
Prescrizione è ingiustizia
28 novembre 2019 alle ore 17:36•di MoVimento 5 Stelle
Martina non c’è più e i suoi genitori e familiari non avranno piena giustizia. Ecco cosa significa la prescrizione.
Martina Rossi, il 3 agosto 2011, è morta cadendo da un balcone di un albergo di Palma di Maiorca. Dopo il processo di primo grado i giudici avevano stabilito che la sua morte fosse stata causata da un tentativo di violenza di gruppo alla quale la giovane aveva provato a sottrarsi. In quella fuga la caduta dal balcone e la seguente morte.
Per questo i due imputati erano stati condannati a 6 anni per morte come conseguenza di altro reato e tentata violenza di gruppo. La corte d’Appello di Firenze oggi ha però dichiarato estinta l’accusa per il primo reato, il più grave: i due condannati in secondo grado affronteranno solo l’accusa di violenza di gruppo, per cui in primo grado erano stati condannati a 3 anni. Anche quando la condanna fosse confermata, i due neanche andrebbero in carcere. Ecco perché il padre, Bruno Rossi, parla di una “decisione pesantissima da digerire, non si può prescrivere un omicidio dopo tutto quello che è successo in questi anni”.
Nessuno vuole strumentalizzare una vicenda drammatica e fonte di enorme sofferenza, anche per le vicissitudini giudiziarie, però sono proprio casi come questi quelli a cui guardiamo quando parliamo della norma che blocca la prescrizione dopo la sentenza di primo grado.
Alla famiglia di Martina tutta la nostra solidarietà.
Commenti (4)
Maria D
30 novembre 2019 alle ore 16:27La certezza del diritto si completa se il processo va a sentenza. Se il processo si interrompe per il taglio della prescrizione è come se il fatto delittuoso non fosse mai avvenuto. Se la sente lei di ricevere questa risposta a fronte della perdita di un suo famigliare?
Claudio
30 novembre 2019 alle ore 16:58Ma Bonafede c'è o ci fà.
Il dramma è che c'é...
Dice che allungare la prescrizione è atto di giustizia ( bene) e che per la lunghezza dei processi si troverà una soluzione ( male)i
Perchè non ha proposto di portare il giudizio civile e quello amministrativo ad un solo grado? Idem per quello penale con per quest'ultimo l'appello solo in casi eccezzionali e in presenza solo di nuove prove.
Perchè non ha proposto la riduzione temporale dei termini per accusa e difesa e la loro improrogabilità?
Così è imn Francia, GB, USA.
Mi spiace molto ma il fanciullo è un politico inetto e mediocre avvocato....
SANDRO MARRONE
30 novembre 2019 alle ore 18:21Secondo me ci fa. E' laureato in giurisprudenza, dunque è impossibile che non si renda conto che con la sua "riforma" sta portando il M5S a sbattere contro un muro coprendosi di ridicolo.
La Riforma Bonafede poggia sostanzialmente su due pilastri:
1. abolizione della Prescrizione dopo la sentenza di Primo Grado;
2. contenimento della durata dei procedimenti entro un tempo stabilito.
Entrambi questi pilastri a mio avviso sono giuridicamente fallati.
Il primo perché viola un principio giuridico universale: l'onere della prova spetta all'Accusa; se l'Accusa non è in grado di produrla entro tempi congrui l'accusato deve essere prosciolto. E' un principio di civiltà giuridica che può essere fatto valere sempre, quale che sia la causa che ritarda la produzione della prova della colpevolezza dell'accusato.
Il secondo perché il fine prioritario del processo è l'accertamento della verità, e poiché i casi in giudizio possono essere più o meno complessi, non è possibile stabilire all'inizio del procedimento quanto tempo sarà necessario per accertare la verità. L'imposizione di un limite temporale violerebbe non solo i diritti di accusa e difesa, sarebbe in contrasto col fine stesso del processo. Il processo non è come una partita di calcio, che termina al novantesimo.
Inoltre, sanzionare i magistrati per il mancato rispetto dei limiti di tempo darebbe a questi modo di fare ricorso sia per ragioni di principio sia per ragioni pratiche connesse ai carichi di lavoro o a ritardi non dovuti alla loro volontà.
Se fosse approvata questa "riforma", sempre che passi al vaglio della Corte Costituzionale, produrrebbe una valanga di ricorsi alla Corte di Giustizia Europea, solleverebbe eccezioni di costituzionalità, provocherebbe una ondata di ricorsi da parte dei magistrati che venissero sanzionati per il mancato rispetto dei tempi fissati per il processo. Un disastro.
Em1l
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