Accumulare energia attraverso l'aria liquida
19 dicembre 2019 alle ore 09:26•di MoVimento 5 Stelle
I sistemi più comunemente noti per l’accumulo di energia sono le batterie elettrochimiche e i pompaggi idroelettrici. Ci sono però altre possibili tecnologie, già disponibili, in grado di compensare la variabilità e non programmabilità delle fonti rinnovabili.
Se parliamo di accumulo di breve periodo, da poche ore a massimo qualche giorno, una tecnologia promettente e dai costi di investimento particolarmente bassi è denominata CAES (Compressed Air Energy Storage). L’idea, molto semplice, è quella di utilizzare l’aria, che ha le stesse proprietà di comprimibilità di tutti i gas, per produrre energia in una fase di successiva espansione.
Questa tipologia di impianto, accumulando grandi quantità di energia, è paragonabile a un impianto di generazione termoelettrica di media taglia (100 -1.000 MW).
I sistemi CAES impiegano l’energia elettrica proveniente dalla rete o da impianti a fonti rinnovabili per comprimere l'aria dell’ambiente e conservarla in un serbatoio di accumulo di origine naturale o artificiale. Quando è necessario erogare nuovamente energia elettrica, l'aria compressa viene riscaldata ed espansa in una convenzionale turbina a gas.
Anche se l’aria è disponibile ovunque e in quantità pressoché illimitate, i sistemi CAES sono pensabili solo in presenza di formazioni geologiche stabili, dove è possibile accumulare aria compressa in completa sicurezza (strati acquiferi naturali, caverne saline, porose, acquiferi e sottomarini).
Un’interessante alternativa ai sistemi CAES è costituita dagli impianti LAES (Liquid-air Energy Storage), impianti in cui il mezzo di accumulo è costituito da aria liquefatta.
In questo caso l'aria viene liquefatta attraverso un processo di criogenizzazione e immagazzinata in serbatoi a bassa pressione. In un litro di aria liquida sono stoccati circa 700 litri di aria ambiente.
Successivamente, quando è richiesta energia, il liquido viene pompato per portarlo ad alta pressione e trasformato nuovamente in gas, attraverso somministrazione di calore. Il gas caldo può quindi essere utilizzato per produrre elettricità in una turbina.
In Gran Bretagna, precisamente a Bury, vicino Manchester, nel 2018 è entrata in funzione la prima centrale pilota al mondo che impiega su scala commerciale la tecnologia LAES, con una potenza installata di 5 MW e una capacità di accumulo pari a 15 MWh, sufficiente ad alimentare 5.000 abitazioni di medie dimensioni per almeno 3 ore.
L’efficienza complessiva di un LAES è ancora molto bassa ma può essere incrementata grazie allo sfruttamento dell’energia termica di scarto dei processi industriali. Nel caso dell’impianto di Bury si arriva a un rendimento del 60-75% attraverso l’accoppiamento ad un impianto di produzione di elettricità che sfrutta la captazione del biogas di una discarica esistente.
Il prossimo obiettivo sarà quello di portare la taglia delle installazioni a 50/100 MW con almeno 200 MWh di capacità. Un impianto di queste dimensioni potrebbe garantire un accumulo di lunga durata per un’intera città, fornendo servizi di stabilità e regolazione alla rete e favorendo l’integrazione di nuovi impianti eolici e fotovoltaici. Pur essendo una tecnologia non ancora matura, i LAES potranno comunque rappresentare una valida alternativa agli altri sistemi di accumulo dell’energia se nei prossimi anni si miglioreranno ulteriormente le prestazioni e le soluzioni di applicabilità anche nei settori commerciale e residenziale.
Commenti (8)
Rita D'Elia
20 dicembre 2019 alle ore 13:40Non vedo commenti, forse perché la gente non capisce di cosa state parlando, fanno bene a non approfondire , un'altra cazzata detta da chi non capisce niente di fisica e rendimenti energetici , gia nell'articolo si confonde tra aria liquida e aria compressa, l'aria liquida per diventare tale ha bisogno di una notevole quantità di energia, e per espandersi ha bisogno di altra energia. quindi non restituisce energia, l'aria compressa a alte pressioni ha in se una buona quantità di energia, ma tra peso delle bombole in acciaio e motore ad aria compressa è appena sufficiente a muover una macchinetta per qualche decina di chilometri, hanno tentato anni addietro fare una fabbrica di macchine ad aria compressa ma hanno fatto tutte una brutta fine , logicamente avevano contributi statali per lo sviluppo, solo un deficeinte si metterebbe fare tali porcherie. Comunque mettete quel falso che faceva il bibitaro a capo di un tale progetto così ci divertiamo.
roberto rizzolio
20 dicembre 2019 alle ore 17:59Non vedi commenti perche e un argomento nuovo di cui pochi sono informati.
Per commentare bisogna sapere quello che si commenta ,altrimenti e piu saggio stare zitti.
E poi se non se ne parla in TV non esiste ......
Come la Geoingegneria di cui nessuno parla e ben pochi la conoscono,appunto perche non se ne parla o se ne parla descrivendo come pazzi chi affronta l argomento.
Cosa ci vuoi fare cosi va il popolino teleguidato!!!
Claudio
21 dicembre 2019 alle ore 11:00Basterebbe una ricerchina su internet e scopriresti un mondo nuovo dove si fa ricerca e si scoprono e realizzano cose, ma sei troppo intelligente.
BERI BERI
21 dicembre 2019 alle ore 20:33E' uno stupido ....parla di macchinette mosse ad aria compressa mentre qui si sta parlando di energia accumulata in grandi siti per poi riutilizzarla alla bisogna. Inutile parlare con gente così.
Cheiomiricordi
21 dicembre 2019 alle ore 21:38Infatti Rita....come se mi dicessero che qualche "pazzo" piglia l'elettricità a buon mercato la notte per pompare acqua negli invasi e sfruttarne l'idroproduzione di giorno ...cose da matti che mai nessuno farebbe ...bwahahaha....
Gennaro ds
21 dicembre 2019 alle ore 16:58Molto interessante questo post che tratta la conservazione dell' energia, postato il giorno 19, auto censurato e riapparso il giorno dopo…
Se si auto censurano i post, chissà i commenti!!!
Ma bastava pubblicizzare un libro un po' vecchio, ENERGIA PER I PRESIDENTI DEL FUTURO https://www.amazon.it/Energia-i-presidenti-del-futuro/dp/8875783608 , che dalla pagina 191 c'è il capitolo 10, “ Conservare l' energia” , infatti a pag 196 si parla di CAES, dopo di batterie a volano pp198, supercondensatori pp 201...
Ovvero; le tecnologie ci sono già da decenni, basta leggere se si vuole ( ahia, addirittura un libro scritto da un tecnico...),
il problema è FARE; E PER FARE SERVONO ANCHE GLI €, che non mi risultano ce ne siano tanti...
Il mov è forza del governo; la tecnologia c'è da decenni, se volete fare qualcosa, è inutile scrivere sul blog come se il movimento fosse all' opposizione. Bisogna fare.
Non tagliare i finanziamenti alla ricerca, come chiedeva Lorenzo Fioramonti...
"Il Fatto Quotidiano scrive che il ministro dell’Istruzione Lorenzo Fioramonti è pronto a dimettersi, dopo le decine di annunci dei mesi scorsi, perché non è stato accontentato nella sua richiesta di tre miliardi di euro per la scuola. Il ministro aveva minacciato le dimissioni già subito dopo la sua nomina (e prima del giuramento) se non fosse stato accontentato sui fondi." https://www.nextquotidiano.it/lorenzo-fioramonti-si-dimette-davvero-18-dicembre-2019/
Cheiomiricordi
21 dicembre 2019 alle ore 21:44Devo essere sincero ne parlavamo già nel 2006 ... negli states c'erano alcune "fabbriche" che sperimentavano la cosa..ma il rendimento era già allora del 65% possibile che ad oggi non siano migliorati?? È un bel po' bassino...credevo che potesse maturare fino ad un 84-86%... Mah...
Cheiomiricordi
21 dicembre 2019 alle ore 22:01PS...non sento più parlare manco della refrigerazione magnetocalorica...
