
Lotta al precariato, il 2019 è stato un anno importante. Lo dicono i dati
21 febbraio 2020 alle ore 11:10•di MoVimento 5 Stelle
Il 2019 è stato un anno molto positivo per la nostra lotta al precariato. Lo dicono i dati, lo dicono i grafici, lo dicono soprattutto le migliaia di persone che, grazie a una legge come il decreto Dignità, hanno visto il loro contratto diventare a tempo indeterminato dopo una terribile attesa. O, meglio ancora, hanno trovato un lavoro stabile grazie agli importanti incentivi contributivi che abbiamo previsto per i datori di lavoro che assumono.
Vediamo nel dettaglio le cifre di questa inversione di tendenza che ha messo fine a un record negativo degli anni precedenti.
Secondo i dati diffusi dall’Osservatorio sul precariato dell’Inps, nel 2019 ci sono stati nel complesso 365.216 contratti stabili in più, un valore più che doppio rispetto al 2018. I rapporti a tempo determinato sono invece fortemente diminuiti, passando da +46.000 (12/2018) a -229.000 (12/2019), come pure quello dei somministrati, sceso da +49.000 (12/2018) a -36.000 (12/2019).
Le assunzioni totali nel settore privato nel 2019 sono state 7,17 milioni a fronte di 7,01 milioni di cessazioni con un saldo positivo di 161.000 unità.
Siamo riusciti a reintrodurre quelle tutele che erano state svilite dalla precedente legislatura, contrastando l’abitudine odiosa della precarizzazione selvaggia che non dava alcuna certezza ai lavoratori, né consentiva alle persone di progettare il loro futuro personale e professionale.
Abbiamo attraversato un periodo difficile dal punto di vista economico, non solo nel nostro Paese. Eppure abbiamo deciso di puntare sulla dignità del lavoro e abbiamo avuto ragione se guardiamo ai dati. Le stabilizzazioni registrate sono un ottimo segnale, ma non sono l’unico risultato che siamo riusciti a raggiungere con le nostre politiche attive del lavoro che puntano a dare più diritti alle persone.
Ricordiamo la fase 2 del Reddito di Cittadinanza che porterà all’assunzione di oltre 11 mila addetti nei Centri per l’impiego per agevolare l’incontro tra domanda e offerta di lavoro. E poi ancora la nostra battaglia per cancellare le paghe da fame con il salario minimo.
Siamo determinati a non fermarci.
Commenti (12)
giovanni2
21 febbraio 2020 alle ore 13:03i governi passati tassavano il lavoro a tempo indeterminato e facevano sgravi fiscali per quelli a tempo determinato. chiaro che il lavoro precario e' cresciuto.
sarebbe bastato fare il contrario e saliva il lavoro a tempo indeterminato.
e' che secondo me si lega tutto, fa pare tutto della stessa strategia:
1) si crea una "crisi" (praticamente l'italia in crisi dai tempi della crisi energetica, primi anni '70)
2) quando c'e' crisi, per uscirne bisogna fare degli "sforzi". chi fa questi sforzi? la gente. i lavoratori. cosi0 si eliminano diritti, la scala mobile, si calano i salari.
3) poi ci si inventa che per uscire dalla crisi il lavoro non puo' piu' essere a tempo indeterminato, che arrivano addirittura a dipingere come parassitario.
4) cosi' si accelera il processo di trasformazione del lavoro fisso con quello precario.
5) poi giocano sulla percezione che la parola "precarieta'" da'. cioe' di poverta', di scarso valore, pocaprofessionalita' e capacita'. quindi, calano anche gli stipendi. un "precario", un poveraccio, quanto vuoi che prenda? si accontenta e ringrazia.
6) tutto questo genera poverta' e bisogno, e quindi le persone in stato di bisogno possono essere piu0 facilmente ricattabili, quindi, come detto sopra, si accontentino e ringrazino. e quando trovano uno starccio di lavoro stagionale, gli rompono la schiena per 4 spiccioli e un paio di promesse.
giovanni2
21 febbraio 2020 alle ore 13:032)
7) questa strategia, che in italia e' iniziata, ripeto, dalla crisi energetica del 1973, naturalmente non risolve il problema "crisi", anzi lo aumenta. le persone si impoveriscono e con loro la nazione. ma fanno ricchi vassalli, valvassori, valvassini, compagni di merende, paraculi politici etcetc.
perche' ricchezza e diritti (che arrivano a diventare privilegi) non spariscono, semplicemente vengono drenati dal basso e portata in alto. con i gestori dei beni pubblici primari, acqua, autostrade, energia, sanita' etcetc. oppure con chi trova nazioni ricche a cui vendere la sua merce prodotta a poco prezzo in italia, che diventano sempre piu' ricchi e potenti.
8) impoverendosi le persone e accrescendo quindi la crisi della nazione, possono continuare con la loro "ricetta" totalmente fallimentare ma non certo per loro. e continua il solito discorso: c'e' la crisi quindi bisogna fare sacrifici.
9) chicca finale degli ultimi vent'anni, il "ce lo chiede l'europa". loro non c'entrano mica niente, al massimo sono dei deboli, che pero' per amore di patria non possono fare altro, ricattati dalla "troika".
e anche se questa politica di devastazione dello stato sociale nasce e viene portata avanti fin dagli anni quando l'eu non era ancora neanche immaginata, ed e' proprio un'istituzione europea a bocciare il job act, uno dei pilastri finali di questa loro strategia ormai cinquantenaria, la narrazione dell'europa cattiva e matrigna continua riverginandoli costantemente.
Ugo Guicciardi
23 febbraio 2020 alle ore 15:28Analisi corretta. Per questo dobbiamo alzare le tasse sui ceti benestanti, quelli che ci guadagnano da questa messa in scena, introducendo l'imposta patrimoniale, alzando l'aliquota sopra i 55.000 di reddito al 70%, abolendo le agevolazioni fiscali e tassando le pensioni d'oro.
Guido Guido
21 febbraio 2020 alle ore 13:24E' una buona notizia, ma la maggioranza degli italiani è convinta, da tv e giornali, che va tutto male e che di lavoro ce ne meno per colpa del RdC!
La Rai sembra telepadania.
Il web è tutto un rilanciare di menzogne provenienti dalla propaganda di destra, come quando si è sparsa la bufala che avete tagliato le pensioni di invalidità.
Senza una corretta informazione, e senza il vincolo di mandato (era nel programma), non c'è possibilità per il M5S di cambiare il paese. Le leggi fatte, come il necessario RdC (il minimo per campare) verranno cancellate nella prossima legislatura.
Invece di "via i partiti dalla Rai" (utopia pura) avete fatto solo "via il M5S dalla Rai", e i risultati si vedono.
Chi si cullava del 33%, come prova che tv e giornali non ci servono, ha sbagliato di grosso. Il 33% su 60% di votanti vuol dire che l'80% degli italiani ha considerato il M5S peggio o uguale a quei partiti pieni di scandali e che hanno svenduto l'Italia al capitalismo e alla finanza senza scrupoli.
Il 33% doveva essere un campanello d'allarme, non un grande risultato che vi ha convinti di poter fare a meno dei media tradizionali.
Se poi ci aggiungiamo che "la bestia" ha invaso il web....
giovanni2
21 febbraio 2020 alle ore 13:27sono d'accordo. in teoria il m5s avrebbe dovuto vincere a mani basse. gia' il 33%, nella situazione in cui hanno ridotto l'italia, ci sta stretto. potenza dei media.
Luigi Lega
21 febbraio 2020 alle ore 14:51Con un emendamento last minute costato sangue sudore e lacrime, uno sparito manipolo di 500 assistenti amministrativi scolastici, di ruolo per concorso, dopo 20 anni di contratto co.co.co. ed arruolati part time ex lege con circa700 € mensili, riescono ad ottenere il dignitoso tempo pieno che ha restituito il giusto diritto e decoro a noi ora veri lavoratori.
UGOGUGO
21 febbraio 2020 alle ore 16:59ipotiziamo uno scenario tipico: un contribuente medio guadagna 28.000 euro da redditi da lavoro e paga 6.960 euro di tasse corrispondenti al 25% del reddito. Un contribuente ricco guadagna 55.000 euro da redditi da lavoro su cui paga 17.220 euro di tasse, 25.000 euro da redditi da interessi su titoli di stato su cui paga 6.250 euro a titolo di cedolare e 24.000 di reddito da affitti su cui paga 5.040 euro a titolo di cedolare secca al 21%. In totale il secondo incassa 104.000 euro su cui paga 28.510 euro di tasse complessive ossia il 27% del reddito totale. E' mai possibile che un contribuente che guadagna 4 volte il reddito di un cittadino medio paghi la stessa aliquota di ques'ultimo? Cosa aspettiamo a riformare le agevolazioni fiscali?
Paolo
22 febbraio 2020 alle ore 00:04Purtroppo nemmeno questa notizia passa attraverso i media.
Come del resto nessuna tutte le altre cose buone fatte (tantissime in 18 mesi.....)
Così è ovvio che non ci siano più italiani disposti a votare 5s.
La soluzione sarebbe PRIVATAMENTE acquistare una pagina intera ogni giorno di tutti i quotidiani nazionali ove raccontare come lavora il movimento, gli ottimi risultati e gli obbiettivi da raggiungere!
Beppe
22 febbraio 2020 alle ore 08:15Sarebbe interessante sapere quanti sono i dipendenti licenziati senza giusta causa.
È un dato utile per conoscere quanto sono "indegni" di essere chiamati imprenditori certi italiani.
sofranco
22 febbraio 2020 alle ore 09:51Altri 11mila assunti ? Prima di questo rdc sfido chiunque a dirmi che conosceva l'esistenza dell'anpal.Su quello che ha fatto e su quello che farà meglio stendere un velo pietoso.
UGOGUGO
23 febbraio 2020 alle ore 06:50Aumentiamo anche le assunzioni nel settore statale. Ricordiamoci che l'Italia è una repubblica fondata sul lavoro, non sulle pensioni, A chi mi dice che non ci sono soldi rispondo di aumentare le tasse sui redditi alti, sui patrimoni, di abolire le agevolazioni fiscali e di tassare le pensioni d'oro.
Cristina Digennaro
23 febbraio 2020 alle ore 21:53Il M5S sta lavorando per fare le leggi per il popolo italiano! Grazie al decreto dignità i cittadini sono più tranquilli! Il lavoro ti dà la dignità, i partiti di cdx e sx hanno distrutto il futuro ai cittadini ed ai nostri ragazzi
