
Ai Castelli romani piantiamo alberi dove altri volevano cementificare
1 novembre 2019 alle ore 10:40•di Manuel Tuzi
Importanti aree verdi e siti culturali di Roma sono stati salvati di recente dalla più grande speculazione edilizia del Lazio, del valore di oltre un miliardo di euro, tentata dal costruttore Luca Parnasi con l’appoggio della vecchia politica.
Una vittoria per l’ambiente merito dell’azione congiunta di attivisti e portavoce locali, regionali e nazionali del MoVimento 5 Stelle, con il sostegno decisivo del ministero dei Beni culturali sotto la guida di Alberto Bonisoli. Ora a Marino pianteremo alberi, altro che cemento! Avverrà il 21 novembre in occasione di Alberi per il futuro, per ribadire che è di ossigeno e rispetto dell’ambiente che ha bisogno la comunità di questo territorio alle porte della Capitale, non certo di nuova speculazione edilizia e consumo di suolo.
Vediamo cosa è successo e quale pericolo, per l’ambiente e la cultura, hanno scampato i cittadini romani e dei Castelli. Le aree tra i Comuni di Marino, Castel Gandolfo, Albano e del Divino Amore, veri e propri polmoni verdi della Capitale e siti storici, erano finite nelle mire di imprese riconducibili alla galassia del costruttore arrestato con l’accusa di corruzione e finanziamento illecito.
In questa vasta porzione di territorio, infatti, nel 2011 l’allora Sindaco di Marino Adriano Palozzi (Forza Italia), poi arrestato nell’inchiesta sullo stadio della Roma, proprio insieme a Parnasi e ad altri imprenditori aveva avviato un progetto di cementificazione da 1 milione e 350.000 metri cubi, proprio nella zona denominata Divino Amore con propaggini di edificazione nell’area di Mugilla e Mazzamagna, in una delle ultime aree di agro romano dei Castelli Romani. Sotto il nome roboante del progetto noto come EcoVillage, si nascondeva l’ennesimo affare progettato per portare nelle mani di soggetti privati aree che da piano regolatore prevedono destinazioni del tutto diverse da quelle che prevedono la presenza di cantieri, calcestruzzo e costruzioni. Né lo stadio della Roma, né l’edificazione del Divino Amore, né i piani regolatori vigenti prevedevano quelle destinazioni urbanistiche, ma la politica amica degli imprenditori del cemento pensava anche in questo caso di poter fare il miracolo.
Per fortuna però è arrivata prima la politica amica dell’interesse collettivo e dell’ambiente, e la dura opposizione del MoVimento 5 Stelle ha impedito che queste zone di enorme interesse ambientale e culturale venissero sacrificate in nome degli interessi privati. Nell’ultimo anno e mezzo si sono susseguite proposte e documentazioni prodotte dal Comune di Marino con l’attività del sindaco pentastellato Carlo Colizza e della sua maggioranza: una fitta e complessa serie di atti volti a fermare la speculazione e riaffermare il primato della buona politica sugli amici degli amici.
Le critiche mosse dal Comune si fondavano sulle risultanze delle analisi tecniche svolte, dalle quali è emerso un grave pericolo per la tenuta infrastrutturale ed ambientale del territorio. Per questa ragione l’Amministrazione comunale di Marino ha richiesto la cancellazione dell’iniziativa imposta dall’ex Sindaco Palozzi e dal centrodestra contro la volontà di molta parte della popolazione.
Anche i Comitati e le Associazioni ambientaliste si sono battuti negli ultimi sette anni per contrastare questo piano ottenendo ben tre sospensive per il progetto di cementificazione del Divino Amore, sia da parte del Comune di Marino sia a seguito della Valutazione d’impatto ambientale della Regione.
Dalla Regione Lazio, grazie all’impegno e a un emendamento dei portavoce 5 Stelle, è arrivato anche un ampliamento della zona del Parco dell'Appia Antica di quasi 1.400 ettari, dal cuore di Roma fino ai Colli Albani. La parte più consistente di quel territorio erano appunto i 955 ettari in area Falcognana - Divino Amore - Mugilla, in buona parte in territorio del Comune di Marino. A questo ha fatto seguito il risolutivo intervento del ministero guidato all’epoca da Alberto Bonisoli, con cui abbiamo collaborato per mesi affinché il cosiddetto “vincolo Bondi” ratificato nel 2010 a tutela dell’Agro Romano meridionale si estendesse a queste zone di interesse storico-culturale, salvandole dal cemento.
Per mesi abbiamo lavorato fianco a fianco ai sindaci e ai cittadini per programmare il futuro di quelle aree e scongiurare la mega-speculazione, grazie alla determinazione dell’amministrazione di Marino guidata da Carlo Colizza e del consigliere regionale Marco Cacciatore.
Vincere questa battaglia non è stato facile: di fronte avevamo soggetti che, sapevamo, non avrebbero rinunciato facilmente ai loro propositi. Il 19 luglio 2019 infatti, Parnasi e Palozzi hanno chiesto al Comune di Marino la liquidazione dei danni per circa 300 milioni di euro arrecati per la mancata realizzazione del piano di lottizzazioni, in quanto il Comune aveva sospeso i programmi edificatori. L’estensione del vincolo operata da Bonisoli ha avuto il merito di aver anche scongiurato il pericolo di dover pagare una cifra del genere a chi voleva deturpare il territorio.
L’ultimo atto di una lunga battaglia che dimostra che il Movimento, quando lavora di squadra e insieme agli attivisti, alle associazioni di cittadini, è più forte di ogni lobby e sistema di potere. Ora continueremo a tenere gli occhi aperti, ma intanto celebreremo questa vittoria piantando alberi nella zona di Marino. Il 21 novembre con il sindaco di Marino pianteremo ‘Alberi per il futuro’ presso la scuola Elsa Morante in via Niccolo Tommaseo 44 e al Parco Lupini, insieme a tutti i cittadini che amano la loro terra e la vogliono verde, pulita e libera dagli affaristi.
Commenti (11)
Paolo Brescancin
1 novembre 2019 alle ore 10:49Gran bella notizia, grazie. Tenete duro.
Saluti
phzero
1 novembre 2019 alle ore 11:21Ben fatto, siete un esempio! Buon lavoro, ragazzi!
Rita
1 novembre 2019 alle ore 13:32GRANDI ⭐⭐⭐⭐⭐
Beppe
1 novembre 2019 alle ore 17:58Grazie Manuel,
ogni tanto una bella notizia.
Spero che anche "quelli" dei Castelli romani apprezzino il lavoro onesto e coraggioso di tutti voi.
Ancora grazie.
antonio carbone
1 novembre 2019 alle ore 18:01Manuel: grazie per aver attuato quello che è sempre stato il mio pensiero espresso anche sul blog! Creiamo aree verdi con tanti alberi! Ricordando che occorrono minimo tre alberi per la produzione di ossigeno necessaria a UNA persona! Gli alberi sono la nostra unica salvezza, per noi e per il clima! Agli appartenenti al m5s, dico: combattiamo i troll ignorandoli! Non leggiamo e non rispondiamo ai loro post! Chi scrive in anonimo senza avere il coraggio di metterci il proprio nome e cognome, non ha diritto di esprimere alcunché! W il m5s.
Marta Buscioni
1 novembre 2019 alle ore 22:55Hai ragione, non dovremmo rispondere...in fondo la cosa che detestano maggiormente è essere ignorati! A me è capitato di avere uno scambio molto spiacevole con uno di questi anonimi che ha finito per insultarmi e darmi dell'ignorante, ed è stato davvero sgradevole, tanto che mi ero ripromessa di non scrivere più sul blog, e neppure di leggerlo...ma ci sono tante persone intelligenti e intellettualmente oneste, alle quali voglio bene pur senza conoscerle...per cui eccomi qui!
Bruno fiumicelli
2 novembre 2019 alle ore 14:49Ma chi era quel. Partito Che voleva cememtificare un terzo utilissimo stadio a. Roma e sono riusciti a Farsi beccare subito con le Mani nella Marmellata che non mi ricordo bene il nome? ?
Donatella D.
2 novembre 2019 alle ore 16:10Queste sono notizie che ci confortano. Sono le battaglie per le quali è nato il Movimento. Contrastare l illegalità, l abusivismo politico/ mafioso e proteggere l ambiente. Grazie davvero!
M A D
2 novembre 2019 alle ore 19:30Io non so davvero come ringraziarvi per l'impegno che mettete nel tentativo di migliorare questo Paese ed i suoi abitanti.
Sta accadendo un problema simile dentro il Parco di Veio / Volusia, sempre lui (?!) sotto mentite spoglie e sempre per costruire qualcosa DOVE NON SI PUÒ.
Senza parole!
W M5S e grazie
G. Mazz.
3 novembre 2019 alle ore 08:11Come sempre per tutte le iniziative utili del Movimento 5 Stelle, nessuna comunicazione tramite i canali RAI e la stampa. Mi corre l’obbligo di ribadire l’importanza della Informazione e di chiedere ai nostri vertici un intervento drastico per rimediare a questo danno d’immagine. Chi abbiamo in Commissione? Il vicepresidente. Che si dia una mossa. E talmente attivo che non si sa neppure se esiste! Se non funziona cambiamolo! L’argomento è troppo importante se vogliamo risorgere. WM5S. G. Mazz.
Ma vaffanc...
5 novembre 2019 alle ore 10:13ATTENZIONE: in questo blog non si accetta nessuna critica, anche cortese, alla politica del M5S. Verrete bannati !!
