
Approvata norma sull'End of Waste: al centro ambiente, lavoro ed economia circolare
24 ottobre 2019 alle ore 10:19•di Vilma Moronese
Finalmente ci siamo! Ieri abbiamo dato vita, dopo oltre un anno di duro lavoro, alla norma che ci permetterà di cambiare paradigma nella gestione dei rifiuti, e che ci darà la possibilità di andare sempre più verso l'abbandono delle discariche e degli inceneritori.
Si tratta di un cambiamento epocale che permetterà alle aziende produttrici di utilizzare meno materia vergine e aumentare l’impiego di prodotti riciclati, grazie ad una norma contenuta all'interno del decreto crisi aziendali parte il Green New Deal, il nostro patto per l'ambiente.
Con un emendamento a mia prima firma frutto di un lavoro corale di tutti i componenti delle commissioni ambiente di Camera e Senato sull'End of Waste, cioè sulla cessazione della qualifica di rifiuto, avviamo concretamente il nuovo percorso dell'economia circolare nel Paese.
Sul riciclo il Movimento 5 Stelle ha da sempre voluto trovare la soluzione migliore che tutelasse tutti i soggetti coinvolti, dai cittadini alle aziende, che vogliono investire nel settore e nella trasformazione di rifiuti in prodotti o materie prime seconde, ovvero in tutti quei materiali che vengono recuperati dal riciclo per essere ritrasformati in nuova materia come nel caso di materiali tradizionali come il vetro, la carta, le plastiche o invece come i materiali di scarto derivati dal trattamento degli pneumatici, solo per fare un esempio.
Questo emendamento, che è stato approvato in commissioni riunite, da un lato agevola le imprese prevedendo una modalità certa per il rilascio delle autorizzazioni, dall'altro prevede che queste vengano rilasciate nel rispetto di quanto previsto dalle direttive Europee.
Con questa norma, per le nuove autorizzazioni, gli enti preposti avranno un quadro normativo di riferimento che è in capo al Ministero dell'Ambiente.
Cosa fondamentale abbiamo previsto un sistema di controllo e monitoraggio affidato all'Ispra, l'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, che si potrà avvalere delle Arpa, le agenzie regionali per la protezione ambientale, per la verifica delle autorizzazioni e per il controllo sulle modalità operative e gestionali degli impianti.
Inoltre con questo provvedimento creiamo presso il Ministero dell’Ambiente una task force per i decreti ministeriali "caso per caso" e la realizzazione di una banca dati nazionale sulle autorizzazioni che vengono rilasciate e quelle che man mano dovranno adeguarsi in fase di rinnovo o riesame.
Con questo provvedimento avviamo una nuova stagione che mette al centro il lavoro, l'economia circolare e la tutela dell'ambiente.
Commenti (13)
fabio tom
24 ottobre 2019 alle ore 11:14A quando una proposta di legge per la legalizzazione della cannabis e sul fine vita assistito? Col PD si può fare! Avanti con queste battaglie di civiltà! Cambiamento!
Beppe
24 ottobre 2019 alle ore 11:54Grenn new deal? Vilma, che bisogno hai di scopiazzare termini americani?
Comunque un gran e bel lavoro.
Dal tuo post non si capisce se, per trasparenza, i manufatti realizzati con la materia riciclata, avranno dei marchi di riconoscimento per distinguerli dai prodotti fatti con la materia vergine.
E poi mi auguro che, visto la complessità delle trasformazioni, si tenga ben presente anche della salute dei lavoratori e di quella dei destinatari finali del prodotto realizzato.
Antonino Indelicato M5S Marcallo con Casone
24 ottobre 2019 alle ore 14:47Buongiorno vorrei sapere cosa cambia in merito alla forsu da trattare negli impianti di biometano, prima non si poteva trattare in quanto non considerata, la forsu, rifiuto finito
antonio d m
24 ottobre 2019 alle ore 15:05Fare molta attenzione a questo riciclo .Ieri e stato scoperto un traffico di plastica cancerogena riciclata che noi spedivano in Cina che poi loro ci rimandano sotto forma di scarpe da ginnastica. Antonio dm Carrara. PS già detto scrivere come si parla .
roberto rizzolio
24 ottobre 2019 alle ore 16:03Per eliminare una parte della plastica molto importante si potrebbe utilizzare un progetto che in dieci anni ci libererebbe di un buon 50% di plastica, soprattutto quella per alimenti e prodotti di consumo.
1 Programmare il divieto di uso di polimeri da fonti non riciclabili tra 5 anni.
2 Potenziare la ricerca e produzioni di polimeri da amido ( Mais)
3 Bruciare i rifiuti plastici in inceneritori per ancora 10 anni al fine di smaltire tutte le scorte di questi e non di riproporceli , in quanto cancerogeni e tossici perche mischiati tra loro !!!
4 Aumentare le superfici coltivate a mais aumentando le sovvenzioni ai contadini cosi il mais assorbirebbe la CO2 prodotta in un ciclo di rigenerazione infinito.
5 Le plastiche biodegradabili da mais, si potrebbero a quel punto o bruciare per produrre energia o compostare per produrre fertilizzanti.
Si creerebbe quindi +Ricerca+ energia+agricoltura e non incremento di CO2 in atmosfera.
Inoltre si avrebbe - rifiuti - inquinamento e - uso di gas e petrolio.
per gli altri polimeri, quelli delle auto, delle case e degli oggetti piu voluminosi , o si possono produrre con nuovi polimeri o si sostituiscono con fibre di cellulosa o di canapa.
Come fece Henry Ford quando presento la sua Ford T costruita con carrozzeria, motori, interni, tapezzeria tutti prodotti da polimeri derivati dalla canapa sativa.
Inoltre anche la benzina proveniva dalla canapa.
In pratica se noi volessimo non abbiamo bisogno di traformare tutta la trazione in elettrico ma solo una parte.
E non eliminare tutta la plastica in quanto si puo ricogenerare con l aiuto dei vegetali e del sole.
Questo processo porterebbe alla coltivazione di zone oggi spopolate e darebbe lavoro nuovo e pulito a milioni di persone. anche in italia.
Sicuramente l ENI e i vari istituti di ricerca sanno gia come fare ma ci vuole la volonta politica , in quanto si vanno a toccare delle rendite importanti.
ci sara l questa volonta ?
roberto rizzolio
24 ottobre 2019 alle ore 16:29Un altro provvedimento a costo zero con introiti e educazione interessanti sarebbe l innalzare le multe per chiunque lanci plastiche, carta e altri oggetti dall auto .
Per chi lascia cicche o carta sui luoghi pubblici o privati.
Obbligo di tutti gli esercizi di separazione dei rifiuti, Carta , plastica , vetro, metalli , organico, olii.
Capito Mc D,,,, e gli altri.
Divieto di Bicchieri, piatti, posate, cannucce monouso. con se possibile ritorno al vetro , ceramica ,metalli riutilizzabili ,e carta riciclabile.
Obbligare i comuni a ripulire tutti i fiumi , boschi ,ruscelli , canali , fossi e altro dalla plastica e se un fiume attraversa piu comuni o province creare un consorzio , con in piu repressione e multe per chi continua ad inquinare questi fiumi con plastiche varie .
Monitorare le zone industriali con divieto di rilascio per queste industrie di qualsiasi prodotto e facendole consorziare in modo da depurare questi rifiuti a Km zero.
Obbligare le province a ripristinare le piante ad alto fusto lungo i fiumi e laghi in zone dove preesistevano sgomberando invece i letti di questi dai residui vegetali che causano problemi al deflusso delle acque.
Lasciare ripulire i boschi attraverso la collaborazione delle comunita montane, province, comuni, cittadini e proprietari al fine di eliminare tutte quelle piante che durante la loro discesa a valle distruggono ponti e strade con alluvioni e frane.
Si pulirebbero i boschi con eliminazione piante secche e emergenza delle piu giovani, si darebbe lavoro e si ridurrebbe anche l importazione di legno, carbone e gas per riscaldamento.
Permettere di nuovo tutte quelle attivita silvestri compatibili con la salvaguardia dei territori al fine di migliorare gli stessi autorizzando progetti validi e stroncando tutti gli abusi.
Tutte leggi a costo zero perche utilizzano uomini ed enti gia presenti e che darebbero sia un introito ai comuni e province sia un beneficio alla popolazione.
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roberto rizzolio
24 ottobre 2019 alle ore 16:38Beneficio sotto forma di risparmio.
Se una famiglia puo raccogliere lega secca o da piante malate o cadute , va da se che risparmia sul riscaldamento e cosi ha piu soldi da spendere o risparmiare.
Riutilizzo delle paglie di riso e grano per produrre carta e cartone come in Giappone e compostare questi cartoni e altre carte per produrre fertilizzanti per piante e fiori.
In somma se si vuole attraverso la gestione integrata dell agricoltura si puo ridurre l inquinamento di un buon 50% e l uso di petrolio e idrocarburi del 30%.
Che sommato all elettrico darebbe un sollievo all inquinamento.
Pero esistono due problemi a cui nessuno ha voglia di mettere mano ,,,,,,,,,,,
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Raffaele Nettuno
24 ottobre 2019 alle ore 16:45https://www.facebook.com/photo.php?fbid=2266567000300961&set=a.1562849627339372&type=3&eid=ARCajgDBYYRXsZUTtsH2a9E8ZMiw3wMriYsmOpoAmvV3R0h3YHaL-jDvFwhmD0ugPDn_ZoJQ7G9-N-pb
roberto rizzolio
24 ottobre 2019 alle ore 17:23Bene Lamezia Terme, anzi grandi !!!
Ottimo !
Un bell esempio per molti comuni e citta che si sentono piu civili !!!
Ma questo dopo magari un anno di prova e test vari sui territori deve diventare obbligatorio e a carico di chi produce i rifiuti, usando il microcip sui bidoni con pesatura.
Con sconto sulle bollette da parte di chi conferisce vetro, alluminio e altro con valore commerciale che va smaltito a costo 0 o con utile.
roberto rizzolio
24 ottobre 2019 alle ore 17:11AEREI e NAVI , INDUSTRIA Petrolchimica e Centrali a carbone.
AEREI + di 100000 aereoplani che volano tutti i giorni consumo medio 50 barili = 5.000.000 barili al giorno
Navi altrettanto o di piu
Camion decine di milioni con consumo medio di 2 barili = 10.000.000
In pratica queste 3 categorie e poi ve ne sono anche altre, utilizzano giornalmente il petrolio di Arabia e Russia .
Al momento non abbiamo nessuna possibilita di cambiare questo o di ridurlo quindi rimane solo una soluzione.
Modificare aree immense ora desertiche o semi desertiche per produrre energie rinnovabili e ridurre l inquinamento e la temperatura????? sta gia scendendo ! della terra.
Quindi ridurre la deforestazione in Brasile, Sbarrare e deviare parzialmente fiumi come il nilo, niger e altri irrigando milioni di ettari dove rimboschire e dove produrre quantita enormi di cereali e biomasse.
Utilizzare la geoingegneria per fare piovere nel deserto del sahara.
In queste aree ad alta radiazione solare le macchine dovrebbero essere solo elettriche a inquinamento 0.
Ci sarebbe lavoro per milioni di famiglie e si arresterebbero i flussi migratori.
E centinaia di altre forme dalle piu grandi a quelle piu piccole per contrastare questo degrado e inquinamento .
Ma da quanto vedo si parla solo di nuove tasse,
Di nuove tasse sui rifiuti
Di nuove tasse sulle plastiche , ecc.
Di nuove tasse sui carburanti, sui gas, sull elettricita , sull acqua e stavolta forse riescono anche a tassare l ARIA..
Erano centinaia di anni che pensavano a come riuscirci ed ora forse ce l hanno fatta !!!!
Vedrete nei prossimi anni cosa si inventeranno siccome devono fare uscire 100 000 miliardi di euro per ripianare tutto quello che hanno perso con derivati, progetti malsani, guerre , OGM, Geongegneria e ruberie varie.
Quindi montando questa bufala dei cambiamenti climatici ci tasseranno a morte su tutto senza pero impegnarsi a risolvere il problema.
IVALDO BERGAMASCHI
26 ottobre 2019 alle ore 21:33Ottimo l'ambiente deve essere il primo impegno per il futuro con le energie rinnovabili
massimo celani
31 ottobre 2019 alle ore 03:42https://linguaggipubblicitari.blogspot.com/2019/09/eccolo.html
Differenziare è facile.Possono riuscirci pure Di Maio, Salvini e Meloni.
Basta poco per separare il vetro dalla plastica e dalla carta,
per distinguere gli scafisti e i trafficanti di essere umani
dalle organizzazioni umanitarie che salvano vite nel Mediterraneo.
Combattiamo la plastica e la stupidità.
L'ignoranza avvelena gli animi e l'ambiente
https://www.youtube.com/watch?time_continue=2&v=6fQ_JF47uSM
Emanuele Nicastro
15 dicembre 2019 alle ore 09:23Io sono, un italiano della Sicilia emigrato da piccolo in Germania.
Ogni anno vengo in Italia, e con rammarico noto che le nostre strade, campi, spiagge,
boschi e sentieri sono pieni di lattine, bottiglie sia di vetro che di plastica.
In Germania, benché se non cosi diffuso, avevamo anche questo problema.
Questo problema fu in gran parte risolto introducendo , il cosi detto ‘’Pfand’’ che
significa deposito o pegno,
In poche parole, quando in Germania si compra una bevanda si paga 25 centesimi per il
Contenitore. Le medesimi sono forniti con un codice a sbarre per essere riconosciuti.
Adesso in Germania quasi più nessun butta per strada i contenitori , che
significherebbe
buttare 25 centesimi, e se ce qualcun spavaldo che lo fa lo stesso, ce qualcuno che le
raccoglie e si fa i soldi.
