
Basta con i negazionisti del cambiamento climatico - Intervista al prof. Pasini
21 ottobre 2019 alle ore 09:35•di MoVimento 5 Stelle
Antonello Pasini è un fisico climatologo del Cnr e autore di molte pubblicazioni specialistiche e divulgative, insegna Fisica del clima a Roma Tre e Sostenibilità ambientale - aspetti scientifici all'Università Gregoriana di Roma. Da scienziato e divulgatore, non rinuncia a prendere posizione nella battaglia per una consapevolezza diffusa rispetto ai rischi connessi alla crisi climatica. Ci siamo confrontati con lui per analizzare la posizione di alcuni scienziati “scettici” e discutere della transizione energetica.
Professor Pasini, un nutrito gruppo di scienziati nel nostro Paese definisce una “congettura” il riscaldamento globale di origine antropica. Basta questo a sostenere che la scienza non è unanime sul punto? Che opinione ha delle argomentazioni che sorreggono questa posizione?
Si tratta di un’operazione molto “furba”, perché tende a far credere che la comunità scientifica che si occupa di clima e dei suoi cambiamenti si accapigli a discutere sulle origini del riscaldamento globale. In realtà, il dibattito scientifico è molto vivo, ma non su questo punto: è ormai assodato che la maggior parte del riscaldamento globale dell’ultimo secolo sia dovuto alle azioni umane, in primo luogo le emissioni di gas serra e un non corretto uso del suolo. In realtà chi esprime queste opinioni che negano l’importanza fondamentale dell’influsso umano sul clima ha solitamente poca o nessuna esperienza di ricerca nell'ambito dei cambiamenti climatici. Io dico spesso che non siamo più ai tempi di Leonardo da Vinci, quando in una singola persona si poteva racchiudere il sapere universale. Oggi la scienza è specializzata e utilizza metodiche di indagine della realtà molto diverse tra loro. Il clima è un sistema complesso e va studiato con strumenti e modelli complessi che solo chi pubblica regolarmente lavori su riviste internazionali del settore comprende e sa usare. Per questo conviene approfondire i temi portati da questi scienziati di altri campi: ci sono tanti esempi di confutazione delle loro dichiarazioni. Si scoprirà facilmente quanti errori e affermazioni non vere siano state espresse da questi professori. E quando non si abbia abbastanza esperienza per capire chi porta risultati scientifici seri, ci si affidi al fatto che questi presunti esperti siano o no competenti in materia climatica. Basta inserire il loro nome su un motore di ricerca, specie se mirato alla conoscenza scientifica, per capire quanto questi signori abbiano scritto su questo tema in riviste del settore. Perché non fare una prova su Google Scholar? Vi divertirete.
Che significato assume sotto il profilo scientifico lo scioglimento del ghiacciaio Planpincieux, sul versante italiano del Monte Bianco? È un fenomeno connesso con il climate change? In che modo?
Vi sono stati alcuni episodi di questo tipo in passato, anche se probabilmente non con questa velocità di “slittamento”. In realtà questi fenomeni, che a livello locale possono portare notevoli problemi a valle, se visti a livello più globale (ovviamente avvengono anche altrove) ci fanno pensare che vadano riviste alcune previsioni fatte anche recentemente. In effetti, più i nostri glaciologi studiano la dinamica dei ghiacci, più ci si rende conto che il ghiaccio si fonde effettivamente in superficie per la temperatura media aumentata e per le ondate di calore, ma questo ghiaccio diventato acqua non scorre solo in superficie: spesso si infiltra tra la roccia sottostante e la base del ghiacciaio, lubrificando questa superficie e facendo in modo che il ghiaccio scivoli giù, con distacchi bruschi che accelerano la perdita di ghiacci. In generale, le ultime previsioni IPCC del rapporto 2013 non consideravano con attenzione questi fenomeni bruschi. Ora che li conosciamo meglio, possiamo dire che probabilmente la perdita di ghiacciai montani sarà più rapida, per cui dobbiamo rivedere le nostre previsioni di innalzamento del livello del mare, che dovrebbe essere più accentuato, con grossi problemi per gran parte delle coste del mondo.
Nel caso non si adottassero misure concrete per contrastare i cambiamenti climatici, qual è lo scenario che dovremmo aspettarci per l’Italia da qui al 2050?
Già oggi l’Italia, a fronte di un riscaldamento medio globale di circa 1°C nell'ultimo secolo, si è riscaldata invece di circa 2°C. Nel caso continuassimo con le tendenze attuali di emissioni di gas serra, si può facilmente pensare che in Italia al 2050 la temperatura media possa aumentare come minimo almeno di un altro grado, ma probabilmente di più. In ultima istanza, comunque, il problema non è solo che suderemo un po’ di più, ma il fatto che questo riscaldamento sarà accompagnato da impatti sempre più forti sul territorio, gli ecosistemi e l’uomo, con la sua salute e le sue attività produttive, prima tra tutte l’agricoltura. Si pensi alle ondate di calore e alla nascita di inquinanti come l’ozono nelle nostre città, con i relativi problemi per la salute, soprattutto di categorie deboli come anziani, bambini, asmatici, cardiopatici. Si pensi all'aumento della violenza degli eventi estremi di pioggia e vento e ai tanti danni e morti che contiamo ogni giorno di più. Si ricordi la siccità che ha colpito in varie annate recenti la nostra Italia e ai danni che ha fatto all'agricoltura: questi danni potranno essere maggiori. Da un lato dobbiamo diminuire le nostre emissioni affinché questi impatti non aumentino ulteriormente; dall’altro dobbiamo adattarci e mettere in sicurezza il nostro Paese dai danni che comunque ci dovremo tenere anche con una diminuzione delle emissioni: si ricordi che non si parla mai di tornare indietro con la temperatura, ma solo di stabilizzarla a livelli non troppo pericolosi.
In merito al contrasto ai cambiamenti climatici, quali potrebbero essere le azioni prioritarie da attuare, per avere dei risultati nel breve e medio termine?
Ovviamente è importante innanzi tutto avere coscienza del problema e basarsi sui dati della migliore scienza. Poi ognuno di noi può fare qualcosa con il cambiamento del proprio stile di vita, ma anche con l’innesco di circuiti virtuosi dal basso, di consumo, risparmio energetico, produzione distribuita di energia. Ma importantissimo è spingere sui nostri politici affinché adottino politiche ambientali serie e incisive. Infatti, sono loro che devono gestire la transizione energetica, perché si tratta soprattutto di cambiare il modo di produrre energia, abbandonando gradualmente ma in maniera decisa i combustibili fossili. E per fare questo la transizione va gestita politicamente, per evitare che la paghino le fasce più deboli della popolazione.
La lotta ai cambiamenti climatici può rappresentare anche un’opportunità per costruire un nuovo modello economico e sociale?
Assolutamente sì! Ricordo a tutti che i rapporti IPCC (e l’accordo di Parigi che su questi si basa) ci dicono che, se vogliamo evitare i guai peggiori ed eventualmente irreversibili dei cambiamenti climatici, la seconda parte di questo secolo dovrà essere ad emissioni nette di carbonio zero. Questo è un messaggio molto forte ai politici, agli economisti, ai businessmen. Signori - si fa capire - il carbone, il petrolio, il gas naturale non hanno futuro. Se volete fare business, dovete farlo su altro. Io credo poi che ci sia un equivoco di fondo: molti pensano che la lotta ai cambiamenti climatici sia un tema di chi vuole regolamentare strettamente l’economia con interventi pubblici. In realtà non sappiamo bene quale sia la ricetta per la gestione della transizione energetica: insieme a possibili azioni sulle leve fiscali, abbiamo bisogno di uno sforzo congiunto di imprenditori illuminati di tutte le tendenze politiche, perché salire adesso sulla stessa barca significa anche cogliere tutte le opportunità che presenta il passaggio ad un’economia sostenibile, circolare, senza emissioni di carbonio. Del resto la nostra Italia è fatta soprattutto di piccole aziende poco energivore e locali. Questo nuovo modello si adatta perfettamente al loro sviluppo.
Commenti (28)
GRISENTI LORENZ
21 ottobre 2019 alle ore 11:00Che peccato, sempre piu sistemici nel m5s. Se vogliamo fare qualcosa per l'ambiente perchè non parliamo del 5g? No quello ormai si fà e basta, non chiedete nemmeno. Il cambiamento climatico antropico invece è confermato da chi? Ci fate vedere uno studio indipendente su questa faccenda? O un studio indipendente che dica che il 5g non fa male agli esseri viventi?
L'anima ecologica del M5S si sia trasformata ed ha, secondo me, perso l'obiettività nel valutare le questioni, ci stiamo allineando a questa propaganda di provenienza oscura.
Ettore Mascellani
22 ottobre 2019 alle ore 15:33Per i cambiamenti climatici puoi consultare i reports periodici dell'IPCC, che risulta essere una fonte assai autorevole
https://www.ipcc.ch/
giuseppe abruzzese
21 ottobre 2019 alle ore 13:59Peccato che il sig. Prof. Ecc. Ecc. inizi un intervento, per altro importante e su un tema importante, gettando discredito su altri ricercatori impegnati, forse più di lui, a lavorare sul campo veramente e non a spiattellare giudizi. Se veramente il prof ha tutta questa certezza, ci porti i nomi e gli studi che contesta e che giudica negativamente così potremo leggerli, studiarli e decidere.
gabrin1234
21 ottobre 2019 alle ore 14:31Usare il termine "negazionista" in un dibattito di questo genere è una vigliaccata poco scientifica e molto cialtronesca. Dal mio punto di vista, getta molto più discredito su chi lo usa che nei confronti di coloro verso cui è indirizzato.
federico_2
21 ottobre 2019 alle ore 14:43LA TV CI STA. INGANNANDO !!!!!
Stamani tutta una pippa inventata su piogge torrenziali ed allagamenti fasulli !!!!
Tutto inventato da lorsignori per non farci cogliere la pericolosità della desertificazione
incombente della Lombardia e dell'inevitabile riscaldamento del pianeta.
Basta con l'inganno !!!!
In galera chi ripropone filmati video di anni ed anni fa ... con piogge ed allagamenti.
Invece delle colonnine per la ricarica delle auto elettriche ... occorrono aree di sosta
ed abbeveramento dei cammelli ... e servono anche subito ... non abbiamo più tempo
me lo ha confidato in segreto Greta ...
Marta Buscioni
21 ottobre 2019 alle ore 15:15Si potrebbe aggiungere a questo autorevole intervento quello del climatologo di fama mondiale Carlos Nobre, intervistato dal Messaggero, che dice chiaramente come siamo vicini al "tipping point" (punto di non ritorno) e che i "sedicenti" scienziati NEGAZIONISTI (come chiamarli altrimenti?) sono prezzolati in mala fede. Ma tutto questo non basta!!! I troll complottisti che frequentano il blog sono sempre più rabbiosi e ostinati, e come tutti i fanatici non vogliono saperne di abbandonare i loro pregiudizi, tanto da portare anche le piogge torrenziali a riprova dell'inesistenza dei cambiamenti climatici...quando è risaputo che anche le bombe d'acqua, alternate a periodi di siccità, e a latitudini insolite, sono parte proprio del cambiamento climatico.
D'altra parte "è più facile spezzare un atomo che un pregiudizio"(Einstein)...
roberto rizzolio
21 ottobre 2019 alle ore 16:39egregia Carla Buscioni ,
per lei Carlo Rubbia e un sedicente negazionista , prezzolato e in mala fede?
Per me e uno scienziato onesto e sincero, Premio Nobel e se lui afferma che il pianeta si sta raffreddando per la bassa attivita del sole, io gli credo.
Se arriveranno altri Nobel ( e non professorini da 2 soldi ) a smentirlo con prove valide , allora anch io mi ricredero.
Ma tutti i giorni alzo gli occhi al cielo e vedo sempre lo stesso crimine !!!
Ermes Dall'Olio
21 ottobre 2019 alle ore 16:01Anche in questo campo tutta la "Società onesta e civile" attende la riforma di Stampa e informazione in generale. Tutti i "non esperti" del settore possono essere truffati e presi in giro con la solita vecchia tecnica scoperta tempo fa per i gas di scarico di marmitte catalizzate cioè la ... vecchia, antica, splendente, bonaria e tuffaldina ... BUSTARELLA !!! (Basta, smettiamola con questo mondo di corrotti, e con tutte le informazioni-climatiche ... a pagamento !!!!! )
roberto rizzolio
21 ottobre 2019 alle ore 16:29Antonello Pasini chi???
Quello che lavora per il CNR ?
Lo stesso CNR che e coinvolto nel progetto :
" Accordo Italia - USA sui cambiamenti climatici " del 2002 "
leggetelo e al Worpackpage 10 troverete al paragrafo ,
1 Lo sviluppo di nuovi sistemi per la realizzazione di esperimenti di manipolazione dell ecosistema che permettano di esporre la vegetazione a condizioni ambientali simili a quelle attese in scenari di cambiamento globale .
Gli enti sono l IBAF e IBINET del CERN
Quindi uno che lavora per societa implicate nella Geongegneria Climatica Clandestina e Criminale ci viene a dire che se non adottiamo provvedimenti al piu presto entro il 2050 sara troppo tardi e che chi invece da oltre 15 anni denuncia le loro folli attivita criminali sbaglia.
Inoltre continuano con questa panzana del riscaldamento opera della CO2 quando Migliaia di scienziati negano una relazione tra l aumento di CO2 e l aumento delle temperature .
Infatti quel poco di aumento di Co2 dovuto all uomo viene ampiamente assorbito dalle piante e dagli oceani sotto forma di carbonati e oggi 400 P.P.M. non fanno aumentare un bel nulla!
Inoltre la temperatura mondiale e scesa di 0, 53 gradi negli ultimi 5 anni, pero questo non ve lo dicono.
Vogliono solo tasse e riportare a casa i soldi che hanno speso in questi anni nella loro geongegneria , e li vogliono portare a casa prima che arrivi il freddo vero che li smerdera tutti questi falsi scienziati!!!
Non uno che parla di come estrarre metano dai "CLATRATI Idrato di metano "
che assicurerebbero energia pulita per i prossimi 1000 anni,
Perche ???
Non uno che parla di bruciare il gas con l ultimo sistema che permette di ottenere grafite e acqua senza produzione di CO2.
Perche?
Perche il metano lo possiedono i Russi, Iraniani,Arabi, e gli altri paesi lo stanno finendo USA,Norvegia, ecc.
Quindi elettrico obbligatorio che pero lo faranno con l ATOMO .
roberto rizzolio
21 ottobre 2019 alle ore 17:36Antonello Pasini ,
Fisico clima CNR,
professore alla Pontificia Universita Gregoriana
vice presidente alla societa italiana del clima
esperto in migrazioni climatiche
Durante una sua conferenza sulle migrazioni climatiche al minuto 13 afferma che tra il Tigri e l Eufrate vi e stata una siccita devastante tra gli anni 2007 e 2010.
E che questa ha portato poi alla crisi e alle migrazioni climatiche.
Senza saperlo mi ha confermato che la Geoingegneria fa parte delle guerre ibride moderne attuali.
Sull articolo di Maurizio Blondet, vi prego di leggerlo attentamente, " Siria i Francesi distruggono il loro cementificio che serviva i ribelli "
Blondet afferma che nel 2008 al Bildinberg fu decisa la strategia finale per la Siria quindi si era gia iniziata la guerra e per prima cosa hanno iniziato distruggendo l agricoltura per indurre poi le popolazioni alla ribellione e alla guerra.
Ecco che si inizia a spiegare come si muovono insieme la geongegneria e le politiche atte a piegare i governi e a distruggere gli stati.
Grazie professore Pasini di avermi fornito altre prove.
Sembra pero e su questo aspetto di essere sconfessato ,che in russia non esistono scie chimiche nei cieli.
infatti per uno strano motivo ( Forse l aria e diversa ) non si formano scie degli aerei.
O forse perche e vietato il rilascio !!!!
Old
21 ottobre 2019 alle ore 19:45Premetto :Non sono uno scienziato. solo un lettore.
L'autorevole professore spiega molto bene che ormai è chiaro che stiamo andando verso un clima interglaciale e che all'uomo viene attribuito una parte notevole di questo cambiamento.
riporto :
– il carbone, il petrolio, il gas naturale non hanno futuro.- (roberto rizzolo , qui sotto parla dei clatrati, che
sempre energia fossile sono , con il problema di essere tenuti controllati ad alte pressioni ).
Stando così le cose , perché nessuno osa chiedere, quando si intervistano scienziati così autorevoli,
cosa pensano del nucleare ? ( o è tabù?)
gian giul
21 ottobre 2019 alle ore 20:17Il nucleare è tabù (manco si osano anche parlarne male o in prospettiva a medio termine)
federico_2
21 ottobre 2019 alle ore 21:54I russi hanno appena messo in servizio una nuova centrale nucleare montata su una nave ... per servire una zona fuori mano nei loro territori asiatici.
E mi pare stiano vendendo centrali nucleari a man bassa in Medio Oriente e Cina.
se hai nbisogno di notevoli quantità di energia, e non vuoi usare carbone, petrolio o gas ... unica soluzione ... certo tocca usare le cautele del caso.
Io non ci credo più, io sono un uomo libero
21 ottobre 2019 alle ore 20:10Veramente non ci sono i negazionisti, ci sono quelli che dicono che è un corso naturale e quelli che pensano che la causa sia l'uomo
roberto rizzolio
21 ottobre 2019 alle ore 20:40Un po di giustizia
Grazie
federico_2
21 ottobre 2019 alle ore 22:16Il termine negazionista fa parte di quelli inventati per offendere senza fare la figura di offendere ... associandogli una valutazione negativa
Inversamente i termini *progressista* e *tutelare* servono a fare bella figura e darsi ragione da soli.
E'' questione di sottile propaganda ... adesso superata dal *politicamente corretto* di Veltroni che è già passato alla fase di *questo termine non lo puoi usare* .-.. della serie ... rinkolionire il popolo
federico_2
23 ottobre 2019 alle ore 13:59Aggiungo ... se questa cretinata del politicamente corretto va avanti tra poco dovremo chiamare un ladro ... una persona *diversamente onesta*
roberto rizzolio
21 ottobre 2019 alle ore 20:38Vallo chiedere a Fukosima e a Cernobil cosa e il nucleare
Il nucleare e pulito, non si vede , non fa fumo ma ha soltanto un piccolo problema se va fuori controllo irradia e l irradiazione e mortale
I pompieri che con l elicottero spensero Cernobil morirono cotti in poche ore i piu sfortunati in 2 o 3 giorni
La Bielorussia sara radioattiva per non si sa quanto, l Ukraina ha perso piu di 20 milioni di persone in trentanni, in giappone sono disperati e le radiazioni nell acqua hanno gia raggiunto la costa americana.
lo sanno benissimo cosa fa ma non ne parlano perche non devono parlarne
Per quanto riguarda i clatrati sono associati al loro uso pulito cioe attraverso un Fracking in idrogeno e grafite con successiva combustione dell idrogeno e formazione di acqua.
per quanto riguarda il gas dire che non ha futuro e un po limitante per ora non abbiamo come spostare il riscaldamento dal gas all elettrico, lo stesso per l autotrazione che puo andare bene per i piccoli tragitti ma non sui camion e sui furgoni.
Il treno invece e perfetto ma va gia a elettricita.
Ma adesso vorrei fare io una domanda a tutto il mondo e atutti i professori e sapientoni della terra e cioe.
I voli aerei come li cataloghiamo visto che sono sempre fuori e nessuno ne parla mai, solo auto, carbone e fossili.!!!
Ma gli aerei vanno ad aria , o a cherosene ???
Basta cliccare su : Mappa voli , cartina mondiale tempo reale rotte aeree , per vedere quanti aerei volano in ogni istante.
Se poi guardassimo le navi che navigano nel mondo vedremmo che le auto sono solo una piccola parte ma sono quelle piu attaccate!
Perche??
Perche fanno Business, perche fanno fare soldi all industria e ai governi con le tasse !
Perche non ci sono le navi e gli aerei euro 5 o 6.?
Perche in questi anni non hanno mai cercato di ridurre le emissioni di navi ed aerei con combustibili senza zolfo e metalli pesanti .
Fatevi queste domande a cui non avrete mai risposte !
federico_2
21 ottobre 2019 alle ore 21:50Io ho lavorato anni fa sulla depurazione fumi navale ... ma solo sulle navi da crociera !!
Al mondo ci sono 150.000 navi ... che quando viagiani vanno giorno e notte ... con motori di potenza spaventosa che bruciano .... praticamente catrame ... ed inquinano quaranta oo cinquanta volte più di tutte le auto del mondo.
Questa pazzia del riscalamento dovuto alle attività unmane ... che fa solo ridere ... è stata organizzata per permettere ai governi di aggiungere nuove tasse a quelle già esistemti ... e la prima conseguenza sarà l'aumento dei prezzi dei carburanti ... e la demolzione forzata degli euro 3 e 4, con tanti saluti a chi non ha i soldi per cambiare auto ( e camion ... )
Alessandro Albanese
21 ottobre 2019 alle ore 22:58L'efficienza di trasporto di una nave è mostruosamente superiore a quella di qualsiasi altro mezzo di trasporto.
Un due tempi di una portacontenitori, che brucia nafta pesante, considerando il carico che trasporta inquina in proporzione molto meno di qualsiasi alternativa esistente.
Il problema del traffico automobilistico è che insiste su luoghi già pesantemente inquinati e per il gioco dei fattori di inquinamento è ad altissimo impatto.
Chi ha lavorato sulla 'depurazione dei fumi' dovrebbe sapere che nel Nord Europa, a differenza del Mediterraneo i limiti alle emissioni ci sono anche per le navi da carico, che in porto non possono usare il gasolio pesante.
Questo vostro è il solito discorso qualunquista di chi non sopporta i blocchi del traffico e chissenefrega della qualità dell'aria in città, io devo parcheggiare.
federico_2
22 ottobre 2019 alle ore 10:00IGNORANZA E PRESUNZIONE
1
Le navi non bruciano nafta pesante ma *bunker oil* una specie di catrame che va scaldato altrimenti non scorre neanche nei tubi ... e brucia producendo scarichi pieni di qualunque porcheria.
2
Io non *ho lavorato* ... sono uno di quelli che ha prodotto l'impianto pilota di depurazione fumi per Costa Crociere ... poi adottato da loro in serie ... ed ero nel CdA della società che ha fornito a Costa crociere e società collegate questo sistema brevettato per un centinaio e più di motori ( ogni nave ha sei motori ma ne basta uno per muoversi in porto).
3.
Quella società sta fornendo oggi sistemi ad armatori del Baltico e dei mari del Nord ... le cose le posso sapere in diretta dai protagonisti ... mi basta una telefonata ...non devo cercare su Wikipedia come fai tu ... stai al tuo posto ... puoi fare il saputello con gli ignoranti che imperversano su questo forum ... con il sottoscritto no..
4
Quando ero ancora nel CdA ho organizzato le prime riunioni con il Registro Navale Russo ... cosa vuoi capire tu del mondo ... guardando fuori della tua finestra dell' Ufficio Anagrafe di Roccasecca Superiore.
Sempre in attesa che tu ci faccia conoscere le tue qualifiche ... e che mestiere fai.
Alessandro Albanese
22 ottobre 2019 alle ore 21:53A parte che sul forum non ci sono solo ignoranti e anzi molti utenti sono professionisti e laureati.
Non so che tipo di ingegnere tu sia (ho notato che siamo passati al tu) o da quanto non sia più in attività, ma il bunker oil, le nafte pesanti, HFO o come cacchio vuoi chiamare i combustibili di quel tipo non sono più consentiti nelle zone a emissioni controllate.
Attualmente nei porti del Nord (non in Russia, dove della normativa ambientale se ne fregano) si usa esclusivamente marine diesel che alla peggio è simile al gasolio agricolo, e quasi tutti i motori navali sono pronti alla transizione verso il GNL, proprio per contenere le emissioni.
La mia qualifica e il mio mestiere sono tali per cui se voglio sapere come e quanto consuma la prossima Costa vado a controllare la specifica tecnica, senza telefonare in giro per i Cda, non lavoro all'anagrafe.
Non è questione di sapere o non sapere, tu deliberatamente fai il qualunquista sbandierando competenze che andrebbero un bel po' aggiornate per essere magnanimi.
Saluti
Alessandro Albanese
22 ottobre 2019 alle ore 22:19Come al solito sono stato fin troppo gentile, dato il tono presuntuoso del commento, ma è solo per chi ci segue da casa, che non si convinca di qualcosa sulla base di inesattezze e stronzate.
federico_2
23 ottobre 2019 alle ore 13:51Sei viscido come una anguilla ... svicoli da tutte le parti ... il mio post originario parlava delle 150.000 navi nel mondo ... e tu ti attacchi alle navi nel mare del nord ... che forse è la sola info trovata su Wikipedia.
Te lo chiedo ancora ... quali sono il tuo livello scolastico e le qualifiche professionali che ti mettono in grado di polemizzare su argomenti tecnci ... e non solo con me ?
Ettore Mascellani
22 ottobre 2019 alle ore 15:42Il discorso del prof. Pasini ha un grande limite: parla solo dell'Italia e di cosa si può fare nel nostro paese.
Indubbiamente i paesi più sviluppati come il nostro devono fare la loro parte per limitare i rilasci di gas serra, ma non si può tralasciare il problema dei paesi in via di sviluppo, che hanno bisogno di risorse energetiche via via crescenti. Per questi paesi la via più semplice per produrre energia è il ricorso massiccio a fonti fossili (come è stato per noi per tanti decenni). e quindi, visto che questi paesi hanno diritto a svilupparsi, dovremo fornire loro i mezzi per produrre energia pulita o l'inquinamento atmosferico aumenterà drammaticamente.
Luigi Andrea Vavassori
22 ottobre 2019 alle ore 17:09E’ noto che i modelli proposti da IPCC dell’ONU quando si applicano ai dati storici NON funzionano.
Se volete qualche informazione piu’ dettagliata guardate questo link
https://scenarieconomici.it/clima-la-verita-in-dati-e-grafici/
merlino1
22 ottobre 2019 alle ore 23:09CARI AMICI CON POCHE PAROLE VI ILLUSTROI IL MIO PENSIERO, SE HAI TEMPI DI
LEONARDO DA VINCI O DI MERLINO SAREBBE ESISTITA LA GLOBALIZZAZIONE SAREBBERO RIMASTI DEI PERFETTI SCONOSCIUTI, QUESTA MACCHINA INFERNALE CERCA SOLO IL PROFITTO
DEL BENESSERE DEI CITTADINI NON GLIENE STROPICCIA NULLA, ALTRO CHE LIBERA CIRCOLAZIONE IN EUROPA DEI CITTADINI, SONO LE MERCI CHE GLI INTERESSANO FAR PASSARE DA STATO A STATO SENZA TIRARE FUORI UN CENT. NOI ABBIAMO AD ESEMPIO LE ARANCE PIU' BELLE DEL MONDO, MA X FARE INGRASSARE I CENTRI COMMERCIALI DOBBIAMO MANGIARE AD ESEMPIO
LE ARANCE DEL BURUNDI, LE AUTO E MOTO EURO 1 E 3 E 5 ECC ECC SONO STATE INVENTATE X COSTRINGERCI
A CAMBIARE LA MACCHINA, ORA STESSA COSA X L'ELETTRICO CON LA SCUSA DELL'INQUINAMENTO . . E COSI' VIA , le fabbriche che inquinano le vendono ai paesi in via di sviluppo, e con gli aiuti statali si costruiscono nuove fabbriche x auto elettriche, veramente notevole l'inteligenza che ha programmato tutto questo, merita un nobel. quindi il livello di inquinamento a livello del pianeta cambia poco.
enzo bargellini
23 ottobre 2019 alle ore 10:31Buongiorno a Tutti,personalmente non ho tanti dubbi circa alcuni cambiamenti climatici,soprattutto dell'ultimo secolo,che ha visto consumare buona parte dell'energia chimica accumulata negli idrocarburi in oltre mille secoli,dissento in parte sui presunti "colpevoli"dei fenomeni connessi in particolare sul principale "accusato" la cd.anidride carbonica,gas di scarsa reattività nè tossico nè velenoso e di massa volumica assai superiore a quella media dell'aria e che,benchè aumentata di concentrazione per le ragioni di cui sopra,è ancora comunque ben lungi dal rappresentare pericoli asfissianti.
Nel contesto troposferico i gas sono prevalentemente soggetti a forze Browniane termoconvettive e gravitazionali unitamente a molecole d’acqua,allo stato solido-liquido-vapore secondo i gradienti termodinamici che ne determinano i passaggi di fase.
Il cd.”effetto serra” , importantissimo fattore dei sistemi minerale vegetale e animale,secondo mio
modestissimo parere determinato ancor'oggi sulla Terra a maggioranza dall’acqua,s’è alterato nell’ultimo secolo a causa delle massicce immissioni dal suolo alla tropopausa di gas,vapori e,soprattutto tanto tanto calore diffuso che la Terra fatica oramai a smaltire,è perciò urgente Planetaria transizione al fotoVoltaico produttivo ed a trasporti con graduale riduzione e riconversione dei combustibili fossili comiciando dai più “pesanti”,cosa che al suolo è fattibile da subito mentre ci vorrà molto più tempo per il sistema aeronautico che sparge dall’alto (e non solo CO2) al ritmo di circa duecentomila voli al giorno.
Saluti e cordialità a Tutti dalla Solatia Romagna.
