Rimanga agli atti il nostro No Tav: le future generazioni giudicheranno

Porteremo la mozione No Tav in Parlamento perché noi siamo rimasti coerenti. Diciamo sì alle opere pubbliche che servono agli italiani; diciamo no agli scempi, alle cattedrali nel deserto, alla cementificazione selvaggia, a opere antistoriche come la Torino-Lione.

In Parlamento vedremo le facce di chi voterà e si porterà sulla coscienza uno spreco di miliardi di euro di soldi pubblici. Ricordiamo sempre, per chi se lo fosse dimenticato, che questo governo ha affrontato il dossier Tav con il massimo rigore, producendo un’analisi costi-benefici coordinata da esperti ed economisti di spessore. Il risultato è stato netto: 12 miliardi di costi, con perdite calcolate tra i 7 e gli 8 miliardi.

È vero che una parte dei costi sarebbe finanziata direttamente dall’Unione Europea, ma i soldi rimanenti ce li mettono i cittadini italiani e il MoVimento 5 Stelle vorrebbe usarli per altro: scuole, asili nido, treni e sanità, già dalla prossima Legge di Bilancio. Soldi che potrebbero essere investiti per finanziare centinaia di opere diffuse sul territorio, con un occhio di riguardo alle zone più svantaggiate del Paese. Invece con ogni probabilità Lega, Pd e Forza Italia, quindi Salvini, Zingaretti e Berlusconi, preferiranno un’opera figlia del vecchio sistema rispetto ai servizi pubblici per i cittadini.

C’è anche il tema della Francia. Non dimentichiamo mai che i costi dell’opera sono vergognosamente sproporzionati: in Italia passerà soltanto il 20% della linea ferroviaria, 12,5 km contro i 45 km di proprietà della Francia, e nonostante ciò sarà il nostro Paese a dover sostenere il 58% delle spese contro il 42% della Francia. 2,2 miliardi di regalo a Macron, una follia che si addice al Partito Democratico, il partito degli interessi esteri, ma che non dovrebbe nemmeno passare per la testa di chi si dichiara sovranista.

Il Tav è uno spreco gigantesco, ma non solo: è anche l’ennesimo sfregio all’ambiente. In Parlamento vogliamo guardare negli occhi chi ogni giorno si maschera dietro un finto ambientalismo per poi cementificare, deturpare, inquinare.

Vedremo, infine, chi tra 20 anni dirà che è colpa dei ritardi negli appalti, della corruzione e della burocrazia, se come probabile questo scempio di opera non vedrà mai la luce. Vedremo chi oggi si lancia accuse al veleno, andare a braccetto e fare alleanze di convenienza. Vedremo tutto questo.

Noi non molleremo fino alla fine. Vogliamo che rimanga agli atti questo nostro NO consapevole ad un’opera inutile e antistorica, affinché i giovani d’oggi possano giudicare in futuro. La storia ci consegnerà la verità sul Tav, quella verità che presto potrebbe essere sacrificata agli interessi dei soliti blocchi di potere.

 

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