Rifiuti elettronici, da costo a risorsa
22 agosto 2019 alle ore 15:39•di MoVimento 5 Stelle
Nei giorni scorsi Google ha annunciato il suo nuovo programma per lo sviluppo sostenibile impegnandosi, tra l’altro, entro il 2022, a utilizzare esclusivamente componenti ecologici o riciclati per la produzione dei suoi dispositivi elettronici.
È una buona notizia anche perché impegni analoghi cominciano a essere assunti da molti dei grandi produttori di elettronica di consumo. Ma ammesso che piani e impegni diventino realtà, ci vorranno decenni perché producano un impatto rilevante sul benessere del nostro pianeta.
Quella dei rifiuti prodotti da dispositivi elettrici e elettronici è, invece, un’autentica emergenza.
L’ultimo grido di allarme lo ha lanciato l’ONU, durante l’ultima edizione del Forum internazionale di Davos.
L’Organizzazione internazionale del Lavoro delle Nazioni Unite parla, senza mezzi termini, del rischio imminente di un mondo letteralmente travolto da uno tzunami di rifiuti elettronici, al ritmo di oltre cinquanta milioni di tonnellate all’anno. A causa di tale impennata e inoltre dei tempi di obsolescenza naturali e programmati dei dispositivi elettronici che popolano il nostro quotidiano, il dato è destinato a aumentare in maniera esponenziale nello spazio di una manciata anni.
Più di frequente cambieremo il nostro smartphone, la nostra consolle da videogame, i nostri auricolari, la nostra televisione, più aumenteranno i rifiuti elettronici che produrremo.
Solo in Italia produciamo circa 13 chilogrammi di rifiuti elettronici per cittadino all’anno, ottocentomila tonnellate.
Ma il problema non è tanto la quantità di rifiuti elettronici che produciamo, quanto la circostanza che ne smaltiamo in maniera corretta appena il venti per cento.
E il paradosso è che se smaltiti correttamente i nostri cinquanta milioni di tonnellate di rifiuti elettronici varrebbero oltre cinquanta miliardi di euro, più o meno – tanto per contestualizzare – il prodotto interno lordo di un intero Paese come la Croazia o la Tunisia, per guardare a quelli che si affacciano sul mediterraneo.
Buttiamo via tanto e in fretta, lo facciamo male, inquiniamo, peggioriamo le già drammatiche condizioni ambientali e, per di più, sperperiamo miliardi di euro ogni anno. Ci perdiamo tutti e tanto sotto ogni profilo, ecologico e economico.
Cosa si può fare per correre ai ripari?
Vien da dire, tanto e niente.
L’Europa ha una sua disciplina sin dal 2012.
L’Italia l’ha recepita nel 2014 e ne ha poi messo a punto le regole con una lunga sequenza di Decreti Ministeriali, all’italica maniera, sino a arrivare al 2016.
Il principio di base è semplice ed è all’insegna di un vecchio brocardo: chi rompe paga.
La direttiva europea, infatti, stabilisce che chi contribuisce a inquinare vendendo nuovi dispositivi elettrici e elettronici è obbligato a semplificare la vita ai consumatori nello smaltimento corretto dei vecchi dispositivi, ritirandoli in maniera completamente gratuita.
Le regole anche in Italia ci sono e son semplici e, sulla carta, efficaci.
Uno contro uno: quando compri in negozio un dispositivo elettrico o elettronico chi te lo vende deve ritirare gratuitamente il tuo vecchio dispositivo che si tratti di uno smartphone, una lavatrice o una tv.
Uno contro zero: se hai un dispositivo elettrico o elettronico da dar via più piccolo di 25 cm, anche se non compri nulla, puoi lasciarlo a chi vende elettronica di consumo.
E, naturalmente, per gli elettrodomestici di grandi dimensioni, quando ti consegnano a casa il nuovo, devono ritirare anche il vecchio e questo tanto che tu abbia comprato in un negozio fisico o in uno shop online.
E poi ci sono, almeno sulla carta, le cc.dd. isole ecologiche dove chiunque di noi può smaltire direttamente qualsiasi tipo di rifiuto elettrico o elettronico.
Sembra tutto davvero semplice. Ma allora perché non funziona?
Perché i cigli delle nostre strade continuano a essere disseminati di televisori, lavatrici e frigoriferi arrugginiti e le nostre cantine piene di dispositivi che non useremo mai più e che lasceremo in eredità ai nostri figli e nipoti?
Una recente indagine ha rivelato che sette italiani su dieci ignorano il potenziale inquinante dei dispositivi di elettronica di consumo, ne ignorano il loro valore in caso di smaltimento corretto e, soprattutto, non hanno mai sentito parlare della legge sullo smaltimento di smartphone, smart tv, frigoriferi e affini.
È sempre la solita storia.
Facciamo le leggi, riconosciamo ai cittadini diritti importanti per loro e per la collettività ma poi non glielo raccontiamo.
La disciplina in questione si chiama disciplina sullo smaltimento dei RAEE, Rifiuti Apparecchi Elettrici e Elettronici.
C’è una sola possibilità che dovrebbe servire a fare in modo che i consumatori sappiano di poter smaltire facilmente i loro vecchi apparecchi. Sapete cosa prevede?
Che i produttori debbano spiegare ai consumatori come smaltire l’elettrodomestico appena acquistato nelle istruzioni.
Siate sinceri: quanto tempo è che non leggete, ammesso che l’abbiate mai fatto, il libretto delle istruzioni di uno smartphone, di un televisore, di un computer o di un frigorifero?
Il risultato è scontato: chi vende ha interesse a vendere ma non certo a ritirare apparecchi da smaltire a sue spese, chi compra non sa che potrebbe smaltire attraverso il venditore.
Servirebbe una legge (che non contribuirebbe solo alla soluzione di questo problema ma anche a quella di decine di altri) che innanzitutto vieti l’uso degli acronimi salvo in casi eccezionali e poi stabilisca un obbligo assoluto per chiunque intenda varare un provvedimento di legge o analogo avente un impatto sui cittadini e sulla collettività di inserirvi delle disposizioni idonee a garantire una conoscenza effettiva delle nuove regole.
Meglio non scrivere una legge che scriverla e lasciarla morire di desuetudine.
Al momento dell’acquisto di uno smartphone, di un frigorifero o di un televisore vi hanno mai chiesto se avreste voluto riconsegnare il vostro?
O, magari, avete trovato evidenziato in giallo fosforescente in fattura il vostro diritto allo smaltimento del vecchio apparecchio?
E sul sito di e-commerce, attraverso il quale avete comprato il vostro ultimo smartphone in una manciata di click, prima di chiedervi il numero di carta di credito e invitarvi a cliccare su “acquista” vi hanno, per caso, bloccato chiedendovi di scegliere cosa fare del vostro vecchio dispositivo?
E avreste mai cliccato su un link, come ce ne sono tanti, intitolato “Ritiro RAEE”?
E in TV avete mai visto una campagna di informazione su questo tema? Nei programmi del servizio pubblico televisivo ne avete mai sentito parlare? E vi siete mai imbattuti in una serie Tv nella quale l’assassino invece di passare a lasciare la sua camicia in lavanderia, passa a smaltire il suo vecchio smartphone, magari dopo aver cancellato tutti dati?
E se fosse accaduto? Sarebbe cambiato qualcosa?
Non si può dire con certezza ma varrebbe la pena provare.
Costa poco e vale molto, per l’ambiente e per il portafoglio.
Commenti (31)
Rocco Donato Bochicchio
22 agosto 2019 alle ore 16:13Buonasera,
ho sempre creduto in una alternativa alla mia professione oppure a rendermi disponibile a creare invece un punto di raccolta, un punto di smontaggio di apparati elettronici e perchè no, anche di nuova attività professionale....a tal scopo sarei felice di sapere come muovermi per mettere in piedi questo tipo di attività.
sarà mai possibile?
RAMO
22 agosto 2019 alle ore 19:29Nella mia zona esisteva una ditta, riconosciuta prima in Europa per qualità e tecnologie, che riciclava i Raee e dava posti di lavoro. Ha dovuto chiudere perché neppure i consorzi di raccolta dei comuni vicini hanno voluto sostenerla. Il gioco è grosso ed entrare nel giro è complicato. Se ti proponi nella tua zona a livello "ciapinaro" forse...ma comunque auguri!
M.Z.
22 agosto 2019 alle ore 16:40Perché chi ricicla non ritira gratuitamente il prodotto ???
Avete detto che è una risorsa ???
Organizzate il ritiro gratuitamente ai negozianti.
Questo è il modo per incentivare il ritiro in negozio.
Ovviamente sto parlando di piccoli negozi, che stentano oggi a sopravvivere lottando contro i colossi della distribuzione .........
RAMO
22 agosto 2019 alle ore 17:12Da tanti anni (almeno 30...)sappiamo che i rifiuti possono essere una risorsa, ma la solita politica ha interessi da mantenere. E noi cittadini? Certo è che per uno smaltimento corretto dei rifiuti, come per il risparmio idrico ed energetico, ci vogliono una sensibilità ed un impegno forte, e questo comporta "fatica". All'interno di una stessa famiglia è difficile trasmettere questi "valori", se poi non si è supportati dagli enti preposti è una lotta impari. Ma anche dove ci sono le strutture dove portare i rifiuti, o addirittura servizi a domicilio si preferiscono le strade! L'informazione e l'educazione dei cittadini sono indispensabili ma ritengo che passino anche tramite leggi stringenti, applicate fortemente con controlli e sanzioni dure.
Altrimenti conosciamo il risultato......
Marilena
22 agosto 2019 alle ore 18:53Grazie Luigi!! Grazie anche a chi ti è vicino e lavora con te per noi
bruno
24 agosto 2019 alle ore 08:53si,grazie. il perchè non lo so e se esiste la signora di certo non lo sa neppure lei, ma grazie di boh.
grazie di tentare di scassare il nostro stato
grazie di far parte della curiosa ed interessante congrega grillina, dove l'incompetenza è superata solamente dalla strampalataggine
grazie del fatto che segui un grillo che ogni giorno che dio manda in terra dice almeno dieci fesserie strabuzzando gli occhi e facendo il gigione sciocco che neppure ridolini
meno male che c'è casalegno ,ahahah
si, ha ragione la signora,grazie. ci sono molti modi di rovinarsi, ma il vostro spettacolo sciocco è impagabile.
cordiali saluti
Maria Paola
24 agosto 2019 alle ore 20:47bruno che ci stai a fare su questo blog? sai che non convinci nessuno del tuo pensiero, forse hai solo bisogno di scaricare la tua ansia? se è per curarti, va bene, fai pure
Gloria Visani
22 agosto 2019 alle ore 20:10SIAMO NOI AL GOVERNO , FACCIAMO UNA RETE TELEVISIVA INTELLIGENTE CHE PREVEDA TUTTE QUESTE BUONE COSE, SE ASPETTIAMO CHE LE RACCONTI MEDIASET O LA RAI IMBAVAGLIATA.......... SVEGLIAMOCI CAXXO!!!!!!!
Maria Paola
24 agosto 2019 alle ore 20:43gloria visani siamo noi al governo? magari senza rompicogl... tra i piedi!
Alessandro Ferroni
22 agosto 2019 alle ore 22:15Il problema della mancata valorizzazione è particolarmente evidente per i RAEE, ma in realtà esiste anche per gli altri rifiuti.
Un limite fondamentale è il fatto che le norme attuali sui rifiuti prevedono l'obbligo per i Comuni di raggiungere determinate percentuali di raccolta differenziata. Raccolta differenziata, però, non significa automaticamente riciclo.
In Italia si raccoglie molto in modo differenziato, ma la realizzazione di un sistema che punti al recupero dei materiali è molto indietro. Le soluzioni, tecnologiche e organizzative, ci sarebbero. Per questo sarebbe necessario prima di tutto cambiare la normativa sostituendo l'obiettivo: non più le percentuali di raccolta differenziata, ma quelle di effettivo riciclo, che porterebbero anche a una gestione più efficiente delle aziende municipalizzate, e quindi a tariffe più basse per gli utenti.
Alberto comune
23 agosto 2019 alle ore 09:51Anche a questo dovrebbe servire la TV pubblica pagata dai cittadini, non solo per vedere sempre più cagate condite con pubblicità regresso!
Sienalfa
23 agosto 2019 alle ore 11:01Qualunque strada si voglia far intraprendere al movimento ormai una cosa è certa: si può partire dalla piazza e arrivare alle istituzioni, portando sotto braccio la Costituzione. LasciandoLe la libertà di ispirare e suggerire le scelte democratiche necessarie per portare le istanze dei cittadini ad essere rappresentate in Parlamento. Una guida indispensabile ad ogni cittadino per vivere in una comunità organizzata. Qualunque scelta politica venga fatta oggi, il movimento rappresenta una esperienza politica che rimane come una traccia indelebile, nella storia politica del nostro paese. È una grande conquista per la democrazia e per il paese. Questa esperienza incoraggia i cittadini a scegliere, a farsi sentire e chiedere di essere rappresentati sempre con maggiore forza e determinazione, nel rispetto dei principi costituzionali. A pretendere cioè, che la fotografia, nella carta di identità del paese, non venga assoggettata a nessun tipo di alterazione, ma corrisponda a quella reale del paese. È la democrazia rappresentativa. Seguire il paese nei momenti in cui i cambiamenti sono più dinamici, dovrebbe essere una delle principali attenzioni delle istituzioni.
pensiero libero
23 agosto 2019 alle ore 12:30Un disastro.......... https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/08/22/germania-berlino-ordina-190-milioni-di-compresse-di-iodio-anti-radiazioni-acquisto-preventivo-in-caso-di-disastro-nucleare/5402761/
Tito
23 agosto 2019 alle ore 12:33Dei miei rifiuti elettronici, che custodisco gelosamente, facevo l’Editore, intenderei farne un piccolo museo delle apparecchiature di prestampa e dare un esempio su come riciclare questi preziosi macchinari, invito i 5Stelle attraverso il Ministero dei Beni Culturali a farmi finanziare e sponsorizzare l’iniziativa. In attesa cordiali saluti T.S.
Cecilia
23 agosto 2019 alle ore 16:03Non esiste rifiuti zero un 20% ci sarà sempre da bruciare.... basterebbe fare termovalorizzatori come in Danimarca che nn inquinano o verremmo sommersi dai rifiuti!
M. Z.
24 agosto 2019 alle ore 15:38Cecilia... inceneritori.... non inquinano....
Ma cai a cagare !!
#M5S, a vita !!!
Maria Paola
24 agosto 2019 alle ore 20:21cecilia informati meglio
Ermes Dall'Olio
23 agosto 2019 alle ore 23:53Partiamo da due realtà che funzionano benissimo e danno grandi risultati: 1°) Il business legato al mondo dell'auto+petrolio+ indotto multe e sanzioni. 2°) L'abilità dei Cinesi: copiano da altri e mettono in pratica aggiungendo le loro potenzialità. SVOLGIMENTO - Se ci pensate bene, cosa succede quando milioni di persone da un anno e più a questa parte vanno a cambiare le gomme dell'automobile perchè consumate? (altrimenti multa!). TUTTI PAGHIAMO LA "Tassa di smaltimento dei vecchi pneumatici", in maniera rapida, subito e in moneta sonante! E ALLORA? .... Copiamo come i Cinesi. Acquistiamo un PC o altro aggeggio elettronico? Il 15% del costo va alla "Tassa di smaltimento". I soldi andranno poi ad una Azienda che (come i Cinesi) copierà da tanti lavoratori dei "campi-nomadi" che da anni smontano i motorini delle lavatrici per estrarre il rame e rivenderlo, l'Azienda assumerà personale e farà contratti con le aziende produttrici per acquistare i loro pezzi "smontati e riciclati". Se dispongono di bravi tecnici potrebbero anche aprire un punto vendita con vendita al dettaglio di PC riciclati. (invece che 800 euro, solo 400!). I veri blocchi quali sono: il costo del lavoro e cose simili. Se verranno ridotti i Parlamentari si parla di un risparmio annuo di milioni di euro, vogliamo investirli bene con una LEGGE ad-hoc? ""I lavoratori che operano nei settori dell'ecologia e riciclaggio sono esenti dal pagamento di tutti i contributi, pagheranno solo una tassa-forfait del 30% sull'importo dello stipendio. "
Simo R.
26 agosto 2019 alle ore 09:20Voto 4
svolgimento non lineare, tesi fornita non supportata da alcun elemento a sostegno, dati citati a caso ed in alcuni casi palesemente inverosimi.
(il 15% del costo va alla "Tassa di smaltimento" --- ma ti rendi conto della fesseria scritta? da dove vengono questi numeri? e cosa sarebbe la Tassa di smaltimento")
Parlare, o scrivere, a caso, senza conoscere gli agomenti, genera solo inquinamento
bruno
24 agosto 2019 alle ore 08:45questo post come altri fa comprendere appieno chi sono i grillini. Avrebbero da governare uno stato grande e complesso come il nostro con una serie di temi che non finiscono più e che fanno, eheh...
fanno i rigattieri.
ma io mi domando e chiedo; qualche volta,in un anelito di libertà di pensiero che capita pericolosamente a tutti sporadicamente,ma non vi sentite un poco cretini?
no, io chiedo, chiedo e basta.
cordiali saluti
ps per sapere chi sono i rigattieri fatevi prestare un vocabolario :)
Maria Paola
24 agosto 2019 alle ore 20:18bruno credo che cretino e limitato sia tu che sottovaluti questo problema
M. Z.
24 agosto 2019 alle ore 15:33... BRUNO, ma cai a cagare..
#M5S a VITA !!
bruno
27 agosto 2019 alle ore 18:34io grazie a dio non ho problemi. auguro altrettanto a te di non averne da nessuna parte del corpo, ma mi sa,eheh. comunque auguri
M. Z.
24 agosto 2019 alle ore 15:42Cosa volevi dire ??
????!!!!???!!!
Alfia Sanfilippo
24 agosto 2019 alle ore 18:37La poca o mancata informazione è un serio problema da risolvere al più presto.
antonio carbone
25 agosto 2019 alle ore 09:22E le batterie delle auto elettriche alla fine della loro vita è stato pensato come smaltirle? Oppure ci troveremo fra 10/15 anni a non sapere dove metterle come con la plastica? Pensare solo a produrre per la crescita e non pensare all'ambiente è da esseri senza cervello e senza cuore! W il m5s
Simo R.
26 agosto 2019 alle ore 09:14"Una recente indagine ha rivelato che sette italiani su dieci..."
- quale indagine? Sarebbe buona prassi fornire la fonte dei numeri che si citano
"E sul sito di e-commerce, [....] ?"
- Acquistando da primarie catene dell'elettronica si trova facilmente l'opzione "ritiro usato", senza costi aggiuntivi.
"E in TV avete mai visto una campagna di informazione su questo tema?"
- Si chiama RAEEMAN, un super eroee che spiega ai cittadini cosa sono i RAEE e dove buttarli.
Insomma, i cittadini non saranno molto informati, è vero, ma non lo è nemmeno chi ha scritto questo articolo.
Vittorio Fonti
28 agosto 2019 alle ore 14:55Ho visto il filmato ed è anche possibile ch lei abbia ragione. Io però ho attentamente osservato qusto " spot " (si fa per dire ) e mi sono chiesto:
a) come mai non ha lo stesso appeal di quando un prodotto deve essere promozionato per la vendita ?
b) come mai la qualità dei dialoghi e delle scene per non parlare (senza offesa) delle scelte di ripresa del regista e degli degli attori è così scarsa ??
c) perchè di fatto il messaggio rimane pressoche appena appena annunciato e non è esplicitato ad esempio spiegando l'acronimo del termine RAEE (ad esempio) qual'è il compito istituito da tale istituto, come si sviluppa il suo scopo (magari che so inserendo un piccolobreve video che ci spiega il funzionamento della catena di riciclo e di riutilizzo di un piccolo componente elettronico e come contemporaneamente come si evita di erodere nuove risorse naturali del pianeta) Se il regista o lo sceneggiatore non sanno scriverlo o redarre un esempio di Pubblicità per il Progresso chiedete a chi si è guadagnato da vivere per farlo ad Es. Beppe Grillo che molti hanni fa in teatro spiegava con una semplicissama battuta ironica l'esempio della lattina di aranciata che uno acquista e dopo un minuto che si è dissetato è già divenuto un problema si di rifiuto (se non viene opportunamente riciclato diventa sia un problema di rifiuto da smaltire sia un problema ambientale per le tonnellate di montagne che devono essere scavate per trovare l'elemento primario per realizzare l'alluminio della lattina che è la bauxite*) *wikipedia docet. Le possibilità per far comprendere bene le cose agli Italiani ci sono BASTA AVER LA VOLONTA' DI INVESTIRCI I DENARI IN MODO CORRETTO SOPRA !!
mantuano luna
27 agosto 2019 alle ore 01:47Buonasera, come stai, ho un’offerta molto interessante per contattarti o lasciare la tua posta se sei interessato.
banquefinace.ec@gmil.com
Corrado Coda
28 agosto 2019 alle ore 01:48Vedere una lavatrice abbandonata al ciglio della strada ( lontano da casa mia : qui la gente lava i vetri e le lattine prima di buttarle, e stacca il piccolo tappo di plastica dal tetrapack prima di differenziarlo nella carta - grazie, concittadini ) mi ha sempre fatto pensare alla fatica che quella o quelle scimmie hanno dovuto fare per caricare, trasportare, scaricare, ( rischiando una bella sanzione ) il pesante elettrodomestico, quando invece con una semplice telefonata un'impiegata comunale gentile ti prenota il ritiro all'uscio, gratuitamente.
Popolo bue ( e asino contemporaneamente ).
Lucia Romiti
29 agosto 2019 alle ore 15:52Perché non fate un’adegua Informazione attraverso spot televisivi, trasmissioni di approfondimento e inserite questi argomenti nell’ambito dell’educazione civica nelle scuole? Riguardo poi alle isole ecologiche se uno non ha una macchina sono irraggiungibili, almeno a Firenze.
