1522: il numero che può salvare una vita
2 febbraio 2020 alle ore 09:24•di Maria Edera Spadoni
Questa settimana 6 donne sono morte, uccise dal marito o dal compagno.
Femminicidi che, secondo il procuratore generale della Cassazione Giovanni Salvi, rappresentano una vera e propria emergenza nazionale. Nel nostro Paese si parla troppo poco di violenza di genere, è qualcosa che tocca gli animi della gente perché con paura si pensa che quella donna potrebbe essere nostra madre, sorella, figlia.
Ma è qualcosa di talmente aberrante che spesso, purtroppo, si preferisce ignorare, e ci scandalizza solo di fronte all’ennesimo caso di violenza domestica letto sul giornale.
Il codice rosso è un passo avanti, le donne devono essere sentite dal pm entro 3 giorni dall'iscrizione della notizia di reato, sono stati introdotti reati come il revenge porn, cioè la diffusione illecita di immagini sessualmente esplicite, il matrimonio forzato e la deformazione del volto.
Ma non è abbastanza, l’approccio deve essere culturale.
Dobbiamo iniziare a chiederci perché alcuni uomini pensano che la compagna o moglie sia di loro possesso. Dobbiamo dare alle donne una buona retribuzione, un lavoro sicuro, un’indipendenza economica, dare loro la possibilità di essere mamme e lavoratrici senza essere obbligate a scegliere tra essere l’una o l’altra. E dobbiamo dare tutti gli strumenti a nostra disposizione nell’immediato, quando una donna si trova in pericolo e chiede aiuto.
Per questo credo che un training adeguato per tutti gli operatori sia fondamentale, sopratutto per le forze dell’ordine, che non smetterò mai di ringraziare per il loro lavoro e per la sensibilità che in molti casi hanno dimostrato quando si sono trovati davanti ad una donna in pericolo. Molti progressi sono stati fatti negli anni: penso al protocollo EVA della Polizia di Stato che ha codificato in linee guida le Best Practice per la gestione degli interventi legati alla violenza di genere in caso di primo intervento degli addetti al controllo del territorio, attraverso la elaborazione di una “Processing Card” composta di schede che i poliziotti devono compilare ed inserire negli archivi informatici di polizia quando intervengono a seguito di segnalazione di violenza di genere.
Ma si può e si deve fare di più. L’approccio non deve basarsi sulla sensibilità del singolo, ma su standard specifici che possono valutare nell’immediato, il grado di pericolosità in cui si trova la donna (e purtroppo molto spesso anche minori). Training adeguato, standardizzazione dell’approccio e condivisione di informazioni.
Sopratutto le informazioni sono fondamentali, e a volte ci sono strumenti che purtroppo non sono nemmeno conosciuti, come il 1522, il numero di emergenza contro la violenza domestica.
E’ attivo 24 ore su 24, tutti i giorni dell’anno ed è accessibile dall’intero territorio nazionale gratuitamente, sia da rete fissa che mobile. Le operatrici telefoniche dedicate al servizio forniscono una prima risposta ai bisogni delle vittime di violenza di genere e stalking, offrendo informazioni utili e un orientamento verso i servizi socio-sanitari pubblici e privati presenti sul territorio nazionale ed inseriti nella mappatura ufficiale della Presidenza del Consiglio – Dipartimento Pari Opportunità. Il 1522, attraverso il supporto alle vittime, sostiene l’emersione della domanda di aiuto, con assoluta garanzia di anonimato. I casi di violenza che rivestono carattere di emergenza vengono accolti con una specifica procedura tecnico-operativa condivisa con le Forze dell’Ordine.
Diffondete questo numero, potrebbe salvare una vita.
Commenti (18)
viviana v.
2 febbraio 2020 alle ore 10:111
I BENETTON, LE SARDINE SCEME E I PARTITI CORROTTI
Non riusciremo mai a quantificare quanto i falsi articoli dei giornaloni riescano a manipolare non solo i voto coi sondaggi e le false news ma anche i titoli di Borsa e non si parla solo di profezie che si autoavverano ma di manipolazioni miliardarie. Quello che dovremmo capire è quanto la disinformazione sia micidiale e quanto sia stato letale per noi non entrare in questo gioco perverso per contrastarlo.
Si pensi ai Benetton, ad Atlantia e ai benefit che la visita altamente inopportuna che le 4 sardine capo hanno recato a loro.
E' bastato che i giornaloni urlassero che il Governo non avrebbe mai fatto la revoca perché ci fosse un rialzo del titolo in Borsa dell'8%, il che vuol dire un miliardo e mezzo messo in tasca dagli azionisti Anche a questo è servita l'opportuna visita a Fabrica di Santori, il finto scemo, quello che dice: "Nella nostra ingenuità non abbiamo immaginato che la nostra foto sarebbe stata strumentalizzata" IDIOTA! Ma di quale ingenuità parli, DEFICIENTE??? Ma davvero pensavi che tutta la popolarità che le tv ti hanno dato fosse per i tuoi meriti?
Peccato che Conte ha fatto sapere che la revoca ci sarà.
SEGUE
viviana v.
2 febbraio 2020 alle ore 10:122
Anche i SI' dati incautamente da masse di incapienti mentali a Salvini, protettore dei ricchi tal quale il neoliberista Renz,i servono allo stesso scopo. Politica e affari vanno strettamente uniti. E' solo l'elettore scemo che non lo capisce.
Giorgio Meletti. IFQ: "Il giorno che il governo annunciasse la revoca, ad Atlantia verrebbe sottratta la gallina dalla uova d’oro. Nel 2017, ultimo bilancio non intaccato dall’effetto Morandi, Autostrade ha incassato 3,9 miliardi spendendone solo 1,5 per gestione e manutenzione e consegnando ad Atlantia 2,45 miliardi di margine operativo lordo, una redditività superiore a quella della cocaina o degli immigrati di Buzzi, messe insieme. I profitti di Aspi valgono circa due terzi dei profitti del gruppo Atlantia."
Con una revoca sparirebbero 8 miliardi di guadagni dagli attuali 18. Benetton perderebbe all’istante 2,5 miliardi.
E Santori dice che 'nella sua ingenuità' non ha capito il favore che gli ha fatto! DUPLICE IDIOTA! Dovrebbe essere messo ai domiciliari obbligatori per la sua incapacità di intendere e volere, se non fosse che proprio per quella altri incapienti costituiscono una massa utile da utilizzare per i padroni del vapore.
E così i giornaloni scrivono: "È improbabile che gli investitori stranieri prenderebbero bene una revoca e non è improbabile che per ritorsione, o per delusione sull’aria che tira in Italia, diano il via a massicce vendite di titoli di Stato tricolori. Lo spread potrebbe impennarsi. Non solo. Il governo sarebbe obbligato a gravare da subito il deficit dello Stato dei circa 20 miliardi che vale il rischio incombente: una mezza manovra che non farebbe un bell’effetto anche se il rischio di perdere fosse remoto." (Sempre IFQ) Insomma bisogna salvare i Benetton per amor patrio!!!
SEGUE
viviana v.
2 febbraio 2020 alle ore 10:123
Altro che una farfalla in Oriente provoca un tifone in Occidente! Questo Santori osannato dai media è una mina vagante.
Oppure:
Conte potrebbe neutralizzare questi pericoli mortali, rinunciare alla revoca, costringere i Benetton a un equo risarcimento in miliardi, garantire che in futuro i soldi dei pedaggi saranno spesi per investimenti e manutenzioni sulla rete anziché finire nelle tasche dei Benetton e dei loro soci, magari con l’ingresso nell’azionariato di Cassa Depositi e Prestiti come garanzia pubblica di una più seria gestione della rete.
Ah, bene! Ma chi ci garantirà che dopo non ci saranno altri crolli, altri morti e che le autostrade italiane, per garantire il lucro degli azionisti, non diventeranno un luogo permanente di paura e di orrore?
I Benetton intanto da un anno non fanno che prenderci in giro e ci mancava pure la santificazione di quell'idiota della sardina col cerchietto! che si è messo in totale incoscienza in un gioco più grande di lui che nemmeno riesce a capire che i poteri forti lo utilizzano esibendolo come un burattino e altre sardine sceme lo seguono come un redentore per sventolare qualche pescetto in piazza.
Ora bisogna vedere chi vince: se il diritto alla vita e alla sicurezza degli italiani o lo sporco lucro degli azionisti spregiudicati e dei partiti che li proteggono: Salvini, Renzi e il Pd sappiamo già da che parte stanno. E Conte da che parte starà?
mario paolella
2 febbraio 2020 alle ore 11:10...aiuto,informazione,prevenzione,repressione,tutto molto utile,ma forse la strada migliore è quella che sta nella proposta di legge della Senatrice Alessandra Maiorino,che porta a focalizzarci su una NS spontanea e straordinaria capacità chiamata Empatia.
Attraverso la quale possiamo ,capire lo stato d'animo di chiunque altro, sia che abbia fatto un terno a lotto,che colpito da una enorme disgrazia e tutto quello che c'è tra questi due estremi,quindi una perfetta sinergia tra capire gli altri e conoscere di più noi stessi!
La Legge presentata dalla Senatrice è per gli studenti,ma tutti noi la conosciamo benissimo,niente ci vieta di usarla da immediatamente, avere una discussione con qualcuno,talvolta e creata da interessi legittimi di entrambe le parti e l'Empatia è un'ottimo strumento per accordarci!...quanto meno è quello sperimento tutti i giorni!
saluti
viviana v.
2 febbraio 2020 alle ore 11:14Salvini che citofona a un privato cittadino dandogli di spacciatore è equivalente a Santori con la mano sul cuore accanto a Benetton
TROIATE!
Se la politica è ridotta a questo, povera Italia!
viviana v.
2 febbraio 2020 alle ore 11:17Maria Mantello
Il femminicidio è la punta dell’iceberg: il visibile del virus maschilista, che continua a veicolare grazie agli stereotipi sessisti per il controllo del corpo delle donne. Questi, sedimentati per secoli, e accettati nella passività dell’abitudine, creano quell’omertosa solidarietà sociale, che è l’invisibile supporto della sindrome maschilista, che estrinseca la sua sintomatologia nella più variegate condotte misogine della quotidianità.
Nella costruzione di questo sistema basato sulle superiorità del maschio sulla femmina, il cattolicesimo ha avuto un ruolo determinante in Occidente, trasformando la funzione biologica della maternità nel principio e fine esistenziale per le donne. Una “vocazione” (questa la parola usa il clero cattolico oggi) a essere strutturalmente sposa-madre. Ogni donna, quindi, indipendentemente dal fatto di avere o meno figli, sarebbe «naturalmente» «dedita all’altro». Eterna costola di Adamo.
Paolo di Tarso, l’ideologo del cristianesimo, scriveva: «L’uomo è il capo della donna» (Lettera ai Corizi I,11,3);«La donna deve stare soggetta in tutto al marito» (Lettera agli Efesini, 5, 24; Lettera ai Colossesi, 3,18); «Le donne nelle riunioni devono tacere; se vogliono essere istruite in qualcosa interroghino i loro mariti a casa, perché è indecoroso che una donna parli in pubblico» (Lettera ai Corizi I, 14, 34-35); «La donna impari in silenzio con ogni sottomissione. Non permetto alla donna d’insegnare, né d’usare autorità sul marito, ma stia in silenzio. Infatti Adamo fu formato per primo, e poi Eva, e Adamo non fu sedotto, ma la donna, […] tuttavia sarà salvata partorendo figli, se persevererà nella fede, nell’amore e nella santificazione con modestia» (Lettera a Timoteo I, 2, 11-15).
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viviana v.
2 febbraio 2020 alle ore 11:182
Muta e obbediente, inchiodata alla croce dell’ancillare fiat mariano. Un modello cardine dell’ideologia cattolica dalla patristica ai nostri giorni.
Rilanciato con forza da papa Wojtyla per contrastare l’emancipazione delle donne e riportarle al ruolo di fattrici (Mulieris Dignitatem, Evangelium vitae, Lettera alle donne, ecc.); proseguito da papa Ratzinger; ribadito da papa Bergoglio che nelle celebrazioni dei venticinque anni della Mulieris Dignitatem non si è stancato di ripetere: «Rimane il fatto che è la donna che concepisce, porta in grembo e partorisce i figli degli uomini. E questo non è semplicemente un dato biologico, ma comporta una ricchezza di implicazioni sia per la donna stessa, per il suo modo di essere, sia per le sue relazioni, per il modo di porsi rispetto alla vita umana e alla vita in genere […]». (Roma, Sala Clementina 12 ottobre 2013).
Altro che rivoluzione! Il modulo identitario non varia. Un modulo che la Chiesa cattolica continua ad amplificare e moltiplicare nelle celebrazioni di schiere di sante che sono sempre: vergini, caste, vocate al sacrificio, fino alla morte.
Uno “spirito sacrificale”, che addirittura recentemente è stato esaltato da un parroco al funerale di una vittima di femminicidio.
Immacolata Maria Rumi, uccisa di botte dal marito. 35 anni di matrimonio, 35 anni di violenza continua e feroce che lei non aveva mai denunciata. E neppure nessuno dei familiari, che mai erano interventi per contrastare quell’epilogo annunciato. Quella morte hanno accolto senza eccessiva sorpresa come disse il Giudice delle Indagini Preliminari: «Non si registrano reazioni tipiche dinanzi a una morte del tutto improvvisa: ma viceversa una certa disperata rassegnazione ad un epilogo quasi annunciato»…
Testimonianza di uno dei figli della poveretta « Mio padre andava su tutte le furie solo perché mia madre gli rispondeva».
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viviana v.
2 febbraio 2020 alle ore 11:193
Sposo padrone, moglie sua proprietà, fino all’omicidio Ti distruggo perché sei mia. Altro che raptus! Questi uomini che uccidono sono lucidissimi e freddi.
Il marito di Immacolata, il bastone per picchiarla l’aveva pronto nel portaombrelli, e lo prendeva quando schiaffi, calci e pugni secondo lui non erano sufficienti. Un rituale sacrificale per tenere in riga la moglie.
Un modello sedimentato per secoli: «buona, paziente e generosa verso il marito», come quello che raccomandava S. Agostino, portando sua madre Monica ad esempio, che cito: «Giunta in età matura per le nozze, fu consegnata a un marito che servì come un padrone» (Confessioni, IX 9, 19).
Sono passati diversi secoli, ma questo putridume maschilista continua a veicolare subdolo e “benedetto”. E sì perché il prete, alla celebrazione del funerale di Immacolata ha detto: «Si è liberata nel martirio».
Il femminicidio, diventa così addirittura un rito di testimonianza (martirio) della vittima: rimasta al suo posto di sposa madre (ben 6 figli), subendo violenze per anni e anni.
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Dalle violenze più brutali e rozze a quelle più subdole e ovattate, si sta riannodando tutta la rete maschilista di patriarcato globale, che attraverso il controllo del corpo delle donne, porta l’assalto alla democrazia.
Ecco allora che il maschilismo va considerato una sindrome sotterranea che minaccia la stessa democrazia.
È la brodaglia della sottocultura maschilista che va estirpata. Quel maschilismo “invisibile” che come un virus resiste metabolizzandosi contro gli anticorpi della libertà e dell’uguaglianza.
Un maschilismo che oggi si maschera sempre più dietro il paternalismo per celare l’invidia e la competizione con le donne – rispetto ai loro compagni spesso più intelligenti, colte… e magari realizzate anche socialmente
viviana v.
2 febbraio 2020 alle ore 11:28Come se non bastasse la sindrome ginofoba della Chiesa reazionaria, ci si è messa anche la Lega a penalizzare le donne
Ai suoi esordi le candidate elette furono costrette alle dimissioni per non contrastare l'ascesa maschile, al convegno di Verona i più oltranzisti tra i ginofobi l'hanno richiamata al servizio del focolare (meglio se lavora solo in casa) e alla procreazione dei figli, osannati da Salvini che sul Convegno ha messo il marchio del Quirinale, più recentemente i leghisti nel Parlamento europeo si sono opposti alla parità salariale tra uomini e donne.
La morale patriarcale, conservatrice e oltranzista della Lega nostrana prende alimento dagli oligarchi russi che vorrebbero il ritorno a un sistema feudale dove la donna non ha nemmeno un'anima ed è madre o prostituta
La Chiesa a tutt'oggi perdona qualunque tipo di orrendo reato, dalla pedofilia al traffico di organi alla lussuria alla corruzione finanziaria ma non accetta che le donne abbiano la stessa carriera nella Chiesa degli uomini, possano dirigere gli ordini religiosi nemmeno quellli da loro stesse fondate, che impartiscano i Sacramenti e che i preti si possano sposare.
L'ostracismo della Chiesa Cattolica contro le donne è assoluto.
Chiaro che in tale contesto che le uccisioni di donne si succedano e che esse siano considerate da molt i solo come una proprietà materiale è perfettamente conseguente.
Renzi ha depenalizzato lo stalking togliendolo dal codice penale dove era un reato punito col carcere e passandolo al codice civile dove diventa una infrazione sanabile con un multa, per cui è meno gravce perseguitare una donna che mettere un'auto in divieto di sosta, ma nessuno si è sognato di dire che era un regresso sul piano della civiltà.
viviana v.
2 febbraio 2020 alle ore 11:34Noemi Durini, 16 anni, uccisa dal fidanzato.
-Non è amore se ti fa male
-non è amore se ti controlla
-non è amore se ti fa paura di essere ciò che sei
-non è amore, se ti picchia
-non è amore se ti umilia
-non è amore se ti proibisce di indossare i vestiti che ti piacciono
-non è amore se dubiti della tua capacità intellettuale
-non è amore se non rispetta la tua volontà
viviana v.
2 febbraio 2020 alle ore 11:36Giusto indignarsi contro le violenze sulle donne soprattutto in una Italia dove non è ancora stata raggiunta la parità femminile e dove una chiesa da duemila anni predica la superiorità dell’uomo e mette la donna in condizioni di inferiorità nel suo stesso seno, nella gerarchia come nel divieto di amministrare i sacramenti
Resta il fatto gravissimo che queste violenze ci sono sempre state nel totale silenzio e disinteresse maschile, anzi, quando se ne parlava in Parlamento, i cari rappresentanti della dx si lasciavano andare a commenti di dubbio gusto, battute pesanti e risatacce volgari, mentre i giudici rilasciavano dubbie assoluzioni ai violentatori “perché la donna portava jeans o le minigonne” e la legge permetteva che lo stupratore lasciasse bel bello le aule del tribunale, dal momento che il reato veniva considerato dai cari legislatori maschili “un reato minore”. Ora poi che Renzi ha stabilito che in carcere non si va sotto i 4 anni di pena e che lo stalking non è più un reato penale ma una infrazione amministrativa sanabile con una multa, è tutto un festeggiare la libera volontà maschile di tormentare una donna e magari picchiarla o stuprarla, tanto si rischia poco, sempre che si venga presi. Viva libero stupro in libero Stato!
Ma i cari razzisti italiani, che finora delle sofferenze delle vittime se ne sono sempre fregati, ora che a queste violenze partecipano rumeni e marocchini, ecco che si sono svegliati dal loro coma e sono tutto un bollore di indignata difesa delle donne
Ogni anno in Italia più di 100 donne vengono uccise da uomini, quasi tutti famigliari o ex. E’ una strage. E ai femminicidi si aggiungono violenze spesso non denunciate che rischiano di fare altre vittime. Sono migliaia le donne aggredite, picchiate, perseguitate, sfregiate. Quasi 7 milioni quelle che nel corso della propria vita hanno subito una forma di abuso .
La media era di una vittima ogni 3 giorni. Ora siamo arrivati a 2 al giorno
viviana v.
2 febbraio 2020 alle ore 11:46La Lega si è occupata dello stupro solo quando è stato commesso da extracomunitari per propagare non la difesa delle donne ma l'odio razziale.
Solo l’anno scorso ci sono stati 192 femminicidi commessi da bravi e laboriosi e cattolici cittadini bianchi italiani.
Renzi ha depenalizzato lo stalking che troppo spesso non è che l’anticamera del femminicidio
Si può perseguitare continuativamente fino alla morte una donna che ti ha respinto ma non è reato, grazie a Renzi è diventato un semplice illecito amministrativo sanabile con una multa, come mettere un’auto in sosta, e il Ministro della Giustizia Orlando ha dato l’okei a questa legge orribile. È l’articolo 162 ter del ddl penale (relatrice la deputata dem Donatella Ferranti).
Io avrei voluto sentire donne e uomini insorgere indignati e furenti contro un simile orrore come vedo fare giustamente davanti allo stupro fatto da criminali migranti. Ma non ho sentito nulla.
Ogni giorno in televisione c'è qualcuno che racconta di una donna perseguitata, violentata, uccisa
Lo stalking è la norma
Mai in nessun giorno io sento in tv qualcuno che dice che è stato Renzi a depenalizzare lo stalking che non è più reato
e che il M5S ha fatto il codice rosso che tutela le vittime della violenza domestica
e che ha penalizzato il revenge porn, cioè la propagazione tramite internet di scene di sesso con una ragazza senza il consenso di questa
E io credo che questo silenzio colpevole dei media sia anch'esso violenza contro le donne. E non lo sopporto.
viviana v.
2 febbraio 2020 alle ore 11:521
Le Camere penose- Marco Travaglio- ifq-02 febbraio 2020
Se non fossero indecenti e vagamente sediziose, le gazzarre inscenate dalle Camere penali in varie inaugurazioni dell’anno giudiziario sarebbero irresistibilmente comiche. A Milano gli avvocati escono dall’aula, dove peraltro le Camere penose sono solo ospiti, per protestare contro Piercamillo Davigo perché non la pensa come loro; per contestare quello che non ha ancora detto e poi quello che sta dicendo citando il presidente Mattarella; e per deplorare che il Csm, dovendo inviare alla cerimonia un membro del Csm, abbia inviato alla cerimonia un membro del Csm, per giunta ex pm ed ex giudice a Milano. E sventolano articoli della Costituzione scelti a casaccio, visto che difendono la prescrizione come fosse un diritto costituzionale e non una vergogna incostituzionale. Completa il quadretto il Pg Roberto Alfonso, che evoca la presunta incostituzionalità della blocca-prescrizione facendo rimpiangere Borrelli e tutti gli altri predecessori e dimenticando che il suo sindacato, l’Associazione nazionale magistrati, il blocco della prescrizione l’ha chiesto per vent’anni, almeno finché non l’ha ottenuto. E nessun Alfonso ha mai accusato l’Anm di volere leggi incostituzionali.
Ma eccoci a Napoli, la città record in Europa per numero di reati, processi lunghi e prescritti. Per onorare la memoria di Pulcinella e di Totò, gli avvocati hanno sfilato in manette. Ma non – come qualcuno potrebbe sospettare – per un eccesso di identificazione con i loro clienti, bensì per protestare contro la blocca- prescrizione (che ovviamente con gli arresti non c’entra una mazza) e l’“abuso delle intercettazioni”. Cioè contro due tipici attrezzi del mestiere del magistrato, pagato dallo Stato proprio per scoprire i delinquenti e possibilmente acchiapparli e metterli in condizione di non nuocere per un po’.
SEGUE
viviana v.
2 febbraio 2020 alle ore 11:542
Una scena spassosissima, che fa ben sperare per il futuro: prossimamente, orde di avvocati irromperanno nelle carceri per deplorare l’uso delle sbarre, nei pronto soccorso agitando stetoscopi contro l’abuso delle visite, nelle sale operatorie sventolando bisturi per protesta contro gli interventi chirurgici, nelle questure forando le gomme alle volanti contro le retate facili, nelle caserme agitando fucili contro le forze armate inspiegabilmente armate, nelle cucine contro le pentole, nei boschi contro le seghe dei taglialegna, nei mari contro le reti da pesca, negli stadi contro i palloni da calcio e le bandierine dei guardalinee. Domanda: cosa induce le Camere penali a coprire di ridicolo un’intera categoria di 180 mila e rotti professionisti (molti dei quali serissimi)?
Non si accorgono di confermare così tutti i più vieti luoghi comuni e le caricature sull’avvocatura, dal manzoniano Azzeccagarbugli in giù? La risposta è presto detta. Quella forense è da sempre la lobby più potente in Parlamento e al governo, abituata a farsi le leggi e i codici a uso e consumo proprio e della clientela più danarosa. Solo agli albori della Repubblica finivano in Parlamento gli avvocati migliori, da Calamandrei a Leone. Poi arrivarono i peggiori, perlopiù difensori di politici indagati e imputati di centrodestra e di centrosinistra. Quelli che, in palese e sfrontato conflitto d’interessi, con la mano sinistra continuavano a esercitare la professione nelle aule di giustizia, mentre con la destra legiferavano nelle aule parlamentari, sfornando leggi incostituzionali per depenalizzare o far prescrivere i reati dei clienti (soprattutto uno). Il tutto nel silenzio complice del cosiddetto Ordine forense che avrebbe dovuto sanzionare quegli abomini.
SEGUE
viviana v.
2 febbraio 2020 alle ore 11:543
Ora, da un paio d’anni, la nota lobby ha perso il monopolio delle leggi sulla giustizia e – paradosso dei paradossi – proprio con un premier e un Guardasigilli avvocati (Conte e Bonafede): a riprova del fatto che esistono avvocati dediti non all’interesse della bottega, ma a quello collettività, vittime e cittadini onesti in primis. Infatti, dopo centinaia di norme che allungavano i processi, accorciavano la prescrizione,
svuotavano le carceri, depenalizzavano i reati dei colletti bianchi e seminavano impunità a piene mani, la tendenza si è invertita (come ha notato il Pg di Palermo Roberto Scarpinato, a pag. 4). Perciò gli avvocati e i relativi clienti che campavano sui processi eterni, a botte di leggi ad categoriam e manovre dilatorie, oggi si trovano spiazzati e strillano come vergini violate.
Senz’accorgersi che i loro alti lai contro i tempi della giustizia fanno sorridere chiunque abbia assistito a un processo eccellente, in tribunale o a Un giorno in pretura. Come se Rocco Siffredi e Max Felicitas deplorassero ogni giorno la piaga dilagante della pornografia. Noi naturalmente conosciamo avvocati che mai si sognerebbero di chiedere bavagli illiberali e punizioni esemplari contro Davigo, né amano vincere i processi depenalizzando i reati o mandandoli in prescrizione, né si presterebbero a sceneggiate come quelle di ieri. E continuiamo a sperare che, in una categoria di 180mila e più persone, esista una minoranza silenziosa che non vuol essere confusa con la maggioranza sediziosa: il Fatto è a loro disposizione, se vogliono dire qualcosa a tutela del proprio buon nome e della loro nobile missione.
SEGUE
viviana v.
2 febbraio 2020 alle ore 11:544
Ps. Siccome non c’è limite al peggio e i politici non sono mai secondi a nessuno, a Catanzaro ha chiesto di parlare all’inaugurazione dell’anno giudiziario la deputata Pd Enza Bruno Bossio, celebre perché ha più processi e indagini a carico che capelli in testa (senza contare quelli del marito Nicola Adamo) e per gli attacchi al procuratore Nicola Gratteri. Ma è stata respinta con perdite. Peccato, l’idea non era male: dal 2021 l’anno giudiziario potrebbero inaugurarlo direttamente gli imputati.
antonella genova
2 febbraio 2020 alle ore 12:26No. Facciamoci del male da soli: dov'è finito il post con la foto delle sardine insieme a Luciano Benetton????
Antonio l uchetta
24 febbraio 2020 alle ore 23:23Credo che abbiate capito qual' e' il problema principale che tutto il governo ha, non avere un canale televisivo laddove poter comunicare con i cittadini come fonte governativa, autorevole e credibile senza ogni ombra di dubbio.
Cio' che oggi percepisce dai tg, dalla stampa, la loro credibilita' che si tramuta alla non credibilita' di qualsiasi informazione, il governo deve, dovere e obbligo, avere almeno un canale di comunicazione indipendente, per una informazione corretta verso tutti i cittadini della nazione, anche l' ansa non deve servire a divulgazioni personali di semplici politici, ma deve servire al governo per una corretta comunicazione, sanzionare e chiudere le notizie fake e' un dovere e obbligo nella tutela dei cittadini meno ambienti
