
Verso un futuro sostenibile: l’accumulo di energia attraverso Flywheels
2 gennaio 2020 alle ore 10:43•di MoVimento 5 Stelle
La recente adozione del Green Deal da parte della Commissione Europea porterà a un ulteriore impulso nel processo di riconversione del sistema energetico alle fonti di energia rinnovabili.
Come detto, però, le fonti rinnovabili per la produzione elettrica sono caratterizzate da variabilità e non programmabilità e ciò determina la necessità di maggiore potenziamento delle infrastrutture e lo sviluppo in modo consistente dei sistemi per l’immagazzinamento di energia, se si vuole garantire un esercizio in sicurezza del sistema elettrico.
La rete elettrica è, infatti, un sistema complesso, costituito da generatori, linee e carichi il cui funzionamento avviene ad una determinata frequenza (50 Hz in Europa) e con valori standard di tensione di alimentazione. Per mantenere la stabilità del sistema è necessario che l’energia prodotta dai generatori in un determinato istante bilanci la richiesta di energia da parte dei carichi, realizzando un equilibrio tra produzione e consumo o compensando la differenza attraverso l’utilizzo di sistemi di accumulo dell’energia.
Una delle nuove tecnologie più promettenti per lo stoccaggio e per la regolazione delle grandezze di rete consiste nell’utilizzo di sistemi a volano, denominati anche Flywheel Energy Storage (FES).
Il movimento dei volani ricorda i famosi danzatori Dervisci, monaci islamici sufi che ballano ruotando in modo ipnotico facendo perno sulla punta del piede. Durante il rituale, a carattere religioso, i Dervisci roteano in senso antiorario, prima piano e poi in modo sempre più veloce.
In un robusto contenitore di forma cilindrica, nel quale viene mantenuto un certo grado di vuoto al fine di ridurre rumorosità e attriti aerodinamici, si inserisce un rotore caratterizzato da una grande inerzia meccanica. Ciò avviene grazie anche all’utilizzo di cuscinetti magnetici o di materiali superconduttori. Il volano utilizza l’energia elettrica per accelerare o decelerare e l’energia cinetica immagazzinata viene scambiata con la rete elettrica per il tramite di un motore/generatore integrato all’asse di rotazione. La quantità di energia immagazzinata dipende dalla velocità di rotazione e dall’inerzia del volano, ovvero dalla sua forma, dalla massa e dalla dimensione del raggio del rotore.
I volani si classificano in base alla velocità di rotazione che può raggiungere valori pari a 100.000 giri al minuto. L’energia specifica varia da circa 5 Wh/kg fino a 100 Wh/kg mentre l’efficienza di questa tecnologia è molto elevata (fino al 95%).
Gli accumulatori a volano si differenziano dai compensatori sincroni, detti anche condensatori rotanti. Questi ultimi sono, infatti, delle macchine elettriche rotanti utilizzate per regolare la tensione nel punto della rete elettrica in cui sono installati ma che non svolgono la funzione di accumulo di energia o di regolazione della frequenza. Grazie ai tempi di risposta rapidi e all’elevata flessibilità, la tecnologia del volano si adatta molto bene all’esigenza di compensare le brevi ma intense variazioni di potenza causate dal repentino cambio di ventosità e irraggiamento che influenzano la produzione di impianti solari ed eolici.
Negli ultimi anni, sono in corso di realizzazione impianti pilota o dimostrativi che utilizzano questa tecnologia. Il primo impianto di taglia significativa (20 MW, 5 MWh per 15 minuti di erogazione), è stato costruito per svolgere la regolazione della frequenza di rete ed è entrato in servizio nel 2011 a Stephentown (New York), successivamente è stato replicato ad Hazle (Pennsylvania) con un altro impianto da 20 MW.
La diffusione futura, che dipenderà dalla progressiva riduzione dei costi ancora molto elevati, potrà aumentare anche grazie alla versatilità di impiego, ad esempio nel settore dei sistemi di continuità elettrica (UPS), per far fronte a brevi interruzioni della fornitura, o nel settore dei trasporti (ricarica ultra fast), spaziale e satellitare.
Commenti (23)
MarcoT
2 gennaio 2020 alle ore 13:01Guardate cosa sta facendo una società finlandese: www.teraloop.org
Si tratta di un Flyweel senza asse di rotazione (Hubless). L'energia accumulata, infatti, si concentra nella parte periferica del volano e non sull'asse; inoltre è noto che l'energia è proporzionale al quadrato della velocità di rotazione.
Ecco perchè Teraloop, togliendo il perno di rotazione, allontana la parte rotante dall'asse aumentando così l'energia immagazzinata riducendo al minimo la massa del volano stesso.
Il tutto è gestito da magneti che, oltre ad accelerare (carica) e frenare (scarica) il volano, permettono all'anello rotante di fluttuare senza alcun contatto con i supporti.
zato nero
2 gennaio 2020 alle ore 16:16bho a me sembra un'azienda decotta
è dal 2018 che no aggiorna le news
Cheiomiricordi
2 gennaio 2020 alle ore 16:50Innovazione?!?...siamo all ABC...forse per i comuni mortali è innovazione (quelli che di queste tecnologie in fondo non gli importa na cippa a loro interessa solo che il PC ed il forno si accenda) ma per chi ha il compito di rendere fruibile l'innovazione...qui si parla di modernariato.... No way solo la fusione è innovazione al momento e se parte quella è la scoperta della "ruota" negli anni 2000 ...
Per ora lo stoccaggio si fa in Idro...(fino a quando non saranno praticabili le ioni di sodio o supercondensatori a quel punto si potrà pensare a stoccaggio in "batteria" su vasta scala dalle cabine primarie persino in cabine secondarie se opportunamente dimensionate)...
Cmq purtoppo troppi ambientalismi impediscono di creare nuovi bacini per stoccaggio in Idro ...e quindi siamo alle solite...vogliamo energia e connessione ovunque ma non siamo disposti a vederne le fonti nel nostro paesaggio (ambientalismi che impediscono persino l'eolico off shore....cose da matti)....
l'Italia è riuscita a farsi scappare gente del calibro di Rubbia con i sali fusi.... Abbiamo gente al timone incapace incompetente miope e mi fermo perché con il nuovo anno voglio essere più buono...no way...for avarage italian people...
Gennaro ds
2 gennaio 2020 alle ore 17:37probabilmente il blog ha da fare tot post ogni giorno; ce l'avranno nel contratto con i parlamentari.... E' chiaro che non hanno chiesto, i parlamentari, di fare dei post attuali,di fare concorrenza ad Angela, altrimenti costano!!!
giovanni carlo porotto
2 gennaio 2020 alle ore 17:23Ecco un'altro Cartesio! Buon anno anche a te.
Cheiomiricordi
2 gennaio 2020 alle ore 20:53Pardon Folk...ma non afferro se il Cartesio era riferito a...chi?!?...
Peraltro ti sembra che abbia scritto frescacce?!?..
Ok capisco che ti aggradano i rotori (forse per deformazione professionale... ma i volani?!?!...suvvia son cose che c'erano ai tempi del testa calda)...
Cmq buon anno anche a te..
federico_2
2 gennaio 2020 alle ore 19:03Ma allora è vero che ... dimenticati i vecchi ideali ... non avete una mazza da fare.
Però a postare delle banalità del genere ... fate un poco ridere ... voi ve ne sarete anche dimenticati ... ma gli Italiani sono sempre nei guai.
Questa cosa non finisce bene ... e sto parlando del vostro futuro
Pignotti Massimiliano
2 gennaio 2020 alle ore 19:13Ho progettato un nuovo sistema di accumulo di energia. Vi prego di contattarmi.
Antonio
2 gennaio 2020 alle ore 21:11Non avete avuto il coraggio di fare un post sulla vergognosa espulsione di Paragone, anche il grande Dibba, che molti vorrebbero fuori dal movimento, si è indignato della sentenza del vostro tribunale d'inquisizione.
VERGOGNA non trattare un argomento del genere.
zato nero
2 gennaio 2020 alle ore 21:24gli accumulatori oggi ci sono già ,SONO LE AUTO ELETTRICHE !!
provate a immaginare l'autostrada A1 Autostrada del Sole
come questa autostrada Coreana
https://www.youtube.com/watch?v=LuYsYLqjUtU
my 2 cent di progresso a buon mercato
Cheiomiricordi
2 gennaio 2020 alle ore 21:53Ovvietà per ovvietà...ok per lo stoccaggio...ma quale impatto ambientale hanno le attuali batterie se non le intere auto elettriche in produzione e vita d'esercizio?!?..per non parlare poi in termini CO2...ci sono studi che non sostengono molto l auto elettrica...
Ok è uno studio di parte.... i tedeschi ovvio difendano le auto diesel ma legga questo
https://www.ifo.de/publikationen/2019/aufsatz-zeitschrift/kohlemotoren-windmotoren-und-dieselmotoren-was-zeigt-die-co2
Per altro...in Italia la rete elettrica esercita in bassa tensione non rouscirebbe a far fronte ad una distribuzione capillare di potenza richiesta dalle ricariche delle auto elettriche (dai 10 ai 120 kW per presa di ricarica)...e gli stessi impianti civili andrebbero rivisti visti i coefficienti d'impiego e contemporaneità (immagini per una piccola utilitaria elettrica la sua presa di casa assorbire "tutte le notti' per 12 ore 3kW) ..il sogno delle auto elettriche è lungi dal essere alla portata di tutti...
Si tratterebbe di rifare completamente i cavidotti e cabine secondarie esistenti...
Ora come ora in attesa dei supercondensatori anche per le auto (ricaricabili in media tensione ed in pochi secondi) si tratta di mediare con le ibride... Anche se le rese sono "ridicole" ma fa molto green trendy....
Imho...
Gennaro ds
3 gennaio 2020 alle ore 11:29mettiamo che in A1 di notte non cio sia il sole, pertanto, in dicembre, dalle 8:30 all 16:30 non c'è un briciolo di potenza. Per accendere le luci dell' albero, o colleghi tante batterie, o altri sistemi di ricarica, oppure centrali nucleari che non inquinano...
zato nero
3 gennaio 2020 alle ore 12:28che pizza rispondere sempe alle stesse domande
1 progetto Enel Nissan smart grid
2 coogeneratori , un coogeneratore è l'unico modo per usare in modo profiquo un motore a scoppio
in inverno ..
un mille e due a gas scalda 4 appartamenti di inverno e produce energia elettrica per 1 appartamento
da stufa su ruote a stufa ottimizzata ..
progetto Totem Fiat 1976
https://it.wikipedia.org/wiki/TOTEM_(cogeneratore)
io ho il depliant dell'epoca , mio padre lavorava all'estero
e era rimasto impressionato dalla soluzione per le fattorie
3 un po di idroelettrico
4 un po di eolico
5 e qualche centrale a gas
presto avremo anche gli accumulatori definitivi , al grafene , ioni disodio ecc
o le pile millenarie che rendono inoffensive le scorie nucleari delle vecchie centrali (ricerca univarsità di Bristol UK) producendo energia per millenni
mitzumario (Mario C., Anguillara)
3 gennaio 2020 alle ore 09:32Le auto elettriche non sono una soluzione per i cambiamenti climatici se vengono alimentate dalla rete con energia prodotta da combustibili. Buona comunque l'idea di convertire in energia meccanica quella rinnovabile prodotta in eccesso. È stato provato anche con i bacini idrici?
federico_2
3 gennaio 2020 alle ore 14:53Le auto elettriche sono già morte ... tra dieci anni ci saranno le auto ad idrogeno ... si potranno rifornire al distributore al posto della follia ... di colonnine elettriche a migliaia.
Alessandro Albanese
5 gennaio 2020 alle ore 10:43E l'idrogeno signori come lo produciamo? L'idrolisi ha bisogno di più energia di quella che restituisce l'idrogeno prodotto.
Bisogna investire in rinnovabili per l'uno e l'altro scopo: auto elettriche per i tragitti cittadini e casa-lavoro, auto a idrogeno (sempre elettriche alla fine) per i lunghi spostamenti.
Esistono poi altre soluzioni già in sperimentazione per il trasporto pubblico urbano.
Purtroppo qui sì ha ragione Rubbia: i politici sono i meno adatti a compiere certe scelte perché sono selezionati fra i più ignoranti in materia.
Corrado25
3 gennaio 2020 alle ore 13:09Non mi sembra una grande idea. Mettere in piedi tutto questo Amba-Aradam per qualche minuto di Erogazione di poca energia non convince affatto.
Se il sole o il vento non ci sono per una settimana di fila, e questo è molto probabile, ci vuole ben altro. E nelle applicazioni industriali dove ci vuole molta energia istantanea o picchi di assorbimento, i volani ci sono già.
L'acqua pompata in bacini Idroelettrici nei momenti di sovra- produzione resta per la sola opzione di accumulo pulita e quantitativamente significativa.
E l'Italia, per fortuna, ha molte montagne e valli nelle quali, ambientalisti permettendo, può realizzare i bacini idroelettrici ed ha tanta acqua per riempirli.
Gennaro ds
3 gennaio 2020 alle ore 15:00"può realizzare i bacini idroelettrici"
E pensi che fare il bacino sopra le montagne non sia contrario a qualcuno? E i vari elettrodotti/sottostazioni, saranno benvoluti da chi subisce l'espropio?
Se abbiamo, come movimento, infatti nel mio terreno c'è già passato un metanodotto 25 anni fa, fatto molto casino per il TAP, pensi che il triplicare delle linee ad alta tensione ( 380 kv ) non susciti incazzature dei propietari dei giardini/campi/case adiacenti ai nuovi elettrodotti, alle nuove sottostazione di trasformazione?
Corrado25
3 gennaio 2020 alle ore 15:48Caro Gennaro ds
Se l'idroelettrico non ti piace, qual'è secondo te una possibile soluzione per conservare l'energia in accesso?
Gennaro ds
4 gennaio 2020 alle ore 13:49Corrado25
Per me l'idroelettrico è una buona cosa, e pure il nucleare ; tra parentesi l'idro ha fatto più morti del nucleare. Basta conteggiare il Vajont...
Ma so che la gente è affetta da sindrome di nimby https://it.wikipedia.org/wiki/NIMBY quando le opere le fanno vicino ai loro interessi
Alessandro Albanese
5 gennaio 2020 alle ore 10:38L'approccio è sbagliato Corrado.
Sarà poca energia, ma è una potenza altissima.
Il problema della distribuzione elettrica è che deve supportare i picchi di richiesta, che sono quelli che causerebbero black out in caso di mancata erogazione.
Pochi sanno che in Italia abbiamo circa il doppio della potenza installata rispetto al consumo medio, e siamo comunque costretti a importare energia dalla Francia.
Soddisfare i picchi di potenza richiesta con questi sistemi può stabilizzare la richiesta attorno a un valore medio, cosa indispensabile per aumentare l'efficienza ed emanciparsi dall'estero.
Gennaro ds
3 gennaio 2020 alle ore 15:18Sono contento che il nostro governo sia stato in grado di fare cose impressionanti, ma prima delle elezioni del 2018 le promesse erano altre.
Innanzitutto il mov non è stato eletto per cancellare Atlantia e nazionalizzare le autostrade, ma può andare bene. Un decreto che sia funzionale per eliminare l' evasione, lo dirà il tempo; non è la prima volta che un governo lotta, o fa finta di lottare, contro l' evasione.
I 20 punti per cui il mov è stato eletto sono in questo volantino https://www.movimento5stelle.it/programma/wp-content/uploads/2018/02/Volantino-20-punti-1.pdf , e effettivamente cosa è stato fatto? Solo in parte il 3° punto, il RDC, che doveva essere una misura per mettere a lavorare i disoccupati.
Ma per esempio, al punto 5, era scritto
MENO TASSE, PIÙ QUALITÀ DELLA VITA
• Riduzione delle aliquote Irpef
• Niente tasse per redditi fino a 10mila euro
• Manovra choc per le piccole e medie imprese: riduzione del cuneo fiscale e riduzione drastica dell’Irap
• Abolizione reale degli studi di settore, dello split payment, dello spesometro e di Equitalia
• Inversione dell’onere della prova: il cittadino è onesto fino a prova contraria
E questo era una promessa “facile”...
goghicche
4 gennaio 2020 alle ore 15:43Il movimento non ha vinto le elezioni, dovendo fare un governo con altri partiti, si è dovuto scendere a compromessi, "compromessi" votati tramite la piattaforma Rousseau.
Ps. Nessuno poteva prevedere il crollo del ponte.
