
Un percorso democratico per la Bolivia
15 novembre 2019 alle ore 10:42•di Manlio Di Stefano
Sia ben chiaro: non possiamo accettare l’escalation violenta e antidemocratica che sta vivendo la Bolivia negli ultimi giorni e non possiamo restare in silenzio di fronte all'aggravarsi degli scontri e della repressione che stanno facendo vittime innocenti e danni in tutto il Paese.
Il 10 novembre scorso il Presidente indigeno Evo Morales ha deciso l’annullamento delle controverse elezioni presidenziali del 20 ottobre 2019 e l’organizzazione di una nuova consultazione, alla quale con tutta probabilità – e sperabilmente – non si sarebbe ricandidato.
Nonostante questo gesto distensivo, in un indecente clima di terrore e caccia all'uomo tipico dei colpi di Stato, il Presidente Morales è stato costretto a rifugiarsi rocambolescamente in Messico per salvare la sua stessa vita, e come lui i suoi uomini più vicini.
Nel frattempo, a La Paz, il potere rimasto vacante è stato occupato da Jeanine Anez, Vicepresidente del Senato, autoproclamatasi Presidente ad interim.
Nel 2009 la Bolivia, su spinta del Presidente Morales, ha approvato una nuova Costituzione fondata, in modo pionieristico e rivoluzionario, sull'armonia e l’equilibrio del rapporto tra l’ambiente e le attività umane, a partire da quelle economiche. Anche il Movimento 5 Stelle è nato nel 2009: queste idee provenienti da un lontano Paese del Sud America ci hanno sin da subito attratto a seguire da vicino le sue evoluzioni.
Non dimentichiamo che la Bolivia è ricca di materie prime ed è il primo Paese al mondo per riserve di litio, l’oro del futuro, il principale ingrediente per la produzione di batterie elettriche.
Nello spirito della sua Costituzione, il Presidente Morales ha gradualmente nazionalizzato i giacimenti di litio e impedito il loro sfruttamento indiscriminato per evitare speculazioni – soprattutto straniere – e far nascere un’industria nazionale delle batterie. Queste riserve hanno sempre fatto gola a tanti, troppi, ed è gravissimo il sospetto che dietro i fatti degli ultimi giorni ci sia anche la volontà di aggredire le risorse del Paese sottraendole alla collettività.
Oggi, ciò che interessa al MoVimento 5 Stelle è salvaguardare la vita, il benessere e la stabilità dell’intero popolo boliviano da qualunque repressione interna e ingerenza estera. Per questo motivo, non riconosceremo formalmente la sedicente Presidente Anez né altre presidenze (più o meno provvisorie) finché i boliviani, con un percorso costituzionale condiviso e nuove elezioni presidenziali libere e regolari da tenersi in un clima di pace sociale e rispetto dei diritti, non sceglieranno il proprio Presidente in modo democratico e, magari, con un monitoraggio dei preposti organismi internazionali.
Accogliamo perciò con convinzione l’appello del Presidente Morales, che ha pregato la comunità internazionale di favorire un percorso di dialogo e non violenza tra le parti in lotta in questo osceno conflitto.
Con lo stesso spirito con cui, qualche mese fa, abbiamo contribuito a evitare ulteriori spargimenti di sangue in Venezuela in un oceano di vergognosi incitamenti allo scontro finale e alla guerra civile, faremo tutto il possibile come Paese membro dell’UE e dell’ONU affinché la Bolivia possa, in questo momento così critico, restare in pace ed eleggere democraticamente un nuovo Capo dello Stato.
Commenti (21)
Floriana
15 novembre 2019 alle ore 12:29Un sostegno e la condivisione di un sistema democratico non sminuisce il lavoro che c'è da fare,ma avvalora i principi di un governo.non si pensi che le politiche internazionali possano discernere da quelle nazionali
Caterina Rogani
15 novembre 2019 alle ore 14:23Giustissimo. La democrazia vive di queste iniziative pacifiche ma ferme, non con le "missioni di pace" armate.
marco
16 novembre 2019 alle ore 13:20il sussiego non è sufficiente a fare di una cazzata galattica una cosa seria,carissima.
Ernesto - La Habana
15 novembre 2019 alle ore 14:31MUCHAS GRACIAS MANLIO MA QUESTA DEMOCRAZIA É UNA SKIFEZZA!
YENKIS, OTRA VEZ!
Dopo la VOTAZIONE / RISOLUZIONE O.N.U. – # GA / 12211 del 6 novembre 2019
https://www.un.org/press/en/2019/ga12211.doc.htm
SIETE SEMPRE IN MANO A QUESTI SIGNORI:
“Cubanet SABATO 9 NOVEMBRE 2019 ore 9:11
MIAMI, Stati Uniti.- Mike Pompeo, il segretario di stato americano, ha dichiarato venerdì in un social network Twitter che il voto delle Nazioni Unite (ONU) contro l’embargo statunitense sull’isola “”danneggi i cubani””.
« Votare alle Nazioni Unite è stata una distrazione e, francamente, triste. Danneggia l’orgoglioso popolo cubano », ha scritto Pompeo, che sta visitando questi giorni in Germania, dove sabato si celebra il 30° anniversario della caduta del muro di Berlino. Il voto all’ONU della risoluzione del regime cubano contro l’embargo degli Stati Uniti è tornato a ricevere questo giovedì il voto favorevole di quasi tutti i paesi presenti, 187, contro il rifiuto di Stati Uniti, Israele e Brasile……… “.
Mike Pompeo e Jair Bolsonaro hanno discendenza italiana.
Buenas tardes
nadia73nb
15 novembre 2019 alle ore 14:31No. Hai descritto alcune delle doti peculiari di Di Maio, oltre ad essere capace, garbato, calmo, misurato, autorevole, responsabile, affidabile, coscienzioso.
Infatti è stato rieletto da poco.
C'è bisogno di far campagna elettorale ininterrotta come faceva il movimento che è pioniere nell'uso di piattaforme e social, parlare con i vaffa e sempre immezzo alla gente.
Poi i risultati del buon governo faranno il resto.
Gennaro ds
15 novembre 2019 alle ore 15:08Leggo nel post “Sia ben chiaro: non possiamo accettare l’escalation violenta e antidemocratica che sta vivendo la Bolivia ….e non possiamo restare in silenzio di fronte all’aggravarsi degli scontri e della repressione che stanno facendo vittime innocenti e danni in tutto il Paese.” “Accogliamo perciò con convinzione l’appello del Presidente Morales....”
Ma che cosa contiamo nel mondo? Un caz**.
Dov'è la Bolivia? https://it.wikipedia.org/wiki/Bolivia
Almeno il buon Manlio Di Stefano ( Sottosegretario di Stato al Ministero degli affari esteri ) , ci potrebbe spiegare come facciamo a far qualcosa per il buon Evo, sempre che sia giusto difendere il presidente Morales,
“che è stato presidente 3 volte. Ma Il 22 febbraio 2016 Evo Morales, perde, con il 51% di voti contrari, il referendum che gli avrebbe permesso di essere nuovamente eletto per un quarto mandato,” https://it.wikipedia.org/wiki/Evo_Morales . Ma lui si è fatto eleggere per la quarta volta!!!
Fatto che per la costituzione boliviana non è permesso; naturalmente la costituzione italiana è migliore, e i presidenti dell' America del sud possono restare presidenti 4,5 ecc volte. Secondo il buon Manlio Di Stefano. Come in Venezuela!
Albertone
15 novembre 2019 alle ore 15:16Sono completamente d'accordo con questa analisi . Come al solito sui mass media ufficiali tutto è occultato.
pietro casula
15 novembre 2019 alle ore 16:29Manlio Di Stefano, così, all'improvviso, salti fuori con questo post.
Magari hai ragione, ma chi siamo noi per giudicare? da dove prendi le informazioni? dobbiamo crederti sulla parola? e se fossero vere le posizioni di chi contesta?
Con tutti i casini che abbiamo, francamente, mi sembra un diversivo di distrazione, come se tutto ciò che ci sta succedendo all'improvviso non ci fosse più.
Non offenderti, ma guarda e ascolta,
https://www.youtube.com/attribution_link?a=ExulMyW0HtWml-g5&u=/watch%3Fv%3Dgo5gTo9zq2E%26feature%3Dem-uploademail
https://www.youtube.com/watch?v=Xx85Vqfs0k0
https://www.youtube.com/watch?v=df_eU1IfgGQ
https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/11/02/crozza-il-monologo-e-il-messaggio-al-governo-tutto-quello-che-serve-e-impopolare-allora-fatevi-odiare-e-fate-dellitalia-un-paese-onesto/5544337/
Iononmollo
15 novembre 2019 alle ore 16:59Post molto interessante, bravo di Stefano per aver riassunto in breve quello che succede in Bolivia.
Vectore
15 novembre 2019 alle ore 18:20Bravi, Bravi, bello, che bello è questo supervisivo atteggiamento, dico io, non mi ricordo in Italia questo sguardo oltre i propri confini, e non per uno spirito di colonialismo, ma proprio di Cooperazione senza ingerenze politiche, e io sono davvero entusiasta di questa visione Movimentuale, non Movimentista, perché tutto ciò che finisce in "ista" è una copia strumentalizzata del principio del termine, invece Movimentuale è di carattere inttellettuale.
Guardate io non porto la spuntina verde a fianco al mio alias, non stó in una proiezione "pregiudiziale", tutto questo Movimento mi Piace, Movimento di Autorevolezza e non Autoritario, come molti auspicano di un Statalismo Tributarista.
Quindi per me è Ok.
Vectore
15 novembre 2019 alle ore 18:47Un Movimento Bio, ha ragione Di Maio, è superata l'Ideologia, perché qui si guarda il circuito di Ossigenazione del Sistema, non ci sognamo nessuna Ischemia.
Questi Poliatrofici Mummificati che impagliano il Paese con una utopistica visionaria e Ideologistica versione di vita eterna, non sono più tollerabili.
Questo Momento segna finalmente la fine della Preistoria.
Oggi, anno 2019, diario di Bordo, abbiamo rinvenuto, un Sistema abitabile e sostenibile di longevità Ecocondiviso.
Beppe
15 novembre 2019 alle ore 18:43Grazie Manlio Di Stefano, il tuo post è chiaro, sintetico e coraggioso.
Spero come te che il popolo Boliviano possa eleggersi, senza interferenze di altri Stati o Multinazionali rapaci, un governo democratico e continuare la strada di miglioramento economico delle classi sociali più svantaggiate.
Grazie di avere sottolineato anche la posizione del Movimento in campo internazionale che è quella di stare dalla parte della libertà dei popoli di scegliersi il proprio futuro.
gruz fruz
15 novembre 2019 alle ore 22:21vabbè, sia ben chiaro che noi non accettiamo
e poi ?
Antonio CUNO
15 novembre 2019 alle ore 23:34Ho sempre apprezzato gli interventi di Manlio di Stefano in politica estera, considerandolo come uno dei migliori sottosegretari, ma colgo l'occasione nel chiedere quali iniziative il Movimento intenderà intraprendere dopo questa palese disparità di trattamento nella UE, proprio sulle Banche https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/11/13/germania-via-libera-della-commissione-ue-al-salvataggio-della-banca-di-hannover-con-36-miliardi-di-fondi-pubblici/5562509/?fbclid=IwAR34Fr_LDqcqgFkAP7j6FrBn_pojxaYHLO4pwbh-y8Yeow-FfZANBt5tuo0.
PIETRO BARANA
16 novembre 2019 alle ore 04:44Non capisco perché sperare che non si ricandidi. La Bolivia sta crescendo al 5% annuo da quando lui è al governo. Smettiamola di piegarci ai despoti neoliberali, che in America Latina sono veri predatori: Cile, Argentina, Brasile, Colombia, Ecuador etc. Basta!
pierluigi calabrese
16 novembre 2019 alle ore 13:11Peccato che è la gente a rivoltarsi contro l'ennesimo libertador che si trasforma in despota! 13 anni da presidente! Se noi siamo per soli 2 mandati parlamentari, possiamo mai tollerare uno che da 13 anni sta col sedere sulla poltrona? Leggetevi le storia di Morales con i Russi e la loro mega centrale nucleare e poi parliamo di ecologismo e colonialismo!
marco
16 novembre 2019 alle ore 13:18ribadisco
se a voi vanno bene cani e porci,ma perchè non sostenere l'elezione del partito khmer . in fondo hanno idee solide ed in linea con le vostre.
ed una bella dichiarazione di guerra al bildeberg, con il complotto plutodemogiudaico, non se ne parla?
buffone.
Giuseppe
16 novembre 2019 alle ore 15:00Sono arrivati i messia che salvano il mondo è non si preoccupano dei loro figli.
giulio raffi
16 novembre 2019 alle ore 18:27Ecco qua una delle debolezze intrinsiche del movimento, un buonismo ottimista che mal si adatta alla rapacità degli aguzzini del sistema, i quali ragionano solo in termini di profitto e le buone maniere nemmeno gli sfiorano la robusta corrazza, fatta di puro cinismo che indossano con la massima disinvoltura.
federico_2
16 novembre 2019 alle ore 22:32Mi sembra tutto chiaro
In Siria rubano il petrolio siriano
In Venezuela volevano rubare il petrolio venezuelano ... volevano.
in Bolivia vogliono rubare il litio
In Cile rubano il rame ( povero Allende ...credeva di poter comandare a casa sua )
Loro sono per la libertà e la democrazia ... quelli che non li lasciano rubare sono tutti despoti, dittatori ed affamatori del loro popolo ... come chi sono loro ?
Ma sono i nostri migliori amici ed alleati ... quelli che ci difendono dalle minacce di Putin ... un altro dittatore.
gian giul
18 novembre 2019 alle ore 20:36Speriamo ci siano libere elezioni. Speriamo che (diversamente dalla Francia dove si è dato un'imbarazzante appoggio ai gilet gialli) non si voglia mettere troppo il naso e i piedi nelle faccende di uno stato a migliaia di km. dall'Italia del quale sappiamo solo quello che ci viene raccontato dai media (quindi dubbio).
Il principio più volte ripetuto di lasciar che in linea di massima ogni stato si regoli da solo deve valere per tutti ,indipendentemente dalle simpatie politiche.