

Non c'è lavoro senza dignità
28 luglio 2019 alle ore 09:44•di MoVimento 5 Stelle
Per creare occupazione bisogna abolire i diritti? C’è chi la pensa così. Le ultime politiche attuate in Italia dal Pd sono infatti figlie di questa idea. Eppure, doveva proprio essere la “sinistra” a garantire e preservare i diritti dei lavoratori.
Un anno fa circa, l’Istat pubblicava i dati sull’occupazione relativi al mese di giugno. La disoccupazione era al 10,9%, il numero di occupati in calo di ulteriori 4 mila unità, mentre continuavano a crescere indiscriminatamente i contratti a termine, segnando il nuovo record di 3 milioni 105 mila di contratti. Oltre 3 milioni di lavoratori precari.
Un record del quale il precedente governo andava evidentemente fiero, visto che si trattava di un effetto diretto delle politiche da loro attuate.
Potevano avere l’umiltà di imparare dagli errori, di riconoscere che le loro ricette si erano rivelate sbagliate e fallimentari. Rimettersi in careggiata. Ed invece si sono ostinati a contrastare il Decreto Dignità. Il primo provvedimento che ha cominciato per davvero a smantellare il Jobs Act, ripristinando diritti persi e rimediando ai tanti danni fatti.
Ad un anno dall’approvazione di questo decreto, la risposta alla domanda di prima è chiara. Riconoscere maggiori diritti ai lavoratori, non fa aumentare la disoccupazione. A dirlo sono proprio i dati: il tasso di disoccupazione è al suo valore minimo dal 2012 (9,9%, un punto percentuale in meno rispetto ad un anno fa) e il tasso di occupazione è al 59%. Il dato più alto dal 1977, ovvero, dall’anno in cui l’Istat ha cominciato a rilevare questo dato. I
Il lavoro precario, quello che stava crescendo a dismisura ha lasciato finalmente spazio al lavoro stabile. E’ iniziato un significativo processo di trasformazione dei contratti da tempo determinato a tempo indeterminato. Trasformazioni che ora risultano quasi raddoppiate, da 125mila a 219mila: +75,5%.
I problemi nel mondo del lavoro sono tanti e la strada è lunga. Non c’è lavoro senza dignità, di questo siamo convinti. La nostra è una rivoluzione culturale e di civiltà.


Commenti (14)
pietro casula
28 luglio 2019 alle ore 10:08vi devo dare ragione senza se e senza ma e mi fa piacere. Di Maio ha fatto bene a insistere e so bene che nessuno gli dirà grazie, nemmeno i beneficiati. Grazie punto.
Pensiero ☆☆☆☆☆
28 luglio 2019 alle ore 12:02La cultura degli schiavi moderni è assuafatta al sistema che per anni li ha ritenuti una fonte di manodopera a basso costo. Ci sono persone anche molto preparate, con titoli di studio e mature d'età che si accontentano di tirocini ed altre truffe legalizzate come se fosse un normale percorso lavorativo. Un lavoro non ben retribuito si chiama in un altro modo. Con tutti i tipi di contratti a disposizione delle aziende, i periodi di prova e la flessibilità delle turnazioni, NON ESISTE alcun motivo per non pagare dignitosamente una persona che presta la sua opera ad un'azienda, qualsiasi sia la durata o l'esperienza pregressa. Il salario minimo dovrebbe interessare TUTTI i lavoratori senza eccezioni che sono da sempre la corsia preferenziale per chi domanda lavoro (l'imprenditore) nei confronti di chi lo offre (lavoratore).
Andrea Gualtierotti
28 luglio 2019 alle ore 10:19Ancora? Ogni settimana scrivete sempre gli stessi articoli. Ci prendete per il culo?
Pensiero ☆☆☆☆☆
28 luglio 2019 alle ore 11:52Ogni giorno i partiti ripetono le stesse cazzate. Ci prendono per il culo?
Sinistra traditrice
28 luglio 2019 alle ore 11:24Il PD e i vecchi partiti vogliono un Popolo di SCHIAVI. Loro dal loro trono in alto, l' accanimento all' abboffarsi di lardo... Questi rapaci vanno combattuti con tutte le armi a disposizione, altrimenti il popolo dei pecoroni deve subire in silenzio. Fate bene a mostrare queste numeri in modo chiaro...! Sempre così, avanti tutta!
$$$ini$tra
28 luglio 2019 alle ore 12:26La $$$$ini$tra comprata dagli eccellenti PRENDITORI, per aiutarli, poverini , ad aumentare i DIVIDENDI, che gli SCHIAVI poi non sanno nemmeno cosa sono... La $ini$tra non ha avuto la premurA di insegnare ai "compagni ""lavoratori"" cosa sono i DIVIDENDI.. I lavoratori non devono assolutamente saperlo... Tutto in silenzzzzzioo. Solo cosa nostra..???
cristina c.
28 luglio 2019 alle ore 20:07purtroppo con questa informazione drogata dai partiti anche gli italiani vogliono diventare schiavi perchè per ignoranza voteranno ancora quei partiti, soprattutto per la Lega che lavora per Confindustria, certo non per gli italiani che hanno bisogno di un lavoro dignitoso.
PATRIZIA V
28 luglio 2019 alle ore 17:32Sono d'accordo non c’è lavoro senza dignità, avanti continuate così e W il M5S.
Beppe A.
28 luglio 2019 alle ore 21:32"Fare deficit può essere necessario", gli economisti Ue aprono alla flessibilità sui conti
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"Fare deficit può essere necessario", gli economisti Ue aprono alla flessibilità sui conti
In un documento della Commissione europea, riportate le osservazioni di alcuni esperti del settore, secondo i quali "ridurre il debito non è un dogma". Il contrario della linea fin qui promossa dai falchi del rigore
https://europa.today.it/lavoro/patto-deficit-debito.html
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Che strano, ora che la germania e' in recessione e ha bisogno di fare deficit, cambia le regole
carlo
29 luglio 2019 alle ore 09:11Caro Di Maio,, sei ministro del lavoro ,,,
ci sono da stabilizzare tutti i precari della pubblica amministrazione : scuola sanità ministeri ,,,
che aspetti ???
pino
29 luglio 2019 alle ore 17:10Non c'è lavoro senza dignità.
Non c'è dignità senza cultura.
Non c'è cultura senza istruzione.
Non c'è istruzione senza ricerca.
Non c'è ricerca senza istruzione universitaria, secondaria e primaria adeguata ai tempi attuali e future con politiche nazionali di partiti che dilaniato la "dignità dei cittadini elettori contribuenti" per interessi corporativi e padronali di parte con la mentalità da palazzinari per cementificare le Alpi per un buco di 60 km con una sola nazione, che non sulle menti dei giovani volenterosi, per sostenere l'eccellenza italiana capace di alzare ponti con 100naia di popoli di altre tante nazioni.
Oggi i disonesti ed il debito di 2350 miliardi sarebbero pochi come i disoccupati ed i PIL di questi ultimi 25 anni, dignitosi come gli italiani.
Avrebbero capito anzitempo quanti politici li vogliono così come sono adesso, nello stato d'uso in cui sono e si sentono. Meno quegli eletti he vivono di rendite parassitarie e di posizione che di tutto questo gliene frega. Basta essere onorevole a vita, è più facile. Gli altri che si arrangiassero!
max
29 luglio 2019 alle ore 17:38penso sia utile a istituire un organo simile all'ispettorato del lavoro che si occupi di vigilare sui casi di mobbing negli ambienti di lavoro.
E fornire una lista di avvocati del lavoro aderenti al movimento per assistere i lavoratori nelle cause per mobbing o ingiustizie subite dalle aziende, in particolare quelle più grandi, politicizzate o con rappresentanti sindacali poco corretti.
Patrizia Camporeale
30 luglio 2019 alle ore 06:23Non contesto i dati e neanche la battaglia per i diritti del lavoratore, ma sarò schietta quanto lo è la realtà a Palermo e provincia. Il lavoro qui è diventato una questione di vita o di morte e se c'è al di fuori della P. A. è sottopagato e non ti permette di sopravvivere! Una famiglia monoreddito non arriva a metà del mese; per non parlare dei ventenni che non provengono da famiglie benestanti e sono costretti ad accettare lavoretti poco dignitosi e spesso in nero. I saldi sono iniziati da un po', ma i negozi sono semi vuoti perché? La frutta è carissima quasi un lusso; viviamo in un'isola e metà della popolazione non può permettersi di comprare il pesce! Ho letto che Di Maio riunisce iscritti e attivisti in alcune città e vorrei sapere quando verrà a Palermo perché la Sicilia il 4 marzo 2018 è diventata tutta 5 stelle, oggi invece c'è molta delusione e poca speranza
NomeNumero
8 agosto 2019 alle ore 12:08Il problema è che chi ha votato i 5 stelle sperando in un cambiamento immediato ha sbagliato di grosso (non tanto a votare quanto a sperare di avere tutto e subito specie considerando l'opposizione degli altri partiti).
In tante regioni hanno vinto i 5 stelle il 4 Marzo ma dopo alcuni mesi nelle regionali dove erano candidati i 5 stelle gli stessi elettori hanno permesso nuovamente di vincere ai vecchi partiti.
Questa è la fiducia concessa ai 5 stelle...
Il fatto è che la maggior parte dei cittadini Italiani pensa solo ai propri interessi (magari pure sporchi) piuttosto che alla comunità come avviene in altre nazioni e l'Italia resta sempre l'Italia con un tasso di disoccupazione e ignoranza elevatissimo.
