerei.............
fabio s.-roma
19 febbraio 2020 alle ore 22:03" e farci andare chi rappresentano"......scusate per il "chi" di troppo....
Beppe
20 febbraio 2020 alle ore 08:11Fabiola Bologna,
sono perfettamente d'accordo con l'obbligo di tutelare tutti i sanitari,
ma vorrei anche che, parimenti, vengano tutelati i pazienti/malati, che devono:
-disporre di strutture sanitarie civili e personale competente,
-essere immediatamente curati quando entrano in ospedale e non abbandonati a loro stessi nelle corsie o nei pronti soccorsi,
-poter disporre dei servizi sanitari in tempi ragionevoli e non a tempo scaduto,
-condannare con pene adeguate il personale sanitario e parasanitario che umilia, maltratta o non rispetta deontologiamente il lavoro che deve svolgere.
Buon lavoro Fabiola.
Gilles
20 febbraio 2020 alle ore 08:38Beppe, mi hai anticipato. Solidarietà ai medici aggrediti, ma ci vorrebbe anche una tutela per quei pazienti che si imbattono nell'arroganza dei medici in ospedale.
A proposito, a quando la separazione tra pubblico e privato?
Zampano
21 febbraio 2020 alle ore 09:29Cara Fabiola Bologna,
sono contrario. Invece di "estendere le stesse pene previste nell’ipotesi di lesioni personali cagionate a un pubblico ufficiale al personale esercente una professione sanitaria o socio sanitaria", facciamo che le pene valgano per tutti i cittadini (e non solo a favore di determinate categorie). Non possono esistere pene per Tizio e pene per Caio, i cittadini, a prescindere dal lavoro che fanno, sono tutti uguali e devono essere tutelati tutti allo stesso modo, perchè favorendo una categoria (nel caso citato pubblico ufficiale o personale sanitario etc) se ne sfavorisce un altra. Forse il fruttivendolo (o l'idraulico, lo spazzino, l'edicolante, lo chef, l'ingegnere etc) che subisce un aggressione, magari lesioni di vario genere e grado, si fa meno male? o forse vale meno del medico e del gendarme di turno? Cerchiamo di livellare, di rendere le leggi a favore del cittadino (e a prescindere dalla professione) e pene uguali per tutti e non di creare nuove caste.
Serafina Pace
21 febbraio 2020 alle ore 22:41AVETE FATTO BENE. SONO PERSONE CHE HANNO BISOGNO DI AIUTO E VOI CI AVETE PENSATO.
Un cittadino
23 febbraio 2020 alle ore 07:12Io farei una Legge contro i Medici Ospedalieri che si avvalgono contemporaneamente di due L. 104, mettendo in secondo piano i doveri professionali e contrattuali.