Pagano 1 euro e incassano 200: è ora di rivedere le concessioni sulle acque minerali
25 ottobre 2019 alle ore 10:09•di Federica Daga
Pagano un euro di concessione e ne guadagnano 200. Complice la loro capacità di aver condizionato il mercato, al punto che noi italiani siamo i secondi consumatori al mondo di acqua minerale in bottiglia dopo il Messico, nonostante l’elevata qualità dell’acqua di rubinetto.
Sono le 126 aziende italiane, con alla testa diversi gruppi multinazionali, che lasciano circa 20 milioni nelle casse delle Regioni per acquisire il diritto a imbottigliare le ottime acque italiane e venderle in tutto il mondo: un affare che vale circa 3 miliardi di euro ma che ha molti punti critici.
Quello dell’acqua minerale è un business enorme che utilizza annualmente 16 miliardi di metri cubi di acqua dalle nostre sorgenti. É un mercato concentrato nelle mani di pochi: il 68% dell’acqua italiana è appannaggio di 10 produttori. Questi gruppi pagano canoni di concessione irrisori - 0,00084 centesimi a litro - e molte di queste concessioni si basano sul criterio della superficie concessa e non sulla quantità di acqua effettivamente captata, il cui quantitativo spesso non viene neanche comunicato alle Regioni, che nella migliore delle ipotesi si accontentano di controlli a campione. In molti casi, dunque, non sappiamo neanche con precisione quanta acqua venga estratta e imbottigliata.
Nelle casse delle Regioni entrano, in questo modo, circa 19-20 milioni l’anno, cifra che corrisponde allo 0,68% del fatturato medio dei grandi gruppi, a fronte di un quantitativo d’acqua prelevato ingente e non del tutto quantificabile. In pratica, dicevamo, per ogni euro speso in concessioni questi gruppi ne incassano quasi 200: utili stratosferici derivanti dallo sfruttamento di una risorsa non infinita e che appartiene a tutti noi, senza contare il peso ambientale dei milioni di bottiglie in gran parte di plastica che si mandano in giro, quasi sempre su camion, per l’Italia e per il mondo.
Perché allora non rivedere questi contratti, stipulati spesso con trattative private e quindi poco trasparenti, per far incassare alle Regioni cifre da reinvestire, per esempio, in servizi utili ai cittadini?
Se portassimo il costo per il concessionario a 0,02 centesimi al litro (ossia alla soglia minima di 20 euro al metro cubo), l’incasso per le Regioni, attraverso i canoni di concessione, passerebbe dagli attuali 19 milioni a 3 miliardi. Non si graverebbe eccessivamente sui concessionari e sull’indotto, si favorirebbe un uso più consapevole e magari trasparente della risorsa e, soprattutto, la collettività trarrebbe un vantaggio da quello che oggi è soltanto un affare che avvantaggia pochi sfruttando risorse di tutti.
Non a caso la nostra proposta di legge per la gestione pubblica e partecipata delle risorse idriche ambisce a intervenire anche sul settore delle minerali: vogliamo rivedere i criteri delle concessioni, misurare le quantità prelevate e gli impatti prodotti e far pagare il giusto alle compagnie, portando nuove risorse alle Regioni proprio per migliorare il servizio idrico di tutti i cittadini.
Vogliamo ridurre la durata delle concessioni da 30 a 20 anni, con un aggiornamento del canone ogni 3 anni, per un maggior controllo del settore. E la concessione potrà essere revocata se vengono accertati problemi qualitativi o carenza della risorsa: in epoca di crisi climatica e siccità non possiamo permetterci sprechi, né possiamo tollerare rischi per la salute dei cittadini. Tutti i prelievi d’acqua, compreso quello di acque minerali, si dovranno misurare tramite contatore.
Saranno le Regioni a definire il canone per l’utilizzo delle acque minerali per poi rinvestirlo nel miglioramento del servizio idrico integrato, ma vogliamo stabilire una soglia minima, in modo che di dia il giusto valore alla risorsa acqua. Per riformare il sistema idrico nazionale dobbiamo intervenire su più fronti, e noi ripetiamo sempre che gli utili non devono arricchire pochi ma essere reinvestiti a vantaggio di tutti. Questo vale a maggior ragione per la evidente anomalia del settore delle minerali, perché anche in questo caso si tratta acqua pubblica e di un diritto da garantire a tutti.
Commenti (41)
flag
25 ottobre 2019 alle ore 10:26Non discuto dell'importanza di una revisione seria di tutte le concessioni statali/regionali
questa e' una di quelle (tanto quanto quelle degli stabilimenti balneari, o degli spazi concessi agli ambulanti e altro ancora...)
ma vi pregherei di smetterla con queste, che se comunicate da altri, tratteremmo come fake news...il fatto che sul prodotto finito, l'incidenza del costo di UNA delle materie prime sia irrisorio, non significa nulla, come non significa nulla la simulazione di quello che sarebbe il ricavato delle regioni ponendo il prezzo della materia prima ad un valore arbitrario qualsiasi.Perche' non al doppio di quello, allora ?
Altrimenti dovremmo valutare il prezzo di un'automobile (e il margine del produttore) sulla base del costo dell'acciaio necessario per produrla.
mi sembra una sciocchezza
ccappai
25 ottobre 2019 alle ore 11:36sono d'accordo ... ma qui i ragionamenti non sono di casa
antonio carbone
25 ottobre 2019 alle ore 12:00Flag+cappai: veramente mi sembrano le vostre delle sciocchezze! Che ci azzecca la costruzione di auto,con lo sfruttamento di una concessione di un bene pubblico come l'acqua? Chi costruisce un auto è un privato che sfrutta beni suoi! Chi invece sfrutta l'acqua pubblica, paga una concessione in quanto sfrutta un bene pubblico! Tale concessione viene pagata ai cittadini italiani! Sia esso stato, sia esso regione,ecc.! Quindi se i cittadini italiani si pongono il problema se quanto incassano sia congruo o meno,è nella normale dialettica economica! Quello che non capisco è la vostra polemica contro il m5s che vuole fare gli interessi dei cittadini italiani, perché se possono incassare di più, di riflesso possono avere più benefici in servizi o minor tasse da pagare! Nunquam felicem! Mai contenti?
W il m5s.
flag
25 ottobre 2019 alle ore 12:24se hai letto il mio post, carissimo amico, hai senz'altro colto che sono per la revisione di tutte le concessioni, quindi, su questo, nulla quaestio, visto che ami il latinorum :)
ah, a proposito...non sarà magari numquam felix?o al massimo felices?
la discussione sta nel presentare i problemi in modo parziale e tendenzioso
e quello dell'acciaio e della macchina era un esempio per che riguardava costo materia prima/prodotto finito...che presentato a chi non ne capisce molto risulta nopn solo convincente, ma scandaloso, ma che nella pratica non e' necessariamente cosi'...troppo complicato???
sono solo stufo della semplificazione di concetti che in realtà e' manipolazione
bisogna semplificare le cose quanto piu' possibile, ma non un grammo in piu', altrimenti non le si rappresenta per quello che sono
umilissimo parere
flag
25 ottobre 2019 alle ore 12:31ancora per antonio, e circa l'approssimazione...ripeto la domanda: secondo te le multinazionali Kattive (salvo quando gli si chiede di mantenere posti di lavoro in italia, quando loro se ne vogliono andare..) non pagano le tasse in italia su acqua estratta, trattata, imbottigliata e distribuita in italia ?
e comunque, siccome mi piace , se posso, diminuire l'inquinamento, a casa ho impianto di decalcificazione (l'acqua non e' male ma e' estremamente calcarea) e siccome ogni tanto mi piace, l'impiantino me la fa anche gassata
e aggiungo che non ho azioni e non sono pagato/dimpendente non solo di quelle di cui stiamo parlando, ma di nessuna multinazionale
giusto perche' sennò qui si rischia, non essendo perfettamente fedeli alla linea, di essere accusati di conflitti di interesse o altro.
Bruno fiumicelli
25 ottobre 2019 alle ore 10:32A quando rivedere gli introiti della Casaleggio associati?
antonio carbone
25 ottobre 2019 alle ore 11:46Bruno: scusa ma se vuoi sapere gli introiti della Casaleggio, basta leggere il bilancio che è depositato al registro delle imprese. Non so cosa c'entri con l'acqua che è un bene di tutti e che viene sfruttata dalle multinazionali! Forse sarebbe il caso di leggere i bilanci di codeste multinazionali per vedere quanti soldi gli hanno regalato i vecchi partiti, che come al solito, invece di fare gli interessi dei cittadini italiani, hanno riempito le loro tascocce. Così noi paghiamo le tasse per tutte le infrastrutture e loro guadagnano senza pagare le tasse ! Te capì? W il m5s.
flag
25 ottobre 2019 alle ore 11:49@antonio carbone
stai dicendo che le multinazionali non pagano le tasse sul margine prodotto in italia ?
Mau
25 ottobre 2019 alle ore 11:11Inserite in Parlamento nella legge di bilancio
Roberto G.
25 ottobre 2019 alle ore 11:18... E' una di quelle questioni annose mai risolte (chiedetevi il perchè andando a vedere quali multinazionali vendono questa acqua)... ricordate che anni fa Beppe Grillo parlava dell'assurdità dei costi derivati dal trasporto di acqua minerale che ad esempio dalla alta Lombardia scendeva nel Lazio e dall'Umbria finiva in Piemonte?
In questi anni le fonti si sono moltiplicate a dismisura segno che il guadagno c'è, eccome e che le tasse di concessione sono veramente basse... quindi giusto metteremano anche qui!
PS: io bevo acqua dal rubinetto!
federico_2
25 ottobre 2019 alle ore 16:31Ma lo sai che nei ristoranti chic in America ... trovi solo San pellegrino o Perrier ?
Chiediti che cakkio di margini hanno le società in questione.
Ale
25 ottobre 2019 alle ore 11:28Sarebbe l'ora! Siete gli unici a non fare gli interessi delle lobby?
federico_2
25 ottobre 2019 alle ore 16:29Una affermazione azzardata ... considerando i nostri nuovi alleati
giuseppe
25 ottobre 2019 alle ore 11:43Visto l'accellerarsi dell'inquinamento e dell'erosione del territorio in generale in corso, Se tutti noi cittadini italiani elettori e contribuenti civili come Popolo proprietario dello Stato Italiano, attivassimo un ORGANISMO CONSORTILE APARTITICO CHE per la salvaguardia, tutela giuridica, gestione e sfruttamento come risorsa comune di tutti gli Italiani del PATRIMONIO PUBBLICO DEL TERRITORIO E DELL'ACQUA DOLCE, per un REFERENDUM PROPOSITIVO PER ESSERE UNICI PROPRIETARI PUBBLICI TRAMITE UN UNICO "CONSORZIO PUBBLICO NAZIONALE DELL'AMBIENTE E DEL TERRITORIO" NONCHE' fuori dalle Gestioni economiche, patrimoniali e finanziarie, creditorie e debitori dei bilanci pubblici nazionali e regionali, dei Parlamenti Nazionali ed Europei di ogni Governo e Ministeri espressi ad ogni elezione ma come Stato Costituzionale ed in Costituzione (chiaramente distinguibile nei concetti sia per noi elettori e contribuenti presenti e futuri che verso i rapporti debitori/creditori di enti pubblici e privati di qualsiasi natura ed origini). u
l'Esistena di una sola Pubblic Company Sociale, (con limitazione del 1 % di persone fisiche, del 2 % di Compagnie Assicurative, del 3% dei Fondi di gestioni pensionistiche chiuse, del 4 % di quelle aperte, ( non finanziarie, trust, capital venture, offshore e simili ) E della Regione/i al 5% congiuntamente al 10% del comune/i se mai commissariati giudiziariamente per accertate violazioni penali e civili ).
Unici azionisti sociali con Consiglieri di un CdA che rappresenti il 60 % del patrimonio netto effettivo e di una base azionaria pubblica del 40 % quotata nelle Borse Europee.
La gestione dell'ambiente del sistema idregeolologico delle risorse chimiche, fisiche naturali di tipo consortile locali e nazionali tra loro, ( composta da mini consorzi specializzati, cooperative srl ed spa territoriali con sedi unicamente presso il Comune/i, e/o l'area territoriale (metropolitana o no ) della Regione/i dove presenti.
AntonioDL
25 ottobre 2019 alle ore 11:43Tutte belle cose, ma ci chiediamo come mai saltino fuori solo dopo 19 mesi di legislatura e 15 mesi di governo, evidentemente prima c'erano altre priorità (tipo tagliare i nostri rappresentanti per far piacere ai capi pilitici) o approvare leggi per le lobby delle armi, degli stabilimenti balneari o delle assicurazioni sanitarie....
Pantomima Rossa
25 ottobre 2019 alle ore 13:18Le concessioni ricordano quando Andreotti fece ricco Ciarrapico dandogli numerose sorgenti quasi a prezzo zero, tanto da farlo diventare il re delle acque minerali. Che poi fosse veramente un re o un semplice prestanome nessuno l'ha mai capito.
Le acque minerali sono ricche anche di esternalità a cominciare dalla smaltimento delle bottiglie di plastica e dall'inquinamento derivante dal trasporto.
Insomma altra vicenda all'italiana alla quale va posto rimedio.
Luciano C.
25 ottobre 2019 alle ore 13:41Vada anche per rivedere le concessioni per la acque minerali. Come per l'acqua pubblica, le cconcessioni per Autostradali, il carcere per i grandi evasori, eccetera eccetera. Pero' se restano solo chiacchiere si rischia di passare per coloro che fanno solo spot.
Beppe
25 ottobre 2019 alle ore 14:17Cara Federica Daga,
premetto che quasi tutte le considerazioni fatte nel tuo Post mi convincono, sono state ben ponderate ed è da mesi (con il referendum da anni) che stiamo aspettando una risposta, su questo argomento, dai nostri rappresentanti.
Faccio solo alcune osservazioni:
-quando dici "la nostra proposta di legge per la gestione pubblica e partecipata delle risorse idriche",
a me la gestione partecipata non piace per nulla e non credo di essere l'unico visto che gli italiani con referendum avevano già deciso che questa risorsa, così rara, doveva ritornare pubblica; quindi, per me, tradite la volontà degli italiani e probabilmente anche del Movimento se non mettete almeno un termine entro cui, questo "bene comune per antonomasia", torni allo Stato.
- Va bene anche la soglia minima del prezzo, che deve essere aggiornato in rapporto al valore dell'acqua.
- le Società alle quali viene concesso il prelievo (a tempo determinato) devono avere il domicilio fiscale in Italia o quantomeno pagare le tasse in Italia per l'acqua rivenduta sul territorio o imbottigliata o trasformata sempre in Italia considerato che usufruiscono dei nostri servizi.
-prevedere controlli, controlli, controlli, con penalità pesanti e carcere per chi truffa od è infedele al proprio incarico (il dirigente pubblico/politico deve rispondere di "tasca propria").
A quando il "bel evento" ?
Buon lavoro.
Ettore Mascellani
25 ottobre 2019 alle ore 15:18Beppe, concordo al 101%. Vorrei aggiungere che dovrebbero essere messi dei limiti al prelievo, in modo da non creare problemi a sorgenti a valle dei punti di prelievo. Per esempio sulla serra di Ivrea, zona ricca di sorgenti, da alcuni anni molte sono seccate. Non credo che sia casuale che nello stesso periodo una grossa azienda di acque minerali (che evito di citare) che opera a monte abbia aumentato la profondità dei pozzi di captazione.
Gabriele Nadin
25 ottobre 2019 alle ore 15:50Mi domando se l'aumento dei costi delle concessioni vengano poi assorbiti dalle multinazionali o li riversano come presumo sui consumatori.
Stessa cosa per i colossi del WEB. Ad esempio Amazon ogni tanto manda delle comunicazioni che a causa di aumenti in certi paesi per le più svariate cose, deve aumentare le tariffe di qualche punto % quindi a sua volta queste tariffe vengono caricate sui costi dei venditori che a sua volta vengono ricaricate sul prezzo all'utente finale.
Stanislao
25 ottobre 2019 alle ore 15:56Si, d'accordo, ma non ci dimentichiamo dell'acqua del rubinetto. Era da una vita che non mi arrivava una bolletta più onerosa del gas e della luce!!
federico_2
25 ottobre 2019 alle ore 16:27Non c'è niete da discutere.
La disponibilità di acqua è uno dei servizi essenziali che deve restare nelle mani dello Stato ... e tutti quelli che parlano di *privatizzazione* vanno messi al muro e fucilati ( dopo adeguate torture ).
Io ho sempre bevuto acqua del rubinetto ... e sono sempre stato bene ... l 'Italia è uno dei paesi civili dove l'acqua delle reti pubblichee è controllata regolarmente.
L' acqua minerale è una delle fesserie inventate dai furbi per fregare i fessi ... la autorizzazione a società private di portarsi via l'acqua di tutti ... magari pagando una sciocchezza per aver dato una mzzetta a qualche sindaco e/o assessore e guadagnando miliardi ... è un fenomeno di speculazione che secondo me andrebbe proibito.
Io
26 ottobre 2019 alle ore 09:11Ma di cosa parli ignorante, dietro quello che tu credi sia una speculazione c é gente che lavora produce e paga le tasse. Le fonti sono su terreni privati quindi non pubblici, e solo l imbottigliamento rende tali acque pubbliche. E da u o che ha posato condotte ti consiglio di non bere l acqua dal rubinetto.
rosaria
25 ottobre 2019 alle ore 18:34Complimenti avanti così, ce ne sare be da vedere!
E ora di finirla.con gli sperperi alla povera gente! Oramai in Italia se se colluso vivi in una campana di vetro e se sei un povero Cristo che chiede rispetto sei alla mercé di tutte le aggressioni posssibili ed immaginabili.
Ps io bevo sempre l'aqua del rubinetto, buonissima ed in ottima salute, Grazie Signore!!
Io
26 ottobre 2019 alle ore 09:06Ma ti sei mai chiesto in che tubi passa la tua buonissima acqua di rubinetto? Io ho lavorato alla posa delle condotte e ti assicuro che la prima cosa da non fare è bere l acqua del rubinetto
Gaetano Riso
25 ottobre 2019 alle ore 20:05file:///C:/Users/user/Downloads/Allegato_69415.pdf
gian giul
25 ottobre 2019 alle ore 20:24Il costo previsto per il concessionario di "O,O2 centesimi al litro" (cioè 2 centesimi di centesimo) non fa 20 euro al metro cubo; per fare 20 euro al mc. il costo è di 2 centesimi al litro.
Sarà una buona notizia ma l'aumento delle concessioni e la tassa sulla plastica diverrà una buona scusa per le concessionarie per aumentare il prezzo.
Qualsiasi aumento di tasse si riversa anche sul cittadino
giuseppe abruzzese
25 ottobre 2019 alle ore 21:32La qual cosa sarebbe anche buona,. perché così ci deciderebbe ad utilizzare l'acqua del rubinetto.
gian giul
25 ottobre 2019 alle ore 21:48Non molto buona. Specie al Sud spesso l'acqua dei rubinetti arriva a "turni" (anche non costanti) e, francamente, viene istintivo non fidarsi né dell'igiene né del gusto (scende per lo meno gialla).
Ciò induce ad acquistare acqua minerale (specie naturale) in grande quantità e viene da chiedersi dove stia il "sociale" quando gli enti pubblici somministrano acqua del genere e dove si aumentano le tasse sulle bottiglie di plastica e (leggo ora) quelle a carico dei concessionari.
marco
25 ottobre 2019 alle ore 21:35chi lo dice ai politici che fanno affari con l acqua che deve tornare in mano allo stato? a librandi viene un coccolone,e non solo lui.
BERI BERI
25 ottobre 2019 alle ore 22:43Bevo vino, è migliore dell'acqua , ti fa vedere la vita in modo positivo.................
Io
26 ottobre 2019 alle ore 09:0326 ottobre 2019 alle 9:00
Le acque minerali sig.ra daga PAGANO le tasse Su quello che guadagnano ( altro che 1 euro) DANNO LAVORO tra diretto e indotto ( altro che 1 euro) su cui tutti pagano le tasse. Fanno investimenti MILIONARI CHE FANNO GIRARE L ECONOMIA.
DISTRUGGERE UN SETTORE NON RISOLVE NESSUN PROBLEMA ANZI NE CREA DI NUOVI , NUOVI DISOCCUPATI,MENO TASSE E MENO PIL.
PRIMA DI SCRIVERE LE CONSIGLIO DI ANDARE IN UN AZIENDA E VEDERE REALMENTE COME FUNZIONA.
Marta Buscioni
26 ottobre 2019 alle ore 22:05Mi sa tanto che lei è uno dei pochissimi che lavora nel settore...ciò spiega questa difesa dell'indifendibile!
Valerio
26 ottobre 2019 alle ore 15:55Scrivete bei post, ma poi RIUSCIRETE A MANTENERE LE PROMESSE???
Di tutte le promwsse, quante ne avete mantenute?
a, è vero, gli altri erano peggio.
roberto rizzolio
27 ottobre 2019 alle ore 09:16Qualcosa non quadra su questo post.
Sopra si asserisce che un aumento a 20 euro mq porterebbe ad un aumento dei canoni con un gettito di 3 miliardi.
Credo che ci sia un errore grossolano in quanto il fatturato del settore acque-minerali supera di poco i 3 miliardi di euro.
Per ottenere un gettito di 3 miliardi come scritto sul post si dovrebbe mettere una tassa del 100% sull fatturato e non al Mcubo.in quanto si imbottigliano circa 15 milioni di mc e che a 20 euro che farebbe 300 milioni.
Inoltre bisogna rimandare a ripetizione di matematica chi ha fatto i conti in quanto 0,02 cent al litro x 1000 litri in un metro cubo = 20 cent mc ovvero 0,2 eur mc e non 20 eur.
Calcolando che si vendono attualmente circa 15 milioni di mc x 0,2 eur il gettito sarebbe di 3 milioni cioe un sesto dell attuale canone pagato dalle societa cioe 19 milioni.
Consiglio vivamente una revisione di tutti i calcoli sopra descritti nei post!!!!!!!!!
Un gettito invece sostenibile e accettabile sarebbe di 1 cent litro sul prezzo di vendita che non sarebbe molto e porterebbe un gettito di circa 150 milioni.
Ma questa sarebbe un accisa come sui carburanti e non potrebbe passare mascherata da aumento dei canoni.
Comunque li chiamate,
Adeguamenti
Riformulazione
Aggiornamenti
Sono sempre aumenti che con la scusa di tassare gli utili , aumentano la pressione fiscale facendola pagare al popolo.
Il vero risparmio non l avete neanche sfiorato
F35
Nato
Tav
Mes
Migranti clandestini mantenuti gratis
Banca italia e signoraggio monetario
Operazioni di guerra all estero
Divieto commercio con russia - 50 miliardi fatturato - 5 miliardi utili
Queste cose porterebbero risparmi di oltre 50 miliardi all anno senza aumentare le tasse.
ma non potete neanche parlarne , ma il fatto che non ne parlate non significa che non esistono !!!!
Old
29 ottobre 2019 alle ore 19:36scusa roberto rizzolio,
ho praticamente rifatto parzialmente il tuo lavoro.
non per plagio ma poiché prima di leggere il tuo lavoro avevo già perso un po' di tempo a calcolare !
in ogni caso ho potuto rinforzare la tua esortazione a rifare il post.
cari saluti.
gian giul
27 ottobre 2019 alle ore 20:11Siamo entrati in una spirale dove la preoccupazione principale è scervellarsi per creare nuove entrate con le tasse. E se ne vantano.
Tutti i governi sarebbero capaci di farlo visto che in uno stato democratico comanda la maggioranza.
Però è una visione meschina dell'economia che, se non corretta in tempo, porta uno stato alla rovina.E noi, mi sembra, siamo già su questa strada.
Paolo
28 ottobre 2019 alle ore 05:28Se avessimo un Macron come presidente avrebbe immediatamente nazionalizzato le sorgenti pubbliche.
Non si fanno affari n territorio francese (vedi Fiat/Renault, Luxottica, Fincantieri ecc...)
ma noi italiani da Prodi in poi abbiamo regalato nostro belpaese alle multinazionali.
Old
29 ottobre 2019 alle ore 19:17PURTROPPO i dati sono tutti sbagliati.
situazione attuale riferita:
24 milioni di euro incassati dalle regioni a 0,00084 cent al litro, vorrebbero dire 23809523809.5 (circa 23 miliardi di litri e non 16 miliardi di litri) --comunque 0,84 Euro per mc
-Se portassimo il costo per il concessionario a 0,02 centesimi al litro -cioè 0,2 euro al mc (perdonando , come fa Roberto Rizzolo qua sotto la frase -ossia alla soglia minima di 20 euro al metro cubo----- altro che il petrolio), vorrebbe dire regalare l'acqua ai concessionari (1/4 di ora) .
Siate meno precipitosi nel compilare i post(non fatevi confondere fra litri e mc, cent e Euro , miliardi e milioni , specialmente si spera nel proporre la legge!
Roberto Rizzolo qua sotto è stato molto più esaustivo parlando anche di accise.
Spero ritiriate e rifacciate il post come si deve.
L'acqua di tutti, avanti tutta !
Old
29 ottobre 2019 alle ore 19:38errata corrige : roberto rizzolio e non rizzolo
StefY
3 novembre 2019 alle ore 09:28Sarebbe da rivedere anche il "tipo" di imbottigliamento dell'acqua. La plastica deve sparire!!!
