

Oggi è l'#EarthOvershootDay, una ricorrenza da non festeggiare
29 luglio 2019 alle ore 15:57•di Sergio Costa
Ricorre oggi, 29 luglio, l’Earth Overshoot day, ovvero il giorno in cui noi, abitanti del mondo, abbiamo esaurito le risorse ‘annuali’ del Pianeta, e cominciamo a consumare quelle del futuro.
Sappiamo purtroppo che il giorno del “sovrasfruttamento” delle risorse naturali si accorcia di anno in anno. Nel 2018, ad esempio, è coinciso con il 1 agosto ma nel 2000 cadeva a fine settembre. Ciò significa che, con il passare degli anni, stiamo esaurendo il capitale naturale della Terra e compromettendo pesantemente la capacità di rigenerazione delle risorse naturali.
Sappiamo anche che le principali cause di questo fenomeno vanno cercate nel consumo di suolo, nelle emissioni di anidride carbonica in atmosfera, nella deforestazione, nel sovraconsumo di risorse: attualmente, infatti, ne divoriamo grossomodo il doppio di quanto dovremmo.
È una responsabilità pesante che ricade su tutti noi, che abbiamo il dovere di metterci in testa che non esiste un Pianeta B, e che è quindi necessario agire subito a partire dalle abitudini quotidiane, riducendo lo spreco di acqua e diffondendo la consapevolezza che si tratta di un ‘bene comune’; adottando una dieta che contempli l’utilizzo di meno carne e più verdure, cercando di ridurre al minimo la generazione di rifiuti urbani e differenziando quelli che produciamo.
Ed è compito delle Istituzioni supportare i cittadini, continuare a stanziare risorse e a rendere operativi i piani di prevenzione del dissesto idrogeologico del territorio, contrastare con tutti i mezzi la perdita di biodiversità, puntare alla defossilizzazione, promuovere un modello di sviluppo ambientalmente più sostenibile.
Tutto questo lo dobbiamo alle future generazioni, che erediteranno altrimenti un mondo povero di risorse, irrimediabilmente inquinato, e saranno sempre più esposte ai rischi di eventi estremi dovuti agli effetti dei mutamenti climatici.


Commenti (29)
Fc
29 luglio 2019 alle ore 16:15Buongiorno ministro Costa, perché non va in tv a parlare dell'impatto ambientale della tav?
Fc
29 luglio 2019 alle ore 16:20I cittadini sono molto sensibili sul tema ambiente i notav potrebbero diventare un popolo gigantesco che impedisce lo scempio.
Paolo Brescancin
29 luglio 2019 alle ore 16:44Egregio Ministro Costa, perchè non predispone un opuscolo da inviare a tutte le famiglie italiane, spiegando i pericoli che corriamo e i rimedi che noi cittadini possiamo mettere in pratica quotidianamente? Questo blog non raggiunge molti italiani, ma anche gli altri devono conoscere la situazione, ma, soprattutto, sapere cosa possiamo fare per renderla meno grave.
Saluti
p.s. Propongo che chi inserisce i post rimanga a disposizione dei commentatori per moderare il dibattito e rispondere alle nostre domande.
Beppe
29 luglio 2019 alle ore 16:56Ottima idea Paolo
anche se mi piacerebbe leggere nell'opuscolo pure i programmi ed i tempi di realizzazione dei progetti che questo governo o il ministro dell'ambiente si sono prefissati per fare la loro, non più rinviabile, parte di coscienziosi ed onesti politici.
Paolo Brescancin
29 luglio 2019 alle ore 17:40Caro Beppe, comprendo l'amarezza che traspare dal tuo commento. Hai ragione, sulla mancanza di fatti, anzi dirò di più: credo che sulla questione ambientale ci sia la massima distanza tra quanto il M. - giustamente - indicava come cose da fare o da non fare e i risultati di questi 14 mesi di governo.
Saluti
p.s. Propongo che chi inserisce i post rimanga a disposizione dei commentatori per moderare il dibattito e rispondere alle nostre domande.
Beppe
29 luglio 2019 alle ore 16:44Caro Ministro Costa,
peccato che in questo suo post non abbia trovato indicata una sola iniziativa/legge del suo ministero, governo del cambiamento, fatta a sostegno delle sue parole.
Tap, Ilva, TAV, terre dei fuochi, trivelle, incendi depositi immondizia, terreni e falde acquifere inquinate e mai bonificate, aria delle città, imballaggi più semplici per meglio differenziare, infrastrutture che distruggono il territorio per gli interessi dei prenditori, coinvolgimento di tutte le nazioni che si affacciano sul Mediterraneo per eliminare la plastica, ecc... tutto è fermo, calmo e piatto come l'acqua di una palude.
Quindi solo parole convenevoli, vista la ricorrenza, e niente fatti.
Auguri alle generazioni future.
Giovanni f.
29 luglio 2019 alle ore 19:01Infatti, pare tutto lo stesso, soprattutto la terra dei fuochi dove i nomadi continuano a fare gli inceneritori delle ecomafie. Non ci bastano i beni seppelliti che restano dove stanno a volare veleni belle falde di Campania INFELIX.
Fc
29 luglio 2019 alle ore 19:19La stellina dell'ambiente è in eclissi totale. Che amarezza!
Maria Paola
30 luglio 2019 alle ore 08:45beppe come sempre non perdi occasione per disprezzare l'attività dei portavoce del M5S
Giuseppe C. Budetta
29 luglio 2019 alle ore 16:54IL BUONISMO FATALE DEI POLITICI
Tra sistemi planetari della nostra galassia, una tra i miliardi di ammassi e super ammassi siderei, la fragile Terra ha due pianeti vicini, inabitabili: Venere che è un inferno e Marte, privo di atmosfera ed oceani. La Terra non ce la fa a sostenere sette miliardi di Homo Sapiens sapiens. I sistemi politici trans-nazionali dovrebbero imporre ai Paesi del Terzo mondo, in particolare Nigeria, India, Indonesia e America latina, un solo figlio a coppia, per decenni. Non c’è alternativa. Il falso buonismo è fatale.
enzo calderini
29 luglio 2019 alle ore 18:30Altro che fare figli,finalmente uno con un po di buonsenso.
Francesco
29 luglio 2019 alle ore 19:18Ed ecco che torniamo al "buon" vecchio malthusianesimo. Peccato che la Cina abbia dismesso la politica del figlio unico perché non sostenibile (chi mantiene tutti quei vecchi che non possono lavorare?). Si può chiedere ai paesi del Terzo mondo di fare un solo figlio per coppia, quando i figli sono l'unica assicurazione sulla vecchiaia di molte persone povere? Questi sono tassi demografici pre-industriali: c'è da meravigliarsi se c'è ancora chi vive ancora all'età della pietra? Se le coppie dei paesi industrializzati fanno 1-2 figli, non è per questioni di sovrappopolamento, ma per garantire loro un tenore di vita accettabile. Quindi, qual è la soluzione? Fare in modo che lo stile di vita dei paesi industrializzati sia accessibile a tutti: una globalizzazione dei diritti, tra cui il diritto allo studio e i diritti economici.
Pasquale
29 luglio 2019 alle ore 20:20Strano che i paesi del terzo mondo che non hanno da mangiare, sfruttati fino all'osso, fanno figli già da minorenni arrivando anche a 6-10! Si doveva imporre una legge che limitava i figli almeno 30 anni fà, ma è pure una questione di religione.
Old
29 luglio 2019 alle ore 23:01Cito : Intanto a Teolo, un piccolo paese del Veneto, la scuola elementare Don Bosco rischia di chiudere. Sono troppo pochi i bambini. Il numero di alunni non raggiunge il limite previsto dalla legge. A salvare la scuola sono state Camilla e Maria, due signore anziane, due nonne. La loro iscrizione alla prima elementare salverà l’istituto dalla chiusura. È un gesto simbolico che restituisce una fotografia demografica perfetta del nostro Paese.
Silvia72
29 luglio 2019 alle ore 18:07Grazie Ministro Costa del suo post, articolo molto interessante, fa riflettere!!
SANDRO MARRONE
29 luglio 2019 alle ore 19:14La nostra specie si è ormai sottratta a quelle forze della Natura che provvedono a mantenere gli equilibri della biosfera. Non abbiamo più predatori che mantengano la nostra popolazione entro limiti sostenibili. Non c'è disastro naturale che possa intaccare sensibilmente il numero di individui, salvo forse un meteorite che provochi una estinzione di massa, ma stiamo provvedendo anche ad escludere questa eventualità.
Siamo dunque come afidi su una rosa in un ambiente dove non ci sono più coccinelle: ci moltiplicheremo e succhieremo fino alla fine la linfa della pianta fin quando questa morirà, e noi con lei.
Sono molte le persone che ormai si rendono conto di questo, molti studiosi e scienziati ci avvertono da tempo di cosa ci aspetta. Eppure tutto continua inesorabilmente come e peggio di prima: nulla cambia.
Questo perché la Terra non è governata dalla saggezza e dall'intelligenza: è governata da un sistema economico nel quale la legge fondamentale è la competizione per il profitto. Ed è un sistema che ha solo questo come imperativo: remunerare il capitale, così che dopo l'investimento se ne abbia una quota in più, null'altro gli interessa e null'altro vede. E poiché la produzione di maggiore ricchezza inevitabilmente consuma le risorse naturali, fin quando è questo sistema: il Capitalismo, a governare la Terra, e non la Politica, il nostro destino non cambierà.
Il Capitalismo è come una volpe nel pollaio: non riesce a regolarsi da sé, a prendere solo ciò che le serve e poi tornare: uccide tutte le galline perché è questo il suo istinto, anche se ne mangerà una sola.
Per salvarci c'è un solo modo: imporre al Capitalismo il potere della Politica, cioè della saggezza e della intelligenza dei cittadini. Non sarà facile, sempre che sia possibile.
Francesco
29 luglio 2019 alle ore 19:21Qualcosa di grosso potrebbe avvenire tra il 2020 e il 2021. Io confido nel crollo del capitalismo, come fu per il comunismo sovietico. Staremo a vedere...
SANDRO MARRONE
29 luglio 2019 alle ore 23:17Francesco - 29 luglio 2019 alle 19:21
"Qualcosa di grosso potrebbe avvenire tra il 2020 e il 2021."
Non so se augurarmelo, francamente. Tra il 2007 e il 2008 lo scoppio della bolla dei derivati sui mutui subprime americani provocò una crisi finanziaria globale, dalla quale USA e Europa stanno ancora cercando di riprendersi. Ed era una "piccola" bolla se paragonata a quella del totale dei derivati OTC circolanti, il cui valore nominale complessivo ammonta, se ricordo bene, a 7-8 volte il PIL mondiale.
La degenerazione finanziaria del Capitalismo ha caricato tensioni tali che se si scaricassero provocherebbero un terremoto talmente disastroso da riportare il mondo al medioevo del baratto.
E parliamo dei soli derivati. Il valore di un titolo finanziario, qualunque sia: dall'azione, alla obbligazione, dal certificato di credito alla moneta, si basa sulla...fiducia che il suo valore nominale abbia un controvalore reale. Se questa fiducia venisse meno, e avrebbe molte ragioni oggettive per venire meno, la crisi dei subprime sembrerebbe lo scoppio di un mortaretto rispetto ad una esplosione atomica. No, non me lo auguro.
francesca Marcellino
29 luglio 2019 alle ore 19:29NON CAPISCO PERCHÉ' I POLITICI E LA CHIESA CI SPINGONO ALLA PROCREAZIONE.
Pasquale
29 luglio 2019 alle ore 20:56Alla gente non importa nulla delle generazioni future, basta che stanno bene loro, specialmente le grandi fabbriche, basta che si ingozzano! non pensano che siamo tutti sulla stessa barca. Quando lavoravo in fabbrica e spiegavo ai colleghi che bastava un foglio di carta per asciugarsi oppure di usare meno cellophane ecc...mi rispondevano...ma se lo fai solo tu cosa cambia? Ed io gli rispondevo...infatti, non cambierà mai nulla se tutti la pensano come voi!
pietro casula
29 luglio 2019 alle ore 21:40Costa che ne pensa Salvini? potresti chiarire nel concreto cosa possa fare questo governo su quanto hai scritto?
Il Barone Zazà
30 luglio 2019 alle ore 03:23Cominciate a dare il buon esempio:
prendete i sei miliardi ''risparmiati'' e buttati nel cesso per accontentare Mosciopiscì e usateli per riconvertire l'ILVA. Create lì, a Taranto, un enorme centro per lo smaltimento dei rifiuti organici per produrre compost. Inoltre create un gigantesco ''progetto Archimede'' per rendere l'intera Puglia autosufficiente sul piano energetico.
Fanculo gli Indiani, non hanno rispettato il contratto!
....ah, già.... m'ero scordato che a questo esecutivo mancano le palle; vi raccomando dite a Tria di non dimenticarsi di fare la ''riverenza'' quando va a Bruxelles!
@ Sandro Marrone
non si preoccupi delle crisi finanziarie, non sono pericolose affatto, se i governanti non lavorano per i Signori della Finanza. Tutto si può risolvere con un banale e semplicissimo GIUBILEO FINANZIARIO, come si è sempre fatto addirittura dai tempi dell'antica Mesopotamia:
è sufficiente dire a chi ha accumulato centinaia di miliardi di ''carta'' che da domani dovrà accontentarsi di due, massimo tre miliardi. Poi, a scalare, tutti i possessori di poche decine di miliardi, dovranno accontentarsi di qualche centinaia di milioni e così via per l'intero mondo finanziario. I debiti pubblici verranno pressocché azzerati e finalmente, l'economia finanziaria verrà ridimensionata a favore dell'economia reale.
Ho sempre detto che i neoliberisti non si sbagliano mai. Essi non sono mai in errore: sono in mala fede. La loro mala fede appare evidente proprio quando entrano in crisi le banche. Per salvare le banche sì, che richiedono l'intervento dello Stato, in modo da socializzare le perdite e accollare ai cittadini i propri debiti. Basterebbe che in quel momento la gente fosse consapevole e imponesse ai governanti, di sicuro preventivamente corrotti, che non se ne parla affatto di accollarsi i debiti dell'uno percento della popolazione mondiale.
La domanda dunque è: ma il polpo è in grado di capire?
SANDRO MARRONE
30 luglio 2019 alle ore 07:48Per proclamare il giubileo ci vuole un Papa.
Fuor di metafora: ora non vi sarebbe la necessità di giubilei se non vi fosse stata la degenerazione finanziaria del Capitalismo. E questa non si sarebbe verificata se l'autorità politica avesse potuto/voluto porre dei limiti agli eccessi "creativi" della Finanza fin da quando ha iniziato a produrre soldi da soldi senza passare per l'economia reale.
Nel sistema capitalistico la Politica è sempre stata più o meno ancella del Capitale; dal trionfo delle teorie neoliberiste in avanti, diciamo da Tatcher/Reagan in poi, la Politica è la sua serva fedele.
Solo se comparissero e si affermassero nei Paesi occidentali movimenti politici come il M5* vi sarebbe speranza che la Politica torni alle sue responsabilità, affermi la sua primazia, eviti la catastrofe.
Maria Vignola
30 luglio 2019 alle ore 07:25Perfettamente d'accordo con la necessità di rivedere i nostri stili di vita, ma il fatto che stiamo consumando da oggi in poi le risorse del futuro è una boiata, almeno detta in maniera troppo semplicistica. Nessuno può consumare cose che ancora devono essere prodotte. Questo può succedere in economia solo perchè c'è la possibilità di prendere a prestito ricchezza prodotta (in passato) da altri. E' vero invece che consumiamo in poco tempo quello che la terra ha prodotto in milioni di anni, vedi combustibili fossili.
SANDRO MARRONE
30 luglio 2019 alle ore 09:29"il fatto che stiamo consumando da oggi in poi le risorse del futuro è una boiata"
Dipende dalle risorse. Alcune non sono rinnovabili: come gli idrocarburi, altre sono rinnovabili, come energia eolica e solare. Altre ancora per rinnovarsi hanno bisogno di un ecosistema adeguato, riducendolo con un eccessivo sfruttamento equivale ad usare risorse del futuro, che non sarebbero più prodotte.
In Brasile, ad esempio, il neopresidente Bolsonaro, andato al potere grazie ad un golpe giudiziario, ha intenzione di fare della foresta amazzonica, che così come è ora considera un ostacolo allo sviluppo, una risorsa economica.
E' facile immaginare quali conseguenze sul clima e sulla biodiversità avrebbe la sua riduzione a fini di profitto immediato.
Cinzia
30 luglio 2019 alle ore 08:02la gente ha il " potere d'acquisto " e potrebbe cambiare tutto quanto se solo lo volesse... ma l'egoismo e il menefreghismo sono più forti , i problemi riguarderanno le generazioni future ? Ci siamo già dentro fino al collo..
giovanni papa
30 luglio 2019 alle ore 12:41il problema rimane essenzialmente di educazione per i giovani,di informazione scientifica per i meno giovani e di una conseguente programmazione radio televisiva che non è mai stata affrontata seriamente nel nostro paese .
occorre modificare usi e costumi; combattere credenze e cattive pubblicità: e questo non è assolutamente facile da attuare, soprattutto se si seguita a mandare messaggi espliciti e anche subliminali attraverso i media, che il successo personale in carriera a tutti i costi e l'acquisizione del benessere attraverso la ricchezza sia la filosofia giusta da applicare al nostro modo di vivere.
probabilmente non solo la morale comune ma anche quella religiosa dovrebbe porsi il problema di come affrontare questa situazione che si sta facendo sempre più stringente ed inderogabile
Giulio Bornacin
30 luglio 2019 alle ore 13:46Educazione? Invertire la tendenza? Le persone egoiste che non capiscono? Credo che porre la questione in questi termini sia inutile ed ingiusto. Sembra che la colpa sia del "poveraccio" che spreca ! La fotografia della realtà è ben diversa. 5 milioni di poveri assoluti,altrettanti appena al di sopra della soglia di povertà, stipendi medi di operai ed impiegati di circa 1500€/mese.Poi ci sono i ricchi, troppo ricchi, che in genere sono anche avari. Questo in Italia. Nel mondo circa 4 miliardi dei 7 miliardi vivono in povertà. Circa 1 miliardo, e forse molto di più, in condizioni disastrose. E' più che giusto che i 7 miliardi di oggi, i 9 miliardi del 2030 ed i 10 miliardi del 2060 possano vivere in condizioni quantomeno civili : Una casa, un lavoro, salute, istruzione e ... libertà e felicità. Se ciò avverrà, come è giusto, il giorno in cui consumeremo le risorse dell'anno (in molti hanno evidenziato la stupidaggine di questa valutazione) sarà il 1° gennaio.
Discorso analogo vale per le emissioni di CO2, così per l'inquinamento. A questo punto, più che contrastare cose incontrastabili, è meglio sviluppare una politica della gestione dei cambiamenti. Difesa del territorio, edilizia di qualità, una strategia di medio e lungo termine per l'agricoltura e per l'industria. Serve indubbiamente una politica demografica che eviti la crescita e che sappia gestire l'invecchiamento della popolazione. Oltre a tutte queste questioni, solamente citate, serve una politica di redistribuzione delle ricchezze e di giustizia sociale. Ecco, oggi ritorna centrale un progetto politico che parta sia dal basso, ascoltando le domande di persone e gruppi, che da una elaborazione centrata su conoscenze reali e profonde. Penso che il m5stelle sia di fronte ad un bivio, restare ciò che è od evolvere verso qualcosa di diverso, più organizzato, più progettuale e con la capacità di stringere alleanze su vari aspetti del progetto con altri gruppi, partiti, ecc.
Federica
2 agosto 2019 alle ore 09:52Tutto chiacchiere e distintivo..
Nei fatti poi:
https://www.ontuscia.it/sanita/ambiente/no-geotermia-abbiamo-bisogno-di-mobilitazione-di-impegno-e-di-fondi-per-sostenere-una-battaglia-legale-297845
