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Il diritto di accesso dei cittadini e degli innovatori
25 settembre 2019 alle ore 14:30•di Antonio Sassano
Il tema dell'accesso a internet e al digitale in generale è un tema fondamentale. Bisogna prima, però, chiarire l'accesso di chi. Se è l'accesso dei singoli cittadini alla rete o l'accesso di coloro che devono offrire servizi ai cittadini, di quelli che saranno gli attori, le startup, gli innovatori e coloro che magari si sostituiranno alle piattaforme attuali.
I due temi sono strettamente correlati: i cittadini accedono perché esistono questi intermediari e gli intermediari devono innovare, quindi devono poter accedere a tutte le infrastrutture della rete.
Per i cittadini l’accesso deve essere semplice e facile, governato da regole molto banali per cui tutti possono usufruire di un certo servizio senza avere delle competenze specifiche, e viceversa tutti gli innovatori e le piattaforme devono realizzare gli strumenti che servono ai cittadini per interagire al meglio con la rete.
Per ottenere questo risultato ovviamente uno degli strumenti è rendere automatico l'accesso dei cittadini, fare intervenire gli algoritmi nel governare l'interazione fra gli utenti e la rete e quindi la facilitazione dell'accesso per i cittadini.
Tutto questo mi porta a ritenere che la parte difficile nell’accesso alla rete sarà l'accesso degli innovatori. Cioè per coloro che vogliono portare i servizi ai “nuovi cittadini digitali”. Gli innovatori che vogliono proporre nuovi modi per interagire sulla rete devono avere la strada spianata nell'accesso alle infrastrutture di rete.
Questo non è semplice! E proprio questo è il tema fondamentale che deve essere affrontato nei prossimi anni.
Commenti (14)
Roberto Pat
25 settembre 2019 alle ore 17:25Ma dove l'avete pescato questo qui!!!!
Nell'ovetto kinder?
linkbato
25 settembre 2019 alle ore 20:35Roberto Pat, a te dove ti allevano?
Mario Scamarcio da Andria
25 settembre 2019 alle ore 18:34L'Italia è ancora tutta bolli e carte bollate. Occorre una rivoluzione digitale in tutte le amministrazioni.
antonio carbone
25 settembre 2019 alle ore 19:26Antonio! Scusami ma non ho capito una mazza ! Comunque è sotto gli occhi di tutti che internet è uno strumento importante, oggi e lo sarà sempre più nel futuro! Per cui ogni apporto migliorativo sia in termini di sicurezza che di privacy è ben accetto da tutti, in modo particolare dai giovani! W il m5s.
Maria D
25 settembre 2019 alle ore 19:46Il Professor Antonio, leggo dal curriculum, è ingegnere ricercatore.
"La sua attività scientifica e professionale si è concentrata su due settori complementari: lo studio della struttura matematica di difficili problemi di ottimizzazione e l’uso di questa conoscenza per modellare e risolvere “real life instances”. La sua attività di ricerca è stata dedicata prevalentemente allo studio della struttura poliedrica di problematiche combinatorie e alla progettazione e collaudo di algoritmi di ottimizzazione."
E' chiaro che ha interesse a migliorare l'accesso alla rete da parte degli innovatori che, in quanto tali, mirano a creare sempre nuovi servizi per i cittadini digitali. Deduco che innovare e farsi largo nel campo digitale, come in tutti i campi, è complicato per le new entry.
linkbato
25 settembre 2019 alle ore 20:40Prof. Antonio Sassano, ok "Il diritto di accesso dei cittadini e degli innovatori"
ABBIAMO UN PROBLEMA: non c'è la "rete" o scarsa, di infima qualità e velocità.
Gnaro
25 settembre 2019 alle ore 23:51Invece di spendere miliardi di euro in reddito di nullafacenza, dovete cablare in fibra ottica l'intero paese. Cosí si creerebbero posti di lavoro. E l'accesso a internet sarebbe più facile e fruibile.
pietro nerboni
26 settembre 2019 alle ore 08:36finalmente un cervello appassionato perfetto per darsi da fare, finanziato da Rousseau che e' pur sempre il cuore di una collettivita' legalizzata, a raccogliere dalla rete, da registrazioni telefoniche e da carte la ragione ed i movimenti che hanno portato al debito pubblico; in questa legislatura la situazione dovrebbe essere perfetta per sanare il debito inquanto gli umanoidi che lo hanno assecondato sono per la maggiore ancora in vita. Attiviamo formalmente una inchiesta in modo che poi ovviamente vengano coinvolti i soggetti giuridici persone e ditte che lo hanno comportato anche se molti soggetti oggi hanno cittadinanze estere. parallelamente dovremmo ridurre le tasse al solo 7 % circa a tutti coloro che lavorano ed alle piccole ditte che fatturano non oltre ai 500000 euro all' anno e quindi tassazioni al famoso 15% alle ditte maggiori ed inoltre in parallelo, attivando la modellazione sulle esigenze per vivere nei Comuni e nelle Regioni ai fini di autosufficienza arriveremmo pure a ridurre drasticamente i flussi logistici e quindi l' esigenza di energia ed i sovra costi dei prodotti. Diamoci da fare a fare un bel modello geo operativo della nazione finanziato da Rousseau, trovare le cause e chi ha intascato i soldi del debito pubblico per fare pagare a costoro e riduciamo drasticamente i costi di vita in modo da recuperare i valori ed i risparmi; forza professore!.
pino
26 settembre 2019 alle ore 14:12Al centro dei sistemi burocratici, come il welfare, per esempio al sanitario, ci deve essere il diritto dei cittadini che mediante l'uso del video telefono via web ed anche dei device sanitari di controllo e diagnosi in remoto possano ridurre le ansie delle proprie condizioni patologiche sotto osservazione.
I centri di raccolta dati delle ASL, ospedali, ambulatori quando ottimizzati sia in rete che in domestico ottengono alti livelli qualitativi delle prestazioni dei dipendenti pubblici e delle strutture e basso livello dei costi. Tutto a beneficio non solo economico ma di rapida funzionalità, rispetto allattuale pendolarismo dei cittadini, sia per chi lavora, (anche dai posti di lavoro) che per chi no, come dalle scuole od i centri diurni per anziani che per le lunghe degenze.
Il turnover del personale delle generazioni passate, ancora in attività, impreparati alle facili e rapide gestioni di questi nuovi sistemi è un gap dispendioso.
Servono provvedimenti rapidi senza troppi freni politici e sindacali, specie se locali.
Dirottare queste risorse obsolete in altre realtà dove non è vicino il cambiamento dell'uso delle reti web ed i loro software pertinenti gestiti dai bigdata, server, hosting ed applicativi specifici.
Ne va la perdita pratica e pragmatica delle nuove generazioni nate ed acculturate con grandi costi, nel limbo del ricatto politico sindacale dei senatori dell'impero sanitario pubblico!
merlino1
26 settembre 2019 alle ore 19:10e degli ulluminati veri, ne basta mezzo per mandare in tilt lobby di strateghi che studiano dalla mattina alla sera tutti uniti come fregare i cittadini.
merlino1
27 settembre 2019 alle ore 10:41Caro professore, non nei prossimi anni . . ma da subito, per creare delle app di facile utilizzo anche da parte degli anziani ci sono sviluppatori in grado di farlo in un paio di mesi, urgenza e' pinta dal fatto che si parla delle3 carte di credito in genere anche per pagare un caffe' e della lotta all'evasione illustrata dal premier conte, quindi cerchiamo di non prendere in giro i cittadini spostando il problema negli anni a venire, si possono creare anche 3 livelli di app, 1 x i pensionati, 2 per i semi professionisti, 3 x i professionisti.
quella x i pensionati DEVE AVERE L'OPZIONE PER bloccare o sbloccare il sistema )))))) che indica che basta appoggiare la carta per pagare fino a 25 euro, sta al cittadino abilitare o disabilitare semplicemente dalla APP stessa, deve avere per ogni spesa fatta in tempo reale il saldo del conto, piu' l'ultima spesa effettuata, una finestra per pagare le tasse al comune di residenza ed eventualmente anche x la seconda casa,
piu' un altra finestra dove pagare luce - gas, con la scrittura a caratteri ben visibili
l'app deve essere certificata per quanto riguarda la semplicita' di utilizzo ma anche il buon funzionamento che deve essere sicuro, le banche devono garantire la massima sicurezza ai cittadini con rimborsi se il sistema loro viene attaccato da haker e devono pagare una tassa 2 volte all'anno allo stato (ogni 6 mesi) a titolo di permesso o licenza;
questo sarebbe il modo giusto di avere un rapporto banca/stato
con un sistema cosi' impostato, con un app cosi' fatto non ci sarebbe nessun problema ad usare la carta di credito anche x pagare 1 caffe' visto che il cittadino vede l'importo speso e subito anche quanto gli resta sul conto.
AMEN
Giuseppe
28 settembre 2019 alle ore 21:21Adesso la cittadinanza jus soli.
Siete il peggio che ci potesse capitare , mi dovevano tagliare le mani quando ho creduto in voi.
Giuseppe
29 settembre 2019 alle ore 09:43Mi fate pena.
Per il jussoli adesso siete al completo, la Boldrini , Gentiloni, Renzi, Fratoianni, adesso vi manca Monti,Fornero,Il Papa. Adesso la campagna acquisti e cominciata fiato alle trombe, e da voi non vogliamo nessuna difesa , né di territorio , green ecc. Siete ipocriti e falsi avete tradito chi vi ah votato, altro che di Maio dice chi esce dal movimento deve pagare è lui che sta lì che deve dare i soldi agli italiani che anno svenduto l'Italia.
merlino1
29 settembre 2019 alle ore 18:06iI populisti cristiani hanno il loro papa, si chiama PAPA TATZINGER il vangelo indica che i bisognosi vanno aiutati nel loro territorio, invece parte della chiesa insieme ad altri sponsorizza le navi della ONG che inportano immigrati per questo motivo Papa Ratzinger ha rinunciato al papato.

