
Il voto elettronico è doveroso nell'era del digitale
14 dicembre 2019 alle ore 10:14•di Vincenzo Garruti
E' tempo di introdurre la possibilità di votare alle elezioni anche lontano dal seggio elettorale di appartenenza.
Nell'epoca in cui la rete ha abbattuto ogni distanza, il voto elettronico deve diventare una buona pratica ed è per questo che, al Senato, abbiamo approvato un emendamento a mia prima firma che dà il via ad un fondo di un milione di euro per la sperimentazione del voto elettronico nelle elezioni politiche, europee e nei referendum. Un risultato ambizioso ottenuto soprattutto grazie alla collaborazione con il portavoce al Senato Gianmauro Dell'Olio e al lavoro instancabile del collega Giuseppe Brescia, presidente della commissione Affari Costituzionali della Camera.
É innegabile che il nostro Paese sia in ritardo rispetto al resto d'Europa ma, con il Movimento 5 Stelle al governo, è arrivata l'accelerazione. Lo sviluppo delle migliori potenzialità della rete è da sempre stato uno dei nostri obiettivi principali dal momento che le tecnologie del digitale possono garantire che tutto si svolga nella massima correttezza.
In Italia, abbiamo ormai da anni un serio problema di riduzione della partecipazione dei cittadini al voto: agevolare il diritto/dovere di ognuno di noi è una necessità, non possono essere gli impegni legati al lavoro, allo studio o alla salute ad impedirlo.
Spostarsi in poco tempo è diventato facile, deve esserlo anche l'esercizio del voto per scegliere chi deve rappresentarci nelle Istituzioni!
Vogliamo un paese che possa fare le cose importanti con agilità e trasparenza.
Commenti (30)
massimo
14 dicembre 2019 alle ore 12:01Il voto elettronico e' il modo migliore per controllare le masse e taroccare i risultati.. nessuno ha visti il film The Circle?
Francesco Cusumano
15 dicembre 2019 alle ore 14:15Il voto elettronico lo ritengo poco sicuro, chi garantisce che tutti abbiano votato liberamente, senza condizionamenti e senza al cuna costrizione. Infine non possiamo essere certi che il risultato finale del voto sia realmente quello che gli elettori hanno votato.
Carmelo Lopis
14 dicembre 2019 alle ore 12:12Il problema della riduzione della partecipazione al voto non può essere imputata al tempo per esprimerlo ma alle persone che poi ci vanno e fanno altro rispetto a quanto promesso. Come nei ripetuti esempi di deputati che si sono allontanati dal parlamento essendo stati eletti con il Movimento. Per loro e per tutti gli altri dovrebbe essere prevista la rimozione dal parlamento e l'incarico al primo non eletto. Non ti sta bene? Vattene a casa, no che cambi casacca! (So che è fuori tema ma qualcuno dovrebbe fare uno sforzo per promuovere una legge in tal senso).
mitzumario (Mario C., Anguillara)
14 dicembre 2019 alle ore 17:23Il "vincolo di mandato" non è consentito dalla Costituzione, ma credo che la maggioranza dei cittadini sarebbero disposti a una revisione se qualcuno lo proponesse
Oivatto
14 dicembre 2019 alle ore 12:14Io farei votare mettendo l'impronta digitale sulla scheda altro che voto elettronico facilmente modificabile.
✴️✴️Stella✴️Alessia✴️✴️
14 dicembre 2019 alle ore 12:37Garruti e Brescia mi trovano d'accordo con l' emendamento, il voto elettronico sarà il futuro!
Pratico
Innovativo
Veloce
Comodo.
Buon lavoro
Graziaenrica Tonelli
14 dicembre 2019 alle ore 13:10Dov’è un bel post gigante sulla vittoria dei Conservatori in Inghilterra? Che siete diventati GIORNALONE?
Iononmollo
14 dicembre 2019 alle ore 13:53Condivido, bisogna essere moderni!
SonoCavoli
14 dicembre 2019 alle ore 13:55Io mi fiderei solo di Rousseau.
Un voto elettronico gestito dal partito unico non lo accetterei mai.
Antonio Castiello
14 dicembre 2019 alle ore 14:05È solo questione di tempo! Rimaniamo fedeli ai nostri principii e prima o poi anche il voto digitale sarà realtà.
Zampano
14 dicembre 2019 alle ore 15:00Non dev'essere doveroso ma possibile. Se uno vuole, vota in quel modo, ma chiaramente non bisogna togliere nulla agli altri. Chi vuole votare con la scheda cartacea e in modo tradizionale deve ugualmente poterlo fare. Evitiamo di imporre cose a chi non le chiede, che è tipico dei paesi dove c'e' dittatura. Con la scusa della modernità e di portare il benessere agli altri (vedi l'idea del microchip sottocutaneo, della droga libera o l'abolizione del denaro, che alcuni trovavano proposte fantastiche), si rischia di ridurre ai minimi termini il movimento, di per sè già polverizzato, e soprattutto di far infuriare le masse, stanche di vedere gente decide per loro su cose che loro non chiedono.
Paola Marello
14 dicembre 2019 alle ore 15:13Sono d'accordo , assolutamente.
Paolo
14 dicembre 2019 alle ore 15:14D’accordissimo !!
Aggiungo:
Codice QR sulle schede e ad ogni cittadino.(come ormai hanno le partite iva)
Così si saprà chi ha votato e chi no.
Anzi un sms subito dopo il voto per segnalare il titolare che il suo codice QR è stato usato. Stile carta di credito.
L’importante è però tenere segreto il voto.
Giulio Bornacin
14 dicembre 2019 alle ore 16:33Lo sviluppo della digitalizzazione è correlato alla sicurezza nella gestione dei dati. Questo problema diventerà sempre più grande e sempre più grave. Ciò non vuol dire che bisogna fermare la digitalizzazione, ma procederei per tappe e gradualmente. Per prima cosa farei una verifica di tutte le banche dati pubbliche. Dal comune e la sua biblioteca alle banche dati delle ASL regionali ed alle banche dati nazionali ed europee. Le banche dati devono essere di pubblico accesso ed ogni utente deve disporre di SPID o credenziale d'accesso unica. Poi, prima di partire con le elezioni, allestirei un piattaforma pubblica consultiva, dove ogni elettore può esprimere il suo parere tramite voto su quesiti fondamentali della vita pubblica. Gli ambiti di consultazione andranno definiti con apposita legge o potranno essere richiesti da ogni singolo cittadino con quorum di consenso per rendere attiva la consultazione. Questo sistema amplierebbe gli ambiti della democrazia diretta anche, se in una prima fase, dovrebbe essere consultivo e non vincolante. Detto questo credo vadano armonizzate, come priorità, le banche dati relative ai redditi ed alle spese per implementare in forma più incisiva la lotta all'evasione e le cartelle cliniche dei cittadini per fornire ad ognuno lo storico di ogni suo rapporto con la sanità. Il format di questi dati (medici) deve essere standardizzato per disporre anche, in forma anonima, di un quadro epidemiologico nazionale, dei risultati dei vari protocolli terapeutici ecc. ecc.
Cheiomiricordi
14 dicembre 2019 alle ore 17:26Tutto bellissimo e fattibilissimo ma... c'è un ma da nauta navigato spiego la mia perplessità..
Mettiamo che la più grande fabbrica di server al mondo inserisca un backdoor in essi gestibile da remoto...e mettiamo che il governo di questa fabbrica nazionale in questione abbia tutti gli interessi a fare andare il voto in una certa direzione...
Ora basta abbinare backdoor furto di credenziali e manomissione del portale di voto per dirigere (invero basterebbe una sola di queste cose) per dirigere ogni nazione ove si vuole... Il più bel regalo che possiamo fare ai grandi gestori mondiali direi...hacker in prima file per di più...
E credetemi che sono una persona che spinge molto sull'utilizzo dell'automazione ..ma so anche quanto la tecnologia sia fragile e possa prestarsi alla mal interpretazione.... Andate a leggervi anni or sono cosa fece stuxnet con le centrifughe di arricchimento dell'uranio in iran.. e stiamo parlando di tecnologie di 10 anni fa... figuriamoci oggi ...no way...la tecnologia ci rende troppo fragili sotto troppi punti di vista...
Santo Mazzotti
14 dicembre 2019 alle ore 19:30Bene, portavoce Vincenzo Garruti. Mi sembra però che sia ancora più urgente “l'introduzione della possibilità di raccogliere in formato digitale le firme per la presentazione delle liste di candidati alle elezioni, per promuovere la richiesta di referendum e per presentare proposte di legge di iniziativa popolare.”
Giulia Paola Iole Motta
15 dicembre 2019 alle ore 01:46Sembra che dimentichiate sempre il voto degli italiani all'estero, dove io non ho più intenzione di votare, in quanto è talmente fasullo, non servono documenti, la gente li prende dalle buche delle lettere li vota e poi li imbuca, un capofamiglia può prendere tutte le schede, compilarle tutte lui e poi imbucarle. Per il certificato di esistenza in vita, bisogna andare all'ayuntamiento (comune) firmare davanti ad un testimone e poi spedirlo
atricar
15 dicembre 2019 alle ore 11:57Il sistema digitale elettronico, con tanto di password ed userid dedicati e personali, magari con chiavetta di sicurezza annessa, ti consentirebbe di votare ovunque ti trovi e magari anche richiedere ed ottenere istantaneamente i certificati che ti servono....
Enzo Rossi
15 dicembre 2019 alle ore 19:23Salve Giulia Paola, purtroppo tutto il mondo è paese. Nessun giornalista, per esempio, ha evidenziato che, nelle elezioni in Gran Bretagna, ci sono 140 MILIONI di persone con passaporto britannico che vivono all'estero! Inoltre il diritto di voto per le elezioni del Parlamento spetta a tutti gli abitanti del commonwealth (quindi anche al miliardo e 300 milioni di indiani...), previa registrazione. Ora, la registrazione viene concessa con meccanismi assai opachi (per esempio a persone che negli ultimi 15 anni abbiano ottenuto la registrazione quali residenti in UK). Ho cercato di capire da siti istituzionali britannici quali sono i requisiti per ottenere la residenza in UK (ma non è sempre necessaria per votare), ma ho solo capito che è un immenso ginepraio materia di avvocati specializzati. Morale della favola, ti offro una cena di pesce se riesci a scoprire quanti sono stati i votanti in numeri ASSOLUTI, quanti di questi hanno il passaporto britannico (non del Commonwealth), e quanti sono effettivamente residenti nel Regno Unito. Credo che questo cervellotico sistema di voto sia uno dei motivi principali per la volontà scozzese di lasciare l'Unione. Evviva la democrazia!
Mizio
16 dicembre 2019 alle ore 11:40Per Enzo Rossi...posso confermarti che non basta possedere un passaporto britannico per poter votare per l'elezioni politiche in UK occorre anche essere registrati per il voto. Ci si deve registrare per il diritto al voto ogniqualvolta i cittadini sono chiamati al voto che siano politiche o amministrative. Per registrarsi occorre presentare un documento d'identità (passaporto), bolletta della council tax (in cui devono comparire il tuo nome e indirizzo del domicilio). In UK puoi votare per posta o il giorno delle elezioni in genere il giovedì.
Considera che la council tax ha un costo annuale non irrisorio per una famiglia dato che può arrivare a circa Euro 1,500 l'anno minimo.
La council tax la paga chi abita nella casa quindi o il proprietario o l'inquilino in affitto.
iomio
15 dicembre 2019 alle ore 08:56ma con tutti i problemi che ci sono state a pensare al voto elettronico?? ma non é che ci sono altri interessi dietro?
atricar
15 dicembre 2019 alle ore 11:53Non concordo IOMIO, Io vedo interessi soltanto dietro all'attuale limitato, farraginoso, complicato, insicuro, e costoso sistema di voto...
Antonino Chirco
15 dicembre 2019 alle ore 09:49Gentile Senatore, la parlo da tecnico un po "infarinato" di sicurezza informatica; purtroppo le tecnologie del digitale NON possono garantire che tutto si svolga nella massima correttezza. Tralasciando l'aspetto tecnico che, se vuole, potremo approfondire magari in separata sede, il nostro meraviglioso Paese è attualmente "occupato" anche da organizzazioni criminali che, seppur molto presenti sul territorio (veda il recente "caso" nella "lontana" Val d'Aosta), non possono però "verificare" l'avvenuto voto alle forze politiche a loro "vicine", semplicemente perchè non possono, attualmente, avvicinarsi ai seggi elettorlali perchè MILITARMENTE occupate dalle nostre Forze dell'Ordine, cosa che invece potrebbero fare in un futuro con le nostre case. Già mi immagino ronde di malavitosi che vanno in giro "casa per casa", elargendo banconote o minacce, verificando che la famiglia "Rossi" abbia votato come loro desiderano. Le priorità del nostro Paese sono, secondo me, altre, e fra le prime, debellare definitivamente le organizzazioni criminali, le "Mafie".
atricar
15 dicembre 2019 alle ore 11:50Sarebbe bello che con le dovute garanzie e con i necessari accorgimenti si potesse estenderlo anche alle elezioni tutte, sia amministrative che politiche.
A pensarci bene, questo sistema nuovo ci potrebbe dare anche una spinta a cambiare certe altre regole del gioco, prevedendo anche una investitura popolare del PdR, del PdC ed anche dei giudici locali di primo grado ed appello. E magari, eliminando l'incredibile divieto di mandato imperativo oggi presente in costituzione, nell'ambito degli iscritti al partito di appartenenza potrebbe anche consentire la facile ed immediata sostituzione di coloro i quali non vogliano più restare, per l'appunto, appunto nel partito di elezione....
Mi trovo nell'agorà e nel Foro virtuale del fututo e sto sognando un futuro pieno di partecipazione popolare, anche se mi rendo conto che a tantissimi va bene questa democrazia delegata ( loro...), che gli garantisce di fare il proprio comodo a mò di piccoli Neroni.....
Enzo Rossi
15 dicembre 2019 alle ore 11:59Un'altra trappola, come la spinta verso la moneta elettronica, verso la schiavizzazione dei popoli tramutate in mandrie alimentate a mangime, vaccinate a volontà, sempre a beneficio di pochi "eletti"
Mizio
16 dicembre 2019 alle ore 11:08Si vabbè...ma è mai possibile che ci sia sempre un complotto dietro?
Carla Marchionni
15 dicembre 2019 alle ore 14:58Ottima proposta.Il sottoscritto,dovendo stare lontano dal proprio comune di residenza,non ha potuto votare alle ultime consultazioni.
Enzo Rossi
15 dicembre 2019 alle ore 19:07Chi sta lontano dal comune di residenza per un periodo non breve, almeno nelle elezioni locali, non dovrebbe votare.
Mizio
16 dicembre 2019 alle ore 11:16Per Enzo Rossi...io non credo che per informarsi su ciò che accade nel proprio comune, provincia e regione sia necessario rimanere incollati al proprio comune di residenza...il progresso tecnologico ci sta regalando una cosa che non era pensabile in passato ovvero la mobilità delle informazioni e la connettività...è impensabile utilizzare strumenti del passato per votare quando oggigiorno partecipiamo a sondaggi e petizioni online, postiamo sui social media e corrispondiamo via chat.
Dr. Fabrizio Bartolomucci
18 dicembre 2019 alle ore 14:21Più che altro dovrebbero i concorsi, almeno per lo screening, essere fatti elettronicamente in modo da garantire il rispetto dell’articolo 97 senza spendere cifre enormi ogni anno e non essere costretti a scorrere graduatorie di 27 anni fa o assumere precari violando l’articolo non solo sostanzialmente ma anche formalmente.
