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Vergognose fake news dell'Espresso su Alessandra Todde
26 settembre 2019 alle ore 15:17•di Alessandra Todde
Ieri l'Espresso online ha pensato bene di dedicarmi una serie di fake news. Se l'intento è quello di screditarmi come manager, non ci sono riusciti. Vi spiego perché.
In un articolo si sostiene che, da CEO di Olidata, la mia gestione avrebbe peggiorato le condizioni dell'azienda. Tutte invenzioni.
Raccontiamo le cose come stanno.
Olidata, storico marchio informatico italiano, nel 2016 era un’azienda con 43,5 MILIONI DI DEBITI e NESSUNA prospettiva di ritornare sul mercato.
Grazie al lavoro del Presidente Tassi e dell’Advisory, team che lo ha coadiuvato e di cui ho dichiarato orgogliosamente di aver fatto parte, sono stati chiusi 207 accordi extra giudiziali con le aziende creditrici che hanno permesso alla società di poter presentare una manovra di circa DUE MILIONI di euro residui per uscire dalla liquidazione.
Ad aprile 2018 è stata presentata in Assemblea la manovra, assieme a un nuovo piano industriale che faceva di Olidata un veicolo di acquisizioni per società operanti nel settore di Internet delle Cose. Il nuovo Consiglio di Amministrazione di cui facevo parte, i nuovi organi di revisione, il collegio sindacale e la società hanno così potuto finalmente richiedere l’uscita dalla liquidazione.
Il 23 giugno 2018, a 60 giorni dall'Assemblea, Olidata è ufficialmente uscita dalla liquidazione.
Altra fake news dell'Espresso è quella che riguarda l'accordo con Poste Italiane, tuttora in fase di negoziazione.
Era un tema affrontato nella procedura di uscita dalla liquidazione ed è stato evidenziato dalla società di revisione nel parere della semestrale al 30 giugno 2018 dei primi sei mesi di gestione della società e quindi un tema PRECEDENTE alla mia gestione, non certo una novità degli ultimi mesi.
Più di 40 milioni di debiti abbattuti. Senza un solo euro di soldi pubblici ma solo con la caparbietà e la buona volontà di salvare un marchio storico. Vi sembra una gestione fallimentare o un modello che non funziona? A me sembra piuttosto un grande risultato, che qualcuno forse vuole negare. Ma parlano i dati e i fatti.
Il 30 giugno 2018 è stato perfezionato un aumento di capitale di 3,5 milioni di euro, di cui 500.000 euro cash utilizzati per spesare parte della manovra e 3 milioni dedicati alla prima acquisizione, in linea con il nuovo piano industriale, della società Italdata.
Il bilancio di Italdata a giugno 2018 aveva un UTILE NETTO di 300.000 euro: non certo quello di una società in crisi!
L’aumento di capitale ha permesso l’ingresso nel capitale di Olidata di Mario Carlo Ferrario già partner co-fondatore di Permira e di MEDION AG, azienda tedesca leader nel settore dell'elettronica di consumo, con cui è stata stipulata anche una partnership per la vendita dei prodotti a marchio Olidata.
Soci forti, dotati di capacità finanziaria e in grado di sostenere lo sviluppo dell’azienda.
L’aumento di capitale ha permesso a 13.000 piccoli azionisti, che con la liquidazione dell’azienda, avrebbero perso il loro investimento, di avere delle azioni che da 0,16 centesimi di euro sono state negoziate a 0,54 centesimi.
A luglio 2018 sono diventata Amministratore Delegato e ho lavorato fino agli inizi di aprile 2019 per attuare il piano industriale, identificando un target di acquisizione che comportava il reperimento di capitali per 30 milioni di euro per il suo perfezionamento con l’accordo di massima degli investitori.
Agli inizi di aprile 2019 ho rimesso le deleghe per dedicarmi alla mia candidatura alle elezioni europee in modo da evitare ogni conflitto d'interessi pur rimanendo nel CDA senza deleghe per garantire continuità.
Sono passati sei mesi in cui l’azienda, guidata dal Presidente Tassi che da aprile ha assunto anche ruolo di Amministratore Delegato, non trovando l’accordo per perfezionare l’acquisizione, ha fatto venir meno i presupposti per l’aumento di capitale da 30 milioni e ha optato per la sottoscrizione di due lettere di intenti, con due società, per valutare un ipotesi di Reverse Merger di queste ultime in Olidata.
Da aprile 2018 ad aprile 2019 Olidata NON HA LICENZIATO un singolo dipendente.
Nell’attesa di perfezionare queste operazioni, Olidata si trova nelle condizioni di avere dei soci finanziari sufficientemente forti per poterla sostenere e poter completare la chiusura della manovra.
Il bilancio, chiuso il 31 dicembre 2018 (con soli 6 mesi di mia gestione) ed approvato dal CDA il 23 agosto 2019, è il primo bilancio in attivo dopo anni. La mia gestione di 8 mesi (da luglio 2018 ad aprile 2019) ha affrontato perdite e debiti in maniera strutturale dando all’azienda la possibilità di essere ancora oggi in grado di parlare di futuro.
Il 15 settembre 2019 ho rassegnato le mie dimissioni dal CDA di Olidata, a seguito della mia nomina come sottosegretario al Ministero dello Sviluppo Economico.
Ecco i fatti, supportati da numeri e dati precisi. Tutto il resto sono fake news e ricostruzioni che non corrispondono in alcun modo a come sono effettivamente andate le cose.
Commenti (32)
Anto 66 5?
26 settembre 2019 alle ore 17:14Grazie per le precisazioni, ma sarebbe opportuno che le facesse pubblicare proprio all' Espresso. Penso io, eh.
Oramai in un nanosecondo si distrugge la reputazione di una persona e poi nessuno MAI chiede scusa ne rettifica in alcun modo. Una vera oscenità. Comunque, i miei complimenti e cari saluti.
Vaffa
26 settembre 2019 alle ore 17:15Denunciateeeeeeeeeeeeeeeeee!!!
Elena
26 settembre 2019 alle ore 17:18Brava Alessandra, non avevo dubbi sulle tue competenze e onestà cosa diversa per il giornale che fornisce una lettura completamente diversa del tuo prezioso lavoro. Sento odore di invidia!
Vai con testa alta e denuncia chi dice il falso.
W5S
W5S
W5S. Il M5S viene continuamente criticato in tv per delle cavolate che scrivono i soliti noti giornalai.
Restiamo uniti e difendiamo con i denti il M5S, l unico MOVIMENTO VERO.
grazie x tt quello che fate e farete.
PATRIZIA V
26 settembre 2019 alle ore 17:21Grandissima stima per Alessandra Todde, avanti tuttaaaaaaa. Saluti da Cagliari.
Paolo Brescancin
26 settembre 2019 alle ore 18:11Scusi, perché perde il suo tempo prezioso (e pagato da noi contribuenti) per rispondere alle accuse di un giornalista che fa (male) il suo lavoro?
Si dedichi al suo lavoro che, peraltro, giudico del tutto inutile (abolirei la figura del sottosegretario e quella del viceministro) e, a giudicare da come passa il suo tempo, mi sembra di non sbagliare.
Saluti
Maria D
26 settembre 2019 alle ore 20:12Sta scherzando?
Un politico deve avere una reputazione adeguata al ruolo pubblico che ricopre. Pertanto ha il dovere di spiegare e di dimostrare alla collettività (fa parte del lavoro per cui è pagato, per dirla alla sua maniera) che ciò che è stato pubblicato contro di lui è un falso. In America, i politici impegnati al governo del Paese ne fanno una questione di vita o di morte (politica).
Forse lei è abituato a chi non risponde mai delle sue azioni difronte all'opinione pubblica?
?????
27 settembre 2019 alle ore 09:30Paolo
??????????????
Paolo Brescancin
27 settembre 2019 alle ore 17:54No, non scherzo! Un ministro o sottosegretario non può passare il tempo, pagata da noi contribuenti, a difendersi dal primo giornalista che lo attacca. La politica, purtroppo, è anche questo: attaccare l'avversario; mi sembra che venga fatto ovunque, anche in questo blog, a volte in maniera corretta altre in maniera scorretta. Se io fossi un ministro (non un sottosegretario, perchè è una figura politica che per me andrebbe abolita) dedicherei tutto il mio tempo, nei limiti delle mie forze, al mio lavoro e non a difendermi. Comincerei a pensare di difendermi solo se ricevessi un avviso di garanzia, ma non se fossi oggetto di critica da parte di un giornale, ma scherziamo! Pensi lei, se Di Maio dovesse difendersi da tutte le critiche che riceve: non lavorerebbe più, non trova?
Saluti
Paolo Brescancin
27 settembre 2019 alle ore 17:56a 5 farfalle (forse sono farfalle)
Scusa, non ho capito cosa significa il simbolo: sullo smartphone è praticamente invisibile. Puoi spiegarmelo?
Saluti
Maria D
27 settembre 2019 alle ore 19:53Sig. Brescancin,
lei sa cosa fa un sottosegretario e un vice ministro? Vuole abolire le predette cariche per il gusto di abolirle ovvero per attaccare una donna manager, che a suo dire, non avendo niente da fare, passa il tempo a difendersi da attacchi alle sue capacità professionali?
La politica non è questo, un verminaio a cui Lei forse si è abituato o assuefatto. Chi riceve critiche precise e non generiche ha il dovere - ripeto il dovere - di rispondere, in primis lo deve alla collettività che il politico rappresenta. Poi, questa storia che chi si difende lo faccia sottraendo del tempo al lavoro che deve svolgere per la collettività, la vada a raccontare a chi non capisce quale lavoro svolge Lei su questo Blog: quello di demolitore.
Ricambio i saluti.
Paolo Brescancin
28 settembre 2019 alle ore 00:48Maria D
Anche lei come altre persone su questo blog vede nemici dappertutto e interpreta secondo convenienza i commenti degli utenti. Quello che penso l'ho già scritto, non mi sembra il caso di ribadirlo. Mi preme soltanto dirle che non ho criticato la donna manager (ne ho conosciute tante, alcune brave, altre no) bensì la sottosegretaria che si scandalizza perché viene attaccata dalla stampa di ispirazione politica diversa dalla sua. Ma cosa si aspettava? Dovrebbe farsi un giro su questo blog per leggere come vengono trattati i politici di partiti diversi dal M5S, cosa che non condivido: ritengo doveroso criticare i politici non solo possibile, ma non scadendo nella volgarità.
Infine, e questo è diretto a lei, non sono abituato ad alcun verminaio, mi auguro che lo stesso valga per lei, ma qualche dubbio ce l'ho. Come vede, in questo blog le offese sono all'ordine del giorno, eppure lei che che fa parte di questo gruppo poco lusinghiero si sorprende se qualcuno critica il comportamento di un politico (uomo o donna che sia).
Apprendo che dopo il picconatore, oggi esiste anche la figura del demolitore: troppa grazia, non credo di meritare tanta considerazione.
Io mi limito a dire ciò che penso e a fare ciò che dico, non ho altro scopo e, se posso rendermi utile, lo faccio volentieri. Detesto l'ipocrisia e coloro che non vogliono vedere quello che è chiaro a tutti.
Se le do tanto fastidio, mi ignori: io farò lo stesso con lei.
Saluti
nessun copy
28 settembre 2019 alle ore 23:18@ Paolo Brescancin
ma Lei sig. Paolo è x caso nascosto sotto la scrivania della signora Todde?
è sicuro che abbia risposto alle provocazioni di stampa perdendo tempo sul lavoro?
le critiche sono giuste ma non possono essere buttate la quasi come un' accusa
saluti
luigi ianniello
26 settembre 2019 alle ore 19:31Forza Alessandra Todde, le persone per bene si riconoscono. Non si lascia prendere da queste notizie fake
poiché sono attacchi creati apposta da alcuni giornalai per destabilizzare, creare caos e denigrare persone per bene .
Maria D
26 settembre 2019 alle ore 20:02Questa storia delle fake news deve essere affrontata una volta per tutte.
La "licenza di uccidere", soprattutto da parte di testate ufficiali, combattuta mediante querela di parte, nel caso di notizie palesemente false, non può bastare la sola condanna al risarcimento dei danni.
Serve una pena esemplare, come la detenzione, commisurata alla gravità del danno causato alla reputazione e all'immagine della persona offesa.
Piena solidarietà ad Alessandra Todde.
No comment
27 settembre 2019 alle ore 09:32Condivido, d'accordo con il commento!
phzero
26 settembre 2019 alle ore 22:03Ha fatto benissimo a spiegare la situazione dopo l'articolo de L'Espresso. Purtroppo gli organi d'informazione (si fa per dire) del gruppo GEDI hanno da tempo smesso di fare informazione e si sono messi a fare propaganda a senso unico: sempre contro i 5 Stelle. Buon lavoro, on. Todde
Ermes Dall'Olio
26 settembre 2019 alle ore 23:54Per il momento HANNO RAGIONE LORO (Espresso) visto che infangano e discreditano la gente ad uso gratuito e LE ATTUALI LEGGI VIGENTI gli permettono di fare ciò che gli pare e piace! Prima o poi la loro "dittatura-informatica" cesserà. Speriamo nel M5S, coraggio.
e no così non va
27 settembre 2019 alle ore 02:17Un consiglio.....DENUNCI L'ESPRESSO...
Antonio
27 settembre 2019 alle ore 08:51Ma come l'Espresso è di sx, il M5S ora è parte integrante della sx, quindi siete vittime del fuoco amico?
SilviaFloris
27 settembre 2019 alle ore 20:55Eh sì, che ci vuoi fare???
Old
27 settembre 2019 alle ore 09:02il movimento crei un fondo per acquistare una pagina sugli stessi giornali che pubblicano fake news per smentirle con la rilevanza necessaria.
Mirco
27 settembre 2019 alle ore 09:32Se li paghiamo per smentire sarebbe come dare un incentivo a scrivere bugie. Meglio finirglieli i quattrini a forza di querele.
Old
27 settembre 2019 alle ore 14:04le querele si chiudono in media dopo 4-5 anni.. la smentita a pagamento che ad es Riporti integramente il post qui sopra, sarebbe interessante vedere se ce lo pubblicano, a tariffa pubblicitaria.
maria
27 settembre 2019 alle ore 15:17Non è solo questo , noi ci siamo stancati di vedere e sentire cattiverie e calunnie dalla 7 , dalla r e canali di arcore, non possiamo pagare una rai per vedere solo spazzatura tutti i giorni , svegliatevi dovete non solo querelare ma farvi sentire dal popolino.
Fiorino Capogna
27 settembre 2019 alle ore 20:49Non è il caso di drammatizzare.
zato nero
28 settembre 2019 alle ore 13:41è il caso di querelare..
Giuseppe Colombo
28 settembre 2019 alle ore 00:28Quali sono le finalità del giornalista di Repubblica (soprattutto) , l'Espresso, La Stampa...
Semplice: Disinformare.
Paolo Negrini
28 settembre 2019 alle ore 03:25Incredibile, parole contro documenti e, come sempre, insulti sulla parola di una signora (sicuramente per bene), che smentisce i documenti dei revisori dei conti con un "ve lo dico io".
Logicamente i cultori della libertà d'informazione e della verità e degli insulti da complotto, nemmeno si sono degnati di leggere l'articolo.
http://espresso.repubblica.it/inchieste/2019/09/27/news/altro-che-fake-news-ecco-i-documenti-che-smentiscono-la-5-stelle-alessandra-todde-1.339343
Per provare che esiste una fake si devono citare documenti in modo che si possa controllare la smentita.
Avanti con gli insulti ai "giornaloni" che pubblicano documenti e notizie verificabili.
P.S. Tutti i giornali di oggi parlano della riduzione del numero dei parlamentari, così, tanto per confermare la fake del blog di Di Maio di qualche giorno fa.
Capperi, una delle sacrosante battaglie portate avanti dall'ex M5s, è sull'informazione, e il suo blig è il primo a fare disinformazione o, de va bene, informazione parziale.
Informarsi sulla rete non è difficile e la rete non è il Blog di Di Maio.
Old
29 settembre 2019 alle ore 20:34serve approfondire. L'espresso rincara la dose.
GMignano
30 settembre 2019 alle ore 07:27Egregia signora, lungi dal supportare la testata di cui sono chiari gli obiettivi, tuttavia intendo dissociarmi da quella idea baggiana che la consapevolezza utile alla gente sta sicuramente dalla parte del management di una azienda ed in particolare in quella direttiva o addirittura padronale. Dopo circa 40 anni in azienda posso affermare che non esiste altro obiettivo per chi guida una qualsivoglia società che non sia esclusivamente l'accumulo di risorse finanziarie a tutti i costi. Per chi dirige una società non esiste altro obiettivo che aumentare i ricavi al punto tale che il mondo attorno finisce per essere uno strumento o un ostacolo, senza altra scelta. La voracità economica, raggiunge poi il massimo livello quando il "manager" sempre di eccelso e indiscutibile valore tenta di fare il salto in politica, con la pretesa di portare alla disponibilità del paese la propria "competenza". Dispiace assistere che un movimento nato dalla strada,possa cadere nella trappola di simili fraintesi. La storia di questo paese insegna che la guida del governo affidato all'esibizionismo dei manager di successo è stato un autentico disastro per i cittadini che hanno visto devastare il paese dall'arroganza della competenza, acquisita sempre con metodi poco ortodossi e con il paravento della politica piegata ai loro interessi. Pertanto, faccia la manager nella sua azienda e non ci venga a raccontare balle sulla sua scelta per la quale si è dimessa ma senza abbandonare il CDA, con la ridicola motivazione della continuità. Lei sta tentando di fare il salto nella mangiatoia pubblica per portare avanti i suoi esclusivi interessi personale e di azienda e per il resto non glie ne frega niente di nessuno. Paradossale che dopo tante esperienze vissute c'è sempre chi ci riprova, magari basandosi sulla memoria corta o sulle nuove presenze alle tornate elettorali che non conoscono la storia del paese e gli obiettivi dei professionisti jumper.
Old
30 settembre 2019 alle ore 18:56già. non so cosa dire. servono informazioni. documenti. bilanci. certo meglio usare gli iscritti di cui si sa vita, morte e miracoli.
Old
30 settembre 2019 alle ore 21:19beh, fra i nostri iscritti qualcuno capirà più di me quello che per me è arabo : una cosa ho capito..
ai vecchi azionisti è andata PIU' che bene. se è vero che han venduto a 0,50 quello che era quotato a 0,16 ,
se la sono filata via (rinunciando alla prelazione sul successivo aumento azionario ) miracolati.

