Alle origini della schiavitù italiana dalla plastica
6 settembre 2019 alle ore 12:50•di MoVimento 5 Stelle
Si fa presto a dire plastica. Come il ferro, o l'acciaio, in altre epoche e in altri luoghi, la plastica ha segnato la storia della cultura e della società italiana.
Siamo negli anni '50. L'Italia è un paese fiaccato dalla guerra, che ha bisogno di ritrovare l'ottimismo per preparare il boom economico che sta per esplodere. L'etica del risparmio, che fino a quel momento aveva caratterizzato gli italiani da Nord a Sud, doveva essere convertita per agevolare la capacità produttiva del paese verso la creazione di prodotti per il periodo di pace. Valori come sobrietà, parsimonia, risparmio vengono considerati un ostacolo allo sviluppo della società. Il consumo non è più visto negativamente, come esempio di sfrenatezza o immoralità, ma come mezzo di emancipazione sociale.
Un articolo di Edmondo Berselli apparso su Repubblica nel 2004, ci descrive bene quegli anni. E ci descrive l'Italia come "una Nazione che ha imboccato la via verso la modernizzazione. Un po’ a casaccio, ma l'ha imboccata. (...) E il 1954, pur scontando tutto il grigiore provinciale dell’Italietta del centrismo, è un anno seminale, in cui cominciano le trasmissioni televisive, nasce un programma come La domenica sportiva (...). E di un regista vicino al Pci come Luchino Visconti esce uno dei capolavori, il decadentissimo Senso, mentre Federico Fellini si impone con La strada, Pier Paolo Pasolini pubblica La meglio gioventù, Moravia i Racconti romani, e Einaudi traduce i Minima Moralia di Adorno. Insomma, c’è una certa esuberanza mentale e psicologia, per essere un Paese che non aveva ancora compiuto il primo decennio dalla fine della guerra".
Fu in questo contesto che arrivò la plastica.
Il Polipropilene, cioè la plastica come la conosciamo oggi, sarà prodotto industrialmente dal 1957 col marchio “Moplen”, rivoluzionando le case di tutto il mondo ma entrando soprattutto nella mitologia italiana del “boom economico”.
Scrive ancora Berselli: "il brevetto del polipropilene avrebbe dato una spinta formidabile al cambiamento delle abitudini quotidiane, creando di fatto i nuovi oggetti della vita comune, le nuove "cose della casa". È il mondo dei consumi che entra nelle case, modifica i comportamenti e soprattutto altera le aspettative. È come se una pulsione sotterranea si facesse sentire dentro una società compressa, mettendola in tensione e preparandola alle straordinarie novità che si sarebbero manifestate poco più tardi: con la motorizzazione di massa, l’Autostrada del Sole e naturalmente Mike Bongiorno". "Da questo punto di vista, il Moplen è un prodotto perfetto. Serve per fare tutto, stoviglie e giocattoli, componentistica per le automobili, bacinelle per l’acqua, in case che avevano magari appena ricevuto l’acqua corrente".
Guardate questo spot apparso a Carosello in quegli anni con l'indimenticato Gino Bramieri.
Un simile universo cognitivo, la galassia in espansione di informazione, pubblicità, spettacolo e intrattenimento collettivo, aveva bisogno di una politica adeguata. (...) Le famiglie andavano in vacanza, la riviera si affollava. Stavano finendo gli anni d’acciaio e di ghisa, modellati dalla contrapposizione rigida fra lavoro e capitale. Adesso tutto diventava più fluido, «trasparente e flessibile».
"Nel regno della plastica, avremmo visto di lì a poco i primi giochi "globali", come l’hula hoop. (...) Ma per qualcuno dei ragazzi cresciuti nelle strade degli anni Cinquanta, il miracolo, lo sviluppo, il progresso avranno sempre la tinta artificiale delle Cinquecento e la trasparenza di una bacinella colorata, un Moplen capace di far diventare rosa shocking o ultra-celeste il colore dell’Italia".
L'arrivo dell'usa-e-getta avrebbe "liberato" gli italiani dalla fatica di lavare i piatti. Nessuno poteva sapere, all'epoca, che quella libertà artificiale sarebbe diventata la schiavitù del nuovo secolo. La plastica avrebbe invaso nei decenni successivi l'intero habitat umano, i mari, e i fiumi e gli oceani.
Il sogno si sarebbe trasformato in un incubo, con cui adesso dobbiamo fare i conti.
Commenti (36)
grazi
6 settembre 2019 alle ore 13:09Nessun incubo. Le plastiche possono essere recuperate e riciclate. Un suggerimento? Incominciamo, con un D.P.R., ad obbligare i centri commerciali ed i supermercati con una superficie di tot. Mq ad rimborsare di tot. cent., anche in buoni spesa, chiunque porti alla cassa un contenitore di plastica usato; poi questo obbligo verrà esteso anche ai piccoli venditori. Il tutto esentasse per chi consegna la plastica e un rimborso in riduzione tasse smaltimento rifiuti per i commercianti che consegneranno le plastiche recuperate alle aziende addette.
Forza eletti 5 stelle, non scaldate le poltrone d'oro, fate leggi pro cittadini e non pro P.D.
Fabio
6 settembre 2019 alle ore 13:20Articolo bello e interessante ma basato soltanto sul tipo di plastica, il Polipropilene (PP), che non e' il principale polimero con cui sono realizzati i prodotti monouso (bicchieri, bottiglie acqua e bevande in genere, contenitori per alimenti, ecc.) che hanno creato una situazione insostenibile per l'ambiente, anche a causa di comportamenti incivili e di una mancata e non corretta raccolta differenziata.
Il tipo di plastica/polimero e' quindi il PET.
Questo, correttamente e completamente recuperato dopo l'uso, puo' essere riprodotto per realizzare nuovi articoli, come si fa con alluminio e vetro.
Emiliano Allegrone
7 settembre 2019 alle ore 19:14Non c'entra niente. L'articolo vuole solo far capire la svolta nella cultura, quando grazie alla prima plastica si è passati dalla mentalità del risparmio alla "libertà" del consumo. Il resto, cioè quello che dici tu, dello sviluppo dei materiali, è solo una conseguenza. Questo articolo non parla della plastica oggi, ma della mentalità che ha iniziato il tutto. Aho, ma tutti professori in questo blog, e nessuno che sappia ascoltare? Siamo convinti di essere davvero 5stelle? Un piccolo sforzo su.
Ermes Dall'Olio
6 settembre 2019 alle ore 13:23La storiella è la stessa di chi NON VUOLE modificare la Costituzione e attenersi a regole oramai sorpassate. La cosa strana e incredibile per certi versi, è che i tempi corrono in avanti le "masse" non si accorgono che certe cose bisogna "dismetterle" o quantomeno usarle con moderazione. C'erano tantissime carrozzelle con cavallo per necessità e oggi solo alcune per turismo, c'erano poche auto perchè pochi soldi oggi tanti soldi e ... tante auto, c'erano poche medicine ieri, ma oggi sono tante e molte funzionano bene. Troviamo la "via giusta" adatta ai tempi! Chi è che vuole fare passare la corrente di pensiero; o tutto a destra o tutto a sinistra? Una via di mezzo usando il cervello mai ... ????
michele
6 settembre 2019 alle ore 13:34finalmente un'ondata di aria fresca, una svolta, una rinascita
gentiloni, franceschini, de micheli, sassoli........una garanzia
michele
6 settembre 2019 alle ore 13:36finalmente si è fatto sentire in europa gentiloni
siamo salvi
michele
6 settembre 2019 alle ore 13:40a saperlo di votare 5s e trovare le stesse facce di prima
gli elettori del "pd meno l" (40 % dei votanti) se ne sono andati o astenuti
quanti soldi ho gettato
Jessica Rombolà
6 settembre 2019 alle ore 14:56Perchè soldi? Perchè lavori?
pietro casula
6 settembre 2019 alle ore 16:52Gino Bramieri ti è piaciuto?
Mario Scamarcio da Andria
6 settembre 2019 alle ore 13:52È un problema serio. Occorre una presa di coscienza generale. È stato trascurato per molto tempo questo problema.
Nadia Vignaroli
6 settembre 2019 alle ore 14:18Si può obbligare le aziende ad usare imballaggi completamente riciclabili
Gennaro ds
6 settembre 2019 alle ore 14:32Come le plastiche....
gokurt
7 settembre 2019 alle ore 10:50Solo carta e cartone.
Gennaro ds
6 settembre 2019 alle ore 14:28Ovviamente chi ha scritto il post non sa un caz**.
Il ferro non esiste praticamente in nessuna applicazione https://it.wikipedia.org/wiki/Ferro
L' Acciaio è un mix di leghe https://it.wikipedia.org/wiki/Acciaio : è di acciaio delle pentole, il telaio delle automobili, i tiranti del ponte Morandi di Genova.
Naturalmente le plastiche ( materiali organici ) non costano sempre poco; infatti il Teflon, gia costicchia, e se andiamo a cercare su materiali industriali, il costo è "pesante".
Ho solo la 3a media, ma se questi sono i miei governanti, e avranno una laurea da esibirmi, mi vien da piangere....
cesiano
6 settembre 2019 alle ore 20:04Non è un problema di anni di frequenza scolastica ma di uso del cervello. L'articolo è a portata di tutti. Se non lo capisci alla prima, rileggilo!
Emiliano Allegrone
7 settembre 2019 alle ore 19:11Difatti l'articolo è chiaro e tu vieni a fare il prof senza aver nemmeno capito ciò che leggi. Io leggo "Come il ferro, o l’acciaio, in altre epoche e in altri luoghi, la plastica ha segnato la storia della cultura e della società italiana" e capisco che parla dell'età del ferro, dell'importanza dell'acciaio nei periodi prima e dopo le guerre, perché entrambi i materiali hanno fatto la differenza nei periodi di loro scoperta e iperproduzione. Non era difficile aspettare prima di scrivere.
Jessica Rombolà
6 settembre 2019 alle ore 14:55Non credo che il problema sia solo la plastica ma il fatto che fino a poco tempo fa non fosse riciclabile e di impianti per farlo ce ne solo uno a Bergamo, ma anche l'inciviltà di chi non getta l'immondizia nei cestini, obbligare e basta non serve perchè anche noi cercheremmo la cosa che costa meno però in certe città dovrebbero esserci cestini per il riciclo
gabrin1234
6 settembre 2019 alle ore 15:53Si sente già parlare di tasse sulle merendine, le bevande gassate, la CO2 ecc. Non c’è male, come prima iniziativa tassiamo. Con la scusa dell’ambiente e della salute, cominciamo con il mettere delle belle tasse sui consumi. Così evitiamo di aumentare l’IVA con altre tasse che colpiscono i meno abbienti. Alla Macron, questa ve l’hanno suggerita i colleghi piddini?
cesiano
6 settembre 2019 alle ore 19:58Ma l'hai capita questa delle merendine e delle bevande gasate? Non è una questione che riguarda il fisco ma la salute dei bambini. Il fisco è lo strumento che induce a ragionare genitori, insegnanti e dirigenti scolastici che autorizzano i distributori nelle scuole. Ma la fate finita di prendere per oro colato i rutti di Salvini! Se lo venerate perché venite a sporcare il blog 5s?
Paolo Troia
6 settembre 2019 alle ore 16:04La plastica va eliminata totalmente, invece oggi si parla solo e non si fa nulla. Non si capisce che crea troppi danni al creato. Speriamo che il nuovo governo metta delle forti leggi che contrastano la vendita di plastica una volta e per tutte.
Paul Brown
6 settembre 2019 alle ore 16:52Chepppalle! Si può sapere QUANDO et COME farete qualcosa di efficace (=che produca effetti) per levarci questo orpello?
La butto lì: legge di 1 riga "Salvi i casi di necessità tecnica (definiti nei decreti attuativi), il doppio imballaggio implica una tassa ambientale del 30% sul prezzo finale del prodotto". Punto.
FiorAngelo Forno
7 settembre 2019 alle ore 10:19Condivido pienamente
Emiliano Allegrone
7 settembre 2019 alle ore 19:07Guarda che non è affatto possibile fare quello che dici tu. Prova a metterti nei panni di chi scrive le leggi. Fai l'attivista? Lavori con la legge o con la politica? Sapresti come funziona. Ci sono tanti di quegli interessi da rispettare. Con una legge del genere ti farebbero causa, e intanto chiuderebbero le aziende (anche per ripicca) mettendo i lavoratori per strada. Vai di proteste e tutta la pletora di media anti 5stelle al seguito. Crollo del consenso perché per la grande maggioranza del popolo viene prima il lavoro e il reddito e poi l'ambiente. Nel frattempo la causa viene vinta oppure si protrae per anni. Basta fare gli integralisti, siamo 5stelle per la miseria e dovremmo essere quelli della scienza, dell'informazione, della razionalità, usare il sale in zucca invece di farla semplice.
Andrea A.
6 settembre 2019 alle ore 18:18Avete visto, avete notato lo schifo, lo schifo che si cela nei bei prati verdi, nei campi e soprattutto ai margini delle strade (anche di campagna) una volta che viene potata l'erba? Tutta quella immondizia di plastiche e plastichine prima o poi finisce nella catena alimentare, nei nostri piatti e nei nostri bicchieri. Dobbiamo far presto. Alla salute!
linkbato
6 settembre 2019 alle ore 20:17Da noi c'è la raccolta differenziata, nei vari ritiri settimanali la plastica occupa il volume più grande
pari al doppio/triplo e + di tutti gli altri rifiuti la cui origine e per 80/90% formata da imballaggi !!!
ORA BASTA!
gokurt
7 settembre 2019 alle ore 10:43Dobbiamo tornare agli imballaggi in carta e cartone, riciclabili. Il riciclo della plastica è in mano alle mafie.
gokurt
7 settembre 2019 alle ore 10:40Il ciclo del riciclo delle materie plastiche è in mano alle mafie. È qui che dovete intervenire. Ci sono comuni collusi con le mafie stesse secondo i magistrati. Fate una legge apposita.
id &as
7 settembre 2019 alle ore 10:50OT? benedetto Premio Nobel.... ???
https://it.wikipedia.org/wiki/Moplen
https://it.wikipedia.org/wiki/Giulio_Natta
kindlyreqd
7 settembre 2019 alle ore 15:21Infatti. Non ci si pensa mai, ma il mondo oggi si regge grazie al genio italiano.
Pensare di eliminare totalmente la plastica è un'idea senza senso.
Se un intervento divino eliminasse istantaneamente tutti i tipi di plastica, il mondo si fermerebbe e centinaia di milioni di persone morirebbero nel giro di qualche settimana. La plastica è dappertutto: nelle auto, negli aerei, nelle navi, nel apparecchiature sanitarie, nei cellulari che ormai tutti abbiamo (compresi quelli che pensano sia possibile abolirla), nei computer, nei macchinari industriali, nella componentistica elettrica ed elettronica, negli impianti idraulici, nella rete elettrica ed in quella telefonica, ecc. ecc. , inutile continuare.
Si può diminuirne l'uso (comunque non gratuitamente, perchè, ad esempio, gli imballaggi di cartone non crescono nei campi: bisogna tagliare alberi); si può riciclare virtuosamente (non tutti i tipi e comunque non più di 2/3 volte).
Ma eliminarla del tutto sarebbe peggio che eliminare, per esempio, il ferro: chiacchiere da bar.
Marta Buscioni
7 settembre 2019 alle ore 20:18Grazie, ma non ci servono analisi sociologiche su come si sia arrivati a questo incubo, penso siamo già abbastanza informati (almeno chi legge e scrive qui), bensì proposte concrete sulla riduzione drastica, se non eliminazione, impossibile, della plastica a monte! L'economia circolare va bene, ma è poca cosa se non si riduce drasticamente la produzione di imballaggi inutili. Se si è fatto per i sacchetti monouso per la spesa perché non si può fare per mille altre cose?
ASPETTIAMO AZIONI CONCRETE, BASTA ANALISI E DENUNCE, DALLA POLITICA (DAL GOVERNO GIALLO - ROSSO, CHE L'HA MESSO AL PRIMO POSTO DELL'AGENDA POLITICA) CI ASPETTIAMO RISPOSTE!!!
P.S. mi chiedo perché continuo a scrivere su questo blog che nessuno dei nostri parlamentari e ministri legge...per favore, se qualcuno può smentire questa mia convinzione batta un colpo!
Caterina Rogani
8 settembre 2019 alle ore 12:04Qualcuno dei parlamentari ha aiutato Federica Bertocchini e le sue scoperte sulla "larva mangiaplastica"?
E' stato individuato l'enzima? Diamo fondi per questa ricerca!!!
Anche se sparisse solo il polipropilene sarebbe già circa il 40% di plastica in meno nel mondo.
bellesia claudio
8 settembre 2019 alle ore 23:19E un fantastico esempio di mancata lungimiranza, che purtroppo offuscata dalla avidità spesso viene ignorata.
Ettore Mascellani
9 settembre 2019 alle ore 09:22La nascita della plastica ha praticamente coinciso con la nascita di quel fenomeno noto come consumismo. In una società in cui domina il consumo la plastica gioca un ruolo centrale: fornisce prodotti a basso costo e dalla durata limitata, è l'ideale per confezioni alimentari, che favoriscono lo sviluppi delle catene di supermercati.
Se la nascita di una cultura basata sul liberismo ed il consumismo hanno favorito certi fenomeni negativi, per combatterli serve una rivoluzione culturale che abbia alla base il rispetto per l'ambiente e la valorizzazione di stili di vita più sobri e consapevoli.
Al mito dell'aumento dei consumi (PIL) come soluzione di ogni male bisogna contrapporre l'aumento della qualità della vita. In un mondo in cui chi ha lavoro viene incentivato a lavorare di più per poter consumare di più, bisogna contrapporre una società in cui il lavoro sia distribuito riducendo l'orario di lavoro (a questo avrebbero dovuto servire le innovazioni tecnologiche, che sono andate solo ad incrementare gli utili delle società).
In un mondo dominato da un commercio globale in cui quello che importa è fare viaggiare sempre più merci senza pensare agli impatti sull'ambiente di questi trasporti, bisogna contrapporre una politica in cui si produce il necessario più vicino possibile a dove si consuma.
Sergio Savioli
9 settembre 2019 alle ore 11:45Quando ci sono soldi da guadagnare i produttori sono incuranti delle conseguenze deleteri dei loro prodotti. I consumatori sono ignari e facilmente indotti a usare questi prodotti. Questo vale per la plastica, le auto e l'energia nucleare. Le scorie di quest'ultima hanno tempi di smaltimento che superano perfino la plastica e l'inquinamento prodotto dai tubi di scarico.
Cesare Fioravanti
11 settembre 2019 alle ore 16:51Articolo interessante e attualissimo. Ecco le battaglie del Movimento! Si lasci un po' perdere la "poltrona" in Tv ed il confronto con tanti pseudo giornalisti in mala fede! Auguri!!
Cesare Fioravanti
11 settembre 2019 alle ore 23:20Articolo interessante e attualissimo. Ecco, questi sono i temi del Movimento, altro che le comparsate in Tv con giornalisti in malafede e starnazzanti. Il Movimento si distingue o si distingueva per la sua "diversità". Manteniamola e auguri che ne avete bisogno!!!!
