Mobilità e rete elettrica, rischio o opportunità? Il Vehicle to Grid
20 febbraio 2020 alle ore 10:30•di MoVimento 5 Stelle
Nei prossimi anni quasi tutti gli analisti prevedono un radicale cambiamento nel settore dei trasporti privati, guidato principalmente dalla necessità di abbattere le emissioni di gas climalteranti a livello globale e di ridurre la quantità di inquinanti locali generati dalla combustione, soprattutto nelle grandi aree metropolitane.
La tecnologia che si sta imponendo più velocemente sui mercati internazionali è l’auto elettrica: nel nostro Paese si prevede una diffusione importante nel prossimo futuro, fino ad arrivare al 2030 ad avere un parco circolante costituito da circa 6 milioni di vetture totalmente elettriche o ibride plug-in, vale a dire collegabili alla rete elettrica per la ricarica della batterie. Queste ultime rappresentano una delle componenti principali dell’auto elettrica in quanto forniscono l’energia necessaria alla propulsione ed influenzano una serie di caratteristiche del veicolo, tra cui ad esempio l’autonomia o il peso stesso.
La rapida diffusione delle vetture elettriche dovrà essere accompagnata da uno sviluppo dell’infrastruttura dei punti di ricarica, noti come “colonnine di ricarica”, e della rete di distribuzione elettrica, per gestire i nuovi flussi energetici connessi.
Questa situazione determinerà un aggravio per la rete o potranno nascere delle opportunità in grado di rendere l’intero sistema più stabile e resiliente, ovvero in grado di rispondere alle mutevoli condizioni di esercizio?
Una delle risposte a questa domanda è data dall’opportunità di poter sfruttare proprio le batterie delle auto elettriche non solo per immagazzinare l’energia per la ricarica, in prelievo dalla rete, ma anche per regolare la domanda di energia o consentire di restituire la stessa alla rete, al fine di erogare dei servizi nell’ambito del dispacciamento del sistema elettrico.
Con questa tecnologia, denominata Vehicle to Grid, quando il veicolo è fermo, è possibile offrire servizi di stabilizzazione e ottimizzazione dei flussi energetici o alimentare i carichi elettrici delle abitazioni, degli uffici, delle attività commerciali e delle aziende.
La colonnina di ricarica abilitata al servizio Vehicle to Grid (V2G) deve consentire flussi bidirezionali di energia, così come l’auto, mentre nella sola modalità di stabilizzazione della domanda (Demand Response o V1G) sarà sufficiente un protocollo di comunicazione tra colonnina e veicolo per la regolazione della quantità di energia assorbita in fase di sola ricarica. Un soggetto, denominato “aggregatore”, operando su più colonnine in contemporanea cui sono connesse delle auto abilitate al servizio, permetterà di raggiungere la potenza e l’energia minima necessaria per fornire i servizi al gestore della rete.
Per i proprietari delle auto, potrà esserci anche un vantaggio di natura economica: i servizi forniti alla rete sono molto preziosi e ben remunerati. Ciò potrebbe consentire una riduzione dei costi utilizzo della vettura, non solo per i privati ma anche in un contesto aziendale, come per esempio nel caso delle flotte.
Incrementare il numero di veicoli in grado di offrire tali servizi costituirà un importante tassello per la gestione delle reti elettriche con una forte penetrazione di fonti rinnovabili non programmabili, come eolico e solare, per una buona integrazione tra settori diversi e per la decarbonizzazione.
L’Italia è in prima fila nello sviluppo del Vehicle to Grid: nel 2019, la società RSE ha avviato la sperimentazione grazie ad un accordo con ENEL X e Nissan con l’obiettivo di raccogliere dati, monitorare il comportamento delle batterie, testare gli algoritmi e rendere maggiormente efficiente il sistema.
A conferma del grande impegno nello sviluppo della tecnologia e della volontà di dare un impulso all’integrazione dei veicoli elettrici con la rete, è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto del 30 gennaio 2020 con il quale sono definite le modalità di partecipazione al mercato dei servizi elettrici e le misure di compensazione dei costi per la realizzazione delle infrastrutture abilitate al Vehicle to Grid.
Commenti (17)
Federico
20 febbraio 2020 alle ore 11:32Sempre se non ho capito male, suggerite di usare la batteria di un veicolo (che si può scollegare in qualsiasi momento e ci si aspetta che sia carico) come "tampone" per le esigenze della rete ? mi aspetto che il proprietario abbia dei benefici economici se NON usa l'auto ... o forse è la colonnina stessa che sarebbe l'accumulatore "tampone" ?
Qui (https://www.ilblogdellestelle.it/2020/02/cosi-abbiamo-fermato-linstallazione-di-una-centrale-elettrica-tra-le-nostre-case.html) elogiate il fatto di aver bloccato una sottostazione (se volete chiamatela "centrale") in nome del "principio di precauzione" ...
Perdonatemi, ma cosa non ho capito ?
Una tecnologia nota (per precauzione) non si implementa.
Questa nuova idea tecnologica (non nota-in studio), per quale motivo dovrebbe essere indenne dal principio di precauzione ?
Pantomima Rossa
20 febbraio 2020 alle ore 13:02Federico che stai addì?
massimo
20 febbraio 2020 alle ore 13:21La batteria a litio non è di certo green.
Ci vuole tanta acqua per ottenere il litio,una procedura da rivalutare ....
giuseppe abruzzese
20 febbraio 2020 alle ore 14:10Anche se sono stato un utilizzatore della vettura a benzina, ho visto che di auto elettrica se ne parla (e anche si è prodotta artigianalmente, ognuno la propria macchina sia elettrica, che a cella di idrogeno, che ad acqua) da più di venti/trenta anni. Eppure adesso sembra che si stia scoprendo l'America, con il V2G e il V1G. Ma dove eravate 20 anni fa quando circolavano le prime auto elettriche "fai-da-te", con progetti e disegni di coraggiosi e sfortunati inventori? Adesso che da qualche parte si è deciso di passare all'elettrico (e posso immaginare quante discussioni e liti tra i potenti del mondo per fare passare questa decisione, immaginate la contentezza dell'Arabia Saudita e dei venditori di petrolio) sembra che si sia trovata "la" soluzione magica ed unica.
Cerchiamo invece di comprendere che l'auto elettrica è un beneficio per tutti, ma non facciamo che diventi la solita mangiatoia dei grandi gruppi
Se posso mettere un motore elettrico e una batteria (di qualsiasi tipo, l'importante è che eroghi corrente sufficiente a far andare la vettura) ad un'auto ricordiamoci che questo è un diritto di ognuno, e che non diventi un divieto segnato da regole assurde.
Federico
20 febbraio 2020 alle ore 15:34Temi che verrà regolamentata in modo che se non è prodotta dalla mangiatoia (e certificata da un corruttibile), non potrai utilizzarla ? ... in parole povere "la tua invenzione non può circolare perché non certificata quindi è illegale" ? ... beh già il pannello fotovoltaico che hai sul tetto è legale solo "2G" (cioé legale SOLO SE collegato in grid)... e il giorno che "2G" é fermo per manutenzione, sotto il sole battente, il tuo impianto fotovoltaico NON GENERA (e neanche per te) ...
giuseppe abruzzese
20 febbraio 2020 alle ore 17:56Scusa, per quello che so il pannello fotovoltaico funziona sempre, indipendentemente dal sistema a cui sei collegato, e se non ti vuoi collegare a nessun sistema, enel e company faranno un gran casino, ma proprio li voglio vedere a spegnere il sole per farmi stare al buio.....
giuseppe abruzzese
20 febbraio 2020 alle ore 17:58Anche qui c'è un bel casino. Tanta roba funziona, ma non è legale. Cmq sapevo che il pannello fotovoltaico "è" legale indipendentemente dal'essere connessi ad acun sistema.
Federico
20 febbraio 2020 alle ore 18:25Giuseppe, se lo scrivo io, hai tutte le ragioni per non crederci ... quindi ti suggerisco di leggerlo da qui
https://www.soladria.it/it/blog/impianto-fotovoltaico-funziona-durante-black-out-20
si, è difficile che qualcuno ti spenga il sole ... ma è altrettanto difficile che qualcuno ti lasci sfruttare le risorse naturali.
Mi farebbe piacere che l'Italia investisse in impianti tipo questi
https://www.google.com/maps/d/viewer?mid=1cyOmV08FpfEImV-7X_e6VtvvQ0c&hl=en&gl=es&ptab=2&ie=UTF8&oe=UTF8&msa=0&ll=37.43062143706236%2C-6.265100574379062&z=14
zato nero
21 febbraio 2020 alle ore 18:07semplice 20 anni fa non c'erano pacchi batteria a 150 dollari per kw/h
quelli al piombo ..
erano un po pesantini..
adotta un quallunquista complottista anche tu ..
fallo stare zitto
Luciaño
20 febbraio 2020 alle ore 17:36Credo che l'elettrico possa essere solo un passaggio dai combustibili fossili alla vera tecnologia pulita del futuro, l'idrogeno.
mario blatta
20 febbraio 2020 alle ore 20:02potete mettere tutte le auto elettriche ibride a gas ma se nn togliete dalle scatole biomasse legnose legna e pellets avrete sempre una pianura padana inquinata da polveri sottili pm10 pm2,5 pm0,5 deleterie catastrofiche dal punto di vista sanitario .
Angelo Minervini
20 febbraio 2020 alle ore 20:16Perchè dite "Vehicle to Grid", il cui significato non molti conoscono, invece di usare la traduzione in italiano, in modo da rendere il concetto intelligibile a tutti? Forse non è abbastanza elegante?
Natale Candela
21 febbraio 2020 alle ore 07:52Bello!
Apparentemente Bello!!!!
Ma non vorrei finisse come con il fotovoltaico
dove tra oneri annuali dovuti ad Enel e GSE
costi occulti come il metodo assurdo di calcolo delle compensazioni di scambio sul posto
alla FINE DELLA FIERA IL RISPARMIO E' SOLO TEORICO!!!!!
Natale Candela
Natale Candela
21 febbraio 2020 alle ore 08:36Proposta per integrare i sistemi Vehicle to Grid con un Sistema Fotovoltaico Nazionale:
Intallare gratuitamente in tutti i siti privati/pubblici idonei e disponibili, impianti fotovoltaici cedendo in compensazizone ai proprietari una quota di energia da utilizzare senza limite di localizazione ed il rimanente sarebbe ceduto alla Rete Nazionale.
Infine, come in altri paesi, integrare il sistema realizzando sistemi di accumulo di quartiere collegati alla Rete Nazionale.
Utopia in Italia?????
Natale Candela
Giulio Bornacin
21 febbraio 2020 alle ore 12:33La mobilità elettrica, così come l'idrogeno, potrebbero avere un loro senso se, e solo se, la produzione di energia elettrica avvenisse con fonti rinnovabili. Ma non è così. Nel 2018 in Italia la situazione è la seguente : Fabbisogno totale 321,4 TWh. Produzione nazionale 86,3% (289,7 TWh) importazione 13,7.
Della produzione nazionale il 66,5 è termoelettrico il 17,4 idroelettrico ed il 16,1 geotermico-eolico-fotovoltaico. Nell'Europa a 28 la situazione è la seguente : 15% idroelettrico, 27% geotermico-eolico-fotovoltaico, 11,7% nucleare, 45,5 termoelettrico. Questo solo per la produzione primaria di energia elettrica. I trasporti sono esclusi. Trasformare la mobilità in elettrica comporterebbe un fabbisogno globale di energia elettrica in Italia di circa 800 TWh. Questa situazione, anche ipotizzando un raddoppio del geotermico-eolico-fotovoltaico non sarebbe gestibile e non porterebbe alcun vantaggio ambientale dalla mobilità elettrica. Da un punto di vista di efficienza un moderno motore endotermico è più vantaggioso ed inquina meno del ciclo produzione di energia, trasporto, accumulo ed utilizzo su un veicolo elettrico. Oltre al vantaggio ambientale c'è poi l'enorme vantaggio funzionale del motore endotermico. Credo, sperando di sbagliare, che la mobilità elettrica (per i prossimi 30 anni) sia il più grave errore politico che si stia commettendo. Forse, con la fusione se ne potrà riparlare. Ma serviranno appunto una trentina di anni e, ad oggi, è impossibile valutare i costi.
zato nero
21 febbraio 2020 alle ore 17:59manca l'energia a basso costo, senza toccare aree coltivabili o parchi naturali
GUARDATE QUA LA SOLUZIONE !!
https://www.youtube.com/watch?time_continue=4&v=LuYsYLqjUtU&feature=emb_logo
impianto fotovoltaico lungo autostrada Coreana , con pista ciclabile annessa
provate a immaginare l'autostrada del sole
o il GRA di Roma fatti così
una volta tanto voglia ESSERE IL CAMBIAMENTO
INVECE DI SUBIRLO come sempre tra 20 anni
my 2 cent di rinnovabili di massa a bassissimo costo e impatto ambientale
https://www.youtube.com/watch?v=bT3JAL3meCc
Francesco Turcato
17 aprile 2020 alle ore 14:35Ok i soldi piovono sempre ai soliti e alle solite aziende vedere auto elettrica Askoll funzionante costa meno di 10.000 euro interamente prodotta in Italia si ricarica a casa così non servono le colonnine ma siccome pochi ci mangiamo sopra semplicemente non gliela fanno costruire ...la faranno i Cinesi.
