Autostrade: sfrecciano i ricavi. Gli investimenti contromano
30 novembre 2019 alle ore 15:10•di MoVimento 5 Stelle
Fatturati crescenti e utili a valanga; investimenti costantemente in calo, in primo luogo in Italia.
E' soprattutto da questo confronto che emerge la "cifra" del privilegio economico che ha ingrassato Atlantia, la holding controllata dai Benetton che gestisce buona parte delle rete autostradale italiana. Un privilegio servito su un piatto d'argento da un sistema più che ventennale e di fatto imposto ai cittadini italiani, che però non hanno visto ritornare i loro soldi in investimenti e in contenimento dei pedaggi. Anzi.
Partiamo da una veloce panoramica delle principali performance economiche da quando esiste Atlantia, la holding che a partire dal 2007 ha raccolto i principali business della famiglia di Ponzano Veneto, in primis quello autostradale.
Nel 2006, ultimo anno prima dell'assunzione del nome Atlantia, i ricavi totali si attestavano sui 3,1 miliardi di euro, diventati 6,9 miliardi nel 2018 (ultimo bilancio disponibile), con un aumento del 122,5%. In totale in 13 anni Atlantia ha accumulato fatturati per 57,4 miliardi.
Questo trend è stato in buona parte supportato dall'andamento dei ricavi da pedaggio, da sempre la gallina dalle uova d'oro della famiglia: se nel 2006 ammontavano a 2,6 miliardi, nel 2018 arrivano a 5 miliardi, in aumento del 92,3%. Sempre nei tredici anni, quindi, i ricavi da pedaggio sono stati di ben 44,7 miliardi.
In tutto questo lasso di tempo gli utili del gruppo, al netto di qualche oscillazione, sono andati incrementando. Nel 2006 si partiva con 660 milioni per arrivare agli 1,1 miliardi del 2017 (+66,7%), con una flessione a 810 milioni nel 2018 (ultimo bilancio disponibile).
In totale, in 13 anni di esistenza, Atlantia si è portata a casa 10 miliardi secchi di utili, tutti a fare la felicità dei principali azionisti della holding.
E qui ci si domanda: a questa progressione di fatturati e utili ha fatto seguito un altrettanto importante impegno negli investimenti? A livello globale, sempre esaminando i bilanci, possiamo dire che gli investimenti complessivi sono rimasti in linea, dagli 1,17 miliardi del 2006 agli 1,12 del 2018: una leggera diminuzione, a ben vedere, che già potrebbe far riflettere, dato che nel corso degli anni è incredibilmente aumento il patrimonio infrastrutturale della società. Ma il dato, va sottolineato, è globale.
La situazione fa ancora più riflettere se si verificano ricavi e investimenti nelle attività autostradali italiane. I ricavi nel Belpaese sono passati dai 3,11 miliardi del 2006 ai 4 miliardi del 2018, con un incremento del 29%. Negli stessi anni, però, gli investimenti in Italia di Atlantia sono passati dagli 1,17 miliardi del 2006 ai 592 milioni del 2018, con una diminuzione del 49,5%.
Non solo, all'interno degli stessi investimenti operativi risulta in drastico calo la voce "altri investimenti", che comprende le manutenzioni straordinarie. In questo caso si passa dai 397 milioni del 2006 ai 206 milioni del 2018, in calo del 48,1%.
Insomma, nelle autostrade di bilancio, se così si può dire, il fatturato di Atlantia è andato su, mentre gli investimenti sono costantemente andati giù.
SPENDI E SPANDI
Stante questo trend di investimenti decrescenti, può essere parallelamente interessante vedere quanto ha speso Atlantia per fare shopping all'estero, facendo leva sui ricchi incassi derivanti dai pedaggi, soprattutto quelli pagati dagli italiani.
Il bilancio 2018, per dire, certifica che in quell'anno il flusso di risorse dedicate è stato di 29,3 miliardi per l'acquisto del controllo di Abertis, incluso l'indebitamento apportato per 12,7 miliardi. A questa cifra si aggiungono 2,4 miliardi per l'acquisto del 23,8% di Hochtief e 1 miliardo di euro per l'acquisto del 15% del tunnel sotto la Manica.
Il bilancio del 2016, invece, certifica un esborso di 1,36 miliardi per l'acquisto degli aeroporti della Costa Azzurra.
Insomma, una montagna di soldi per fare shopping all'estero, coi soldi degli italiani.
Commenti (43)
DIOGENE1
30 novembre 2019 alle ore 16:26NON INTERROMPETE IL PASTO DEI PROCI : si devono scoticà bene l'Italia !!
Frank Folk
30 novembre 2019 alle ore 19:12E COME SE LA SCOTICANO ...
MA C'E' UN ULISSE QUI NEI SUOLI PATRI?
CIAO ... ^_^ ...
viviana v.
30 novembre 2019 alle ore 16:301
Di Battista e la rotta del Movimento
Tommaso Merlo.
Di Battista si fa vivo ed è già una gran bella notizia. Il Movimento ha disperato bisogno della sua voce, della sua presenza. Di Battista ribadisce le battaglie sul piatto del Movimento ed esorta ad accelerare. Dice che non ha cambiato le sue idee, ma nessuno le ha cambiate. Checché ne dica la stampa da terzo mondo che ci ritroviamo, checché ne dicano gli zombie del vecchio regime. Il Movimento è sempre lo stesso. È stato costretto a subire qualche sconfitta, ma la sua anima è pulita. Come le sue mani. Nonostante l’aggressione quotidiana dei giornalai di regime, nonostante la dolorosa cooperazione coi vecchi partiti, l’essenza del Movimento è intatta. È stato solo sommerso dalla spazzatura buttata in giro dal vecchio regime, ma il progetto ha funzionato e sta funzionando eccome. Lo dicono i risultati, lo dicono le promesse mantenute, lo dice il comportamento nelle istituzioni dei portavoce. Il cambiamento si sta solo rivelando più difficile del previsto. Colpa di uno stato elefantiaco e malridotto da decenni di malapolitica, colpa di tarli culturali duri a morire, colpa di un regime marcio fino al midollo. Che si governi con la Lega o con la galassia pidiota ci si ritrova sempre con compagni di viaggio inguaiati in qualche scandalo. E quando si toccano i nervi del vecchio regime come la riforma della giustizia o il conflitto d’interessi o il lobbume concessionario e robaccia del genere, scoppia il finimondo. La Lega ha fatto saltare il governo gialloverde perché quando doveva decidere se schierarsi col popolo o col palazzo, ha scelto il palazzo. Ha scelto di far saltare tutte le riforme in itinere e aggraziarsi le lobby che tengono le redini di questo paese. Lo scheletro del vecchio regime.
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viviana v.
30 novembre 2019 alle ore 16:302
Salvini ha tradito il popolo, altro che populista. È solo l’ultima metamorfosi del vecchio regime intento a riciclarsi questa volta in veste neofascista. Il vento che soffia è quello e pur spadroneggiare il vecchio regime sta manovrando le vele di conseguenza. Come ha sempre fatto.
L’altro ieri lo skipper era Berlusconi, ieri era Renzi, domani Salvini. Gli interessi dei ricchi e dei potenti non hanno mai avuto colore e nemmeno odore in Italia. Oggi le battaglie che Salvini ha tradito sono in gran parte ancora sul piatto, ma anche il Pd fa i capricci e tutte le volte che il Movimento rilancia la sua volontà riformatrice partono gli sgambetti dei politicanti e il letame dei giornalai. Il vecchio regime è compatto a non voler cambiare. Il cambiamento per loro vorrebbe dire schiantarsi contro le proprie ipocrisie, perdere i privilegi e le rendite che hanno conquistato con le unghie, vorrebbe dire ammettere di aver avuto torto perché solo così si può cambiare davvero nella vita. Ma la porcilaia politica e giornalistica che circonda il Movimento, è in realtà il suo più grande alleato. Ricorda ogni santo giorno a tutti i cittadini lo schifo da cui proveniamo e lo schifo in cui rischiamo di ricadere se il vecchio regime riuscirà a distruggere il Movimento e tornare a comandare. Di Battista si fa vivo ed è una gran bella notizia. Il Movimento ha disperato bisogno della sua voce, della sua presenza. Le battaglie sul piatto del Movimento sono sempre quelle e non ci sono alternative. Si deve accelerare e mantenere la rotta.
viviana v.
30 novembre 2019 alle ore 16:341
Balle di giornata-MARCO TRAVAGLIO-30 Nov 2019-IFQ
Da un po’ di tempo i giornaloni hanno smesso di menarla con le fake news. Forse perché si sono ripresi il monopolio in esclusiva.
1. Per tre anni hanno raccontato che ogni nave di Ong ha il diritto di sbarcare sempre e comunque in un Italia e che lo Stato italiano, e soltanto esso, ha il dovere di aprire i suoi porti, anche se non sono i più vicini al luogo del salvataggio o del rilevamento del carico umano. Pazienza se la Corte dei diritti dell’uomo, interpellata da Carola Rackete, le diede torto: lo Stato italiano ha il dovere di assicurare l’incolumità e la salute dei migranti e di accogliere i malati o in pericolo di vita, ma non di farli sbarcare tutti. Niente, hanno continuato a ripetere la fake news fino all’altro giorno, quando il Tribunale dei ministri di Roma ha prosciolto Salvini e i funzionari del Viminale sul caso della nave Alan Kurdi dell’Ong tedesca Sea-Eye: “Lo Stato di primo contatto non può che identificarsi in quello della nave che ha provveduto al salvataggio”, cioè quello di cui la nave batte bandiera. In quel caso, la Germania. Non la solita Italia.
2. Sul Mes, o fondo Salva-Stati, Repubblica riesce a titolare a tutta prima pagina: “Di Maio&Salvini, ritorno di fiamma”. Un modo come un altro per non mettere in prima una sola sillaba sullo scandalo Open che leva il sonno all’ex beniamino della ditta. Ma anche una scemenza sesquipedale, visto che al Mes si oppone tutta la sinistra europea. Tant’è che ieri, sul sito di Repubblica, si potevano leggere l’uno sull’altro due titoli vagamente schizofrenici: “Salva-Stati, il M5S e Leu sulla stessa linea” e “Di Maio e Di Battista riportano a destra il M5S”. I 5Stelle contemporaneamente di sinistra e di destra. Non è meraviglioso?
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viviana v.
30 novembre 2019 alle ore 16:352
3. Solita emergenza rifiuti a Roma: solita perché gli impianti mancano dalla chiusura della discarica di Malagrotta nel 2012. E soliti titoli sulla sindaca Raggi colpevole di tutto, addirittura “commissariata” (il solito Messaggero). Peccato che i sindaci siano competenti solo sulla raccolta: gli impianti sono affare delle Regioni. Sul Lazio regna dal 2013 la giunta Zingaretti, che in sei anni è riuscita a non varare un nuovo piano rifiuti: è ferma al piano Polverini del 2012 (quando Malagrotta era aperta). E ora chiude la discarica di Colleferro, ancora capiente per un anno, e lancia ultimatum alla Raggi per impreziosire la Capitale con 15 siti di ecoballe. Ora, la Commissione Ue ha appena scritto al governo per minacciare una nuova procedura d’infrazione contro l’Italia. Secondo i giornaloni, è una “bacchettata” e una “strigliata al Comune e alla Regione”.
Ecoballa sesquipedale. Il j’accuse è tutto per la Regione: “Se esiste una sovracapacità di trattamento meccanico-biologico (tmb) disponibile in Regione, perché si sono verificati episodi di mancata raccolta dei rifiuti a Roma”? “Quali misure ha adottato la Regione per evitare il ripetersi di simili problemi in futuro?”. “Entro il 2025 la Regione esaurirà la capacità di discarica necessaria per accogliere i rifiuti residui dagl’impianti tmb”. “La Regione Lazio continua a raccogliere rilevanti quantità di rifiuti urbani indifferenziati”. E il Comune? Mai citato. Quindi è colpa della Raggi.
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viviana v.
30 novembre 2019 alle ore 16:363
4. Alla Rai, tanto per cambiare, i partiti litigano sulle nomine: il Pd, che già controlla Rai3 e Tg3 gentilmente offerti dai feroci censori giallo-verdi, vorrebbe piazzare al Tg3 Moiro Orfeo, già caporedattore di Repubblica (De Benedetti), direttore del Mattino e del Messaggero (Caltagirone), del Tg2, del Tg1 e infine dell’intera Rai, dove completò le epurazioni renziane lasciate a metà da Campo Dall’Orto: dopo Giannini, accompagnò alla porta la Gabanelli e Giletti. Ora Di Maio, che ha vinto le elezioni senza piazzare finora un solo direttore di fede 5Stelle (solo indipendenti come il dg Salini, il direttore del Tg2 Freccero e quello del Tg1 Carbone), è accusato di essere “esattamente come quelli di prima”, un “nuovo lottizzatore”. E non perché vuole promuovere a Rai3 Franco Di Mare (quello che faceva marchette ai Pampers). Ma perché ritiene che Orfeo sia troppo. E da che pulpito viene la predica? Da Repubblica, le cui battaglie contro la renzizzazione della Rai nel 2014-2018 sfuggono ai più, come quelle contro le epurazioni di Giannini, Gabanelli e Giletti e la cacciata di Bianca Berlinguer dal Tg3 per leso renzismo. Per Sebastiano Messina, chi si oppone al ritorno di chi trasformò la Rai in TeleRenzi è “un inquisitore che diventa malandrino”. Che nostalgia della Rai pluralista con tre reti su tre e tre tg su tre renziani! Ah la bella succursale di Repubblica , che ingaggiava Francesco Merlo (240mila euro l’anno) e Carlo Verdelli (300mila) nella fantomatica “Direzione per l’offerta informativa”! Quelli sì erano tempi! E non tornano più. Forse.
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viviana v.
30 novembre 2019 alle ore 16:364
5. Su La Stampa, Mattia Feltri commenta da par suo lo scandalo Open. “Renzi è il più garantista del mucchio, gliene si dà merito”: dicesi “garantista” chi insulta i magistrati che indagano sui suoi cari e minaccia con cause civili chi dà notizie sulle indagini; ergo – Renzi non ce ne voglia – il padre del garantismo non è Cesare Beccaria, ma Cesare Previti o, a scelta, Marcello Dell’Utri e Silvio B. “Senza partiti non c’è democrazia”: purtroppo, per la Costituzione, i partiti sono solo uno degli strumenti con cui i cittadini possono “concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale” (sul “metodo democratico” sorvoliamo: dal 1948 si guardano bene dal darsi una personalità giuridica). “Populista è chiunque in questi anni si sia battuto, fino a ottenerla, per l’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti”: ma ad abolire il finanziamento pubblico fu il 90,3% degli elettori nel referendum radicale del 1993. Dunque è il popolo che è populista.
giovanni2
30 novembre 2019 alle ore 17:04il m5s e' caro e buono, ma per favore, non andate a infognarvi nel niente sovranista-destroide, rischia di inficiare tutte le vostre battaglie.
giovanni2
30 novembre 2019 alle ore 17:08"fare di ogni erba un fascio", significato (ripreso da un sito):
"La frase fatta ( o di l'erba un fascio) indica l'atteggiamento di chi, parlando di un determinato argomento, generalizza troppo non considerando le differenze e non facendo distinzioni tra il buono e il meno buono all'interno di una categoria."
e' uno dei sistemi usati dalla propaganda salviniana.
k7
30 novembre 2019 alle ore 18:00In una economia in crescita, ci si può dare anche all'edilizia, che dite 5 stelle ci diamo all'edilizia con i proventi dell'economia verde e degli idrocarburi, che ne pensate, datemi il vostro parere, in difesa volevo dire questo, genere i costi sono sopravvalutati.
k7
30 novembre 2019 alle ore 18:47Non fate prima a sostituire tutti i camion che percorrono più di mille chilometri che girano sulle nostre autostrade in italia e riconvertirli ad idrogeno quanti vuoi che siano 50, quanto beve un camion.
Oreste ★★★★★ °.°
30 novembre 2019 alle ore 17:17OT HAUM-HAUM:
(Gianni Dragoni – Il Sole 24 Ore) – Ricavi quasi triplicati da 3,83 milioni a 11,05 milioni di euro nel 2018 per L’ Officina Srl, la società costituita da Fabio Fazio (socio al 50%) insieme a Magnolia Spa (detentrice dell’ altro 50%) per realizzare il programma tv «Che tempo che fa». I ricavi derivano solo dall’ appalto con la Rai per realizzare 64 puntate all’ anno.
Oreste ★★★★★ °.°
30 novembre 2019 alle ore 17:19Oltre ai soldi versati alla Officina, la Rai riconosce direttamente a Fazio un compenso di 2,24 milioni lordi l’ anno. Nel bilancio 2018, approvato dai soci il 28 settembre, l’ utile netto è quintuplicato da 112.424 a 572.725 euro, accantonato a riserva.
L’ Officina è stata costituita con un capitale di 100mila euro il 12 luglio 2017, quando Fazio e la Rai stavano perfezionando l’ accordo per spostare il programma del conduttore savonese da Raitre a Raiuno. Un contratto di quattro anni. Da settembre scorso il programma è stato dirottato su Raidue, soppressa la seconda serata del lunedì («Che fuori tempo che fa»), nella fascia preserale c’ è «Che tempo che farà».
giovanni2
30 novembre 2019 alle ore 17:18impregilo, quando deve lavorare in italia fa ca...zate, ade sempio le ecoballe del napoletano sono roba loro. oltretutto impregilo in italia e' immanicata nella stragrande maggioranza delle opere in odore di mafia, ad esempio faceva parte del gruppo di lavoro per il ponte sullo stretto di messina.
pero', quando lavora all'estero, e' impeccabile, fa i lavori a regola d'arte, megaopere costruite nel rispetto dei tempi e del budget, tutto fatto a regola d'arte, e' stimata ed apprezzata. almeno fino a poco tempo fa era cosi', non conosco gli ultimi sviluppi della multinazionale.
immagino che sia cosi' anche per benetton, fiat etcetc.
sula fiat, ricordo che ci fu un periodo, anni '80 e '90, che le macchine d'importazione della fiat provenienti dal mercato tedesco costavano di meno che se comperate in italia.
Claudia Felix
30 novembre 2019 alle ore 17:24Ci sono miliardari che lo sono diventati perché hanno fatto qualcosa per il mondo, per esempio gli inventori di Google o del PC, altri invece lo sono diventati perché si sono appropriati delle risorse di tutti tipo gli oligarchi russi con gas o petrolio, più ladri insomma che geni.
A fronte di questi dati, vedete un po' voi dove ricade Atlantia, e Pieni Poteri li difende pure....
antonio carbone
30 novembre 2019 alle ore 17:34M5S: siamo alle solite, gli utili sono dei soliti noti dell'élite, e le spese a carico di tutti i cittadini italiani!
Purtroppo per noi ,l'ignoranza porta i cittadini a fidarsi e a dare il voto a coloro che hanno creato ad arte e per loro tornaconto tutto il frega frega italiano!
E ancora di più credono alle fregnacce che raccontano, come quella di fermare il flusso migratorio!
Il pozzo dell'ignoranza non ha fondo!
W il m5s.
lucia
30 novembre 2019 alle ore 17:59134 PER L'ESATTEZZA E IL FONDO POTRA ESSERE UTILIZZATI PER CHI NON AVRA PIU' DEL 6O PER CENTO PER GLI ALTRI CI SARA SOLO IL BAIL IN O LA CESSIONE DI TUTTO
Pierluigi Piccoli
30 novembre 2019 alle ore 18:09I dati di Atlantia dimostrano che i Benetton hanno investito molto nel finanziamento di alcuni uomini politici irresponsabili che hanno consentito al gruppo di investire molti soldi per comprare, attraverso la pubblicità, il silenzio e la complicità di giornali e TV.
I Benetton, evidentemente, ritenevano più utile investire in corruzione che investire in manutenzione che sarebbe costata molto di più per rendere sicure le nostre autostrade.
Il capitalismo dei Benetton mette al primo posto la corruzione e solo dopo la sicurezza, come dimostrano i fatti che hanno portato le nostre autostrade ad un livello di sicurezza prossimo allo zero.
I Benetton, i giornalisti, i giornali, le TV e la politica dovrebbero vergognarsi e chiedere perdono innanzitutto ai parenti delle vittime e a tutti gli italiani!!
Cosa fanno invece?
Tutti continuano come se non fosse successo niente, confidando nelle lungaggini dei processi e nelle prescrizioni..
Sarebbe ora di creare, per l'occasione, il reato di omicidio oggettivo e di strage oggettiva, attribuendo anche agli azionisti di maggioranza una responsabilità oggettiva!!
linkbato
30 novembre 2019 alle ore 18:21Bruno fiumicelli ,stai tranquillo che seguendo la tua teoria falliscono gli Italiani se prima non muoiono...
es. cadendo da un ponte.
I lavoratori : se fallisce(Atlantia) ma non credo, visti gli"utili", la cassa integrazione la pagherà lo stato. No i Benetton! c'è il rischio di impresa (o predatori) e quello di qualunque lavoratore.
linkbato
30 novembre 2019 alle ore 18:24GLI "UTILI" ALLE IMPRESE, GLI ONERI AGLI iTALIANI.....
Marco
30 novembre 2019 alle ore 18:25Masnada di furbetti coadiuvati da falsi ciechi...che oggi negano l'evidenza. Chi li appoggia è come loro. Snoopy90
Paolo
30 novembre 2019 alle ore 18:28Ma secondo voi come può un partito con Renzi trovare qualche italiano che lo vota?
E uno con Zingaretti...??
Poi per giunta entrambi attorniati da scadenti personaggi.
Ma la dote peggiore che si portano addosso dai tempi di Prodi è d’essere partiti pro establishment e quindi lontani dagli interessi dei cittadini e vicini solo al volere della banca privata europea che ci comanda (la BCE con Draghi)
Il M5S è nato proprio per combattere questo schifo e bastava ascoltare 5 minuti di qualsiasi intervento di Beppe Grillo o Casaleggio di 10 anni fà per capire il perché è stato creato il movimento.
La lega nonostante le super cazzate che salvini continua a dire e fare (ma ci metto pure la ridicola meloni) continua a mietere consensi a discapito dei 5S proprio perché gli italiani sono stra stufi di sentirsi trattare da ultimi della classe quando Francia, con il suo enorme debito privato stà in piedi solo perché strozza con il CFA 14 stati africani, e l’Europa glielo consente.....poi come se non bastasse per il primo accordo di redistribuzione salva ”stati” in nome del salvataggio della Grecia abbiamo regalato 4 miliardi pubblici alle banche francesi.
Poi possiamo parlare della Germania....la Deutsch bank) detiene 650 miliardi di titoli tossici che possono far saltare uno stato intero.
L’Italia è l’unico paese virtuoso da 20 anni.
L’unico che non ha mai sforato il famoso e stupidissimo 3%.
L’unico che rispetta sempre tutte le idiote leggi finanziarie fatte da Germania e Francia vedendo scappare imprenditori verso altri paesi europei con ingiuste fiscalità ridotte o con paradisi fiscali.
Paolo
30 novembre 2019 alle ore 18:29Concludo che o si ritorna a pensare di tornare in possesso della sovranità monetaria oppure il movimento alle prossime votazioni sparirà e la lega avrà vita facile a insediarsi in parlamento.
Non può esistere una moneta senza stato in mano a bancari privati comandati da Blackrock.(A CUI ABBIAMO AFFIDATO IL NOSTRO STRESS TEST DELLE BANCHE EUROPEE!!)
FABRIZIO PANCIROLI
30 novembre 2019 alle ore 19:39GUARDA CHE QUI SI STA PARLANDO DI " RAPINE LEGALIZZATE " ....LEGA E PD-L NE SONO I RESPONSABILI ...DI COSA CIANCI ?
Oreste ★★★★★ °.°
30 novembre 2019 alle ore 18:35Il BEL PAESE
Da tutte le parti rubano.
Anche sulle olimpiadi invernali.
Speculazioni edilizie.
Centri commerciali.
Stadi di calcio.
Sport.(tutti)
Scommesse e giochi.
Sanità.
Trasporti.
Scuola.
Turismo.
Banche.
Regione.
Comuni.
Dite..... facciamo prima a dire dove non rubano il denaro dei cittadini .
LADRI,LADRI,LADRI....hanno messo su un "ladrocini" da anni eppure,eppure continuano a prendere voti!
Vuoi vedere che li hanno comprati con quello che hanno rubato?
Ciro r. Napoli
30 novembre 2019 alle ore 19:09In Italia da 70 anni la politica si fa costruendosi una piramide di interessi che garantisce il consenso indipendentemente dalla politica attuata. Alla base della piramide , la maggioranza che vota , ci sono i fessi che si vendono il voto per un piatto di lenticchie ( promesse di favori ,posti di lavoro per parenti , licenze etc. )o perché ricattati , un po più in alto ci sono i capi popolo e quelli che possono garantire pacchetti di voti, spesso gente legata alla malvita, o dirigenti pubblici con ruoli apicali quali primari ospedalieri, direttori ASL , baroni universitari etc., poi ancora più in alto ci sono imprenditori e grossi industriali che garantiscono tangenti milionarie per pagare le spese degli eventi organizzati per fare propaganda ed il personale di fiducia del politico. In poche parole una piramide di intrecci di interessi e ruberie di soldi pubblici dove chiaramente i maggiori beneficiari sono il politico e gli imprenditori che pagano le tangenti con i soldi pubblici ottenuti grazie ai favori del politico , basti pensare che in Italia i lavori pubblici costano 5 volte di più che negli altri paesi europei. Ogni politico ha la sua piramide , se pensiamo che in Italia ce ne sono 1.200.000 che vivono di sola politica si capisce che il sistema delle piramidi coinvolge la maggioranza della popolazione . Solo quelli che sono fuori dalle piramidi votano 5S , questo fa capire perché il Movimento ha avuto un picco massimo di solo il 32%. Questo è quello che viene chiamato da sempre il SISTEMA ITALIA che costa agli italiani oltre 200 milioni all’anno in corruzione. Per formare la piramide c’è bisogno di un po di anni , questo fa capire l’efficacia della regola dei due mandati.
Ciro r. Napoli
30 novembre 2019 alle ore 19:14sono chiaramente 200 miliardi non 200 milioni ( magari !! ).
Paolo
30 novembre 2019 alle ore 19:32Poi però Ciro c’è un buon 40% che non si reca proprio alle urne.
Magari perché schifati o semplicemente disinteressati.
Dobbiamo riuscire a coinvolgerne almeno un 15%.
Oreste ★★★★★ °.°
30 novembre 2019 alle ore 19:57grazie Ciro per il dovuto approfondimento!
maria s., ancona
30 novembre 2019 alle ore 19:04Che sfortunata Atlantia! Se il ponte non cadeva, continuava fino al 2045 ad incassare profitti!
Profitti? E' qui il nodo. Atlantia non è la sola. A lei cadono i ponti, poverina. E tutte le altre s.p.a.
il cui UNICO obiettivo è distribuire dividendi agli azionisti? E guai se la borsa va giù! Mi viene in mente
il dito medio gigantesco di Cattelan davanti alla Borsa a Piazza Affari di Milano. Ma perché gli artisti
non servono a niente? Eppure la sanno lunga.
P.S. Il com di Pierluigi Piccoli. Lo condivido. Anche agli azionisti di maggioranza va attribuita una responsabilità oggettiva! Coooosa? (sento già le repliche) ma quelli GIOCANO in Borsa!
Giusto. Chiedo scusa.
Frank Folk
30 novembre 2019 alle ore 19:10Torno ancora su di un punto.
Uno stato è omogeneo e le sue FFAA anche (ancorchè di coscritti o di volontari) per DIFENDERE I CONFINI PATRI.
Anche le autostrade non sono SOLO vie per precorrenza di auto, camion ecc. ecc., bensì, nel caso bastardo di guerra, le vie grazie alle quali le forze in campo percorrono i territori più speditamente per vincere battaglie e, così. la guerra.
Pertanto, la viabilità di una nazione con i suoi PONTI E' UNO DEGLI ASSETTI STRATEGICI PER ECCELLENZA.
MA CHE CAZZOGLIENE FOTTE AD UN PRIVATO DELLA STRATEGIA DI DIFESA O OFFESA?
Che interessi può avere se un ponte regge o no cento automobili al minuto oppure dieci carri armati l'ora?
QUESTI ASPETTI SONO INTERESSE NAZIONALE ED ALLA FACCIA DEGLI IMPRENDITORI DE NOANTRI.
E non si tratta di essere comunisti o fascisti (A POPOSITO ... FASCI NOSTRANI MA CHECAZZODE FINE FECE ER VOSTRO PATRIOTTISMNO PATRIO SE MANCO DIFENNETE GLI ASSETTI STRATEGGGGICI DER PAESE? SI, SI SI, PATRIOTTICI COR CULO DELI CITTADINI ... MA VA VA) ma di avere in mente le VERE priorità di uno stato e, Govverno e opposizione, parlare la stessa lingua !!
Ripeto, queste sono questioni di ALTO INTERESSE NAZIONALE, OVVERO DIFESA DELLO STATO IN CASO DI GUERRA ... L'argomento di interesse dello STATO con le segretazioni di documenti vari è SEMPRE stato il liet motive per STRAROMPERE I COGLIONI A TUTTI I CITTADINI ... Che è mò? L'interesse nazionale è solo quanno segretate le dichiarazioni di tal Schiavone (morto pentito di essersi pentito) facendo morire di cancro cittadini insistenti vicino i territori di sversamento dei materiali altamente tossici? Tanto che oggi pe fa la spesa de frutta e verdura bisogna fa li riti vodoo pe sperà de 'mbroccà prodotti nun contaminati?
Tiene raggione Beppe, mettemose a testa sotto e iniziamo a vedè la realtà !
Bonasera BLOGGHE ... ^_^ ...
Frank Folk
30 novembre 2019 alle ore 19:11NAZIONALIZZIAMO GLI ASSETTI STRATEGICI DELLO STATO.
E' SEMPRE STATO COSI' DAI TEMPI DEI TEMPI ... E CHE CAZZO !!!!
Silvio Bolzano
30 novembre 2019 alle ore 19:43OT
No a questa riforma salva deutsche Bank a spese degli altri. Iniziate a lavorare sulle possibilità di uscita dall'euro e dall'abbraccio mortale con il pd. W Di Battista (rientra please) , Paragone e tutti i 5 Stelle critici sull'attuale corso...in alto i cuori che ancora puntano in alto.
Iononmollo
30 novembre 2019 alle ore 19:55Come dice di Battista, bisogna accelerare, urgente candidato per Emilia Romagna!
Forza Movimento Forza di Battista!
Paolo
30 novembre 2019 alle ore 19:57A proposito di “rapine legalizzate” come mi ha fatto notare Fabrizio panciroli.
Solo che vado più in alto....
Guardate questo breve video di Francesco Amodeo.
https://youtu.be/q9MgpQcE1Vs
Facciamo presto e ridiventiamo il paese sovrano che eravamo fino a 20 anni fà!!!!
Leonardo Guarnieri
30 novembre 2019 alle ore 19:58Certe volte mi chiedo. : perche' Conte, Gualtieri e il pd hanno tutta sta fretta di approvare il Mes nonostante che il programma del moV lo voglia " liquidare".Ripeto. : PERCHE'? E perche' a giugno D'Uva( m5s) e Molinari( lega) hanno fatto una mozione dove si ribadiva a Conte di non trattare la riforma del mes e Conte con Tria l' hanno contravvenuta? PERCHE'?
Daniele Montanari
30 novembre 2019 alle ore 21:00Scusi si dovrebbe chiedere a chi veramente lo sa e cioè Conte o Di Maio!!!
Paolo
30 novembre 2019 alle ore 20:09Il pensiero sul mes di Valerio Malvezzi i uno dei suoi video.
https://youtu.be/_yjvuMYVzS0
Esaustivo.
Ma aggiungerei che se davvero servissero 700 miliardi per salvare qualche stato alla BCE basterebbe premere un bottone e stamparli.
Draghi già stampato circa 60/80 miliardi ogni mese per più di 3 anni....
Pensate che difficoltà....premere un bottone, azionare una stampante e creare tutti i denari che vuoi.
Ci prendono continuamente per i fondelli grazie al lavaggio di cervello che Amodeo nel video precedente mette addirittura una data d’inizio nell’America del 1971.
E io vi faccio notare che proprio in quell’anno ci fù la separazione tra la moneta e l’oro.
Ciao.
Iononmollo
30 novembre 2019 alle ore 20:58Bellissimo l'articolo di Beppe Grillo, "il giorno del non acquisto"
Basta consumismo, no al superfluo e vivere più la vita!
Sandro S.
30 novembre 2019 alle ore 21:20Mi sembra che questo articolo contenga dei punti molto forti. Bisognerebbe però andare più spesso in tv a illustrarli, se no ce la suoniamo e cantiamo.
fabio s.-roma
30 novembre 2019 alle ore 22:01le Autostrade Italiane sono un bene dello Stato, ed il profitto, dovrebbe spettargli, in un Paese normale........
"regalare" le concessioni......un'atto vile, che mette le mani in tasca ai cittadini Italiani...con l'aggravante di non aver provveduto come si doveva ,alla manutenzione delle stesse.......
un doppio fatto gravissimo, che i politici hanno deciso tempo fa........
in un Paese normale, chi ha deciso una cosa del genere, commette di fatto un reato.....è un'atto che determina una prova di illecito......quella gente, andrebbe messa in galera.....anche se politici.....
io ormai voglio continuare a ripetere a cantilena la stessa frase......"se non si modica l'Art.68 della Costituzione, per eliminare l'Immunità Parlamentare....staremo sempre a dirci e scriverci le stesse identiche cose..............
Romano Frodi
30 novembre 2019 alle ore 22:06E se il mes servisse proprio a salvare Deutsch bank coi soldi dei contribuenti? In questo senso il tetto del contante a 1000 euro e le multe sul pos sarebbero determinanti....Conte grazie x aumentare la burocrazia alle piccole imprese e per avallare il mes
