
Abiti usati, una miniera d’oro spesso in mano alla camorra
6 settembre 2019 alle ore 14:57•di Stefano Vignaroli
Il settore del riuso vale oltre 2 miliardi di euro. È una miniera d’oro per l’economia circolare, allunga la vita degli oggetti e permette di risparmiare le risorse necessarie per produrne di nuovi. In questo ambito, gli abiti usati rappresentano un segmento molto importante.
A fronte di aspetti molto positivi, il settore degli indumenti usati ha però un grave problema: la pesante infiltrazione mafiosa.
Per questo con la Commissione parlamentare d’inchiesta sulle Ecomafie, che ho l’onore di presiedere, stiamo svolgendo un’inchiesta specifica proprio su questo settore.
In una relazione inviata di recente alla Commissione, il Procuratore nazionale Antimafia Federico Cafiero de Raho cita alcune importanti inchieste svolte dai magistrati delle Direzioni distrettuali a Roma, Milano, Potenza. E proprio agli “stracci” è legato il primo omicidio di camorra in Toscana, avvenuto nel 1999 a Prato, uno dei due poli principali della filiera degli abiti usati in Italia. L’altro polo è la Campania, terra di origine delle famiglie camorristiche che tengono sotto scacco il settore. «I campani sanno bene che ad Ercolano non si vendono stracci se non si è legati ai Birra-Iacomino», ha dichiarato nel 2012, di fronte ai parlamentari della Commissione Antimafia, il magistrato Ettore Squillace Greco. A Ercolano si sta affiancando Caserta, piazza emergente nel settore.
La raccolta degli abiti spesso è gestita da cooperative sociali a sfondo benefico, attraverso cassonetti stradali che in più di un caso riportano il logo della Caritas. Purtroppo, però, come spiegava la Direzione Nazionale Antimafia già nel 2014 nella sua relazione annuale, «buona parte delle donazioni di indumenti usati che i cittadini fanno per solidarietà finiscono per alimentare un traffico illecito dal quale camorristi e sodali di camorristi traggono enormi profitti».
Succede perché gli anelli della filiera dopo la raccolta sono gestiti in molti casi da soggetti affiliati ai clan o in rapporto con la camorra. E nelle loro condotte non mancano le irregolarità nella gestione dei rifiuti e nell’esportazione (in molti casi questi abiti prendono la via del Nord Africa). Inoltre, gli abiti di seconda mano vengono acquistati dai grossisti al chilo e rivenduti al pezzo: una modalità che, se non affiancata da specifici strumenti di controllo, lascia ampi spazi a riciclaggio di denaro ed evasione fiscale.
Tutto questo avviene alle spalle dei cittadini, che vedendo il logo Caritas (oppure donando alle parrocchie, ma parte del flusso si ricongiunge comunque a quello dei cassonetti) sono convinti di fare una buona azione e non sanno che potrebbe succedere ai loro vestiti.
In primo luogo, gli indumenti usati raramente vanno ai poveri: quasi sempre vengono venduti e gli stessi proventi non sempre sono usati a fini benefici.
In secondo luogo, la trasparenza della filiera è davvero poca: è facile avere informazioni sugli enti che si occupano della raccolta, spesso realizzata occupando soggetti svantaggiati, ma dietro questa facciata sugli anelli successivi cala il buio. Le stesse Caritas, purtroppo, concedono il logo incassando delle royalty, senza preoccuparsi di ciò che avviene a valle della raccolta.
Per questo è molto importante il lavoro della magistratura per fare luce su questo settore.
In certi casi si è arrivati – a mio avviso giustamente – a sequestrare i cassonetti della raccolta, interrompendo così il flusso degli abiti che poi venivano gestiti illecitamente e finivano in mani mafiose.
Importante è anche intervenire sul fronte dell’affidamento della raccolta degli indumenti usati: le aziende di igiene urbana, alzando il livello di attenzione, attraverso i bandi di gara possono fare molto per avere sotto controllo la filiera e prevenire le infiltrazioni camorristiche. Durante un’audizione in Commissione Ecomafie, l’associazione di categoria Utilitalia ci ha detto che stava lavorando proprio a delle linee guida per rendere più efficaci gli affidamenti. Dopo mesi e mesi però, di queste linee guida non c’è traccia. Con Utilitalia ci sarà la possibilità di confrontarci per capire con esattezza cosa stia bloccando questo percorso di autoregolamentazione verso la trasparenza.
Da parte nostra, non ci fermiamo. In Commissione continueremo a lavorare per ripulire il settore e liberare le potenzialità e le energie positive dalla cappa della camorra e dell’illegalità.
Commenti (26)
Orazio Travaglia
6 settembre 2019 alle ore 16:00Stefano, tutti a lamentarsi del bannaggio dei loro post in questo blog . Tu che puoi fare?
Paolo Troia
6 settembre 2019 alle ore 16:16La camorra e le mafie sono temi importanti che vanno affrontati in maniera più serie rispetto agli anni precedenti e se ci impegniamo la possiamo distruggere quasi del tutto. Una volta si pensava che la mafia era solo al sud, ma non credo sia più così. Il nuovo governo deve impegnarsi seriamente e dare una svolta anche su questo.
egidio lofrano
6 settembre 2019 alle ore 16:41Si, pienamente d'accordo, ricordo che da giovane compravo a Resina di tutto, quando arrivavano le balle di pezzi di seconda mano ( che dicevano che arrivavano da USA) anche quello era un mercato controllato dalla mafia ( americana !!!). Quindi dopo svariati anni ora si sta ripetendo anche in Italia, con il controllo delle mafie locali, solo che ora a comprarli e' il mercato africano.
grazi
6 settembre 2019 alle ore 16:46Caro, in tutti i sensi, deputato, sai bene o dovresti saperlo, che le organizzazioni malavitose di stampo mafioso, nascono e si sviluppano dove manca il concetto di Stato inteso come società di cittadini che hanno in comune beni, valori, ideali, e le Istituzioni sono al "servizio dei cittadini". Fatti un esame di coscienza e dimmi dove tutto ciò accade, probabilmente in Italia, solo in Sud Tirolo. Per quanto riguarda la gestione abiti usati ma direi in generale tutti i rifiuti sono in mano alle mafie perché all'interno degli enti pubblici che indicono le gare, ci sono persone che oltre ai soldi dell'ente vogliono anche i soldi dei vincitori dell'appalto. Quindi? Si ritorna a partiti, politica, malaffare. Fai una leggina semplice:- Il CDA, (o come volete chiamarlo) dell'ente che indìce le gare d'appalto è responsabile in solido, penalmente e civilmente di qualsiasi illegalità che eventualmente avviene lungo tutta la filiera del bene o servizio appaltato. Appaltante ed appaltatore egualmente responsabili. Colpire nel portafoglio i servi di partito.
Paolo Brescancin
6 settembre 2019 alle ore 17:14Finalmente un post da M5S. Speriamo sia il primo di una lunga serie. Indubbiamente il problema esiste. Io dono gli abiti usati e i giocattoli (questi ultimi, ormai, sempre meno), direttamente all'utilizzatore (un'associazione che aiuta le ragazze-madri sole). Dono anche alla parrocchia, dove, credo, che gli abiti finiscano a chi ne ha bisogno, perchè negli stessi giorni sono presenti anche gli utilizzatori finali.
Così spero di non contribuire a ingrazzare la malavita.
Saluti
pata.track
6 settembre 2019 alle ore 21:24ritengo che uno dei principali problemi della nostra società è...l'aver demandato troppe attività ad associazioni o cooperative !!!! questo in aggiunta ad una elevata mancanza di cultura civica, fa sì, che al primo segno di mancato guadagno o troppa fatica x guadagnare,che lasciamo tutto in mano a pseudo associazioni o personaggi ambigui purchè ci diano il giusto compenso.
ES:perchè nascono le coop?? perchè molto tempo fa era un ottimo modo per aggregare le persone e l'unità fa la forza !!! mentre ora vi risulta che qualsiasi coop abbia questo intento ( vedi coop buzzi-carminati ) etc.etc.
pietro nerboni
6 settembre 2019 alle ore 17:16salve sig Porta Voce,
dico solo una cosa: cominciamo a fare funzionare il metodo del M5S ovvero cominci via questo blog ad introdurre un tema, chiedere suggerimenti e pareri, iniziare una discussione bidirezionale e poi tenere informato chi la segue sulle azioni e dare riscontro di aver recepito e magari aprire call to actions in dialoghi via chat.
questo dovrebbe essere il metodo m5s : non ci serve sapere quanto lei pensa di fare se non possiamo compartecipare in definire cosa fare.
per iniziare basterebbe Lei attivasse una casella email per argomento e chi la segue potrebbe scriverle idee alle quali poi anche via blog o chat o emal ottenere risposta, ma anche una email di proposte che partono dal basso e non solo da Lei.
saluti
Paolo Brescancin
6 settembre 2019 alle ore 17:27@pietro nerboni
Sono d'accordo, siamo almeno in due a pensarla così e chissà quanti altri ancora che non lo scrivono.
Sono talmente d'accordo che prima delle ferie avevo inserito un commento che chiudeva così:
"Concludo salutando e proponendo che chi inserisce i post rimanga a disposizione dei commentatori per moderare il dibattito e rispondere alle nostre domande. Da oggi in poi, farò così, se siete d’accordo, fate altrettanto.
Saluti
p.s. Propongo che chi inserisce i post rimanga a disposizione dei commentatori per moderare il dibattito e rispondere alle nostre domande."
Saluti
Pensiero ☆☆☆☆☆
6 settembre 2019 alle ore 19:39Ci sarebbe LEX Parlamento su Rousseau per una cosa del genere. Io invece ripropongo per l'ennesima volta l'apertura di un forum M5S in cui, tra le altre cose, un utente iscritto può aprire un sondaggio, chiunque è interessato partecipa e contribuisce. Il proponente modifica la propria proposta arricchendola con i suggerimenti ricevuti che sono stati a loro volta più votati. Al termine del sondaggio la proposta, se il proponente ritiene che possa essere portata in Parlamento, viene inserita dal proponente in LEX Iscritti.
antonella genova
6 settembre 2019 alle ore 17:49Questo giro infernale degli abiti usati è causato anche dalla qualità sempre peggiore dei materiali e dai conseguenti prezzi bassi, che inducono ad acquistare più capi, che durano poco e poi si eliminano. Basterebbe bloccare la vendita di ciò che non raggiunge un livello qualitativo decente, impedire l'iperproduzione e agire sulla società per diffondere uno stile di vita più consapevole.
Oltretutto, questo invio di stracci agli africani ha ammazzato i piccoli produttori locali, ma non solo: i tessuti sintetici, i coloranti usati dai cinesi (che sono ormai i produttori unici) causano a quelle latitudini (e non solo) grossi problemi dermatologici.
Salvatore Cannata'
6 settembre 2019 alle ore 19:17Mafia, anche di più !
Tutte quelle attività che fruttano e consentono enormi ricavi con un minimo di sforzo, sono stati sempre appetibili tanto da entrare quasi sempre nel mirino - interessi delle mafie, delle cosche e oggi anche delle grandi finanze.
Ciò è stato ampiamente dimostrato , da studi specifici, da in dagini. proces si, condanne , altro .
Se non si parte da qui, da tale dato di fatto, è inutile anche discuterne.
Il sistema mafia con tutto quello che comporta e ne consegue, è appunto un " sistema" e come tale va visto , trattato e contrastato. Quindi occorre opporre un altrettanto efficace e funzionale e snello sistema normativo -legislativo - giudiziario -processuale -d'indagine , ecc . ecc. che sappia contrastare da subito e radicalmente tale fenomeno e tali processi illegali.
Ma non basta tutto ciò !
Occorre prima di tutto " lanciare" una continua, costante, sinergica e credibile azione a livello politico - sociale - culturale - educativo -civico che dia grande linfa e grande soste gno alle azioni di repressiob , di annientamento del malaffare, dell'illegalità, della corruzione . Insomma, occorre a mio giudizio e non solo, prima di tutto una vera condivisione del problema, una vera crescita sociale e culturale, un'effet tivo processo di crescita civile per una cittadinanza attiva e parteci pata, perche intervenga e si diffonda la totale e radicale condanna da parte dei partiti , dei sindacati, dell'associazionismo e della Società tutta senza se e senza ma.
Insomma, occorre innestare veramente la marcia e avviare il /i processo/i di vera socialità, vera democrazia, vera legalità, vera giustizia, di vera cittadinanza ...
Ce la possiamo fare col M5S che sta invertendo la rotta del Paese Italia
pervenendo gradualmente a nuovi concetti e idee di fare politica, a nuovi temi e contenuti al centro dei processi di crescita sociale e politica.
Andiamo avanti coltivando sempre più consensi per un VERO CAMBIAM.
id &as
6 settembre 2019 alle ore 19:43OT? non solo camorra
The Rise of Fast-Fashion by greenpeace
https://storage.googleapis.com/planet4-international-stateless/2017/11/Fast-Fashion-The-Rise.jpg
What are microfibers and why are our clothes polluting the oceans?
https://www.greenpeace.org/international/story/6956/what-are-microfibers-and-why-are-our-clothes-polluting-the-oceans/
id &as
6 settembre 2019 alle ore 19:47OT? cicli di vita....
Greenpeace: timeout per la moda usa e getta
Dagli anni '80 la moda si è andata "velocizzando", è aumentata la tendenza all'usa e getta dei capi d'abbigliamento e si è ridotto del 50% il loro ciclo di vita dal 1992 al 2002
http://www.arpat.toscana.it/notizie/arpatnews/2019/090-19/greenpeace-timeout-per-la-moda-usa-e-getta
Enzo Malerba
6 settembre 2019 alle ore 21:16Cosa ha fatto il fanfarone Salvini a questo proposito. Niente, a parte i migranti, non ha fatto niente!!!
Grazie deputato Vignaroli.
La prego di continuare a impiegare ogni sforzo e anche di più. Perchè l'ecomafia colpisce spietatamente
in molti settori.
Pio
6 settembre 2019 alle ore 21:29Urca! Non pensavo potessero succedere cose simili. Bravi. Notte a tutti
Enzo Malerba
7 settembre 2019 alle ore 01:47Il PD ci vuole mettere sotto i piedi. Il PD ci ha già traditi. Sono stato un miserabile illuso!!
Prima ero favorevole, ora la schifosa realtà è venuta a galla. NON FACCIAMO NASCERE QUESTO GOVERNO.
NON FACCIAMO NASCERE QUESTO GOVERNO !!!
Enzo Malerba
7 settembre 2019 alle ore 01:58GIA' QUESTA MATTINA, ANCOR PRIMA DELL'ALBA, ANNUNCIAMO CHE ""NON FACCIAMO NASCERE QUESTO GOVERNO""
NON ACCETTIAMO E NON SUBIAMO LA SITUAZIONE. NON FACCIAMOCI UMILIARE !!!
ANNUNCIAMO SUBITO CHE ""NON FACCIAMO NASCERE QUESTO GOVERNO"" !!!
Alessandro Poggi
7 settembre 2019 alle ore 15:58No, Enzo, non sei ancora un miserabile illuso. Almeno, con pazienza, illudiamoci insieme...:-))
Non bisogna dimenticare che il governo è rappresentato dal PdC Giuseppe Conte, il quale ha esautorato
Salvini e la sua Lega, per tradimento degli accordi. Sosteniamo il Movimento, ma confidiamo in Conte e
nella sua onestà morale. Tu che dici...?;-))
caral
7 settembre 2019 alle ore 09:25Apprendo tra le notizie di oggi che il pd tramite Orlando vuole ridiscutere tutto l'argomento giustizia, e tramite la De Micheli vuole cominciare non togliendo la concessione ad Autostrade Italia.
Se è cosi, i 5S facciano cadere il governo prima della sua stessa nascita.
Personalmente, in caso contrario, non mi sentirei più per il futuro di votare per il M5S, particolarmente per quanto riguarda la giustizia ed i temi di legalità.
CARLO CASCIONE
8 settembre 2019 alle ore 11:34Anche io apprendo dal Fatto Quotidiano che anche Orlando vorrebbe ridiscutere la legge presentata da Bonafede. Nonostante Conte avesse chiesto di chiarire le cose all 'interno del consiglio dei ministri senza fare esternazioni o rilasciare interviste sui giornali Orlando e DeMicheli fanno finta di non capire.
Mi domando se Zingaretti come segretario del Pd abbia parlato con loro o non sappia tenere al guinzaglio i propri ministri oppure mi viene il dubbio che ancora le forti connessioni del Pd con imprenditori , banche cooperative etc abbiano influito nel fare questi inutili e dannosi interventi dei due politici.
Alessandro Poggi
7 settembre 2019 alle ore 15:23Prendiamo, quale esempio Gentiloni, uno straccetto, bordato di piume di stronzo, indossato da Renzi, al Galà
"Ciuliamo i Bimbi Bisognosi Africani". Dove lo manderemmo, invece che a beccar soldi in Europa?. Le ipotesi sono tante e le proposte tutte ben accette.
Antonio Manno
7 settembre 2019 alle ore 20:45Ma non sarebbe più semplice trovare nuovi e facili accordi con la Caritas e con le altre associazioni che si occupano della raccolta degli indumenti usati? Un punto fermo sarebbe quello di favorire le parrocchie e i loro volontari che fanno vendita diretta a bassissimi prezzi. Certo, se pensiamo di applicare l'IVA, una miriade di regole, ecc. finisce che castriamo questo mercato e lo facciamo rimanere nelle mani dei disonesti. Decidetevi presto e fate meno chiacchiere!
ANDREA CORRADO
8 settembre 2019 alle ore 08:43Tutto vero, tutto bellissimo, tutto da fare, però mentre noi stiamo pensando a questo il PD sta occupando tutte le poltrone strategiche, si comporta da padrone del Governo. Sinceramente vedo un rallentamento degli obiettivi primari del Movimento nelle parole e nei fatti a causa di un "alleato" che sa di giocare sporco. Ne valeva la pena?
gio-temerario
8 settembre 2019 alle ore 10:05Ignoravo questa cosa, lo ammetto, anzi pensavo di fare del bene il momento in cui portavo gli indumenti usati, ma ancora buoni, ai cosiddetti cassonetti Caritas!! D'ora in poi ci penserò meglio, anzi mi informerò direttamente. Grazie M5S, ancora una volta ho la conferma che potete, anzi possiamo cominciare a cambiare!
In merito alle mafie, che siano eco o meno, io sostengo che bisogna combatterle colpendole sul loro obbiettivo: la ricchezza. Chi viene anche solo inquisito per mafia, PERDE immediatamente la titolarietà del possesso di TUTTO ciò che ha, . Al termine del procedimento giudiziario, ne può rientrare in possesso SOLO se riconosciuto innocente in via definitiva. Ovviamente sarebbe un provvedimento da varare collegandolo a tanti altri, me ne rendo conto, ma credo che potrebbe essere l'unica vera svolta nella lotta alle mafie. Secondo me, in pratica, è un'insulto alle vittime il vedere i mafiosi continuare a vivere nel lusso durante i processi a loro carico, ma non solo, anche in caso di condanna, grazie ai prestanome e a un garantismo esteso anche a chi non lo merita in assoluto. Il fine del mafioso è quello di avere una vita agiata senza faticare? Se questo fosse impossibile, sarebbero ben pochi i mafiosi e i loro affiliati o fiancheggiatori, POCHISSIMI.
Andate avanti, per favore, continuate con l'informazione diretta del cittadino, ci fa bene, gli onesti sono la MAGGIORANZA, sicuramente.
blobel
8 settembre 2019 alle ore 11:46Abiti usati?.... Mi aspettavo qualcosina di più..
rearturo
10 settembre 2019 alle ore 18:58Non bisogna mai donare abiti e cibo alle fantomatiche " associazioni di beneficenza "che si chiamino Caritas o quantaltro.
Regalateli direttamente a gente bisognosa che conoscete , in questo modo farete un opera buona, altrimenti si alimentano giri perversi che hanno il solo fine del lucro.
