
Autoconsumo collettivo: nasce una nuova democrazia energetica
13 febbraio 2020 alle ore 19:33•di MoVimento 5 Stelle
Sin dalla sua nascita il M5S ha agito per realizzare delle rivoluzioni necessarie all’aumento del benessere degli abitanti e dell’ambiente di questo mondo; dalla rivoluzione culturale, la “grande madre” e la più difficile da realizzare, alla rivoluzione dei vari modelli di produzione e consumo. Tra questi vi è naturalmente il passaggio dalle energie fossili a quelle rinnovabili.
Ed è per questo che oggi salutiamo con enorme gioia l’approvazione di un emendamento inserito nel D.L. “Milleproroghe”. Si tratta dell’emendamento che permette la realizzazione delle “Comunità energetiche” e dell’”Autoconsumo Collettivo”. La norma contenuta in tale emendamento è un grande passo in avanti per traslare il settore energetico, dal classico modello centralizzato, fatto di grandi centrali a carbone e gas, di proprietà di una ristretta cerchia di operatori, che vendono l’energia così prodotta a milioni di clienti “passivi”, ad un modello decentralizzato e di vera e propria “democrazia energetica”, in cui le imprese e i cittadini si autoproducono l’energia tramite impianti di loro stessa proprietà, la autoconsumano, e si condividono le reciproche eccedenze.
Pensiamo alle enormi conseguenze sul lato pratico, ad esempio parlando dei privati cittadini, pensiamo solo al fatto che in Italia vi sono 20 milioni di abitanti che vivono all’interno di 1,2 milioni di condomini, nella maggior parte dei casi piuttosto vecchi, e che sprecano più della metà dell’energia acquistata per scaldarli d’inverno e rinfrescarli d’estate.
Ora, grazie anche alle detrazioni fiscali per la riqualificazione energetica degli edifici e alla possibilità finalmente di autoconsumare l’energia, in un colpo solo possiamo dimezzare il costo delle bollette per i condòmini (ed abbassarle per tutti gli italiani), diminuire considerevolmente il fabbisogno nazionale di energia e conseguentemente le emissioni, creare moltissimo lavoro per le nostre micro e Pmi, e tutto questo rientrando dell’investimento delle spese in tempi molto molto brevi, gli studi in proposito parlano di 3-5 anni. E poichè tutti i suddetti interventi godono di generosi incentivi fiscali a livello di detrazione, comporteranno naturalmente l’emissione di altrettante fatture (necessarie per usufruire della detrazione fiscale) facendo quindi emergere il “nero” e pertanto creando i presupposti per diminuire le tasse a tutti.
Sul lato delle imprese vi saranno ugualmente grandi opportunità di risparmio permesse dalle suddette nuove configurazioni, e vogliamo sottolinearlo, con particolare risalto per le micro e piccole imprese, che, come i cittadini, potranno costituire delle Comunità energetiche, condividendone costi e benefici.
Come detto, i benefici saranno non solo per coloro che costruiranno nuovi impianti di energia rinnovabile, ma per tutti, letteralmente tutti i cittadini, in quanto la maggiore produzione rinnovabile farà abbassare il costo della materia prima “energia”, e il fatto che tale energia sarà immediatamente autoconsumata nelle immediate vicinanze dell’impianto, anziché essere veicolata nelle grandi reti di distribuzione/trasmissione, farà diminuire i costi di “stress” di tali reti, che comportano fenomeni di sbilanciamento che producono costi che vengono poi pagati, appunto, da tutti. Insomma una produzione/consumo decentralizzato comporta riduzioni di bolletta per tutti. E stiamo parlando finalmente di diminuzioni “strutturali”, non “giochini” fiscali con cui si incentiva qualcuno e quindi giocoforza si deve reperire la risorsa da qualcun’altro, ma di un vero e proprio miglioramento della struttura produttiva/distributiva e di consumo.
E ricordiamoci che ogniqualvolta aumentiamo la produzione interna di energia, diventiamo sempre più indipendenti dalle complesse e problematiche relazioni internazionali e globali, che si muovono proprio attorno al dominio delle fonti energetiche e delle altre materie prime.
E’ il risultato di un grande lavoro di preparazione, condivisione, e di grande partecipazione, tenuto anche con le altre forze parlamentari, il Ministro dello Sviluppo Economico e gli stakeholders di settore. Tale lavoro era iniziato presso la Commissione industria del Senato appena insediata, tramite un apposito affare assegnato sull’autoconsumo, e proseguito con la preparazione dell’emendamento appena approvato.
Inizia ora la rivoluzione energetica che ha tutti i presupposti per instaurare un circolo virtuoso di creazioni di posti di lavoro “green”, calo dell’utilizzo delle fonti fossili a favore delle Rinnovabili e quindi di maggiore sostenibilità ambientale, e conseguimento di risparmi economici per i cittadini e lo Stato.
Commenti (4)
Serafino
14 febbraio 2020 alle ore 13:10Questo è un altro esempio di civiltà e di come le cose si fanno con la testa e non con i piedi come ci hanno sempre dimostrato quelli del vecchio regime.
Grazie Movimento, siete gli unici degni di lode.
birdbird
14 febbraio 2020 alle ore 13:32Ottimo !! E' con questi temi che risaliremo ni consensi, ora facciamo seguire fatti concreti e pubblicizziamoli tantissimo. Ed esempio un accordo collettivo con una compagnia veramente green per tutti gli iscritti al Movimento.
Beppe
15 febbraio 2020 alle ore 08:33Se dovessi prendervi alla lettera, mi viene spontanea una domanda:
un condominio (del 1,2 milione che avete censito) se volesse costruirsi un impianto di energia rinnovabile, per autoconsumo, quale tecnologia dovrebbe procurarsi per realizzare questo meraviglioso progetto?
Non mi sembra che oggi sul mercato ci siano impianti così efficienti e dalle caratteristiche tecniche adatte a vecchi edifici tali da permettere a questi fabbricati di autoprodursi tutta quella energia necessaria a riscaldarli o raffrescarli in autonomia.
Mi sembra una buona idea per pochissimi fortunati.
diego
21 febbraio 2020 alle ore 12:10Vorrei capire che è successo con la cessione del credito ?
molti avevano pronti i contratti firmati a dicembre e con il 2020 si e nuovamente annullato tutto.
Molte aziende installatrici speculavano inserendo il 30% in più per utilizzare la cessione ma molte aziende no.
Perché lo avete tolto? molti non riescono apagare o farsi finanziare tutto
