
Dal 1999 al 2018, quasi 20.000 persone morte a causa dei cambiamenti climatici
4 dicembre 2019 alle ore 15:41•di Luigi Di Maio
Negli ultimi vent’anni, dal 1999 al 2018, in Italia sono morte quasi 20.000 persone, 19.947 vittime per la precisione, a causa dei cambiamenti climatici e di quello che alcuni chiamano “clima impazzito”, cioè eventi meteorologici estremi.
Quasi 20mila vite spezzate, famiglie distrutte e perdite economiche per circa 30 miliardi di euro. Praticamente un bollettino di guerra. Questi dati non ce li siamo inventati noi, ma sono contenuti nel Climate Risk Index. Solo l’anno scorso le bombe d’acqua e il maltempo hanno causato 51 morti nel nostro Paese.
Se qualcuno vuole continuare a far finta di non vedere, se qualcuno ancora crede che i temi del clima, dell’ambiente, della riconversione energetica siano problemi di secondo piano si sbaglia. Sono vere e proprie emergenze, ormai gli scienziati non sanno più come dircelo. Muoiono migliaia di persone, vengono distrutte centinaia di attività commerciali, famiglie che perdono la loro casa.
Il MoVimento 5 Stelle è stata la prima forza politica ad aver introdotto la questione ambientale nel dibattito politico, già molti anni fa, quando eravamo all’opposizione.
Oggi al Governo abbiamo portato il decreto Clima, il primo decreto dedicato al clima nella storia della nostra Repubblica proposto dal Ministro dell’Ambiente Sergio Costa. Abbiamo introdotto i “caschi verdi” e per la prima volta parliamo alle imprese dicendo che l’ambiente non è un limite, o una serie di norme da sopportare o spesso da evitare, ma un’opportunità per creare posti di lavoro, per creare nuove aziende. Questo è il significato del cosiddetto Green New Deal per le aziende.
Siamo anche riusciti a ridurre di due terzi i tempi di stanziamento dei fondi per aprire i cantieri contro frane e dissesto idrogeologico, assegnando 700 milioni in soli sei mesi per cantieri che stanno finalmente aprendo. Perché le risorse ci sono, ma spesso era difficile utilizzarle e far partire i cantieri.
Il carbone, gli inceneritori, la plastica non biodegradabile e tutto ciò che altera gravemente il clima sono il passato. L’economia verde, le fonti rinnovabili, il rispetto del pianeta in cui viviamo sono il nostro presente e soprattutto il nostro futuro.
O troveremo il coraggio di cambiare davvero, adesso, oppure non riusciremo più a rialzarci.
Commenti (5)
Massimo Ippolito
7 dicembre 2019 alle ore 16:26Salve
sono un sostenitore del M5, l'articolo lascia pochi dubbi sull'evidenza oggettiva che il clima sta cambiando e che sicuramente dobbiamo agire. Sicuramente dobbiamo agire ma dobbiamo anche capire, per evitare strumentalizzazione il perchè delle 20000 vittime per le quali noi indichiamo il clima come colpevole. Seguire l'emotività senza basi solide/scientifiche potrebbe essere un boomerang che fa male, non avere risposte chiare ed evidente sul perchè seguire una linea green potrebbe condurci ad una strada senza via di uscita. Il green è bello ma dobbiamo anche valutare quanto costa fare green anche interessando i processi industriali che ci sono dietro e che supportano il green....
Luigi Andrea Vavassori
8 dicembre 2019 alle ore 10:55Viviana V. perché chi rompi i "co..ni" con i tuoi commenti completamente fuori tema rispetto al post ??
Ma ti rendi conto della figura "barbina" che fai ??
Ora torniamo all'argomento del post che afferma che ci sono stati 20.000 morti per il "cambiamento climatico" in 20 anni ovvero 1.000 morti all'anno !!
Ma che cosa si intende per morti per il "cambiamento climatico" ??
Morti per alluvioni, incendi, frane ecc... ??
Se si, sono affermazioni completamente sballate !!
Che criteri hanno usato per definire il "Climate Risk Index" e che dati hanno usato per fare queste assurde affermazioni ??
Visto che il post è firmato da Luigi Di Maio gli consiglierei di verificare le informazioni prima di diffonderle.
Inoltre inviterei a non fare confusione tra "clima" e "inquinamento" perché ad esempio dire che la plastica non biodegradabile cambia il clima è una assurdità mentre invece che inquini è corretto.
Alessandro Albanese
8 dicembre 2019 alle ore 11:03Dice che sono morti causati anche dagli eventi meteorologici estremi, quindi alluvioni, trombe d'aria, mareggiate, ondate di caldo o di freddo...
Per l'inquinamento o la qualità dell'aria credo che esista una statistica differente e i morti negli ultimi 20 anni siano molti di più.
https://www.eea.europa.eu/publications/air-quality-in-europe-2019
Luigi Andrea Vavassori
9 dicembre 2019 alle ore 16:17Alessandro Albanese, come si fa a dire che uno è morto per l'ondata di caldo o freddo rispetto alle morti naturali che si verificano ??
E' normale che durante i periodi caldi dell'estate e quelli freddi dell'inverno ci sia un aumento delle morti delle persone anziane ma che queste siano collegate alle ondate di calore o di freddo non è statisticamente significativo.
I morti x alluvioni in Italia sono meno di un centinaio, quelli per incendi ancora meno, per mareggiate e trombe d'aria sono qualche decina quindi come si arriva ai 1.000 morti di media all'anno ??
Quando si "sparano" cifre assurde si perde in credibilità.
Non vorrei che nei 1.000 morti all'anno ci siano anche quelli dovuti all'inquinamento che sicuramente sono notevoli ma allora sarebbe il caso di dare le informazioni corrette e non "bufale".
Emiliano
9 dicembre 2019 alle ore 04:40Che il M5S sia stata la prima forza politica ad aver introdotto la questione ambiente nel dibattito politico è fuori discussione, dato che siete gli unici ad aver a cuore il bene dell'Italia e degli Italiani, ma con i fatti e non con le parole, quelle stesse parole che i precedenti governi hanno usato per raggirarci e mangiarsi tutto fino all'ultimo euro che avevamo, che poi sono i stessi praticamente che adesso stanno all'opposizione e che cercano di raggirarci ancora oggi dopotutto.
Molto bene il decreto clima come anche aver introdotto i caschi verdi, ottimo anche all'apertura di cantieri contro frane e dissesto idrogeologico darà nuovi posti di lavoro, io però vorrei che vi soffermaste di più sul patrimonio verde che già c'è in Italia proteggendolo di più, innanzitutto inasprendo le pene per i piromani... gente fuori di testa, non capiscono che arrecano un danno all'umanità e poi metterei un sistema di video sorveglianza a guardia di questi nostri bellissimi boschi che costituiscono un polmone verde per l'Italia e per il mondo, inoltre pianterei tanti alberi per cui ne sono stati bruciati, da gente maledetta purtroppo, per ricreare quell'equilibrio che ormai è stato spezzato e se facesse così pure il resto del mondo insieme ad altri accorgimenti sempre a favore dell'ambiente, il clima ritornerebbe ad essere come prima evitando cosi tragedie umane di dimensioni bibbliche.
