
Prescrizione, con la nostra riforma chiudiamo definitivamente l'epoca Berlusconi
9 dicembre 2019 alle ore 11:29•di MoVimento 5 Stelle
Fermare la prescrizione a partire dalla sentenza di primo grado significa dare la possibilità ai magistrati di arrivare fino in fondo nei processi e accertare la verità. Troppo spesso abbiamo visto imputati passarla liscia semplicemente perché il tempo per giudicarli si era esaurito. È una situazione che si verifica in 1 processo d’Appello su 4, e accade anche che la stessa persona benefici più volte di questo assurdo meccanismo.
È il caso, ad esempio, di Silvio Berlusconi. A partire dal giudizio per il “lodo Mondadori” fino al più recente caso “De Gregorio”, i processi a carico del leader di Forza Italia finiti in un nulla di fatto, a causa della prescrizione, si sono susseguiti uno dietro l’altro.
Processo “lodo Mondadori”:
Berlusconi viene chiamato a rispondere dell’accusa di aver pagato alcuni giudici per ottenere una pronuncia favorevole in merito caso Mondadori. Dopo una prima archiviazione, il reato contestato viene riformulato in corruzione semplice e cade in prescrizione.
Nel processo parallelo a carico di Cesare Previti – condannato in via definitiva - i giudici della Cassazione affermano che Berlusconi era consapevole che la sentenza per il lodo era stata oggetto di “mercimonio”.
Processo All Iberian – Finanziamento illecito:
Nel 1998, Berlusconi viene condannato a 2 anni e 4 mesi di reclusione con l’accusa di aver finanziato illecitamente il partito socialista italiano. Il processo si conclude nel novembre del 2000, quando la Cassazione – confermando la sentenza d’Appello – dichiara prescritto il reato contestato all’imputato.
Consolidato Fininvest:
Nel giugno del 2001, la procura di Milano chiede il rinvio a giudizio per Berlusconi e altre persone indagate nell’ambito di una inchiesta per falso in bilancio. La data dell’udienza preliminare non viene fissata e, nel 2003, il reato contestato - falso in bilancio – viene dichiarato prescritto. Lo stesso reato, nel frattempo, era stato depenalizzato per effetto di un decreto approvato priprio dal governo Berlusconi.
Bilanci Fininvest 1988-92:
Nel 2004, il giudice per l’udienza preliminare, dichiara prescritti i reati contestati a Berlusconi nell’ambito del procedimento relativo ai bilanci Finivest 1988-1992. L'ex cavaliere era accusato, insieme al fratello Paolo, del reato di falso in bilancio.
Processo “Lentini:
Nel 1998, Berlusconi viene rinviato a giudizio con l’accusa di aver acquistato per il Milan il cartellino del calciatore Gianluca Lentini utilizzando in parte un pagamento fuori bilancio. La somma versata in nero, secondo i giudici, ammonta a circa 10 miliardi di lire. Nel novembre del 2002, il reato di falso in bilancio – nel frattempo depenalizzato – viene dichiarato prescritto.
“Caso Mills”:
Nel luglio del 2002, la procura di Milano chiede il rinvio a giudizio per Silvio Berlusconi e per l’avvocato David Mills. L' ex cavaliere è accusato di aver dato 600 mila dollari a Mills per testimoniare il falso, in suo favore, in due distinti processi a suo carico. Un anno dopo il processo di primo grado subisce uno stop. Grazie al lodo Alfano, infatti, i procedimenti penali che riguardano le alte cariche dello Stato vengono sospesi. Per effetto di questa norma, il giudizio sul cavaliere si ferma, mentre prosegue quello per l’avvocato, condannato a quattro anni e mezzo. Nel 2010 Mills viene salvato dalla prescrizione. Due anni dopo anche il reato contestato a Berlusconi finisce in prescrizione.
Processo Unipol:
Il 7 marzo 2013, Silvio Berlusconi viene condannato a 1 anni di reclusione con l’accusa di concorso in rivelazione del segreto d’ufficio. Secondo i giudici l’ex premier, aveva divulgato una conversazione intercettata durante la scalata alla Banca Nazionale del Lavoro tentata da Unipol nel 2005. Nel marzo del 2014, il reato è stato dichiarato prescritto dalla Corte d’Appello di Milano.
Compravendita senatori:
Nel luglio del 2015, Silvio Berlusconi e Valter Lavitola vengono condannati per concorso in corruzione. Secondo i giudici del tribunale di Napoli, Berlusconi avrebbe fatto avere 3 milioni di euro all’ex senatore Idv Sergio De Gregorio per convincerlo a passare dal centrosinistra al centrodestra. La Corte d’Appello campana ha dichiarato il reato – successivamente riqualificato in corruzione impropria - prescritto, nel 2017.
Ora comprenderete meglio perché diciamo che, con la nostra riforma della prescrizione, chiudiamo definitivamente con l’epoca di Berlusconi. La giustizia non può avere una data di scadenza.
Commenti (35)
G. C.
9 dicembre 2019 alle ore 12:22Prof. Gatta, ordinario di Diritto penale Università degli Studi di Milano (https://bit.ly/2RiKfGK) "Ferma restando la predetta obiezione di metodo, nel merito a me pare che la riforma proposta, e la polemica che ne è seguita, confermino un equivoco irrisolto: l’idea, radicata nel nostro Paese, che la prescrizione del reato sia funzionale alla ragionevole durata del processo. Se è così nei fatti, da noi, è perché il sistema, per trovare una cura alla patologica lentezza del processo, ha piegato ad altro fine l’istituto della prescrizione del reato, la cui ragion d’essere non ha nulla a che fare con la durata del processo penale. È patologico l’utilizzo della prescrizione come un farmaco emergenziale per curare la lentezza del processo (un farmaco che peraltro presenta, tra le controindicazioni, il possibile aumento del numero delle impugnazioni e delle strategie difensive volte a cercare di far maturare la prescrizione, allungando i tempi del processo)...A me pare che in tutta onestà debba riconoscersi che la prescrizione del reato nel giudizio di appello o di cassazione è un segnale di inefficienza del sistema, che mostra di girare a vuoto. La prescrizione che interviene mentre l’autorità giudiziaria è in moto, e una sentenza di primo grado è stata pronunciata, ha il sapore amaro dell’ingiustizia e dell’impunità (se vi è stata condanna o una assoluzione messa in discussione), al di là delle pur possibili e non insignificanti considerazioni di tipo economico, sul dispendio inutile di risorse pubbliche"...
G. C.
9 dicembre 2019 alle ore 12:25"...la nuova riforma della prescrizione del reato è stata per lo più accompagnata nel corso dei lavori parlamentari da critiche, provenienti da più parti, culminate in un appello al Presidente della Repubblica per rinviare alle Camere la legge di riforma sull’assunto che comporterebbe un vulnus a svariati principi costituzionali: non solo alla ragionevole durata del processo, ma anche alla presunzione di innocenza, al diritto di difesa e alla finalità rieducativa della pena. Non nego certo l’esistenza del problema. Penso però che, in radice, sia mal posto perché viziato da un equivoco suggerito da un insano realismo: quello di considerare la prescrizione del reato come un farmaco per curare la lentezza del processo, che è un’altra patologia del sistema. Un male non può rappresentare la cura di un altro male. Se la prescrizione del reato agisce di fatto come metronomo del processo...è dovuto a una disfunzionalità del sistema, che mostra la sua inefficienza attraverso processi troppo lunghi e la sua inefficacia attraverso l’enorme numero di reati che annualmente cadono in prescrizione, garantendo l’impunità agli autori e negando giustizia alle vittime. La riforma oggi approvata mette allora a mio avviso i penalisti davanti alla realtà: la prescrizione del reato non può essere un rimedio all’irragionevole durata del processo, che va evitata per altre vie: ad esempio, e tra l’altro, più risorse umane, migliore organizzazione giudiziaria, modelli di gestione ispirati alle best practices..., informatizzazione, semplificazione delle notificazioni, riduzione del numero dei procedimenti penali attraverso interventi mirati di depenalizzazione, ampliamento delle ipotesi di procedibilità a querela, e altro ancora. Se così non fosse, d’altra parte, i principi costituzionali sopra evocati sarebbero violati in tutti i casi in cui i reati per i quali si precede sono imprescrittibili..." (https://bit.ly/2R8JdNi)
G. C.
9 dicembre 2019 alle ore 12:35– Pd (o meglio, sparuti esponenti dem) 2016: Il Senatore Cucca e l’ex magistrato Casson propongono un emendamento in base al quale: 1) dopo la sentenza in 1°, i termini di prescrizione si interrompono fino a processo concluso (proprio ciò che prevede la norma della Spazzacorotti che si vuol bloccare); 2) si raddoppiano i termini di prescrizione per i reati di corruzione; 3) la decorrenza non è più dalla commissione del reato ma da quando la notizia viene acquisita dal pm. Il progetto di riforma sarà poi abbandonato.
– Pd oggi, per bocca dell’ex Ministro (con diploma di Liceo Scientifico) della Giustizia, nonché vice segretario, Orlando: “Senza un accordo su come accelerare il processo occorre rinviare la legge Bonafede sulla prescrizione" perché "bisogna garantire ai cittadini tempi certi del processo". Cioè, fanno mea culpa sul passato e si preoccupano solo di garantire gli imputati – soprattutto l’impunità delle classi dirigenti – infischiandosene delle tante vittime che non ricevono giustizia, compresa l’intera collettività (per le ruberie che ricadono su tutti). E lo fanno proponendo forme di “prescrizione del processo” ancor più disastrose del sistema attuale e che ricalcano il “Processo Breve” ideato da Ghedini al tempo del governo Berlusconi (che di prescrizione se ne intende ?), nonché ventilato pure da Salvini e Bongiorno prima di staccare la spina al governo giallo-verde andando in cerca di pieni poteri.
In definitiva, malgrado abbiamo tutti contro, Bonafede e il M5s non devono cedere. A costo di far cadere il governo.
Beppe
9 dicembre 2019 alle ore 15:00Certo che se la giustizia avesse funzionato, il delinquente abituale, c'è lo saremmo tolto dalle p... e da almeno 20 anni.
Così anche tutti i suoi compagni di merenda e allievi che troviamo sempre, più numerosi, a sputare sentenze, in qualità di competenti (della truffa) nelle TV di Stato e sui giornali che, sempre lo Stato, finanzia con i soldi dei cittadini onesti (beffa nella beffa) .
Bonafede,
non cedere di una virgola, le leggi "sedate" non servono a questo Paese,
anzi vorremmo che le pene fossero certe:
un anno di condanna = un anno di galera.
gian giul
9 dicembre 2019 alle ore 15:53In linea di principio l'abolizione della prescrizione è sacrosanta.
In pratica succederà che la lunghezza dei processi non farà giustizia per nessuno perché si potranno avere processi a vita. Ed avere un processo in corso equivale già a scontare una pena anche se innocenti. Per non parlare delle spese processuali, che hanno la loro importanza. E gli italiani non sono dei Berlusconi , un solo processo civile o penale nella vita basta e avanza.
Inoltre pensare che la giustizia in Italia subisca radicali cambiamenti di ritmo è abbastanza illusorio.
Quindi, vada per l'abolizione ma sempre con il lutto al braccio.
La Giustizia in sé è una bellissima cosa, quella che invece passa per i tribunali lo è raramente.
Pantomima Rossa
9 dicembre 2019 alle ore 17:19Su un post così nessuno ha niente da dire perché ormai la storia è vecchia. Da queste storie ormai l'italiano medio è rimasto disgustato. Però la prescrizione usata così in grande stile ne ha sancito anche la condanna è l'opinione pubblica ha finalmente capito che i due pesi e due misure nella giustizia italiana non erano una sciagura del cielo ma precisi meccanismi che si erano a poco a poco creati per favorire questo o quel potente a cominciare ma non finire dal prescritto a vita Andreotti.
Una giustizia più giusta passa per la certezza della pena prima di tutto. Qualsiasi sia la cifra di cui può disporre questo o quell'imputato.
giustizia & dintorni
9 dicembre 2019 alle ore 18:41La prescrizione, senza una riforma della giustizia che riduca drasticamente la durata del processo,
è una cagaxa pazzesca!
Spero che chi la appoggia si ritrovi invischiato in un processo a vita!
G. C.
9 dicembre 2019 alle ore 18:47"Cagata pazzesca" è quella che hai appena scritto.
giustizia & dintorni
9 dicembre 2019 alle ore 18:58G.C.
una risposta come la tua equivale a un atto di fede.
che caxxo ne sai di giustizia e processi?
sai solamente approvare (acriticamente) qualsiasi cosa ti proponga la premiata ditta!
Pensiero ☆☆☆☆☆
9 dicembre 2019 alle ore 19:33giustizia & dintorni - E' la ricerca della prescrizione che contribuisce ad allungare i processi, eliminata la prescrizione non solo conviene ai colpevoli patteggiare ma si rinforza il principio della "certezza della pena".
La storia insegna solo a chi vuole imparare.
G. C.
9 dicembre 2019 alle ore 19:52@giustizia & dintorni
Sicuramente ne so più di te. Quindi taci.
gian giu
9 dicembre 2019 alle ore 19:55Anche se mi ripeto, la sospensione non è una grande vittoria. E' facile essere favorevoli pensando ai Berlusconi & C. ma bisogna pensare che al 99% gli imputati non sono magnati e sono processati per una sola causa.
Per loro, comunque sia l'esito finale, la pena inizia con l'imputazione. E' ipocrita dire da spettatori dopo magari 20 anni di processo "giustizia è fatta". E nel caso si uscisse innocenti una giustizia così lenta è un mostro torturatore (non punibile). Altro che balle!
Quindi anche con la sospensione della prescrizione non c'è niente da festeggiare.
Naturalmente possono propinare la pillola che la giustizia sarà organizzata in modo da essere più veloce ma se ci credessero almeno loro non dovrebbero preoccuparsi della prescrizione.
giustizia & dintorni
9 dicembre 2019 alle ore 20:15G.C.
Taci lo dici a quella bocchinaxa di tua sorella
G. C.
9 dicembre 2019 alle ore 20:45@dintorno
Taci, inutile capra.
Paolo Brescancin
9 dicembre 2019 alle ore 19:01A giudicare dalla foto sembra che sia già chiusa.
Saluti
Il Barone Zazà
9 dicembre 2019 alle ore 19:54Se il PD fa cadere il governo su questo si scava la fossa definitivamente.
Quindi andate dritti per la vostra strada che la riforma di Bonafede è forse l'unica cosa ben fatta dal Movimento al governo.
Marialuisa Parenti
9 dicembre 2019 alle ore 22:31Quanto vorrei vederlo marcire in galera con i giudici Falcone e Borsellino che buttano la chiave. Un soggetto patetico B. che alla faccia di tutte le leggi è sempre riuscito a cavarsela grazie alla prescrizione. Spero che il Presidente Fico abbia il coraggio e la forza di rendere disponibili gli atti secretati che lo Stato ha tenuto nascosto agli Italiani per troppo tempo. Lo scandalo della prescrizione deve finire. Grande fiducia nel Ministro Bonafede. Adesso È L’ORA DELLA VERITÀ.
Giovanni Regaldo
9 dicembre 2019 alle ore 22:48I magistrati italiani, secondo classifica europea, sono i secondi per produttività. I processi sono lunghi per: carenza di magistrati, carenza di personale ausiliario ( non ostante che il ministro leghista Castelli abbassasse le soglie di normalità per ridurre, fittiziamente il disavanzo), perchè le leggi sono scritte dai parlamentari avvocati (categoria super rappresentata) affinché i processi durino fino a prescrizione garantendo il loro lavoro (conflitto di interessi di chi scrive la le leggi non certo per far andare in galera i propri clienti e ridurre la durata delle proprie cause), perchè la prospettiva di prescrizione induce a tirare in lungo le cause. Perchè la possibile prescrizione induce a tentare il processo invece del patteggiamento.In America se non patteggi e ti condannano hai una pena maggiore. Se in appello perdi idem. In Francia un avvocato di cassazione che fa ricorsi infondati e li perde viene stoppato. Tutta la nostra legislazione è scritta per non funzionare e salvare i grandi ladri pubblici e privati che pescano nelle tasche degli italiani. Craxi e Andreotti in pochi anni raddoppiarono il rapporto debito/Pil, dal 63% al 126%. Appena Di Pietro iniziò a mettere in carcere di colpo si bloccò l'aumento del debito (chissà come mai!). Che quasi tutti i partiti non vogliano il blocco della prescrizione, mandando in fumo inutilmente centinaia di migliaia di processi, alla faccia delle vittime (contrariamente a
come è già in tutto il mondo occidentale tranne Italia e Grecia, non a caso i due paesi più corrotti) è comprensibile. Ma che i mega ladri italiani oltre che dai partiti , i giornali e le tivu che finanziano per difenderli, vengano difesi anche dagli italiani a cui rubano, stipendi, pensioni, sanità e servizi è completamente incomprensibile. Perversione masochista?Si può spiegare solo con la totale disinformazione e la manipolazione con
slogan politici fatti per fregarli.
pietro casula
10 dicembre 2019 alle ore 08:29A chi avesse dei dubbi, tenga a mente che la scelta è tra un governo litigiosissimo che a fatica le cose le fa e uno che parla con la Madonna ecc…
C’è poco da scegliere. Quando i due Matteo lo decideranno la scelta sarà loro.
Il cazzaro verde e la Meloni, però, non riescono a capire come mai la loro Bestia non riesca a mandare a casa Conte, ma ora, tramite Salvini, sembrerebbe che entri in campo la Madonna e chissà che qualcosa cambi guardando negli occhi Conte.
Nel frattempo Paragone non si da pace e amen.
Quanto a me 100 volte meglio un governo a pezzi, litigioso, che le cose le fa piuttosto che un fanfarone che dice di parlare direttamente con la Madonna, che non dice più che vuole i pieni poteri, per vergogna, ma sappiamo tutti che lo pensa e li vorrebbe senza sapere che farne, salvo che per i suoi affari.
Il cialtrone si mettesse in fila, continuasse le sue dirette giornaliere e attendesse il suo turno fra tre anni oppure si mettesse d’accordo con l’altro Matteo, amen.
Berto
10 dicembre 2019 alle ore 08:45Purtroppo parte del popolo italiano sostiene e condivide questi figuri. Per molti aver ottenuto una condanna, da parte di questi individui, è come se avessero ottenuto una medaglia al valore. Una vergogna sin qui tollerata dagli italiani. Spero di veder molti malfattori e assassini dell'Italia in galera. Finalmente un provvedimento che mi lascia soddisfatto.
uncittadino
10 dicembre 2019 alle ore 09:09La Giustizia in Italia non funziona. Mi aspetto una riforma sostanziale. Non servono assunzioni, abbiamo già una abbondanza nella Pubblica amministrazione. Questo Paese ha bisogno di velocizzare, modernizzarsi e semplificarsi. Processi troppo lunghi, la farraginosità del sistema accusatorio e il troppo garantismo, troppi gradi di giudizio e la prescrizione, tra i principali problemi. La prescrizione non deve esistere ma deve esistere il giudizio. Un processo semplice e veloce con un giudice preparato e di esperienza e basta, massima semplificazione. I reati che devono andare a processo devono essere pochi e gravi ed il resto pena pecuniaria ed eventualmente rieducazione e lavori socialmente utili.
Una speranza nei 5 stelle è la possibilità di migliorare. Forse … se si impegnano e ci ascoltano … Ci sono troppe tasse e troppo alte. Troppe leggi e leggine. Una burocrazia che favorisce la corruzione, l’evasione fiscale e la spesa pubblica, gestita in modo pessimo dalla Pubblica amministrazione sprecona ed irresponsabile. Cominciamo con unificare e tagliare tante leggi, rendere tutto più chiaro e semplice, eliminare tanta burocrazia e burocrati, facilitare e garantire l’uso di internet a tutti. Guardate in giro per il mondo come non ci sono lacci e lacciuoli e tutto è più semplice e leggero, ma responsabile. Imparate da quelli bravi e copiamoli. Sinora ho solo sentito chiacchiere … tanto paga il popolo …
✴️✴️Stella✴️Alessia✴️✴️
10 dicembre 2019 alle ore 09:12Sarei curiosa di sapere quanti Silvio
ci sono Italia, sicuramente non pochi..... sperando che non si faccia clonare o ibernare!?!
DIOGENE1
10 dicembre 2019 alle ore 10:28MA..........QUANDO SARA' ??????
G. C.
10 dicembre 2019 alle ore 10:51Morì per chemio letale, processo per la morte di Valeria a rischio prescrizione (https://bit.ly/2P4ziXR)
"Il processo d’appello ai presunti responsabili per la morte di Valeria Lembo, uccisa da una dose di chemioterapia di dieci volte maggiore, rischia di far arrivare alla prescrizione il reato a causa di un procedimento che procede a rilento. Solo due udienze in 4 mesi e ieri la terza rinviata a causa dell’astensione al lavoro degli avvocati che scioperano proprio contro la riforma della prescrizione. La Corte ieri ha comunque congelato la prescrizione che sarebbe giunta il 18 dicembre ma la prossima udienza è stata fissata per il 27 gennaio del 2020. Alla notizia dell’ennesimo rinvio è scattata la protesta della madre di Valeria. “Ogni volta ce n’è una, capisco il diritto degli avvocati di scioperare. Ma il mio diritto di mamma chi lo comprende? – ha affermato Rosaria D’Amico, la mamma di Valeria Lembo – La prossima udienza è lontana. Potevano almeno fissare una data più recente, accelerare i tempi. Ma come si fa a temporeggiare in un processo così grave? Chiediamo maggiore rispetto per la morte di mia figlia, basta con questi ritardi. Si faccia giustizia”.
Valeria Lembo morì all’Oncologia medica del Policlinico il 29 dicembre del 2011 a causa di 90 milligrammi di medicinale chemioterapico. La giusta dose era di 9 milligrammi..."
"...Mia figlia è morta arsa viva e chi ha sbagliato deve pagare, dal più piccolo al più grande». Poi l'appello al Guardasigilli, impegnato in questi giorni proprio con la riforma della prescrizione: «Mi auguro che il ministro Bonafede ascolti questo programma» (https://bit.ly/38hsuO2).
G. C.
10 dicembre 2019 alle ore 11:17- Francesco Urraro: «Io, senatore 5S dico: il blocca prescrizione è incostituzionale» (https://bit.ly/2E27GMz)
- "Perché ho votato a favore un anno fa e ora sono contro la riforma sulla prescrizione". Intervista al sen. avv. Urraro (https://bit.ly/2RBEKDh)
La vera domanda non è tanto perché abbia cambiato idea (il conflitto di interessi non risparmia nemmeno certi esponenti 5stelle), ma perché ha accettato di candidarsi con una forza politica di cui doveva conoscere anzitempo l'orientamento in materia di giustizia, per di più se nel programma politico presentato nel 2018 era formulata una proposta ancor più radicale di quella ora in (ri)discussione: lo stop della decorrenza dei termini col rinvio a giudizio!
Di tutti questi parlamentati opportunisti o che improvvisamente si svegliano una mattina sentendosi attratti da tesi inconciliabili con quelle del movimento che li ha eletti, oppure verso leader politici avversari incredibilmente rivalutati come statisti (vedasi Vono passata con Renzi e Grassi che non fa mistero di essere attratto dalla Lega), ne ho francamente piene le scatole.
Al prossimo giro sarebbe meglio valutare meglio le candidature, limitare al minimo quelle provenienti dalla società civile e prevedere meccanismi di contrasto più incisivi per i voltagabbana.
Anzi, visto che i numeri al Senato sono ballerini, qualora sulla giustizia (dove spero il M5s non scenda a compromessi inaccettabili con Pd e Iv) o su altre riforme venissero a mancare i numeri, anche per defezioni interne la Movimento, tanto vale concludere qui la legislatura, così mandiamo a casa anche un po' di "portavoce" che ormai fanno sentire - indegnamente - solo la loro, di voce.
PINOPIPPO58
10 dicembre 2019 alle ore 13:08sarebbe il caso di Procedere RAGAZZI !
Sandro S.
10 dicembre 2019 alle ore 13:09Personalmente penso che concentrarsi sugli argomenti relativi alla giustizia faccia male al Movimento.
Sono sempre argomenti che dipendono da come, e se, le leggi verranno applicate. Ricordiamoci che qualunque legge può essere abrogata dal governo successivo.
Se invece si interviene sull'economia, iniziando, ad esempio, a ripubblicizzare l'acqua, chi subentra al governo non può facilmente interrompere un processo in atto (contratti firmati, penali, ...). E' il servizio che ci hanno reso Calenda (e Gentiloni, e Renzi,...) su TAP, trivelle, ecc. A gennaio, visto che si richiede un vertice chiarificatore, chiariamo le nostre richieste in campo economico.
Iononmollo
10 dicembre 2019 alle ore 18:09CHIUDIAMO L'ERA BERLUSCONIANA, 30 ANNI CHE ASPETTIAMO UNA NUOVA ITALIA!!
WM5S
Santo Mazzotti
10 dicembre 2019 alle ore 19:39La ”prescrizione all’italiana” è l’immunità per i ricchi.
marco
10 dicembre 2019 alle ore 19:46chiudete l'era berlusconi, dite.
insomma non solo perseguiterete la gente ma lo farete con la massima impunita tranquillità, tanto potrete farlo vita natural durante.
voi non ci siete, macchè; voi ci fate,decisamente. è come sentire stalin che si vanta di avere stabilizzato l'unione sovietica,eheh. bravi, continuate così e complimenti. attendiamo le ghigliottine.
ps ripetere a macchinetta i luoghi comuni della sinistra vi fa fare la figura che meritate ; indovinate quale .
Alfonso Di Fabio
14 dicembre 2019 alle ore 17:52Legaiolo eh????Le budella vi si dovranno contorcere⭐⭐⭐⭐⭐
marco
15 dicembre 2019 alle ore 08:50ottimo commento, poche parole per non dire assolutamente nulla. d'altronde chi pensieri non ne ha non ne può esporre.
Manuela
13 dicembre 2019 alle ore 13:33Già ma nei piccoli processi dove è il giudice che non prende sul serio il suo lavoro, ci gira intorno e continua a procrastinare rinviando nel tempo e nessun si può lamentare per finire di non venire giudicato questa è giustizia?
Alberto Ragazzi
13 dicembre 2019 alle ore 18:09bene, prima di lui chi sgarrava andava i galera, è arrivato lui e la lega di suo "cugino" Bossi di padre, lui è Bossi di madre, ed entrambi insieme in 20 anni hanno ridotto l'italia in questo modo che vediamo.
SONO STATO IL PRIMO A CRITICARE LA LEGA CHE DAVA LA 3° GAMBA PER REGGERE BERLUSCONI, E PIAN PIANO HO SEGATO QUELLA GAMBA , COSì IL capo è caduto.
Adesso vorrebbe riprovare di nuovo.
Saluti
atricar
15 dicembre 2019 alle ore 12:50E' assurdo bloccare eternamente tutti i processi di tutti gli italiani ( anche quelli di poco impatto sociale), magari anche approfittando ad arte mediaticamente di alcune grosse disgrazie purtroppo impunite, senza prima approvare una nuova stringente tempistica processuale e corrispondenti nuove ed efficaci sanzioni risarcitorie e penali dei magistrati eventualmente inadempienti.
