Sicurezza informatica del Paese: alla Camera un importante passo avanti!
25 ottobre 2019 alle ore 14:48•di Emanuele Scagliusi
Le nuove tecnologie sono protagoniste assolute della nostra vita quotidiana e lo spazio cibernetico ha assunto un’importanza strategica in ambito economico, sociale e culturale. Questo ha semplificato molti aspetti della vita di tutti noi, ma ha anche inaugurato l'era della (in)sicurezza informatica e della necessità di aggiornare costantemente il livello di protezione delle infrastrutture pubbliche e private.
Aziende, pubblica amministrazione e privati cittadini sono oggetto di minacce informatiche sempre più “innovative” e aggressive, che comprendono fenomeni di cyber criminalità, cyber spionaggio, cyber terrorismo e cyber guerra, la più grave forma di attacco informatico perpetrato da uno Stato nei confronti di un altro. La consapevolezza di questa serie di pericoli rende necessarie delle contromisure e un sistema di prevenzione e difesa adeguato.
Con il decreto legge sulla cybersecurity, approvato alla Camera dei deputati e ora in attesa della seconda lettura al Senato,si istituisce un "Perimetro di sicurezza nazionale" nel quale saranno inserite le amministrazioni pubbliche, gli enti e gli operatori pubblici e privati ritenuti sensibili e strategici. Contestualmente saranno messe in campo misure ad hoc in grado di rafforzare le nostre difese informatiche e prevenire attacchi a infrastrutture di interesse strategico per il Paese.
Purtroppo è già accaduto: il 12 novembre 2018, 500mila caselle di posta elettronica certificata e alcuni tribunali in Italia sono stati costretti alla paralisi per un giorno intero a seguito di un attacco hacker. E questo è soltanto un esempio tra le migliaia di casi che ogni anno si verificano nel mondo: si stima che la perdita economica imputabile al cybercrime nel 2020 possa raggiungere i 3.000 miliardi di dollari e che gli attacchi informatici possano interessare il 74% del volume degli affari mondiali. I soggetti pubblici sono gli obiettivi maggiori con il 71% degli attacchi, mentre si attestano attorno al 27% gli attacchi contro i soggetti privati.
Numeri preoccupanti che necessitano di risposte adeguate. Il MoVimento 5 Stelle è stato tra i primi in Italia ad intuire l’enorme potenzialità della rete e delle nuove tecnologie, utilizzandole per permettere ai cittadini di esercitare forme di democrazia diretta. E non a caso oggi è in prima linea per difendere i diritti e la sicurezza dei cittadini anche dai pericoli della Rete.
Data l’urgenza del tema il decreto è entrato in vigore dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, ma anche grazie all'apporto della Camera e a breve del Senato, l’Italia sarà tra i Paesi più avanzati in Europa in tema di sicurezza cibernetica e le nuove tecnologie potranno continuare a svilupparsi in un contesto sicuro, in grado di scongiurare e di rispondere tempestivamente a possibili attacchi.
Commenti (8)
federico_2
25 ottobre 2019 alle ore 15:58Tutte balle ... qualunque stato serio lo fa già ....
Thomas
25 ottobre 2019 alle ore 17:49Un abbraccio a tutti siete meravigliosi vi seguo sempre seguitemi e aggiungetemi su Facebook
Giorgio Masari
25 ottobre 2019 alle ore 18:59E chi saresti su FB?
Vectore
25 ottobre 2019 alle ore 18:34Presto, presto non c'è tempo d'attendere
IVALDO BERGAMASCHI
26 ottobre 2019 alle ore 21:41Bravi continuate così mettete il cittadino sempre in primo piano.
Massimo Celani
27 ottobre 2019 alle ore 00:52Nel “perimetro di sicurezza nazionale” non guasterebbe sorvegliare sui troll e i numerosi fascisti che operano tranquillamente in questo blog coperti dall'anonimato. Meglio ancora ancora sarebbe "mettere un argine" (è un sintagma che usava Beppe per chiarire il ruolo del Movimento rispetto al razzismo e al fascismo) alle bufale di Di Maio sulle ONG e sul cosiddetto "partito di Bibbiano". Ma forse è chieder troppo: troppo labile il confine tra dicerie, semplificazioni e stupidità.
Claudio Mercatali
27 ottobre 2019 alle ore 12:57Prima di commentare la sicurezza informatica, perché non fate qualcosa per il diritto di tutti alla banda larga visto che siamo al medioevo in quanto a copertura. Non è possibile possibile che uno paghi una ADSL che non funziona mai più di una connessione a fibra.
ulisse5027
29 ottobre 2019 alle ore 08:34Sicurezza informatica? ma se ora la bella comunità europea ha obligato i cittadini ad avere un app sullo smartphone per poter entrare nel CC bancario.niente smart niente accesso
cosa è più sicuro un pc casalingo (con antivirus,firewall,)o uno smart alla portata di tutti,dove ogni app per funzionare chiede di avere accesso ad altre app,dove la privacy è stata cancellata,dove bisogna essere connessi 24 ore al giorno,guai a non fare gli aggiornamenti che non sai cosa ti scaricano.
Mi hanno azzerato una postepay con acquisti a servizi a paesi dell'est,la polizia postale mi ha detto che forse mi hanno clonato il cellulare,strano che da quando sono in possesso no lo portato mai all'assistenza...... sicurezza informatica???
