Così abbiamo mandato a processo gli autori del più grande inquinamento mondiale da PFAS

#StorieGuerriere è la rubrica del Blog delle Stelle dedicata alle iniziative portate avanti in questi anni da attivisti e portavoce locali del MoVimento 5 Stelle che hanno generato risultati positivi concreti e tangibili per il loro territorio o per i cittadini che lo abitano. L’impegno e la generosità di cittadini attivi che hanno portato un valore aggiunto per il nostro Paese. Inviate la vostra storia guerriera a bit.ly/storieguerriere

a cura di Sonia Perenzoni, ex consigliere comunale M5S di Montecchio Maggiore, e del gruppo M5S Pfas

In Veneto dal 2013 è in atto il più grande inquinamento a livello mondiale da PFAS (3 province, 180km quadrati, 300.000 persone) delle falde ad opera di un’azienda privata: la Miteni SpA con sede a Trissino comune confinante col nostro. Siamo venuti a conoscenza di questo inquinamento andando ad una serata informativa tenuta dal dott. Cordiano alla fine del 2013. Lì ci siamo spaventati e abbiamo pensato: ma se l’inquinamento parte da Trissino e arriva a Brendola, cosa succede a Montecchio che si trova proprio tra questi due comuni?

• IL PROBLEMA

Mancava completamente l’informazione, nessun cittadino sapeva che stava bevendo acqua contaminata da Pfas (sostanze perfluoroalchiliche  o acidi perfluoroacrilici, una famiglia di composti chimici usati prevalentemente dall’industria) e che stava mangiando cibi contaminati. Le istituzioni regionali, provinciali e comunali minimizzavano il problema e minacciavano denunce per procurato allarme. La prima necessità era quindi informare la cittadinanza e la seconda era di far smettere di inquinare l’azienda e farle pagare i danni causati.

• L’INIZIATIVA
Abbiamo tenuto  serate informative a Montecchio Maggiore e poi in altri comuni. Ho presentato varie interrogazioni in comune a Montecchio, in Regione Veneto le presentavano Jacopo Berti e Manuel Brusco e in Parlamento le presentavano il sen. Enrico Cappelletti, l’on. Francesca Businarolo e Alberto Zolezzi. Il sindaco di Sarego (uno dei comuni più contaminati) Castiglion Roberto e l’assessore all’ambiente Flavio Zambon hanno emesso la prima ordinanza del Veneto per il divieto di utilizzo alimentare di acqua prelevata da pozzi privati. Ad ogni interrogazione ed azione corrispondeva  una conferenza stampa o un comunicato stampa. Inizialmente nessuno o quasi ci pubblicava, finché abbiamo mandato dei documenti riservati al Fatto Quotidiano che ha pubblicato l’articolo e da lì anche la stampa locale ha iniziato a parlare del problema PFAS.

Contemporaneamente a queste azioni politiche abbiamo contattato avvocati, medici e tecnici ambientali e abbiamo depositato vari esposti per avvelenamento delle acque e disastro innominato nelle 3 procure coinvolte dall’inquinamento. Ad ogni deposito di esposto corrispondeva una conferenza stampa per cercare di mantenere alta l’attenzione dei cittadini su questo inquinamento.

• IL RISULTATO
Con la nostra pressione continua sia mediatica che politica la Regione Veneto ha iniziato ad analizzare il sangue dei ragazzi che sono risultati tutti molto contaminati e da questo triste risultato sono nati vari gruppi di Mamme No Pfas che stanno portando avanti il lavoro di consapevolizzare la cittadinanza e di pressione sulle istituzioni.

Dall’esposto principale del 2016 sono partite le indagini e oggi è iniziato il processo che vede molti dirigenti e amministratori della Miteni imputati e molte associazioni ed enti che si sono costituite parte civile.

• COSA SERVE PER REPLICARE L’INIZIATIVA?
1) Portavoce a tutti i livelli che facciano accessi agli atti: anche uno stesso accesso agli atti fatto da persone diverse in ruoli diversi, ma verso lo stesso ente, ti porta ad avere a volte documenti diversi.
2) Avere una squadra di avvocati e tecnici ambientali molto preparati sul tema inquinamento che leggano e mettano insieme i dati ottenuti con gli accessi agli atti.
3) Avere una persona che abbia esperienza nella scrittura di comunicati stampa.
4) Una persona che tiri le fila e tenga i contatti tra i portavoce ed i tecnici.
5) Studiare moltissimo e non mollare mai.
Siamo felici che col nostro lavoro durato 5 anni oggi i cittadini siano a conoscenza del problema Pfas e che il processo sia iniziato. Confidiamo che chi ha inquinato paghi.

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