Con il decreto clima diamo il via alla rivoluzione verde
22 novembre 2019 alle ore 15:05•di Vilma Moronese
Il Decreto Clima approvato oggi in Senato ha un'importanza storica: è il primo provvedimento in assoluto che si pone come obiettivo il contrasto ai cambiamenti climatici e il miglioramento della qualità dell'aria.
Gli effetti dei cambiamenti climatici sono una realtà evidente davanti agli occhi di tutti. Un fenomeno globale causato dalle scelte dell’uomo, dalle politiche di sfruttamento degli ultimi decenni e dall’assenza di una strategia ad ampio raggio che avrebbe potuto prevenire i rischi. Alcuni scienziati hanno dato anche un nome a quest’epoca in cui risultano evidenti le modifiche al nostro ecosistema per mano dell’uomo chiamandola Antropocene.
Con il decreto clima licenziato diamo il via ad un nuovo Patto per l’Ambiente, un patto generazionale con il quale cambiamo l'approccio alle questioni ambientali per porre rimedio ai danni che inevitabilmente ricadranno sulle future generazioni.
Ho sentito alcune dichiarazioni delle opposizioni che dicono che questo è un provvedimento povero, con pochi contenuti.
Permettetemi allora di spiegare l'assoluta falsità di queste affermazioni: vengono stanziati ben 255 milioni di euro in 6 anni per la mobilità sostenibile affinché i cittadini possano rottamare auto e motocicli inquinanti e ricevere un buono, fino a 1.500 euro per la rottamazione di auto e fino a 500 euro per i motocicli, da utilizzare per l'acquisto di abbonamenti per il trasporto pubblico locale e regionale, per l'utilizzo di mobilità condivisa, e per l'acquisto di biciclette anche a pedalata assistita.
Vengono stanziati 40 milioni di euro per i Comuni per la realizzazione o l'ammodernamento delle corsie preferenziali, 20 milioni di euro per realizzare o implementare il trasporto scolastico per gli alunni delle scuole elementari e medie con mezzi ibridi o elettrici.
Inoltre il decreto clima porta in dote più poteri e risorse ai Commissari straordinari che si occupano delle bonifiche delle discariche abusive e della depurazione delle acque, per risolvere il problema storico delle infrazioni ambientali.
E ancora, 30 milioni di euro destinati alla piantumazione e al reimpianto di alberi e alla creazione di foreste urbane e periurbane nelle città metropolitane. Avviamo il programma sperimentale "Caschi verdi per l'ambiente" per favorire la cooperazione internazionale attraverso iniziative volte alla tutela e salvaguardia ambientale per le aree protette, con particolare pregio naturalistico, e il programma "mangiaplastica" con ben 27 milioni di euro in 6 anni per l'acquisto di eco-compattatori al fine di contenere la produzione dei rifiuti in plastica.
Infine, lanciamo il Programma "Italia Verde" affinché possa diffondersi ed essere replicata la gestione sostenibile delle città e istituiamo le ZEA, le Zone Economiche Ambientali, al fine di incentivare quelle imprese nuove o già esistenti che decidono di avviare un programma di attività economiche imprenditoriali che abbiano come finalità la tutela ambientale e della qualità dell'aria.
Gianroberto Casaleggio diceva che "una persona può credere alle parole ma crederà sempre agli esempi".
Il decreto clima è il nostro esempio. Questo provvedimento va nella direzione giusta e fa da apripista a tanti altri provvedimenti che come maggioranza e governo abbiamo intenzione di portare avanti.
Commenti (13)
paola oioli
22 novembre 2019 alle ore 15:42E se vogliamo davvero invertire la rotta contro gli allevamenti intensivi non c'è nulla? Non una parola su questo? Senza coraggio...
Marta B.
22 novembre 2019 alle ore 22:26Anche a me parlare di "rivoluzione verde" sembra eccessivo, ma con il PD, e soprattutto i renziani, che remano contro (con la complicità di tutti i media...) forse tanto di più non si poteva fare...
Contro gli allevamenti intensivi possiamo intanto cambiare abitudini alimentari, comprare carne (poca) direttamente dai produttori o sceglierla biologica, evitare i prodotti a basso costo e di provenienza estera ecc...e fare opera di sensibilizzazione con amici e conoscenti.
pietro casula
22 novembre 2019 alle ore 16:30sembra che non sia successo niente!
astro72
22 novembre 2019 alle ore 17:50secondo gli ultimi studi per diminuire in maniera decisiva l'effetto serra la cosa più importante è il rimboschimento a livello globale.
E questo si può fare solo con una grande opera di politica estera perchè i paesi dove è maggiore il numero potenziale di alberi da piantare sono ovviamente quelli più grandi Russia in testa.
https://www.greenme.it/informarsi/natura-a-biodiversita/piantare-alberi-clima/
Blog master ☆☆☆☆☆
22 novembre 2019 alle ore 18:07Si informano i gentili commentatori che per l’alto valore strategico contenuto in alcuni commenti postati, questi potrebbero essere oscurati per impedirne la conoscenza ai nemici del movimento. L’alta dirigenza di partito provvederà comunque a vagliare i vostri apprezzati suggerimenti come ‘la voce dei subordinati’.
linkbato
22 novembre 2019 alle ore 18:46Finalmente...........................................
maria tudisco
22 novembre 2019 alle ore 19:05suggerisco la lettura del libro di Jeremy Rifkin UN GREEN NEW DEAL per renderci conto di quanto siamo indietro ancora, mi va bene un decreto apripista ma devono far seguito decreti importanti contro il surriscaldamento globale per arrivare alla soluzione CARBON FREE e iniziando proprio con chiudere le centrali a carbone e proibire l'uso del carbone alle varie strutture che ancora lo utilizzano (non solo l'Ilva. anche la raffineria Moratti usa carbone) Prevedere che questo avvenga entro il 2025 e non iniziare le concrete operazioni significa che si è aperti a deroghe su tale data. Un esempio scandaloso arriva dalla Sardegna dove industriali e sindacalisti già stanno chiedendo ai politici regionali di derogare tale scadenza. La Sardegna produce più elettricità di quanta ne consuma e questo risulta dalll'elaborato della Regione relativo al piano energia della passata legislatura e non risulta modificato. A riprova di ciò vi è indicato il quantitativo esportato verso il continente e questo avviene con cavo che approda al mare di Latina (credo in prossimità della centrale atomica di Borgo Sabotino ora chiusa), inoltre si consente ai gruppi e agli investitori che hanno realizzato centrali solari ed eoliche di vendere l'elettricità a chi vogliono (magari alla Francia tramite la Corsica) In sostanza le richieste degli industriali sardi di continuare a produrre elettricità con il carbone perchè questo è indispensabile per le industrie energivore locali vanno respinte Una di esse è 'Alcoa che produce alluminio non distante dalla centrale a carbone di Portoscuso e questo abbinamento produce un pericoloso mix inquinante (fanghi rossi e polvere di carbone) i cui effetti lo subiscono abitanti e mare. Sarebbe ora di cambiare in fretta
M A D
22 novembre 2019 alle ore 20:08..... Grazie .....
Era ora.....
alfredo
23 novembre 2019 alle ore 09:56Il "Green New Deal" secondo le logiche di sviluppo sostenibile della Regione Emilia-Romagna a guida Bonaccini e del suo braccio operativo Hera, consiste nel fregarsene delle sentenze del TAR, prima, e del Consiglio di Stato, poi, comunicando ai residenti e alla amministrazione comunale di Imola, nell'ultimo giorno prima dello scioglimento, il 18/11/2019, che loro continueranno a conferire i rifiuti: e noi dovremmo allearci con questi personaggi per attuare la "rivoluzione Verde"?.....
renta
23 novembre 2019 alle ore 12:31Leggerò poi nel dettaglio questo Decreto Clima. Già Vi pongo una domanda in merito a quanto ho letto :
Per quanto concerne la Auto IBRIDE O ELETTRCHE chi pensa che saranno una tutela per l'ambiente, siamo un po' fuori strada. Le Auto ibride hanno 2 motori 1 a combustione ed 1 elettrico. Quelle rutte elettriche un solo motore e batterie che accumulano energia elettrica. Quindi INQUINANTI PER L'AMBIENTE dia le Ibride e sia le Elettriche aggiungo anche la mancanza di colonnine per la ricarica. PER RICARICARLE abbiamo bisogno dell'energia elettrica necessaria, energia con una richiesta maggiore della norma, quindi da QUALCHE PARTE si BRUCERANNO PIU' COMBUSTIBLI FOSSILI DA QUALCHE PARTE DEL PAESE. Ed allora dov'è la SALVAGUARDIA DELL'AMBIENTE ?
renta
23 novembre 2019 alle ore 12:43Un Governo in cui noi ne siamo la maggioranza, non capisco perchè si permette di lasciare funzionare 12 centrali a Carbone presenti in I'Italia, subito e non nel 2022 o 2030. Le conversioni dovrebbero iniziare subito e non domani.
Le Società che le gestiscono forse aspettano i FAMOSI IDROGENODOTTI. Ma penso che sia una ennesimo bluff che ci propone la nostra amata multinazionale che lavora con i fossili. Cioè un mix del 10% di Idrogeno il resto metano chiamato anche Gas Naturale. Il Metano cos'è ? Inquina sia nel trasporto e sia nell'utilizzo.
Andrea
25 novembre 2019 alle ore 00:34Oggi sono andato in un. 'ipermercato... tantissimi frigor refrigeranti aperti..... E diversi anche congelanti.... Per far vedere e prender meglio i prodotti..... Col riscaldamento sopra per far star confortevoli le persone...... Io penso che l'"ipermercato consumi quanto tutte le case di un comune di 10.000 abitanti messe insieme, con quello spreco..... E tutti continuano ad andarci..... Per risparmiare 30 centesimi in qualche prodotto.... E spenderne 1 in più in altri..... Oltre a far morire i negozi dei nostri compaesani magari.....sarei molto curioso di saper lo spreco di energia della grande distribuzione alimentare che ha questo metodo di esposizione dei prodotti.... Scandaloso !!!! Quasi da denuncia ? bisognerebbe vietare questi metodi di esporre la merce.....
ROSARIO ZAFFARANA
25 novembre 2019 alle ore 07:18Salve, il link del testo del decreto clima lo potete pubblicare, grazie....
