A Milano invece, in occasione della XXII Esposizione Internazionale della Triennale di Milano, possiamo visitare la mostra Broken Nature: un’indagine approfondita attraverso l’arte, il design e l’architettura, sui legami che uniscono gli uomini all’ambiente naturale, legami che nel corso degli anni sono stati profondamente compromessi, se non completamente distrutti. La mostra tematica è visitabile fino al primo settembre presso il Palazzo dell’Arte nel cuore di Parco Sempione. Insomma, gli spunti di riflessione offerti dall’arte sono molteplici.
E TU cosa puoi fare per cambiare le cose?
La denuncia degli artisti contro i cambiamenti climatici
18 ottobre 2019 alle ore 10:26•di MoVimento 5 Stelle
Tratto da artwave.it - di Marco Aquilanti
Siamo ancora in tempo per salvarci, questo gli artisti lo hanno capito e lo stanno trasmettendo con tutte le loro forze. I cambiamenti climatici sono sempre più evidenti e se a qualcuno la cosa fosse sfuggita, l’arte, come fosse un grande megafono, sta risuonando un'efficiente sirena d’allarme in tutto il pianeta. Sono sempre più le performance, le installazioni, e le opere d’arte volte alla sensibilizzazione sull’innalzamento del livello del mare causato dal riscaldamento globale. Il fenomeno sta accelerando ed entro fine secolo circa il 7% della popolazione mondiale, compresi gli abitanti di Venezia e di altre città costiere italiane, rischia di finire sommersa, con immensi danni e disagi.
Waterlicht è un’installazione dello Studio Roosegaarde che sta facendo il giro del mondo: un’inondazione virtuale che mostra quanto il livello del mare potrebbe arrivare in alto, “immergendo” lo spettatore tramite dei suoni e una combinazione di led e di lenti che creano uno strato di luce in continua evoluzione influenzato dal vento e dalla pioggia. L’intento dell’installazione, oltre il chiaro messaggio di sensibilizzazione, è anche quello di far riflettere sul potere e la poesia dell’acqua e su come potenzialmente possa essere utilizzata in futuro.
Una performance senza dubbio d’impatto quella promossa da Extinction Rebellion Rome: un sub in metro e poi a passeggio per le strade del rione Monti. Il suo messaggio è chiaro: “Cambiamo il sistema non il clima, i nostri figli vedranno #Romasottacqua. In Italia l’impatto è maggiore. Secondo l’Enea, a Roma, in pochi decenni sarà sott’acqua la zona abitata da centinaia di migliaia di persone compresa tra Ponte Galeria, Acilia e il litorale (Fregene, Ostia, Torvaianica)”.
Un’altra artista che sul web non è passata inosservata è Zaria Forman che con i suoi pastelli sta raccontando lo scioglimento dei ghiacciai: ormai famosa in tutto il mondo, Zaria ricrea splendidi paesaggi glaciali, talmente realistici da togliere il fiato. La bellezza delle sue opere porta lo spettatore inevitabilmente a riflettere. Possiamo così ammirare i ghiacciai antartici della Groenlandia, spettacolari vedute aeree o il mare delle Maldive, dove questo cambiamento è molto visibile.
A Milano invece, in occasione della XXII Esposizione Internazionale della Triennale di Milano, possiamo visitare la mostra Broken Nature: un’indagine approfondita attraverso l’arte, il design e l’architettura, sui legami che uniscono gli uomini all’ambiente naturale, legami che nel corso degli anni sono stati profondamente compromessi, se non completamente distrutti. La mostra tematica è visitabile fino al primo settembre presso il Palazzo dell’Arte nel cuore di Parco Sempione. Insomma, gli spunti di riflessione offerti dall’arte sono molteplici.
E TU cosa puoi fare per cambiare le cose?
A Milano invece, in occasione della XXII Esposizione Internazionale della Triennale di Milano, possiamo visitare la mostra Broken Nature: un’indagine approfondita attraverso l’arte, il design e l’architettura, sui legami che uniscono gli uomini all’ambiente naturale, legami che nel corso degli anni sono stati profondamente compromessi, se non completamente distrutti. La mostra tematica è visitabile fino al primo settembre presso il Palazzo dell’Arte nel cuore di Parco Sempione. Insomma, gli spunti di riflessione offerti dall’arte sono molteplici.
E TU cosa puoi fare per cambiare le cose?Commenti (12)
IVALDO BERGAMASCHI
18 ottobre 2019 alle ore 12:10Infatti l'innalzamento dei mari si vede già in alcune coste italiane con la sparizione di spiagge ma il bello che si continua a immettere sabbia spendendo soldi inutilmente perché basta guardare che puntualmente viene riportata via perché alzamento del mare e già in corso.
federico_2
18 ottobre 2019 alle ore 20:12Le spiagge spariscono per erosione dalle correnti ... non esiste l'innalzamento dei mari basta guardare il livello delle spiagge sul mare per rendersene conto.
roberto rizzolio
18 ottobre 2019 alle ore 14:15Da chi sono sponsorizzati ???
Seguite i soldi e ne vedrete delle belle.
io invece noto da alcuni anni problemi alle colture di Mais che e un trasformatore formidabile di , CO2, energia solare , concimi e acqua in Amido .
Bene nelle aree dove vi e stato un apporto ottimale di Acqua e concimi come mai le rese con un aumento della CO2 stanno scendendo.
Semplice meno radiazione solare e calore complessivo.
Infatti i mais si dividono in gruppi FAO a seconda dei Gradi calori necessari alla loro maturazione.
Attenzione gradi calore complessivi da Aprile alla raccolta.
Al mais non interessa un luglio o agosto con alcuni picchi, ma i gradi generali in una stagione di 4-5 mesi a seconda dei gruppi.
Questo forse conferma le teorie di molti esperti che indicano nella bassa attivita solare un probabile arrivo di un periodo freddo ( Minimo di Maunder o Danton )
Quindi rimango scettico sui cambiamenti climatici ma sono pienamente d accordo che e ora di ridurre l inquinamento da
Plastica,
Glifosate 600. 000 ton annui
pesticidi
antibiotici e ormoni x animali.
Additivi chimici ecc ecc
e per un futuro un po piu verde,
Ma a patto che questo non sia l ennesimo business e l ennesima presa per i fondelli per estorcerci denaro come sembra.
gian giul
18 ottobre 2019 alle ore 14:35Nutro il massimo rispetto per gli artisti.
Ma un artista vero è un "genio" nel suo settore che però non avendo nessuna specializzazione in materia, quando si occupa di altro, politica spicciola o ambientale compresa non ha alcuna autorità particolare.(vale come me).
Anzi, quando un artista sconfina dal proprio campo e consapevole del proprio seguito di estimatori acritici, entra con dichiarazioni o proclami in settori non suoi ,lo considero scorretto. Non deve cioè approfittare dei suoi adoratori per lanciare messaggi politici personali che possono influenzare gli altri.
Mai come in questo caso 1 vale 1.
federico_2
18 ottobre 2019 alle ore 20:09Quoto e straquoto ... gli artisti facciano quello che sanno fare e non rompano le balle su argomenti dei quali non capiscono una mazza ... e non hanno titolo di usare la loro fama per farsi pubblicità.
maria tudisco
18 ottobre 2019 alle ore 18:21- homo sapiens? -
di Paolo De Gregorio, 16 ottobre 2019
Se, a questi fenomeni già in atto, aggiungiamo l’aumento della temperatura che sta determinando lo scioglimento di ghiacciai antartici, nel luogo più freddo del pianeta, l’aumento del livello dei mari, siccità e fenomeni distruttivi come uragani e alluvioni, non si capisce proprio perché dalla politica e dalla economia non vi sia una risposta urgentissima che, in buona sostanza, programmi il passaggio da un sistema insostenibile ad uno sostenibile, prima che sia troppo tardi.
Le oligarchie finanziarie, le multinazionali, la politica, quelli che stabiliscono le regole del gioco, sono convinti che i cambiamenti climatici colpiranno i più deboli e la cosa sembra non dispiacergli, visto che vogliono continuare nel sistema attuale pur di conservare potere e profitti.
Paolo De Gregorio
federico_2
18 ottobre 2019 alle ore 20:15I cambiamenti climatici sono dovuti a fattori che non dipendono dall'uomo ... ed interessano masse e volumi giganteschi ... che solo un ebete disinformato può pensare di influenzare.
Che sia la attività dell'uomo a causarli è una bufala gigantesca inventata dai finanziaeri d'assalto che ci vogliono guadagnare sopra ... e che i media di lorsignori pompano a tutto spiano ... perchè i costi delle misure *ecologiche* si tradurranno in nuove tasse per il popolo bue ... al quale tu appartieni.
maria tudisco
18 ottobre 2019 alle ore 18:25Mi domando dove sia la sapienza degli uomini che, pur davanti all’evidenza dei guasti disastrosi che procurano all’ecosistema bruciando carbone, petrolio, gas, continuano addirittura a fare guerre, colpi di stato, esercitano la corruzione pur di continuare a procurarli e venderli, anche se oggi abbiamo a disposizione tecnologie pulite e rinnovabili che garantirebbero qualità della vita e dell’ambiente enormemente migliori.
I danni procurati alla salute umana dal contatto con i residui della combustione dei fossili (polveri sottili Pm10, Pm2.5) in Italia sono quantificati, dall’Agenzia UE per l’ambiente, nel numero impressionante di 80.000 morti l’anno, praticamente una Chernobyl all’anno.
A questi dati occorre aggiungere l’effetto delle piogge acide, che si riversano a terra inquinandola profondamente insieme alle acque, anche lontano dalle stesse fonti di inquinamento e purtroppo anche su quelle colture realizzate con metodi biologici.
Ma l’effetto più preoccupante si scarica sulle acque marine che si stanno progressivamente acidificando, mettendo in pericolo la formazione del primo anello della vita marina, il FITOPLANCTON, e pochi sanno che è il produttore vegetale del 50% dell’ossigeno globale.
Come se ciò non bastasse per prendere drastiche decisioni, un effetto collaterale dell’uso del petrolio è la fabbricazione della plastica che dispersa in mare, attraverso il sistema delle correnti oceaniche, ha formato 6 isole (la più grande è la GREAT PACIFIC galleggiante tra la California e le Hawaii con una superficie 3 volte la Francia, seguita finora da altre 5 denominate SOUTH Pacific, NORTH Atlantic, SOUTH Atlantic, ARTIC Garbage, INDIAN Ocean) ormai ridotte a masse gelatinose, che però impediscono il formarsi del fitoplancton e sono letali per i pesci che le ingeriscono.
federico_2
18 ottobre 2019 alle ore 20:17Non bastava la semi-deficiente ragazzotta svedese a rompere i maroni ... adesso anche gli artisti ?
Fra poco ci si metterà anche Paperino ... tanto nel presente carnevale di proteste c'è posto per tutti.
duddudadda
19 ottobre 2019 alle ore 14:34I migliori scenziati del globo, quelli che sono lontani dal condizionamento di partiti e di governi, sostengono il contrario con dati alla mano.
Perchè volete propinarci delle fandonie ?
Che cosa c'è dietro tutta questa voglia di GREEN ?
Impianti eolici ?
Come può un MoVimento come il nostro ingannare i propri elettori e cittadini ?
federico_2
19 ottobre 2019 alle ore 21:20Una gigantesca manovra finanziaria ... ogni paese avrà diritto ad un tot di inquinamento ... ovviamente i paesi poveri venderanno i loro diritti a quelli ricchi ... i cui governi metteranno il costo sulle spalle dei cittadini sotto forma di tasse ... dopo che le banche avranno incassato la loro commissione per la operazione finanziaria ... è chiaro.
Solo i creduloni non hanno capito ... e pensano ancora che Greta Thunberg sia una brava ragazzina piena di buoni propositi ... non sentono la puzza di fregatura neanche quando una scemetta sconosciuta viene invitata a tenere un discorso all'ONU ... e si permette di rimproverare i governi del mondo.
Lorsignori fanno bene a derubare i popoli ... sono troppo scemi ... se lo meritano.
Luigi Andrea Vavassori
20 ottobre 2019 alle ore 18:26Gli "artisti" come al solito corrono sempre dietro alle mode del momento senza avere cognizione delle cause vere.
Sui giornali purtroppo si continua a confondere il clima con l'inquinamento (gli 80.000 morti sono causati dall'inquinamento e non dall'aumento della CO2 !!) e non si citano i veri esperti (es. Prodi) che contestano la affermazioni banali tipo Greta.
E' noto che i modelli proposti da IPCC dell'ONU quando si applicano ai dati storici NON funzionano.
Se volete qualche informazione piu' dettagliata guardate questo link
https://scenarieconomici.it/clima-la-verita-in-dati-e-grafici/
