Istituire la corte penale europea per l’Ambiente

Jacopo Berti:  Istituire la corte penale europea per l’Ambiente.
Dopo averlo già proposto a Bruxelles, siamo oggi qui a Madrid alla COP25 (la Conferenza mondiale dell’Onu sui cambiamenti climatici) proprio per chiedere, di fronte a tutto il mondo, di portare Venezia alla ribalta mondiale. Dopo quello che è successo recentemente, il disastro dell’acqua alta, chiediamo che Venezia venga nominata capitale mondiale dell’ambiente. Sarebbe un segnale fortissimo che viene lanciato e un riconoscimento, un segno di grande attenzione, per la “Serenissima”.
Una proposta forte che a nostro parere va abbinata alla creazione di una corte penale europea per l’ambiente. Per tutelare l’ambiente, i beni comuni, l’acqua pubblica, l’aria, insomma il nostro mondo che purtroppo ha bisogno di essere difeso.

Quella che stiamo portando avanti da anni è una battaglia che vede nel MoVimento 5 Stelle la forza politica in grado di passare dalle parole, dalle proposte, all’azione.

Siamo qui per realizzare un progetto al quale vogliamo dare concretezza. Anche il nuovo Presidente della Commissione Europea, Ursula Von der Leyen ha parlato espressamente di Venezia durante il suo intervento per il via libera dal Parlamento europeo alla Commissione.
Venezia è il frutto di un meraviglioso, fragile, equilibrio tra ambiente e uomo che va preservato e salvato.
Quindi ringraziamo il Ministero dell’Ambiente che ci ha dato la possibilità di portare avanti questa nostra proposta molto molto concreta: dopo tante parole e tanti buoni propositi è tempo di passare all’azione.

Jacopo Berti: Oggi siamo venuti qui a Madrid con l’ideatore di questo grandissimo progetto, la Corte Penale Europea per l’Ambiente, il giudice Nino Brami, che ringrazio per il suo lavoro decennale di impegno per l’ambiente, per i beni comuni, per i popoli colpiti proprio dalle multinazionali e che oggi porta avanti con sempre più forza questo grandissimo progetto. Noi come Movimento 5 Stelle lo sosterremo per portare avanti questo progetto in tutto il mondo. Da Bruxelles a Madrid.

Nino Abrami: Io mi auguro che non sia solo il Movimento 5 stelle a sostenere questa proposta ma che si allarghi su più fronti. Già ho avuto prova di aperture, anche istituzionali di altri paesi: questo progetto parla ai cittadini di giustizia ambientale e di contrasto ai cosiddetti crimini climatici. È un problema che riguarda non solo l’Italia, ma l’intera Europa.

Jacopo Berti: In cosa consiste il progetto?

Nino Abrami: Il progetto Corte consiste nel creare una giurisdizione che possa intervenire, in via anche preventiva, quando ad esempio si sta scatenando un evento, un disastro, quando c’è un pericolo concreto che si verifichi, oppure quando già ci siano delle condotte criminose. Ci tengo a sottolineare che su questo macro tema non c’è solo il sostegno della presidente Ursula Von Der Leyen, ma anche del Vicepresidente Timmermans e del Segretario Senerale dell’Onu Antonio Guterres. Tutti vanno nella stessa direzione. Bisogna agire subito perché, altrimenti, tra poco sarà già troppo tardi.

Jacopo Berti: Quindi il progetto della Corte Penale Europea per l’Ambiente è una cosa che si può attuare immediatamente, con la volontà dei commissari. Il Governo italiano si è già espresso a favore tramite i ministri competenti?

Nino Abrami: Sì, e io sono grato dell’attenzione che è stata dimostrata dai ministri Bonafede che Costa, ma abbiamo bisogno del sostegno di tutti.

Jacopo Berti: Spiegami perché creare la Corte Penale Europea per l’Ambiente. Che cos’è?

Nino Abrami: La Corte Penale Europea per l’Ambiente è un tribunale che può intervenire immediatamente quando c’è un pericolo per la salute pubblica o prima del presentarsi di disastri ambientali, e può anche agire per bloccare, ad esempio, il commercio illecito di sostanze che distruggono la fascia di ozono e altre condotte criminose che sono previste già da ogni direttiva. Ma noi vogliamo andare oltre le direttive.

Jacopo Berti: Questa è la proposta concreta che noi portiamo avanti: non come politica, ma come cittadini attivi, come cittadini che devono dare un segnale concreto per agire subito, per affrontare e risolvere il problema dei cambiamenti climatici.

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