La “second-life” delle batterie delle auto elettriche: l’esempio dell’Amsterdam Arena

La mobilità elettrica è sempre più al centro del dibattito sulla sostenibilità dei trasporti. Anche l’Italia, come tutti i paesi con obblighi di riduzione delle emissioni, ha previsto una massiccia diffusione dei veicoli elettrici. Il Piano Energia e Clima stima al 2030 circa 6 milioni di vetture, tra elettriche ed ibride plug-in.

Le batterie sono il componente principale delle auto elettriche e su di esse si sono concentrate le attenzioni sia dei promotori della tecnologia e le critiche dei più scettici.  Sostituire l’attuale sistema di trasporto privato con la mobilità elettrica non è la soluzione del problema sostenibilità ma può rappresentare un netto miglioramento. è necessario, però, che l’energia per la ricarica provenga da un mix basato su fonti rinnovabili e che i mezzi elettrici, in particolare le batterie, siano avviati ad un corretto smaltimento e riciclo dei materiali.

Attualmente le batterie per le vetture elettriche sono garantite per un periodo di circa 8 anni e una percorrenza media di almeno 100.000 km. Quando le prestazioni diminuiscono al di sotto dell’80% rispetto al valore iniziale, anche se non è compromesso il funzionamento della ricarica e di erogazione dell’energia, queste devono essere sostituite perché non più adatte a un utilizzo “su ruote”.

Esiste, tuttavia, la possibilità di una “seconda vita” delle batterie, che può durare anche più di 10 anni, in cui le stesse possono essere utilizzate per alimentare le utenze degli edifici in modo da incrementare il consumo di energia prodotta da impianti rinnovabili o per migliorare il funzionamento delle reti elettriche.
Questo è ciò che avviene ad esempio nella “Johan Cruijff Arena” di Amsterdam, sede di intrattenimento di fama mondiale e dell’Ajax FC, con una capienza di 55.000 posti.
Il sistema, inaugurato nel giugno 2018, rappresenta attualmente il più grande sistema di accumulo di energia alimentato da batterie di seconda vita per applicazioni commerciali in Europa, con una capacità di 2,8 MWh pari a un numero di batterie montate su 148 Nissan LEAF.ù

Lo storage può essere ricaricato dell’energia solare dei moduli fotovoltaici installati sulla copertura dell’Arena (1,1 MW) o direttamente dalla rete elettrica nelle ore notturne quando il costo dell’energia è più basso. Nei momenti di maggiore richiesta l’energia delle batterie sostituisce quella dei gruppi elettrogeni alimentati a gasolio.

Inoltre, l’energia in eccesso può essere commercializzata ed in caso di interruzione della fornitura per problemi dell’operatore di rete si può garantire la continuità del servizio all’intero impianto.
Il progetto aumenta la sicurezza dell’approvvigionamento e contribuisce a stabilizzare la rete elettrica.
L’Amsterdam Arena rappresenta sicuramente un esempio virtuoso di economia circolare e dimostra come sia già oggi possibile realizzare e replicare soluzioni di riutilizzo delle batterie delle auto elettriche prima di avviarle al definitivo smaltimento.

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