Decreto intercettazioni, rafforziamo uno strumento di indagine e tuteliamo i diritti
21 febbraio 2020 alle ore 09:59•di Grazia D'Angelo
Il decreto legge sulle intercettazioni finalmente mette ordine e chiarezza in una materia molto delicata: consentire le indagini alle forze dell'ordine ma dall'altra parte tutelare anche la privacy dei cittadini. Già questo presupposto fa comprendere come la materia in questione è veramente sia delicata che urgente. Vediamo ora alcuni punti importanti del provvedimento.
Uno dei primi punti riguarda l’ampliamento dei casi di utilizzo del captatore ambientale, meglio conosciuto come trojan, che potrà essere utilizzato anche nei delitti commessi da incaricati di pubblico servizio nei confronti della pubblica amministrazione. In precedenza, tale possibilità era possibile solo per i pubblici ufficiali. Inoltre, i reati contro la Pubblica Amministrazione sono esclusi da quelli per i quali è necessario indicare in che luoghi e per quale durata può essere attivato il trojan.
Questo passaggio è veramente fondamentale per combattere la terribile piaga della corruzione nella Pubblica Amministrazione. I cittadini volevano una risposta chiara su questo punto e ora finalmente arriva una decisa stretta in questo senso.
Inoltre la parte della riforma Orlando che viene modificata è quella in cui si demandava, a una valutazione discrezionale della Polizia Giudiziaria, la scelta di cosa trascrivere e di cosa annotare di quanto ascoltato nelle intercettazioni, a beneficio del pm. Questa possibilità aveva destato allarme e forte scetticismo in larga parte della pubblica opinione e anche nell’avvocatura, considerata l'astratta possibilità di ledere il diritto di difesa. Ora, invece, la selezione delle intercettazioni rilevanti per le indagini viene affidata al Pubblico Ministero e, inoltre, quest’ultimo ha l'obbligo di vigilare affinché nei verbali non siano riportate espressioni lesive della reputazione delle persone o quelle che riguardano dati personali sensibili, salvo che si tratti di intercettazioni rilevanti ai fini delle indagini.
Questo attento lavoro per convertire il Decreto Legge sulle intercettazioni tutela e rafforza da un lato l’esigenza di perseguire con efficacia reati gravi, che destano allarme sociale e che turbano la convivenza civile e democratica; dall'altro, la necessità dei cittadini di conoscere il contenuto di atti giudiziari o di intercettazioni che hanno rilevanza per la vita politica, economica e pubblica in senso lato, per la onorabilità di chi ha posizione di rilievo negli incarichi pubblici dello Stato.
In poche parole, lo Stato deve poter perseguire chi si macchia di gravi reati, conservando tutte le garanzie costituzionali, e al contempo non deve esserci bavaglio alla libera informazione e, infine, non deve esserci gogna mediatica fine a se stessa.
Commenti (11)
M A D
21 febbraio 2020 alle ore 10:26Grazie!
Non mollate per favore.
Andrea
21 febbraio 2020 alle ore 12:00Avanti tutta... Grazie m5s
SAM
21 febbraio 2020 alle ore 15:08Complimenti al M5S. Fedeltà al programma iniziale .
Sienalfa
21 febbraio 2020 alle ore 16:28Il d.l. sulle intercettazioni è un'ulteriore passo avanti per affermare la legalità nel nostro paese. C'è ancora molto da fare in questa direzione, le critiche sono di aiuto per calibrare gli strumenti legislativi mentre le polemiche sollevate sulla giustizia ci confermano che stiamo andando nella direzione giusta. Buon lavoro a tutti.
sofranco
22 febbraio 2020 alle ore 10:00Fa il paio con la limitazione all'uso del contante.Uno che da o prende una mazzetta si fà incastrare così ?
Maria D
21 febbraio 2020 alle ore 19:00Lo Stato deve perseguire chi si macchia di gravi reati. Senza "deve poter". Il verbo potere è insito nella parola Stato. Uno Stato che non persegue il crimine non è uno Stato.
Anche se tutti i cittadini hanno pari dignità sociale, le garanzie costituzionali attengono, in primis, alla difesa del cittadino dal crimine.
sofranco
22 febbraio 2020 alle ore 09:56Tipo quello che timbrava in mutande ? Come è andata a finire quella storia ?
Serafina Pace
21 febbraio 2020 alle ore 22:35SALVINI DICE NO DEVE PROTEGGERE SE STESSO E I SUOI MINISTRI CORROTTI. IO DICO SI: SONO CON VOI
Il Barone Zazà
22 febbraio 2020 alle ore 06:31Cortesemente, lasciateci un link per leggere il decreto.
Il fatto che vada bene al PD, mi preoccupa molto; e non sarebbe la prima volta che accettiamo un compromesso al ribasso!
QUALE PRIVACY ?
Chi ricopre una carica pubblica deve accettare una limitazione del proprio diritto alla privacy. È il prezzo da pagare se si vuole amministrare il potere.
Perché uNA NOTIZIA IRRILEVANTE SUL PIANO GIUDIZIARIO PUÒ ESSERE INVECE RILEVANTISSIMA SU QUELLO
ETICO-POLITICO.
Per tutelare la privacy di privati cittadini che compaiono nelle intercettazioni, basta imporre per legge la sostituzione del nome vero con uno pseudonimo .
Per favore dateci il link.
Saluti
Zazà
Ugo Guicciardi
23 febbraio 2020 alle ore 15:00Ottima iniziativa! Essendo stato incaricato di pubblico servizio e come tale coinvolto in una vicenda di questo tipo confermo che avete centrato il nocciolo della questione. La corruzione si cela negli anfratti più insospettabili e solo l'utilizzo di tecnologie innovative può svelare la ragione di comportamenti altrimenti inspiegabili.
Santo Mazzotti
2 marzo 2020 alle ore 19:51Molto bene, bravissima portavoce, dottoressa Grazia D'Angelo.
In questi anni, l’impegno principale e fondamentale del Popolo Italiano dev’essere la lotta alla corruzione della classe politico-amministrativa.
Per questo è perfettamente logico che i mezzi di informazione di massa ed i personaggi pubblici più corrotti si oppongano invece con tutte le loro forze alle intercettazioni, apportando i pretesti più fantasiosi.
