

Sorpresa: libertà d'informazione e pluralismo non dipendono dai soldi dello Stato. Non lo dice un grillino, ma la Corte Costituzionale
27 luglio 2019 alle ore 10:10•di Vito Claudio Crimi
La libertà d'informazione e la sorte del pluralismo non dipendono direttamente dal finanziamento pubblico ai giornali. A dirlo non è il Movimento 5 Stelle, non è Crimi, ma la Corte Costituzionale, che ieri ha pubblicato una sentenza che potremmo definire "storica" (potete leggerla qui).
Con buona pace dei sostenitori della stampa "libera" a targhe alterne, che da tempo ci accusano di "uccidere" l'informazione perché vogliamo togliere i contributi diretti ai giornali e per i quali il pluralismo significa sì avere tante voci, ma poi di voce ne ripetono solo una, la propaganda a penne unificate.
Ancora una volta, la Corte ha sancito l'importanza della libertà d'informazione e del pluralismo, sul quale nessuno ha mai avuto dubbi: «[…] la libertà di manifestazione del pensiero, di cui è espressione la libertà di stampa, costituisce un valore centrale del nostro sistema costituzionale». Ma allo stesso tempo i giudici hanno ribadito che è a discrezione del legislatore decidere se intervenire o meno con un contributo diretto ai giornali. Dunque non c'è correlazione tra finanziamento pubblico diretto agli editori e pluralismo dell'informazione: il pluralismo deve essere sì garantito con una serie di misure ed interventi dedicati, ma NON necessariamente con contributi diretti.
La Corte afferma che «l'informazione esprime non tanto una materia, quanto una condizione preliminare per l'attuazione dei princìpi propri dello Stato democratico». E ribadisce «il riconoscimento del valore centrale del pluralismo in un ordinamento democratico, fino al punto da giustificare ed anzi imporre al legislatore interventi idonei a garantirne il rispetto». Tuttavia, interventi idonei NON significano finanziamenti diretti.
Un concetto, questo, ribadito dalla stessa Corte: «il rilievo costituzionale della libertà di manifestazione del pensiero NON COMPORTA […] CHE ESISTA IN VIA GENERALE UN DIRITTO SOGGETTIVO DELLE IMPRESE EDITRICI A MISURE DI SOSTEGNO DELL’EDITORIA».
E ancora: «[…] I presìdi offerti dall'ordinamento a tutela del pluralismo informativo e del mercato risultano idonei ad assicurare tale valore, cosicché la garanzia del pur fondamentale diritto in questione NON IMPONE L'INTERVENTO FINANZIARIO DELLO STATO».
La sentenza della Corte rende ancor più evidente l'inganno perpetrato dai governi precedenti e dagli stessi editori. Negli ultimi 15 anni sono stati versati oltre 4 miliardi di euro di contributi pubblici direttamente nelle casse degli editori, sotto forma di contributo diretto e indiretto. Ci hanno detto che tutto questo era per garantire il pluralismo, la libertà d'informazione e di stampa, e che non c'era altra strada se non quella di versare soldi, soldi e ancora soldi. Soldi dei cittadini, utilizzati perfino per pagare i fallimenti dei giornali provocati dai partiti (come il PD di Zingaretti e Renzi, che ha fatto pagare il fallimento dell'Unità ai cittadini con 107 milioni di euro).
Non era vero, tutte menzogne.
Per garantire la libertà d'informazione e il pluralismo non dobbiamo più versare soldi a pioggia, come è stato fatto finora. Occorre mettere in campo interventi mirati, concreti ed efficaci, che consentano di proteggere il diritto dei cittadini ad essere informati e diano forza alle imprese e ai lavoratori del settore per stare sul mercato. Penso a misure che limitino la concentrazione delle proprietà, che aumentino la trasparenza degli assetti societari e che mettano un freno al conflitto d'interessi tra editori e imprese di vario genere. Penso a norme che garantiscano una corretta distribuzione della pubblicità. Penso ad incentivi ai lettori, che consentano loro di scegliere l'informazione di cui hanno bisogno. Penso alla tutela delle fonti e dei cronisti minacciati da querele temerarie. Penso all'equo compenso del giornalista, a sanzioni per chi viola il codice deontologico (come nel recente caso di chi ha violato il regime di massima sicurezza del 41-bis pubblicando interviste con un boss della camorra, fatto gravissimo). Di questo e molto altro stiamo discutendo nell'ambito degli Stati Generali dell'Informazione e dell'Editoria.
I giornali possono fare informazione libera e plurale anche senza i soldi dello Stato e dei cittadini: adesso c'è una sentenza della Corte Costituzionale che lo mette nero su bianco.
E ricordiamo inoltre che pluralismo dell'informazione significa avere una pluralità di soggetti che forniscono una pluralità di voci e punti di vista, e non come accade in Italia, dove una pluralità di soggetti danno fiato ad una sola voce.


Commenti (74)
Birimbi
27 luglio 2019 alle ore 11:08Sto crimi ,però passare ai fatti basta voi dire una cosa e poi salvini vota con gli altri partiti come sulla t a v,e torna ribadire se a accade ciò Conte ed il governo si devono dimettere ,continuare con salvini il quale tradirà quando lo dirà lui,dunque non aspettate
Pensiero ☆☆☆☆☆
27 luglio 2019 alle ore 11:24I 5 Stelle ci mettono la volontà, sta agli elettori dargli i numeri. Intanto leggi anticorruzione e d'aiuto ai lavoratori pare si possano approvare nonostante la Lega, quindi direi di ottenere il più possibile invece di rimettere nelle esclusive mani degli scagnozzi di Arata il governo del Paese.
Alighione Alighieri
27 luglio 2019 alle ore 11:13...et hora, chi lo dice al Radical Partito, che dovrebbe rendere quanto incostituzionalmente percepito???......
Alighione Alighieri
27 luglio 2019 alle ore 11:18...ma lo si sa: visto l'andazzo, non succederà un cazzo.....( e come previsione, è garantito, vi dico che anche l'american assassino, presto vi mostrerà lo medio dito).....
zato nero
27 luglio 2019 alle ore 15:19occhio , che "fazo tuto io" , vuol ri-finanziare pure radio padaGna ..
con la scusa che è stata ri-finanziata , radio radic.., pardon radio partitocrazia
in q ai fasci
27 luglio 2019 alle ore 15:27Che simpatici forcaioli, ma cos'è il blog della Giorgia Meloni?
Old
27 luglio 2019 alle ore 22:12e qui ti han fregato
il finanziamento è stato votato
non era un obbligo
disse la magistratura
ma se il politico vuole
continui pure a distribuire verdura.
ah ah, perdona non sono all'altezza, ma è divertente
maurabo
27 luglio 2019 alle ore 11:22È un risultato importantissimo. Bravo Crimi. Nei fatti, è sotto gli occhi di tutti, che tutto quel denaro che è finito nelle tasche degli editori, non è servito a garantire alcunchè. Quello che serve è un'informazione di qualità, offerta da giornalisti emancipati e liberi, che non considerino gli italiani dei mentecatti. Anche se, per essere liberi ci vuole coraggio.
Antonio Valentini
27 luglio 2019 alle ore 11:32Ottima cosa, ma alla gente non frega una mazza dato che si legge poco e si seguono programmi da lobotomizzati (in particolare sulle emittenti del Berlusca). Quanto a Gion Uein, dopo la sparata al saloon, quando i "bastardi" si sono rivelati bianchi e americani, non ha più parlato
Questo non glielo dovevano fare! Che ci voleva ad arrestare un negrone irregolare!
canzio.r
27 luglio 2019 alle ore 11:34Si evince, che la libertà d'informazione italica, con "propaganda a penne unificate" ,possa essere effettuata,con contributi non necessariamente diretti. I giornali e la RAI (aggiungo io) possono, (devono)fare informazione libera e plurale,anche senza i soldi dello stato e dei cittadini. Teomando Scrofalo ed i suoi simili ,come faranno a sopravvivere? I loro editori impuri come faranno a ricattare "l'ostacolo di turno" per favorire la loro attività principale? Resta la vergogne nazionale , sul conflitto d'interessi,quando diverrà finalmente,legge? cazzaro verde....Violante e piddini permettendo?
RAI PUBBLICA - commissariatela
27 luglio 2019 alle ore 12:13Io non sono d accordo. La RAI va commissariata, cacciare via tutti i dirigenti e assumere dirigenti stranieri fin quando non si riesce a cambiare la cultura intera della RAI. FUORI I PARTITI, E IL CONTROLLO DEVE ESSERE FATTO DAI CITTADINI CON VALUTAZIONE TRAMITE REFENDUM AD OGNI VOTAZIONE. VOTARE ALLE POLITICHE E CONTEMPORANEAMENTE ESPRIMERE IL GIUDIZIO SUL SERVIZIO PUBBLICO. I DIRIGENTI DEVONO ESSERE CACCIATI COME I MANAGER DELLE COMPAGNIE INTERNAZIONALI. SE NON PRODUCONO FUORI SENZA SE E SENZA MA. LA TV PUBBLICA DEVE SOLAMENTE EDUCARE LA POPOLAZIONE.
Old
27 luglio 2019 alle ore 11:59Dire che , rendendo permanente la immediata compensazione fra crediti di imposte e investimenti pubblicitari nei giornali, si favoriscono così le piccole imprese e non gli editori, mi sembra difficile da capire.
Le imprese preferirebbero , credo, avere la restituzione dei crediti verso lo stato sui loro conti correnti .
Questo sistema , parliamo sempre di start up, finanziamo le start up. Ormai è tutto start up basta ci siano soci giovani, spesso ditte effimere , che poi chiudono dopo aver preso soldi a fondo perso.
Occorre una visione più ampia.
Il decreto cultura, ne è un esempio.
Vantarsi di rendere un lavoro precario (quello degli artisti ) in permanente, usando il trucco di far rinnovare i contratti (che scadevano in luglio credo) e fare il decreto dopo è stata un po' una trappola verso i loro datori di lavoro
E poi con tutto rispetto per gli artisti, questo dovrebbe valere per tutti i lavoratori (legge europea che anche lo stato disattende).
Antonio Avenza Carrara
27 luglio 2019 alle ore 12:01Informazione nostrana:
" una donna è stata rapinata della borsa da due MAGREBINI, che, per restituirgliela, le hanno chiesto 100 euri"
" Un pensionato è stato rapinato della borsa. I rapinatori, di apparente origine magrebina, gli hanno chiesto 100 euri per restituirgliela"
Conclusione, la donna , era un uomo, il pensionato uno spacciatore i MAGREBINI era 2 BIONDI e RICCHI americani.
E Il contratto va avanti.....
27 luglio 2019 alle ore 12:36Antò....anche in Piazza Matteotti,l'edicola portava tale prima notizia.
Ho guardato verso il Museo e ho visto FAI...mi sono cascate le braccia!
Ciaooo!
x la prossima
27 luglio 2019 alle ore 12:39carrara abdul, ti preoccupi perché non erano i soliti marroni: nessuno vi toglierà la prossima prima pagina di cronaca "nera"..
E Il contratto va avanti.....
27 luglio 2019 alle ore 12:01Grande Crimi,un chiarimento doveroso che doveva essere fatto anzi tempo.
Questa sentenza ora può permettere agli editori di non dire più fregnacce sulla libertà di stampa..
Di certo so che hanno già delle agevolazioni sull'acquisto della carta e sulla spedizione dei loro quotidiani,diciamo che costa meno la loro carta che quella igienica,anche se la funzione attuale potrebbe essere la stessa.
Quindi anche le leggi che si sono fatte trasformando le loro edizioni in Coop, dovrebbe essere superate e considerate illegittime!.
Luciano C.
27 luglio 2019 alle ore 12:03Di Maio ci fa sapere che a Roma non ci sono.condizioni di sicurezza. E nel resto d' Italia ci sono? Visto che sono al governo a quando le soluzioni?
Fc
27 luglio 2019 alle ore 12:10Crimi, perché non si vede mezzo cambiamento positivo? Che sia giusto tagliare i fondi all'editoria lo sappiamo già non è necessario che ce lo dica chissà quale organismo, che una corretta e professionale informazione si può fare anche senza rapinare denaro pubblico lo sappiamo già. Vedete di rendere realtà lo stop ai fondi pubblici all'editoria. E il canone rai o deve essere cambiato (es. facoltativo) o abolito in tal caso si potrebbe usare il 5% della pubblicità dell'editoria privata per finanziare quella pubblica.
E Il contratto va avanti.....
27 luglio 2019 alle ore 12:37forse aveva paura di un Contenzioso...che ne dici?
Ora siamo sicuri!
Informazione
27 luglio 2019 alle ore 12:25Informazione
gender LGBT...la follia sessuale.
https://it.insideover.com/societa/follia-gender-in-canada-il-caso-di-jessica-yaniv.html
giovanni1
27 luglio 2019 alle ore 13:15il voler tagliare i fondi all'editoria e' uno dei motivi per cui il m5s e' attaccato tanto duramente dai media e trova cosi' poca simpatia tra gli addetti ai lavori. perche' sono persone umane, in carne ed ossa, e temono di perdere il lavoro.
gli attacchi politici ci sono e sono evidenti, ma incontrerebbero giornalisti meno schierati se non ci fosse questa spada di damocle sulla loro testa.
perche' nessuno, e sfido chiunque qui' dentro a dire il contrario, appoggia e difende chi lo sta minacciando di porrtargli via il posto di lavoro. e non sto parlando di togliere l'acqua dove sguazzano mafiosi e/o corrotti vari, ma togliere il lavoro a persone che hanno studiato e hanno una vita per fare quello, il giornalista.
e' uno degli errori, secondo me, in cui incappa spesso il m5s.
cioe' e' il solito schema del voler partire dal tetto per fare la casa. l'eliminazione dei fondi all'editoria deve essere l'ultima iniziativa presa per rifondare i media in generale. perche' in un sistema come il nostro, veramente tante persone, anche oneste, corrette, togliendo i fondi all'editoria diventerebbero dei disoccupati, sconvolgendo le loro vite.
prima ci sono cose da fare in quell'ambito, come ad esempio il conflitto di interessi. cioe' il fare diventare l''editore un mestiere impedendo a chi ha interessi nel pubblico, possa avere giornali, tv e quant'altro.
prima aggiusti, poi casomai fai i giusti tagli. ma siccome non saranno senz'altro quei tagli ad aggiustare, al limite servono per recuperare risorse, pria bisogna ripulire e rendere l'ambiente sano.
partire con il taglio ai giornali ok, casomai avverera', ma non la vedo una mossa furba in tutti i sensi.
giovanni1
27 luglio 2019 alle ore 13:23tagliare i fondi all'editoria non risolve niente. i vari berlusconi e compagnia cantante resteranno. casomai caleranno le testate, tanti giornalisti verranno licenziati. ma il cagnaio continuera'.
e se qualche editore dovra' licenziare dei giornalisti, senz'altro lo fara' con quelli meno "schierati", e si terra' i piu' incarogniti, il meglio tra gli sgherri. manipolatori a sua disposizione.
creando cosi' gia' ora una gara a chi fa meglio lo sgherro.
tagliare senza prima aggiustare (risanando una situazione, questa riuscira' a camminare con le sue gambe) non e' cosa buona.
Jessica Rombolà
27 luglio 2019 alle ore 16:36Dovrebbe essere un inizio per provare a rendere imparziale almeno l'informazione pubblica, potrebbero mettere delle leggi per questo e l'ultima frase concordo, ci sono tante voci con la stessa informazione
Jessica Rombolà
27 luglio 2019 alle ore 16:42Sui licenziamenti avete ragione ma almeno le carogne non le paghiamo più noi, il problema principale però resta l'informazione equa, motivo per il quale ho deciso di lanciarmi in un progetto News News New, un tg web su youtube, primo appuntamento stasera
Old
27 luglio 2019 alle ore 23:50a Giovanni 1
condivido in pieno il commento al tuo commento
Beppe
27 luglio 2019 alle ore 13:32Crimi sottosegretario all'editoria.
Sarebbe interessante un post dove il nostro Crimi ci elenchi le leggi, i decreti, le norme da lui proposte (o portano il suo nome) che hanno cambiato in meglio le cose in Italia da quando nel 2018 è stato nominato sottosegretario.
Così, naturalmente, dovrebbero fare tutti i nostri rappresentanti di governo ogni volta che scrivono sul Blog del Movimento.
Per Crimi mi viene da dare la risposta (già famosa) con un altra domanda: CRIMI CHI?
Maria D
27 luglio 2019 alle ore 16:01Crimi deposito' la risoluzione per sospendere i finanziamenti pubblici a radio radicale ...ma in parlamento l'asse pro sistema (lega, pd, fi,) voto' a favore....che vuole da Crimi? Criminali sono gli altri!
Fc
27 luglio 2019 alle ore 13:35Ma il taglio ai fondi è un'azione che non deve attendere ancora la si doveva già intraprendere il giorno dopo aver costituito il governo. Poi penso che i tentativi per impedirlo saranno comunque inevitabili.
Fc
27 luglio 2019 alle ore 13:39Niente, era di risposta all'altro commento... che casino.
Martin
27 luglio 2019 alle ore 13:57invece di fare declamazioni alla Renzi, sarebbe stato opportuno tagliarli....ma non lo avete fatto nè lo farete mai perchè credete di prenderci per il culo!!
bellebbuono
27 luglio 2019 alle ore 15:11Roma, di notte.
Voi e un amico in un paese straniero venite fregati da un pusher, che invece della cocaina vi dà dell'aspirina.
Al che tornate, gli prendete il borsello e se lo vuole indietro vi deve dare 100 €, presumibilmente il prezzo
della fregatura. Pochi minuti e arrivano 2 tizi vestiti in borghese, pistole spianate. Voi che avreste fatto!?
p.s. Cucchi story docet...
zato nero
27 luglio 2019 alle ore 15:16sei fuori tema , sei fuori ..
sei un idiota
bellebbuono
27 luglio 2019 alle ore 15:20Tranquillo, il testa di cazzo in cantina me lo aspetto sempre. Se i mica uno di "quelli"?
roma da idioti
27 luglio 2019 alle ore 15:40bbuono de merda, il solito sinistro tadical chic pieno di zecche… andresti sparato in fronte per quanto sei scemo, questo andrebbe fatto…il cucchi te lo sei iniettato nel cervello sfatto e merdoso
Giovanni ,Russo
27 luglio 2019 alle ore 15:48Bellebuono.......ma si’ propr’ strunz?
bellebbuono
27 luglio 2019 alle ore 15:51Le zecche ce le ha tua mamma nella vagina, pezzo demmerda da fossa comune!
roma da idioti
27 luglio 2019 alle ore 15:58bbuono, sei nato in un casino de puttane e in un casino de froci morirai
maria s., ancona
27 luglio 2019 alle ore 15:20@Antonio Valentini
: )) Gion Uein è bellissimo! Me lo segno.?
antonio carbone
27 luglio 2019 alle ore 15:30Crimi! Va bene con l'abolizione del finanziamento pubblico ai giornali! Meglio dare quei soldi a start up di giovani che vogliono fare informazione giornalistica! E con il canone tv come siete messi? Se riuscite a toglierlo il m5s va al 51 % ! W il m5s
maria s., ancona
27 luglio 2019 alle ore 15:38Buongiorno Crimi.
Intanto che si pensa a come ricostruire l'intero mondo dell'informazione, che ne dice
di attuare immediatamente la risoluzione della Corte Costituzionale?
Una curiosità. I contributi erroneamente profusi, si richiedono indietro oppure "chi ha avuto
ha avuto, chi ha dato ha dato" e grazie per tutto il bene che ci hanno fatto ?
linkbato
27 luglio 2019 alle ore 15:46La verità è un valore si esprime liberamente gratuitamente.
Conforta sapere che la Corte Costituzionale l'abbia scoperto (l'acqua calda?)...già lo sapevamo!
Rimane il problema dei giornalai che non fanno informazione ma si/vendono altro e tutto, meno che la verità.
QUANDO LIBERATE LA RAI DAI PARASSITI ?
squadra mobbile
27 luglio 2019 alle ore 15:48...
http://contropiano.org/news/politica-news/2019/07/27/lomicidio-di-un-carabiniere-lo-sporco-lavoro-della-bestia-0117638
Franco
27 luglio 2019 alle ore 21:21stampa... e regime!!
(non di radio radicale)
https://www.wired.it/attualita/politica/2019/07/27/bufala-nordafricani-carabiniere-forze-ordine/
Giovanni ,Russo
27 luglio 2019 alle ore 15:51E adesso se si conferma che sono i colpevoli spero proprio che per i due ameriCani ci sia un lungo lunghissimo periodo di permanenza ospiti nelle nostre galere!
Jessica Rombolà
27 luglio 2019 alle ore 16:28perchè nelle nostre? Perchè la in galera non ce li mette nessuno?
Orestinho
27 luglio 2019 alle ore 15:58Bem-vindo ao novo partido de clientes.
E o contrato continua !!!!!!! :))
Gianpiero Mazzoleni
27 luglio 2019 alle ore 16:06A questo punto revocare immediatamente tutti i contributi alla Stampa. E così abbiamo trovato le prime coperture alla Manovre di ottobre. Secondo step far ridurre tutte le retribuzioni e compensi RAI al limite legale di 240.000 euro. Chi non ci sta fuori. A proposito è vero che stanno assumendo altri giornalisti? Ce ne sono già migliaia inutilizzati! Comunque riduzione o annullamento del Canone è cosa buona e giusta. G. Mazz.
Jessica Rombolà
27 luglio 2019 alle ore 16:27Devono togliere il canone non ridurlo...è una tassa che non ha più senso di esistere, dicono per il possesso della tv (come se ormai fosse un lusso avere una tv) e poi il canone va alla rai che ha pubblicità pari se non superiore a mediaset e allora che ca.... dobbiamo pagare ancora?
Old
27 luglio 2019 alle ore 23:20Ridurre è giusto. Abolire no (potrebbero dire come le TV private :cosa protesti se è gratis ?)
mila volani
27 luglio 2019 alle ore 16:16Non aspettate che ci
sia sempre qualcuno che
non sia del M5s a dirvi che
avete ragione...!Contro
questo s***** di
informazione state facendo
poco o niente... vedi Rai
e non solo.
I GIORNALISTI FAZIOSI,
DI PARTE, DEVONO ESSERE
TRATTATI COME TRATTANO VOI ANCHE
PERCHE' GLI ALTRI PARTITI
NON VENGONO MESSI
ALLA GOGNA
COME FANNO CON VOI
TUTTI I GIORNI, DA ANNI!
DOVETE INDICARE AI
CITTADINI, COME AVETE
FATTO IN PASSATO, CHI
DI QUESTI GIORNALISTI
E EDITORI MENTE
COSTANTEMENTE SUL
M5S SCRIVENDO E DICENDO QUALSIASI
COSA ATTACCANDOVI
SU TUTTO
RISPARMIANDO GLI ALTRI
SPESSO E VOLENTIERI....
LO DOVETE DIRE NELLE
PIAZZE, AI COMIZI E LO
DOVETE DIRE CON FORZA!
VI STANNO FACENDO
LA "GUERRA" E VOI LI
LASCIATE FARE..... AL
MASSIMO SCRIVETE QUALCHE RIGA...!
LI DOVETE TRATTARE
COME SE FOSSE UN
PARTITO POLITICO CHE
E' SCESO IN CAMPO
CONTRO DI VOI!
FREGATEVENE SE
QUACHE "PENN****** SI
RISENTE. FIDATEVI, A
QUESTI L'ETICA E TUTTO
IL RESTO GLI INTERESSA
POCO, SONO DEI GRANDI
ATTORI E DEI GRAN
FURBASTRI. ANCHE ALLA
COSIDDETTA STAMPA
"AMICA" INTERESSA CHE
CHE VOI STIATE
ALL'OPPOSIZIONE, VENDEREBBERO PIU' COPIE
DEI LORO GIORNALI MA,
NON GLI DISPIACEREBBE
ANCHE UN' ALLEANZA
M5S-PD GLI ANDREBBE
BENE COMUNQUE.....
COME SI AUGUREREBBE
ANCHE QUALCHE VOSTRO
"FINTO" AMICO
GIORNALISTA CHE, UN
GIORNO SI E UNO NO
SUGGERISCE LA LINEA
POLITICA AL M5S CON I
SUOI EDITORIALI
AUGURANDOSI CHE
DI MAIO SI FACCIA DA PARTE...!FA BENE DI MAIO
A DIRE NO AL PD....!
FORZA VITO CRIMI!
W DI MAIO!
W TONINELLI!
W IL M5S!
Gianluigi Lazzarini
27 luglio 2019 alle ore 16:30Buongiorno, sentenza condivisibile, per altro chi scrive interpreta la realtà dei fatti in funzione del suo sentire o della sua convenienza. Perciò varrebbe la pena di inserire nel ciclo scolastico un corso dove si insegna i rudimenti necessari per analizzare un testo giornalistico per capire dov'è la notizia è dov'è l'interpretazione , ad esempio troppe volte il titolo non ha nulla a che vedere con il testo dell'articolo pratica che dovrebbe essere se non proibita quantomeno deontologicamente stigmatizzata.
Old
27 luglio 2019 alle ore 23:05Esatto. Il titolo di questo post illude . La magistratura ha rimandato la palla ai politici.
Non è obbligo , ma la politica può decidere se continuare a obbligare.
GiovannalVeneto
27 luglio 2019 alle ore 16:36Finalmente interviene una Sentenza della Corte Costituzionale per mettere fine al finanziamento pubblico ai giornali, una truffa perpetrata dai partiti ai danni della Costituzione e del popolo italiano! Se poi consideriamo che al danno della truffa si aggiungeva la beffa della manipolazione, vero potere dei mass media per raggirare la massa pagante per essere usata come burattini nelle loro mani, il risultato è uno spettacolo veramente indegno!
In questi ultimi giorni la loro strategia punta a minimizzare il caso sui fondi russi alla Lega riducendolo ad argomento da bar, una vera e propria montatura ai danni di Salvini, l’ Unico uomo forte al Governo. Pura distrazione di massa atta ad impedire la valutazione obiettiva del caso. Auguriamoci che almeno la Magistratura non si lasci condizionare!!!!! Idem per il caso Siri. Che spettacolo questo carrozzone politico mediatico! Degno di un’ opera da quattro soldi!!!! Povera Italia.
Old
27 luglio 2019 alle ore 22:00Guarda che non è così semplice.
La magistratura ha detto che finanziare non è un obbligo.....
ma una scelta politica, quindi è ancora tutto da fare.
GiovannalVeneto
27 luglio 2019 alle ore 16:56Gianluigi Lazzarini
condivido la sua proposta. Soltanto lo sviluppo della capacità critica analitica rende libero l' uomo dalla manipolazione e lo rende veramente libero. È l' unico modo per azzerare la manipolazione operata da politici senza scrupoli e da mass media loro servitori a danno dei popoli.
.
maria s., ancona
27 luglio 2019 alle ore 17:13Intanto, con più della metà degli italiani che presentano il disturbo di comprensione del testo scritto (non capiscono ciò che leggono), Oliviero Toscani arriva su La7 con "Camera Oscura" per insegnare a leggere le immagini. Speriamo vada meglio che con le parole...dipende tutto
dall'insegnante. Noi controlliamo.
maria s., ancona
27 luglio 2019 alle ore 17:17P.S. Dubbio. Capiranno ciò che dice?
Franco
27 luglio 2019 alle ore 22:00-Maria-
ho 60 anni,
istruzione da "terza media" inferiore
eppure sono in grado di fare sintesi... e capire tutti i testi che leggo!!
se oggi la scuola si è "abbassata" a questo livello sono i nostri politici ad averlo voluto...
preferiscono parlare alla "pancia" delle persone,
....altrimenti si corre il -rischio- di mettere in moto il CERVELLO!
maria s., ancona
28 luglio 2019 alle ore 01:25Non ne dubito Franco.
Fai parte sicuramente dell'altra metà...
D'accordo anche sul resto.
SANDRO MARRONE
27 luglio 2019 alle ore 21:01I giornali che hanno un padrone (editore) che detta la sua linea editoriale ai giornalisti, si pagassero da soli le spese.
Le cooperative di giornalisti nelle quali la libertà di opinione sia garantita meritano di essere sostenute, se ne hanno bisogno e per un tempo limitato.
Il pluralismo dell'informazione deve essere garantito dallo Stato, editore della RAI. Fuori i lottizzatori, fuori i partiti dalla RAI. Uno dei canali radiofonici della RAI prenda il posto di Radio Radicale: faccia le stesse cose sulla base dello stesso progetto editoriale: in una voce tutte le voci.
Vendete la RAI generalista, quella che fa le stesse cose della tv commerciale, tenete solo i canali che servono per fare informazione, intrattenimento di qualità, cultura, senza pubblicità, col solo canone.
Crimi, la pianti di barcamenarsi e di perdere tempo: faccia un programma di lavoro e proceda spedito, che non sappiamo quanto tempo abbiamo per incidere certi bubboni.
Rosa23 *****
27 luglio 2019 alle ore 21:53A proposito di libertà di stampa, se non ricordo male alcuni mesi fa, persino Mattarella disse la sua. Mi pare proprio che affermasse che si doveva evitare di togliere la libertà di stampa e intervenne proprio in un momento in cui si parlava di togliere il finanziamento ai giornali.
Allora anche il pdr ha confuso i finanziamenti pubblici con la libertà di stampa? Sembrerebbe proprio di sì.
Old
27 luglio 2019 alle ore 22:42Vogliamo una RAI pubblica, ma vogliamo togliere il canone ( proposta nostra a firma Paragone)
D'altra parte viene confermata, o meglio resa permanente ( vedi Decreto Cultura e post in evidenza) , la possibilità di recuperare crediti di imposta se fai pubblicità sui MEDIA PRIVATI .
Da che parte stiamo? Informazione pubblica o privata?
Evviva il pluralismo, ma chi farà mai pubblicità sulla RAI con queste premesse ?
Le due cose non stanno assieme - togliere il canone- e agevolare la pubblicità sui media privati.
Se diminuite il canone siamo contenti, ma smantellare la RAI non credo sia nelle ns. corde.
Old
27 luglio 2019 alle ore 23:45A proposito, il bonus cultura di 500 euro ai neo votanti diciottenni , che poi va a finire credo, gran parte su Amazon (son centinaia di milioni di euro..) non sarebbe meglio se servissero ad iscriversi all'università , ad es.?
Alessandro Albanese
27 luglio 2019 alle ore 23:55Per fare che? Al momento entrambi i Vicepresidenti se ne sono tenuti bene alla larga.
Conviene comprarsi uno smartphone bello grosso e aprire molteplici account social!
pietro casula
28 luglio 2019 alle ore 07:55I giornali stanno diventando sempre più un prodotto di nicchia, quasi tutti possiedono un cellulare, una radio, una TV e così si informano, molti usano anche i social.
Anche i politici si adeguano; ne sanno qualcosa Renzi e Di Maio, ma il campione nel mondo è Trump e in Italia è Salvini.
Egli, infatti, fa ogni giorno una diretta col suo cellulare, parla di tutto, lo sa fare e ci prende pure gusto, lo seguono alcuni milioni di fans, poi è vero, come si dice, che ha saputo occupare la RAI.
Comunque sia, tutti i media e tutte le TV riprendono stralci delle sue dirette auto-prodotte, che poi girano nei social e Salvini, spendendo niente, raggiunge tutti, ma proprio tutti, con un effetto leva elevatissimo. Pertanto non ha bisogno dei giornali, ma semmai sono i giornali oggi che hanno bisogno di lui.
Fin’ora gli è andata bene perché ha sempre azzeccato i messaggi, ma questo sistema di comunicare, quando si sbaglia il messaggio, con lo stesso effetto leva può diventare devastante e pericolosissimo.
Ne sanno qualcosa Renzi, ma anche Di Maio; se non sono convincenti o raccontano balle si fanno male.
Pertanto la vera riflessione per Crimi è quale sia il futuro della carta stampata se non quella del calesse d'epoca per amatori.
E' il mondo che cambia e sovvenzionarli non li salverebbe comunque.
Complimenti a Salvini, quindi, che sfrutta meglio di tutti, anche rischiando, l'effetto leva della comunicazione più produttiva e a minor costo di oggi, anche se continuo a preferire i nostri portavoce, con i loro errori, limiti e gaffes.
P.S. la comunicazione di Salvini è la protagonista del suo crescente consenso, è evidente, e solo lui potrebbe scoppiarlo anche con una sola buccia di banana.
Antonio
28 luglio 2019 alle ore 09:23Ohooo finalmente così molti lecchini giornalisti dovranno chiedere anche loro il reddito di cittadinanza e possono capire la vera realtà dei cittadini.
michele malalana
28 luglio 2019 alle ore 10:27lavorato per decenni sul mercato della carta stampata ho visto l'evoluzione/involuzione del mercato
una volta il quotidiano aveva una sua identità cioe se comperavi il giornale specifico sapevi come veniva trattata la notizia cmq ti permetteva di farti una idea
poi subentrate societa finanziarie sulla proprieta diretta che hanno imposto una linea di vendita/rendita
dove la notizia e solo un opzional importa prima di tutto il tiraggio delle copie per sodisfare i contratti publicitari e fare da megafono alla proprieta
sapere che gli"AGNELLI" controllano la "STAMPA DI torino" controllata da sua volta da una societa che possiede azioni della repubblica che a sua volta possiede azioni della RCS (corsera) e che il corsera possiede azioni della mondadori e che la mondadori ha opzioni sulla stampa la dice lunga sulla libertà di stampa
e non dimenticare "DICAIRO" che possiede un po di tutto cio
mi chiedevo come puo una testata stare sul mercato con una resa di invenduto del/80/100
poi scavato a fondo ho visto che la vendita era solo un opzional interessano piu i contributi e contratti pubblicitari e tiraggio copie
in pratica coi i nostri soldi
SANDRO MARRONE
28 luglio 2019 alle ore 10:33Il possesso di un organo di informazione, orientando l'opinione pubblica, garantisce al proprietario un peso politico, che questi ovviamente spende per tutelare i suoi interessi o quelli delle forze politiche "amiche". E gli editori sono solitamente banchieri, grandi industriali, o lobbisti che si fanno promotori di certe ideologie o di interessi particolari. Questo non ha nulla a che vedere col pluralismo e con la libertà di informazione, ha invece molto a che fare con una certa rappresentazione del mondo strumentale e viziata. Come sa bene il Movimento, solitamente circondato dal cordone sanitario di (quasi) tutti i mass media che detestano il cambiamento di cui è promotore. Questo priva i cittadini del diritto di conoscere per deliberare, di avere una informazione obiettiva e completa per poter esercitare pienamente i loro diritti democratici. Sarebbe il colmo se lo Stato contribuisse con i suoi fondi a sostenere un tale sistema.
Non si può impedire a grandi industriali come ad es. De Benedetti o Berlusconi o Cairo, di controllare testate giornalistiche ed emittenti radiotelevisive, ma si DEVE impedire che ricevano dallo Stato fondi pubblici, che andrebbero a finanziare media di parte che tendono a controllare lo Stato.
Per questo una emittente pubblica è necessaria, perché venga offerta informazione libera dai condizionamenti degli interessi di parte.
E anche perché si possa offrire AI SINGOLI GIORNALISTI una piattaforma pubblica attraverso la quale questi possano diffondere i loro articoli in Rete o in audio-video e ricevere un compenso proporzionale ai lettori o agli spettatori che hanno.
L'unico modo per avere pluralismo e libertà di opinione è LIBERARE IL GIORNALISTA dal rapporto subordinato con l'editore ed essere pagato DIRETTAMENTE DAL LETTORE.
Questa, caro Crimi, mi sembra una innovazione degna del Movimento.
Old
28 luglio 2019 alle ore 11:30Sarebbe una rivoluzione copernicana. Ma come attuarla ? Ogni giornalista pubblica un articolo da vendere separatamente.....? mmmh, sembrerebbe la strada giusta , ma ci vorrebbe un genio per trovare il modo di attuarlo (o magari è l'uovo di colombo? Continua a perfezionare Sandro).
SANDRO MARRONE
28 luglio 2019 alle ore 21:17@Old - 28 luglio 2019 alle 11:30
"Sarebbe una rivoluzione copernicana. Ma come attuarla?"
Per quanto riguarda la diffusione via web non ci sarebbero grossi problemi. Esistono già decine, forse centinaia, di piccole pubblicazioni in forma di magazine o blog nei quali molto spesso la qualità degli articoli è molto alta. Sarebbe sufficiente che la RAI mettesse a disposizione una piattaforma ad accesso gratuito alla quale possano accedere giornalisti professionisti, intellettuali, esperti, politici, o anche cittadini preparati, per pubblicare i loro interventi. Il vantaggio della piattaforma informatica è che permette di misurare esattamente il numero di lettori di ogni articolo, il loro grado di soddisfazione, i loro commenti, e quindi di determinare un compenso corrispondente. Una commissione etica vigilerebbe per garantire la qualità e l'attendibilità delle informazioni.
A monte di questo è però necessario provvedere ad offrire una copertura sintetica ma generale delle notizie, sulla falsariga delle agenzie di stampa, magari producendo un sommario pubblicamente accessibile di quelle esistenti.
Lo stesso schema si potrebbe seguire per la carta stampata, però con costi maggiori. Per quelli che non vogliono rinunciare alla lettura su carta una ipotesi, che però forse è prematura, sarebbe quella di dotare le edicole di una stampante con la quale stampare il magazine diffuso via web impaginato appositamente. Oppure si potrebbero mettere a disposizione "totem" a gettone nei punti strategici per svolgere questa funzione. Un magazine ben impaginato, stampato su formato A3, sarebbe ben leggibile in metro, in autobus, in ufficio o a casa.
L'alternativa cartacea tradizionale potrebbe essere offerta dall'editore in forma cooperativa di giornalisti e tipografi, che potrebbe finanziarsi con la pubblicità e con la vendita in edicola. Con l'eventuale supporto dello Stato visto che gli inserzionisti di pubblicità non amano la libertà di stampa.
Old
30 luglio 2019 alle ore 18:03Ci sei quasi, ma --obiezione--- il misuratore di lettori non corrisponde alla veridicità della notizia.
Spesso un titolo bufala porta molti a soffermarsi , così gli articoli di intrattenimento puro.
Sono convinto che puoi migliorare ancora.
Sui post, trovata una idea buona , potrebbero formarsi " tavolini di discussione " che non mollino l'osso finché
non si sviluppi una soluzione semplice. Io in questo campo, non sono un esperto , ma mi dispiace vedere buone idee, tralasciate perché solo abbozzate.
Old
30 luglio 2019 alle ore 21:41Esempio, il commento qui sotto di michele malalana, può costituire una base di partenza per semplificare.
-mi chiedevo come può una testata stare sul mercato con una resa di invenduto del/80/100 -
poi scavato a fondo ho visto che la vendita era solo un opzional interessano piu i contributi e contratti pubblicitari e tiraggio copie
in pratica coi i nostri soldi -
Questa frase è fondamentale per capire i media oggi ? E' una questione di soldi (quindi potere) ?
SANDRO MARRONE
31 luglio 2019 alle ore 09:24Old - 30 luglio 2019 alle 18:03
"Ci sei quasi, ma –obiezione— il misuratore di lettori non corrisponde alla veridicità della notizia."
I fatti vanno tenuti separati dalle opinioni. Per questo proponevo una agenzia indipendente che riportasse i fatti puri e semplici, anche facendo un sommario preso dalle agenzie esistenti.
Nei mass media la manipolazione dell'opinione pubblica avviene sia a livello di selezione dei fatti: alcuni vengono celati, altri evidenziati ecc. Ma soprattutto avviene attraverso la interpretazione dei fatti stessi. E' a questo livello che viene prodotta la rappresentazione distorta e tendenziosa della realtà destinata ad orientare i cittadini nel verso voluto dall'editore.
Dunque è in questa fase della manipolazione che occorre aprire al massimo del pluralismo.
Pluralismo che non è anarchia, visto che tanti stralunati e mentitori professionali sarebbero disposti a tutto pur di acquisire visibilità. Per questo proponevo di sottoporre al controllo preventivo di una commissione etica la verifica degli articoli.
Per quanto riguarda l'attuabilità tecnica non ci sono problemi: un team di specialisti non avrebbe difficoltà ad implementare il progetto.
I problemi ci sono a livello POLITICO: nemmeno stando al governo riusciamo a scalfire la Macchina della Propaganda. Eppure, se non riusciamo a ridimensionarla ci schiaccerà inesorabilmente.
Una cosa dovrebbe essere ormai chiara: la RAI è irriformabile, è blindata dai partiti, non sarà possibile fargli adottare nessuna innovazione apprezzabile.
Credo sia il momento di prendere il coraggio a due mani e disfarsene, ritirando la partecipazione dello Stato dalla Società mettendo le sue azioni sul mercato. Col ricavato della vendita va realizzata ex novo una emittente statale che garantisca il pluralismo dell'informazione, così che Democrazia non sia una parola vuota.
I partiti faranno le barricate per impedirlo, ma le competenze sono governative.
Old
1 agosto 2019 alle ore 01:10Eliminare la RAI per poi costruirne una dalle sue ceneri con il ricavato della vendita.
Temo che la maggioranza degli Italiani non approverebbe, specie quelli della mia età.
---A monte di questo è però necessario provvedere ad offrire una copertura sintetica ma generale delle notizie, sulla falsariga delle agenzie di stampa, magari producendo un sommario pubblicamente accessibile di quelle esistenti.-
Lo stesso schema si potrebbe seguire per la carta stampata, però con costi maggiori. ---
Riepiloghiamo :
giornalisti liberi dall'editore ? free lance o partite IVA ?
creazione su RAI di un notiziario informativo sintetico , (tipo ANSA ? ecc.)
faranno le barricate ....ma le competenze sono governative (mmmh qui ti sei un pò perso secondo me)
Sentendoti ragionare credo sia molto utile, ma a un certo punto si capisce che è un casino avere una informazione pulita dagli interessi di parte. Non dico questo per farti smettere, anzi.
Quando sembra di essere arrivati ad un punto morto o in genere quando le soluzioni lineari sono insoddisfacenti si usa "il pensiero laterale " . Cambiare punto di vista, in attesa di un tuo "uovo di colombo" che segua il "giornalisti liberi dall'editore " è il mio consiglio non specialistico .
Stiamo facendo commenti troppo lunghi , non credi? Se c'è un seguito sarò un modello di sintesi.
