
Un altro femminicidio: addio Giulia. Codice Rosso scudo delle donne che denunciano
19 ottobre 2019 alle ore 10:15•di MoVimento 5 Stelle
Uccisa dall’uomo che sembra avesse deciso di lasciare. Questa volta, a pagare per la brutalità del proprio marito è stata Giulia, una giovane donna di 24 anni, morta a Rovigo dopo 9 giorni di agonia in un letto di ospedale a causa delle botte di chi le aveva promesso amore ma che invece ha saputo darle solamente un rapporto malato, finendo per toglierle la vita.
Lui, un 28enne che secondo i quotidiani avrebbe avuto pesanti problemi di tossicodipendenza, avrebbe strangolato la ragazza fino a farle perdere i sensi. Una stretta che, malgrado i soccorsi, si è poi rivelata fatale. E’ pensando situazioni come questa che ci siamo impegnati a trovare nuovi strumenti per contrastare la violenza di genere sotto tutte le sue forme.
Conil “codice rosso” abbiamo aumentato le pene per i reati che si consumano tra le mura domestiche e per lo stalking, raddoppiato i termini per la denuncia degli abusi, esteso i casi in cui è possibile applicare l’ergastolo, introdotto un nuovo reato per chi sfregia una persona in modo permanente, aumentato le pene per i reati di violenza sessuale.
Lo Stato ha dato prova di voler davvero proteggere le donne e per farlo abbiamo pensato anche e soprattutto all’aspetto preventivo. Oggi, le donne in difficoltà possono infatti contare su una corsia preferenziale ed essere maggiormente tutelate sin dal principio con più efficacia. Una donna che denuncia una violenza subita sarà ascoltata da un magistrato entro poche ore. In questo modo sarà eventualmente possibile applicare subito una misura cautelare nei confronti dell’indagato ed evitare il peggio. Occorreva dare una risposta concreta a chi trova il coraggio di denunciare e lo abbiamo fatto. Continuiamo a tenere alta l’attenzione, a proteggere e ad informare le donne sugli strumenti che hanno a disposizione per difendersi.
Ancora una volta, basta femminicidi.
Commenti (8)
federico_2
19 ottobre 2019 alle ore 14:14La vostra incapacità di capire i fenomeni è arrivata al ridicolo, anzi lo ha superato.
Questa cosa non si previene con leggi o misure del tribunale, tutte e due inefficaci.
Questa cosa non si può prevenire mettendo un carabiniere a proteggere ogni donna minacciata.
Questa cosa deriva dal fatto che nella scuola di oggi, ridotta ad una fabbrica di ignoranti, non si insegna nè si pretende il rispetto verso gli altri, che è la base di ogni società civile.
Se non siete capaci di capire ... non siete in grado di governare ... andate a casa e lasciate il posto a quelli più intelligenti di voi.
Sandro S.
19 ottobre 2019 alle ore 21:58Visto che, mi sembra, accanto al giusto inasprimento delle pene abbiamo però preso le distanze dalla barbara e inefficace castrazione chimica... perché ce ne usciamo male sul reddito di cittadinanza, che andrebbe negato ai brigatisti, o ai mafiosi, o ai delinquenti comuni, che hanno scontato la loro pena? Questa è una cosa che può andare bene peril tg4, non per il blog delle stelle. È pura demagogia. Un cittadino che ha scontato la sua pena deve essere aiutato a reinserirsi come chiunque altro.
Preciso che non sono un radicale, visto che i radicali si sono spesso impegnati per i diritti dei carcerati. Sto dicendo una cosa di buon senso. Bastonare chi esce dal carcere è assurdo e controproducente.
federico_2
20 ottobre 2019 alle ore 02:38Che vuol dire scontato la sua pena =
in Italia nessuno sconta la sua pena ...la settimana scorsa un tizio in Tv si lamentava che il fidanzato di sua figlia ( uccisa ... prima con 24 coltellate e poi bruciata con la benzina perchè non si decideva a morire ) dopo tre anni dalla condanna ... era già uscito tre volte in permesso premio ...premio di che ?
La frescaccia che la pena serve a redimere le persone ...non mi piace ... e non piace a molti ... tocca toglierla dalla Costituzione.
Per quanto mi riguarda ... se qualcuno fa del male a mio figlio o a mia moglie ... il giorno che si è redento ed esce dal carcere ... io sono lì che lo aspetto ... con un fucile.
Sandro S.
20 ottobre 2019 alle ore 03:56Sono d'accordo che certi permessi sono assurdi, ma non sul resto.
BERI BERI
20 ottobre 2019 alle ore 10:00io sono d'accordo con federico, chi uccide non merita nulla , ne compassione ne perdono. La pena per un omicidio non la si sconta mai perchè la vita non la puoi restituire. Io sono favorevole alla CASTRAZIONE FISICA NON CHIMICA per reati di stupro , pedofilia , e introdurrei la PENA DI MORTE per omicidio . Per l'OMICIDIO STRADALE in caso di ubriachezza o droghe lavori forzati a vita. Chi sa cosa diranno adesso i BENPENSANTI .......................................................
federico_2
20 ottobre 2019 alle ore 15:33Vorrei aggiungere un chiarimento.
Io sono un Cristiano ... ho sempre perdonato a chi mi ha fatto ... o ha tentato ... di farmi del male.
Nel senso che non conservo odio ed ostilità per queste persone ... mi rendo conto che le loro azioni derivano da un loro malessere interiore ... e le compatisco.
Questo non toglie che le loro azioni abbiano danneggiato qualcuno oppure offeso la intera società, fatto soffrire altre persone ... devono essere messi in condizione di non poterle più ripetere.
Non credo al pentimento ... perlomeno uno si può pentire dentro di sè ... ma questo non può essere uno strumento per non pagare interamente il male che ha fatto ... altrimenti la pena collegata ad un atto criminale non spaventa più.
Maurizio Serafini
20 ottobre 2019 alle ore 15:35Castrazione e sterilizzazione per le violenze contro: donne, bambini, anziani e per quelle procurate dai mafiosi. Sicuramente abbassando i livelli ormonali le persone sarebbero più tranquille.
Roberta Iannelli
1 novembre 2019 alle ore 15:34Chiedo che non ci siano riduzioni di pena per chi fa violenza sulle donne.