
Le emissioni inquinanti ci rendono più deboli. É ora di agire.
29 febbraio 2020 alle ore 09:05•di Alberto Zolezzi
Combattere l’inquinamento – riducendo da subito le emissioni di CO2 – può aiutare anche ad arginare gli effetti del Coronavirus. Che ambiente e salute vadano a braccetto è cosa risaputa, adesso – in fase di emergenza per il Paese – bisogna ribadirlo con forza. E attivarci.
Come medico ospedaliero, nel 2019, ho seguito alcuni casi di infezione da virus H1N1, meglio conosciuto come “influenza suina” avendo avuto (probabilmente) come focolaio un allevamento di maiali, in Messico. Da vicino ho potuto riscontrare quesiti ricorrenti, ad esempio perché alcuni casi si complicassero con la polmonite, altri no. E tra i casi complicati non più del 20% insorsero in persone senza apparenti gravi fattori di rischio.
Fermo restando che ogni virus è diverso dagli altri - non si può paragonare certo l’influenza suina con il Coronavirus - e che nel corso del tempo lo stesso virus può mutare per cui non possiamo affidarci a studi pregressi, può essere utile affidarci a dati emersi in precedenti situazioni tracciando alcune linee guida.
Una corposa letteratura scientifica dimostra come esistano fattori protettivi comuni dalle infezioni e dalle loro complicanze: assunzione di cereali integrali, frutta secca e oleosa, frutta e verdura, allattamento al seno, lavaggio delle mani, attività fisica moderata;
i fattori di rischio sono invece l’attività fisica eccessiva, il fumo passivo, il fumo attivo e l’assunzione di stupefacenti, l’eccesso di carni rosse, l’eccesso di alcol, i luoghi chiusi e affollati, l’abuso di farmaci antipiretici e di antibiotici se non prescritti dal medico, l’inquinamento atmosferico.
Ma, oltre ad assumere tali precauzioni, credo sia necessario riflettere sulla diffusione del Coronavirus in relazione ai comportamenti individuali e alle decisioni delle istituzioni. A Milano e in molte città della pianura Padana quest’anno in meno di due mesi sono già stati superati i 35 giorni “tollerati” di aria con polveri sottili (PM10) superiori a 35 microgrammi per metri cubo. Per non menzionare il PM2.5 che secondo i criteri sanitari dovrebbe stare sotto i 20 giorni di “sforamento” mentre attualmente la media è superiore a 40 in Pianura Padana.
Ciò contribuisce ad indebolire il fisico dei cittadini residenti in Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna, favorendo complicanze respiratorie. Non a caso, gli articoli che riportano della diminuzione delle emissioni di oltre 100 milioni di tonnellate di CO2 equivalenti nella regione di Hubei in Cina, cuore di questa infezione, dovrebbero far riflettere sulla necessità di ridurre le emissioni per non aggravare la situazione.
Invece di attendere eventuali blocchi in emergenza, sarebbe il caso di valutare la riduzione delle emissioni non strategiche nelle aree impattate dal virus e di ridurle comunque in ottica di adeguamento alle direttive europee per cui siamo in infrazione e a rischio di sentenza e sanzioni nel breve termine (PM10 e ossidi di azoto). Gli studi ISPRA centrati sulla regione Emilia Romagna riportano una percentuale di emissione di particolato relativa al trasporto merci su strada del 21%, del trasporto con veicoli privati del 13%, per cui credo che sia l’occasione di riflettere sui progetti di nuove autostrade - dalle Pedemontane veneta e lombarda, alla Cispadana, alla Mantova Cremona – che aggraverebbero la situazione del particolato in atmosfera e lo stato sanitario della popolazione.
È chiaro che parliamo di fattori di rischio ormai protratti nel tempo che hanno indebolito in maniera strutturale l’immunità e le vie respiratorie di chi vive in aree con superamenti del particolato, ma la riduzione - anche nel breve periodo - può rinforzare il fisico e consentirgli di affrontare meglio le emergenze.
Commenti (33)
nicola pini
29 febbraio 2020 alle ore 12:43DOVE STATE ANDANDO?
Chiedo a tutti di mobilitarsi per chiedere spiegazioni al M5S e a Luigi di Maio in qualità di Ministro degli Esteri di chiarire e spiegare pubblicamente perché l’Italia ha sottoscritto insieme a Jean-Yves Le Drian (Francia), Heiko Maas (Germania), Stephanus Blok (Paesi Bassi), Arancha Gonzalez Laya (Spagna), Augusto Ernesto Santos Silva (Portogallo), Philippe Goffin (Belgio), Urmas Reinsalu (Estonia), Jacek Czaputowicz (Polonia), Linas Linkevicius (Lituania), Ann Linde (Svezia), Jeppe Kofod (Danimarca), Pekka Haavisto (Finlandia), Simon Coveney (Irlanda) una lettera Siria. Il M5S adesso “tutela” i miliziani di Al Qaida a Idlib e attacca il governo siriano, si posiziona contro il popolo siriano e sostiene quei mercenari jihadisti e terroristi che al soldo della Nato e della Nato del Golfo infestano la Siria da 9 anni? Questo è inaccettabile!!! Chiedo a tutti di mobilitarsi per fermare questa deriva!!! È una vergogna, se non prendete subito provvedimenti e invertite la rotta vi meritate davvero di andare affanculo!!! Basta!!!
mimmo r.
29 febbraio 2020 alle ore 13:52Il commento non e' appropiato con l'articolo, disconosce le complicate dinamiche e strategie di politica mondiale e soprattutto, manca di fiducia nel nostro Ministro degli Esteri !!.
nicola pini
29 febbraio 2020 alle ore 14:10Mimmo sai cosa cantava il grande Rino Gaetano: “partono tutti incendiari e fieri ma quando arrivano sono tutti pompieri”....
mimmo r.
29 febbraio 2020 alle ore 14:32Conosco tutto del grande Rino... Il grande Toto' diceva: "non so se l'erba campa e il cavallo cresce, ma bisogna avere FIDUCIA ".
Maria Paola
1 marzo 2020 alle ore 09:04nicola pini vorrei leggere la lettera, dove la trovo?
nicola pini
29 febbraio 2020 alle ore 12:54FATE GLI STRUZZI?
Qualsiasi ricatto che vi hanno fatto non giustifica un atto di aggressione a un altro popolo che vive da 9 anni in un inferno!!! Vergognatevi!!! Io sarei disposto a morire e voi? Denunciate invece di cagarvi addosso!! E che vada tutto in malora una volta per tutte, ormai la puzza è insopportabile!!!
UGOGUGO
29 febbraio 2020 alle ore 13:13Pienamente d'accordo sul blog. Credo che sia arrivato il momento di vietare i diesel nelle grandi città. Per quanto riguarda la Siria invece sono d'accordo che la Turchia sta facendo una politica aggressiva e che, anche se fa parte della Nato, dovremmo dissociarci dall'invasione della Siria.
UGOGUGO
29 febbraio 2020 alle ore 15:33Si potrebbe fare come in Svizzera dove il diesel costa più della benzina. Questa misura disincentiverebbe almeno l'acquisto di automobili diesel. Per i camion organizzare centri di smistamento fuori dalle città. Mi risulta che esistano anche furgoni ibridi in commercio. Certo tutto ciò ha un costo, ma anche morire di polveri sottili ha un costo...
UGOGUGO
29 febbraio 2020 alle ore 18:34Se tu vivi in Svizzera evidentemente non conosci la situazione delle città italiane. Si potrebbe incentivare il trasporto su rotaia, agevolare il cambio dei mezzi di trasporto con mezzi meno inquinanti, D'altronde qualcosa bisogna fare. Tu cosa proponi?
Giulio Bornacin
29 febbraio 2020 alle ore 18:54Gentile Zolezzi non apprezzo il post. Si fa di ogni erba un fascio. Non aiuta a capire i problemi. Per prima cosa la CO2, nella comunità scientifica, non è considerata un inquinante. Almeno al di sotto del 4-5% nell'aria. Al di sopra di queste concentrazioni la CO2 compete con l'O2 ed, in alcune condizioni potrebbe peggiorare la respirazione. La sua tossicità si ha a concentrazioni ancora maggiori. Non esiste per quanto si sa alcuna relazione tra CO2 ed il coronavirus e la sua diffusione. Ed allora perchè parlarne in questo modo? Perchè spaventare ed ingannare le persone? L'inquinamento è un problema serio e riguarda migliaia di molecole che creano danni gravi alla salute. Ma va affrontato caso per caso, in dettaglio, con dati ed informazioni complete. Anche parlare di polveri sottili in questi termini è poco serio. Prendiamo le pm 10. Queste restano sospese in aria per tempi lunghi. Giorni, settimane o mesi. Le pm 2.5 sono sospese in aria per sempre fino a che non si aggregano in strutture più pesanti (50/100 micrometri) o fino ad una pioggia o nevicata. Le pm 2.5 viaggiamo per migliaia di Km. Possono arrivare dall'Africa, dalla Russia o dalla Cina. Dipende prevalentemente dalle condizioni climatiche. Che senso ha fermare il traffico nelle città? Nessuno. Tantè che le centraline, nelle varie citta del nord, non evidenziavano differenze tra giornate senza traffico o con traffico. Le fluttuazioni dipendono dal clima (vento, pioggia, asciutto, ecc). Paradossalmente i veicoli euro 6 (per quanto riguarda i particolati) emettono meno polveri di quelle presenti nell'aria (il delta tra polveri in entrata ed in uscita è positivo). Paradossalmente ripuliscono l'aria. Ma perchè fare campagne contro problemi non troppo gravi e tacere su altri molto più gravi? Il fumo? Non solo produce pm 10 e 2.5 (una sigaretta) come un diesel euro 6 che resti acceso per molte ore, ma è un cancerogeno certo riconosciuto dall'IARC nel gruppo 1.(fine caratteri)
federico_2
29 febbraio 2020 alle ore 21:37Sono d'accordo ... le anime semplici, e qui ne girano molte ... leggono solo i titoli degli articoli dei giornali ... che raccontano solo le balle che convengono ai loro pdroni ( dei giornali ) ... e credono di aver capito come gira il mondo.
Di cose serie dovremmo parlarne noi ... ma dopo che il PD ci ha *normalizzato* adesso organizziamo le officine per riparare le bambole.
mery
1 marzo 2020 alle ore 06:34Il procurato allarme lo fanno certe persone che vedono la pagliuzza ma non la trave che hanno negli occhi.
obiettivoConfrontoEConoscenzaOggettiva
1 marzo 2020 alle ore 09:12Buongiorno Giulio, sono d'accordo su tutto tranne sullo scaricare le responsabilità su altro o altri.
Vero che le polveri viaggiano e che dipende dal clima ma qualcosa le produce e le indagini che ho trovato mostrano che in Pianura Padana le sigarette non hanno una grande parte nell'inquinamento (se ne trova altre che mi smentiscono ben vengano!)
Sono i trasporti e la produzione di energia le fonti di gran lunga maggiori.Ovvio che gli effetti della riduzione si vedrebbero nel tempo ma se non si comincia non si vedranno mai.
Che poi smettere di fumare sia un vantaggio per tutti ok, ma purtroppo non penso che cambierebbe di molto l'inquinamento nella Pianura Padana.
Giulio Bornacin
1 marzo 2020 alle ore 11:09Proviamo a fare assieme due conti. Una sigaretta pesa dai 950 ai 1000 mg. Diciamo un grammo. Supponiamo che la combustione sia ottimale e che il 70% vada in CO2 ed il 30% in fumi e polveri. In totale 300 mg di polveri sottili. Prendiamo un diesel euro 6. Prendiamo una cilindrata media di 2 litri. I diesel euro sei, mi pare, dovrebbero avere come limite delle polveri 40 microgrammi/m3. Un m3 equivale a 1000 litri. Supponiamo che il veicolo in città vada a 50 Km/ora a circa 2000 giri. Facciamo un po di conti. In un minuto l'auto espelle 4000 litri, 4 m3. In un ora 240 m3. 240 m3 per 40 microgrammi = 9600 microgrammi. Facciamo 10.000 microgrammi. 10.000 microgrammi corrispondono a 10 milligrammi. Ricapitolando in un ora un diesel euro 6 dovrebbe emettere circa 10 mg di polveri sottili. Una sigaretta ne rilascia 300 mg.
Può darsi abbia commesso qualche errore, ma gli ordini di grandezza dovrebbero essere questi. Se invece di una sigaretta prendiamo un Kg di legna od un caminetto si capisce che queste cose non solo non sono trascurabili ma sono parte importante del problema.
Purtroppo la pianura padana, tra le alpi e gli appennini, ha un bassissimo movimento dell'aria in particolare in presenza di alte pressioni e forse questo è il principale problema. Ci sono altri distretti industriali in Germania, in Inghilterra, nell'EST Europa che pur avendo industrie e centrali (carbone) probabilmente più inquinanti non presentano i dati del nord Italia.
Alessandro Albanese
1 marzo 2020 alle ore 12:57Bornacin...4-5% di CO2?
Mi scusi se glielo faccio notare ma deve rivedere completamente le premesse del suo post.
Attualmente siamo sulle 400 ppm (parti per milione), cioè lo 0.04%.
Concentrazioni 10 volte superiori a quelle attuali probabilmente erano presenti nell'atmosfera primordiale, tra 1 e 2.5 miliardi di anni fa, in un periodo in cui la vita sulla Terra era ancora confinata negli oceani.
Sul consumo di legna da ardere sono invece d'accordo con lei, ma quello è un problema creato dai nostri lungimiranti ed esperti governanti del passato, che hanno inserito il pellet e il cippato tra le fonti 'rinnovabili' soggette ad incentivo.
Giulio Bornacin
1 marzo 2020 alle ore 14:56Gentile Albanese, forse non ho scritto nella forma più chiara ma intendiamo la stessa cosa. Dico infatti che non si può parlare di inquinamento per la CO2 al di sotto del 4/5%. Dando per acquisito, come dice lei, che i livelli attuali sono di circa 400 ppm, quindi ben lontani da possibili effetti inquinanti.
federico_2
29 febbraio 2020 alle ore 21:32Salame io vivo in Svizzera ma sono spesso in Italia.
Non propongo niente perchè quello d cui tu parli è del tutto inutile.
Premesso che l'inquinamento dell'atmosfera viaggia con il vento, che ogni nave in mare ( ce ne sono più di centomila ) inquina come un migliaio di automobili. che la causa del riscaldamento globale sono le condizioni che cambiano nel pianeta con terremoti ed eruzioni vulcaniche continue ( Greta racconta fandonie che gli scienziati negano ) non abbiamoroprio niente di utile da fare.
la sola cosa che servirebbe è fare meno figli e ridurre il numero delle persone, questo porterebbe meno inquinamento ... e risolverebbe anche il problema della disoccupazione che fra pochi anni sarà gigantesco,
Ma non si puòl dire perchè a lorsignori conviene che arrivi qualche milione di disperati ... per cui hanno scatenato i demografi a dire che allora chi pagherà le pensioni ?
Uno prende la pensione perchè ha pagato i contributi ... se la sua pensione la deve pagare chi lavora ... che fine hanno fatto i suoi conbtributi ? Io me lo immagino che fine hanno fatto ...
Insomma non credere a quello che leggi ... sono quasi tutte bufale
Raffaele Guarino
29 febbraio 2020 alle ore 21:51bla..bla...bla.. state entrando come soci con la Arcelort mittal ex ilva , siete bugiardi come i vostri alleati pd:
Mittal Taranto, qualità dell'aria ai Tamburi in aumento le emissioni inquinanti
Secondo l'ultimo report dell'Arpa, superati i valori soglia di acido solfidrico (H2S) e anidride solforosa (SO2)
24 Febbraio 2020
TARANTO - Preoccupano gli ultimi valori rilevati dalle centraline di monitoraggio della qualità dell’aria che hanno registrato il superamento di valori soglia di acido solfidrico (H2S) e anidride solforosa (SO2) nell’area del siderurgico ex Ilva, ora ArcelorMittal, e del quartiere Tamburi di Taranto.
TRADITORI CI VEDREMO ALLE PROX REGIONALI IN PUGLIA.
mery
1 marzo 2020 alle ore 06:49Non vedo l'ora di sapere per chi vota alle regionali della sua regione. Forse per chi tagliò ospedali pubblici e cure sanitarie applicando il libero mercato della salute.
Maria Paola
1 marzo 2020 alle ore 08:52alle prox regionali in Puglia acclameremo come presidente te perchè sai risolvere tutti i problemi
Raffaele Guarino
1 marzo 2020 alle ore 10:11Buongiorno Sig.ra Mery
Ho votato e raccolto voti TANTI per il mov 5***** per la Degiorgi exgiornalista studio 100 tv
Buongiorno Sig.ra Maria paola
Io non risolvo i problemi...ma non prometto "Chiuderemo il soggetto inquinante L'ILVA "
quindi non votero' mai piu 5***** e credetemi a Taranto siamo in tanti,anche per il tradimento MAI CON IL PD.
mery
1 marzo 2020 alle ore 16:53Oggi il Sindaco di Taranto si preoccupa, giustamente, dell'Arcelor Mittal, per le emissioni inquinanti sulla città, causa di malattie soprattutto per gli abitanti del rione Tamburi. Ma quando avevate come Sindaco l'imprenditore di Antenna TA6, Giancarlo Cito, l'ILVA vi andava benissimo. Tutti zitti. Come mai oggi fate fuoco di sbarramento sui Cinque Stelle, che stanno tentando di salvare occupazione e salute?
UGOGUGO
1 marzo 2020 alle ore 05:11Amico mio ragioni come uno svizzero. E chiaro che la pensione la paga chi lavora a chi è in quiescienza ma se ci sono troppi pensionati non puoi pensare che un lavoratore mantenga 2 pensionati a prescindere dai contributi versati da questi ultimi. Per questo è importante il trend demografico. Io vivo a Roma e ti assicuro che respirare ogni giorno polveri sottili per andare al lavoro è un problema che non intendo risolvere con un suicidio assistito! Per quanto riguarda la disoccupazione la soluzione è semplice: assumere più gente nello stato e pagargli lo stipendio tartassando i ricchi, come prevede la costituzione italiana.
Vincenzo Campisi
1 marzo 2020 alle ore 09:03Salve. Sono un autista autobus nella città di Vercelli. Non è possibile che nel mio comune si giri ancora con autobus insicuri a euro 2. Specie sullurbano dove i mezzi sono insicuri e molto inquinanti. Spero che qualcuno faccia qualcosa. Buon lavoro
mery
1 marzo 2020 alle ore 16:43Incredibile, sembra una notizia sullo stato degli autobus del Bangladesh, invece siamo in Piemonte.
maurella
1 marzo 2020 alle ore 09:23Speriamo di avere imparato qualcosa da questa epidemia anche a livello globale. Forse non si deve lasciare tutte le produzioni strategiche in una sola parte del mondo. Per quel riguarda l'argomento inquinamento viene rimosso. Il perchè lo spiega bene Luca Mercalli. Basta ascoltarlo in "La fine del mondo" che mi sembra sia una conferenza che ha tenuto nel 2017 e che risulta attualissima oggi. Purtroppo siamo una popolazione culturalmente arretrata con governanti ignoranti che per anni hanno sostenuto interessi di lobby e si sono guardati bene dal promuovere la cultura e l'emancipazione del Paese. Con questo post voglio ricordare a tutti il referendum del 29 marzo, che a mio parere, con la riduzione del numero dei parlamentari, si propone di promuovere una classe dirigente valida e lungimirante.
Nome Cognome
1 marzo 2020 alle ore 11:12Ma perché non impegnarsi anche per la pace nel mondo?
polites
1 marzo 2020 alle ore 11:28Determinanti per l'inquinamento atmosferico sono i tragitti compiuti quotidianamente dei pendolari.
Da un lato si è spinto i cittadini a preferire i mezzi pubblici all'automobile per cercare di ridurlo.
Ma in emergenza Coronavirus si rende invece necessario, per arginare il contagio, fare esattamente l'opposto. E così vi saranno ancora più mezzi per le strade, peggiorando la situazione.
Adesso che il Movimento 5 Stelle è al governo, vi sarebbe l'opportunità di spingere fortemente le aziende ad adottare il telelavoro (smart working) per evitare spostamenti inutili da parte dei propri dipendenti per svolgere compiti che, il più delle volte, non comportano necessità di essere presenti sul posto.
Siamo nel 2020 e la disponibilità di banda larga quasi ovunque e dispositivi velocissimi lo rendono pienamente possibile.
Sono moltissimi gli impiegati che passano la giornata chini e silenziosi sul proprio PC senza partecipare a riunioni e senza alcuno scambio con i propri colleghi se non tramite email o strumenti di messaggistica. L'unico scopo della loro presenza fisica è il poter essere controllati a vista, come fosse l'unico modo per assicurarsi della loro produttività.
A mio parere, l'unico modo per imprimere una svolta in tal senso è deliberare che il tempo di viaggio da e verso il posto di lavoro venga contabilizzato nell'orario lavorativo. Solo chi lavora da casa si troverebbe dunque a lavorare per l'intero orario previsto.
Tra l'altro gli spostamenti sono un costo e non è giusto che a subirlo siano i lavoratori e l'ambiente.
Le imprese che insistono a voler costringere i lavoratori a recarsi ogni giorno presso le proprie sedi creano un danno ambientale (esternalità) che devono risarcire in un modo o in un altro. In alternativa, si potrebbe studiare una defiscalizzazione per le aziende virtuose in tal senso e un inasprimento delle imposte per tutte le altre.
Conto su di voi per proporre una legge articolata in tal senso.
federico_2
1 marzo 2020 alle ore 13:44Quando leggo post come questi mi cascano le calze.
Tu sei evidentemente un impiegato di qualche ufficio pubblico che non ha nessuna idea... sulla provenienza dei soldi per il tuo stipendio.
Questi soldi arrivano dalla ricchezza creata dalle aziende produttive, agricole e turistiche della nazione ... dove i dipendenti devono recarsi tutti i giorni per farle andare.
Prova a mungere una mucca via Internet, a controllare la qualità di una partita di pezzi meccanici o ad accogliere il cliente in un ristorante via Internet ... deficiente.
Domineddio ti ha fato un cervello ... ma non è servito a niente.
bernardo LOSINI
1 marzo 2020 alle ore 20:07In città come Cologno Monzese sono tante le stufe a legna sebbene siano vietate. la legge le consente se non c'è altro tipo di caldaia per cui giardinieri e muratori che hanno la legna la bruciano facendo ammalare e morire prima i vicini.
Giancarlo Nascè
2 marzo 2020 alle ore 10:22Approfondite il problema 5G ci potrebbero essere correlate con l’attuale emergenza !
Santo Mazzotti
6 marzo 2020 alle ore 13:26Grazie, bravissimo portavoce, Dott. Alberto Zolezzi; anche per la sua pluriennale, ottima e proficua attività di medico pneumologo conoscitore e divulgatore delle correlazioni tra inquinamento dell’aria (compreso quello del fumo attivo e passivo) e malattie polmonari.
Può darsi che non sia un caso che una grande diffusione del Coronavirus sia avvenuta proprio in Pianura Padana, che è caratterizzata da una particolare cattiva qualità dell’aria?
Le rinnovo caldamente l’invito di continuare a informare anche su questo blog delle correlazioni tra inquinamento dell’aria e malattie polmonari ed a fornirne informazioni precise, come Lei sa fare.
marcorossiurbino
7 marzo 2020 alle ore 09:28Alberto Zolezzi
Ottima analisi che condivido! Se si sovrappone la mappa della concentrazione delle PM 2.5 con la mappa dei primi focolai del Corona Virus si ha una sovrapposizione quasi perfetta! Come si vede in questo sito:
https://sites.google.com/view/cornonapm25/home-page