

No inceneritori nè ora nè mai
26 luglio 2019 alle ore 09:38•di Sergio Costa
Ancora una volta torniamo sul tema degli inceneritori. Oggi leggo che chi non ne vuole costruire di nuovi sarebbe folle e irresponsabile. Io trovo che sia folle e irresponsabile pensare l’esatto contrario. E non lo dico per motivi ideologici, ma tecnici e pragmatici.
L’ho già spiegato, ma evidentemente è necessario ripetere.
L’Italia oggi, e a maggior ragione in futuro, non ha bisogno di nuovi inceneritori. Vediamo perché.
L’Europa ci dice che già al 2025 dovremo inderogabilmente raggiungere il 65% di riciclo. E il 70% nel 2030.
Per costruire un inceneritore occorrono dai 5 ai sette anni. Per rientrare dall’investimento occorrono altri 20 anni. Bene: nel 2047 cosa daremo da mangiare a questi eventuali nuovi impianti visto che bruciano la parte residuale, terminale, della raccolta, cioè tutto quello che non può essere riciclato?
Nel frattempo dato che iniziano – fortunatamente – a scarseggiare i rifiuti indifferenziati, è stata annunciata la chiusura degli inceneritori di Livorno e di Ravenna. Vedete? Non servono.
Io dico sì agli impianti, però quelli che servono: innanzitutto quelli di compostaggio, soprattutto al Sud. Lavorano l’organico, che è la gran parte del rifiuto da trattare, e quello con maggiore impatto per i cittadini: cattivi odori, percolato… Servono impianti di compostaggio di prossimità, con un sistema a stella: quelli più piccoli vicino a dove il rifiuto viene conferito. Ne ho già parlato con gli industriali del settore del compostaggio e concordano in pieno.
In ogni caso il contratto di governo sul punto è chiaro. Ecco cosa dice: “Una corretta e virtuosa applicazione dell’economia circolare, in linea con la gerarchia europea nella gestione dei rifiuti, comporta una forte riduzione del rifiuto prodotto, una crescente percentuale di prodotto riciclato e contestualmente una drastica riduzione della quota di rifiuti smaltiti in discarica ed incenerimento, fino ad arrivare al graduale superamento di questi impianti, adottando metodi tecnologicamente avanzati ed alternativi”. Ed è proprio quello che stiamo facendo.
#AvantiCosì


Commenti (40)
livio toscano
26 luglio 2019 alle ore 10:41Bhe, speriamo che fra qualche mese non ci viene detto che l'altro contraente non è d'accordo e il Presidente Conte ci dica che un buon padre di famiglia deve risolvere le emergenze e i parlamentari del M5S in parlamento voteranno no agli inceneritori.
P.S. a me non basta dire no in parlamento. Avanti con Forza e coraggio.
Fulvio Ge
26 luglio 2019 alle ore 11:08Propongo una legge, di una riga:
Non si può produrre ciò che non è riciclabile. Punto.
Old
26 luglio 2019 alle ore 18:15magari si potesse :
le sostanze chimiche non biodegradabili, i farmaci scaduti, quel che si butta via nelle sale operatorie, le scorie radioattive di molti dispositivi civili, le batterie scadute.....e chi più ne ha più ne metta.
Però è giusto che vada incentivato il riciclabile. Intervengo perché più vi leggo più mi piace.
Beppe
26 luglio 2019 alle ore 11:32Negli inceneritori di Livorno e Ravenna non potrebbe per ora essere convogliata l'immondizia di Roma o quella che viene bruciata impunemente/con atti delinquenza li nei depositi provvisori di tutta Italia o abbandonata in discariche abusive da risanare, come le terre dei fuochi?
Forse ci sono problemi burocratici o si tratta di immondizia che non si può neppure bruciare visto la schifezza che è diventata?
so' fatto così
26 luglio 2019 alle ore 14:56E' la stessa cosa che ho pensato io.....
Old
26 luglio 2019 alle ore 18:03dopo che hai scritto ho guardato beppe.
quello di ravenna ha ottenuto un'altra proroga di 3 mesi (31 dic 2019) e il sindaco dice :-viene chiuso perché è un impianto troppo piccolo e il più vecchio della regione con le peggiori performance emissive-dell'altro non ho visto, ma bene così, manteniamoci informati.
zato nero
26 luglio 2019 alle ore 11:59tu si che hai capito tutto ..
la direttiva è EUROPEA !
glione
in europa si fa così , si aumenta la differenziata
e si chiudono gli inceneritori perchè NON E' CONVENIENTE TENERLI APERTI CON POCO COMBUSTIBILE
si legge l'inceneritore costa se brucia poco
spero di everti acceso qualche neurone
altrimenti pazienza
è un problema tuo
Raffaele
26 luglio 2019 alle ore 13:19Quelle che tu chiami "belle filosofie da scrivania", io le applico tutti i giorni: differenziare i rifiuti è solo questione di abitudine, semplice.
Ci vuole solamente un pò di educazione e senso civico.
Ci hai mai provato ?
Old
26 luglio 2019 alle ore 13:27Un super inceneritore (che operi a oltre 1300C° senza emissioni di polveri sottili serve ).
Vi ricordate Seveso? Dopo aver fatto un cerchio attorno al punto di emissione han dichiarato quale era la zona contaminata. Anche uno scienziatino sapeva che la zona doveva avere una forma elissoide che tenesse conto della direzione del vento. Si è aspettato a lavare le case e ad asportare il sottile strato superficiale del terreno permettendo che la diossina andasse in profondità. Non so dire quante tonnellate di terra sono andate all'estero a bruciare a 1100 C° - qui non avevamo inceneritori di quel tipo.
Definiamo fonti rinnovabili bruciatori di biomasse ( legno ) a temperature poco più che casalinghe e diamo loro incentivi. Progettiamo e incentiviamo gasoli /benzine di origine vegetale dimenticando che per fare una mela servono 125 litri di acqua (impronta idrica) -fra non molto chi avrà acqua la potrà esportare.
Non dico di avere ragione, ma questo argomento mi piace e cerco di stimolare una discussione pacifica e seria.
Raffaele
26 luglio 2019 alle ore 13:33Un suggerimento che vorrei dare al Ministro Costa sarebbe quello di considerare anche un minimo di cauzionabilità dei rifiuti reciclabili: il vecchio "vuoto a renedere" di lattine, plastiche e vetro.
Nei paesi dove si applica, così come ben ricordo anche in Italia negli anni '70, i senza tetto (ma non solo) raccoglievano questi rifiuti e raccimolavano qualche soldo per campare.
Attualmente invece con la legge Marzano dei CIP-6, gli incentivi sul ricilclo lo percepiscono le grandi aziende di gestione dei rifiuti e non i cittadini (che invece le pagano nelle bollette e nella TARI) con i risultati disastrosi che possiamo vedere.
Putroppo il cittadino virtuoso che raccoglie e recicla non ci guadagna niente.
Old
26 luglio 2019 alle ore 17:47interessante, meglio soldi al cittadino , magari differenziando ancora un pò (esempio contenitori metallici ). le chiamano "miniere di superficie", sfruttiamole tutti.
Fulvio Ge
29 luglio 2019 alle ore 14:46Anche io avevo scritto qualcosa di simile qualche mese fa, a commento di un post del ministro Costa.
Lo pregavo di valutare, assieme al suo staff di persone competenti, l'ipotesi di mettere la caparra sulla plastica.
In Germania, già 12-15 anni fa, esistevano in molti supermercati dei macchinari che ritiravano le bottiglie in pet “divorandole”, schiacciandole e stampando uno scontrino buono-sconto spendibile dall’utente nel negozio stesso.
Ciò potrebbe addirittura invogliare le persone (magari quelle più bisognose) a raccogliere bottiglie e contenitori di plastica abbandonati nell’ambiente! Se gli diamo un valore…
E poi i tedeschi favorivano l’uso del vetro, a parità di prodotto. Esempio: bibita nel flacone di plastica 1 euro, stessa bibita nel vetro 0,80!!!. Quale compri?
Spesso siamo proprio noi consumatori che dovremmo smettere di comprare una sottiletta di formaggio di 10 grammi imballata in un packaging fatto con 10 grammi di plastica! E’ anche colpa nostra se ci sono così tanti imballi assurdi in commercio. Ma la politica deve dettare le regole per instradare uno sviluppo più sostenibile.
P.S.: ieri ho gridato di tutto ad un maleducato che aveva buttato dal finestrino un flacone di plastica! Gli ho detto di scendere dall'auto per raccoglierlo e portarselo a casa. Mi ha dato retta (magari l'ha lanciato da un altra parte) ma si rischia sempre di incontrare qualcuno che ti risponde col coltello... Non siamo tutti uguali.
Paolo Brescancin
26 luglio 2019 alle ore 13:39A me sembra che il problema dei rifiuti debba essere risolto a monte e cioè nella fase di produzione. Cerco di spiegarmi meglio. Tralasciando i rifiuti prodotti dalle industrie, di cui non sono in grado di dire nulla, e limitandoci ai rifiuti prodotti dalle famiglie, oggi si assiste a questo:
- non esiste una politica nazionale di raccolta dei rifiuti; oggi, esagerando, ma non troppo, ciascuno fa quello che vuole. A mio parere, invece, dovrebbe esserci un'unica politica europea della raccolta, anzi, anche qui estremizzando, si dovrebbe cominciare a pensare ad un'unica politica mondiale.
- gli imballaggi sono fatti con i materiali più diversi, anche per i contenitori di prodotti uguali. Pensiamo ai biscotti: le loro confezioni hanno indicazioni diverse di smaltimento. Alcune vanno nella carta, altre nella plastica, altre nel secco non riciclabile, per altre ancora, l'indicazione è di chiedere al proprio comune. Così non va bene, ovviamente.
Allora propongo di:
- avviare un'unica politica nazionale della raccolta e dare avvio ai lavori in sede europea e mondiale per giungere ad un'unica politica planetaria (d'altronde i problemi climatici, che i rifiuti contribuiscono ad alimentare, riguardano l'intero pianeta)
- dotare ciascun condominio di una macchina trita carta e trita plastica (per agevolare e massimizzare la raccolta) e di u, laddove le condizioni lo permettano, di una macchina per la produzione di compost.
- studiare un sistema di incentivi ai cittadini virtuosi
Saluti
antonella genova
26 luglio 2019 alle ore 14:45Sono d'accordo, c'è tanto buon senso nel suo commento.
Io poi tasserei immediatamente (1 euro) ogni bottiglia di plastica prodotta, con la possibilità di ottenere la restituzione di una cifra leggermente inferiore in appositi centri di raccolta.
Paolo Brescancin
26 luglio 2019 alle ore 13:42Bravo Raffaele, concordo.
Saluti
masantocielo
26 luglio 2019 alle ore 13:43In futuro forse non serviranno (quasi) ora e per anni ancora sì. Se ne chiudono 2 (non so perché) ma le discariche restano piene e magari in attività. Servono eccome, se inutili chiudeteli tutti e subito, dappertutto. Altrimenti qualcosa non mi torna. Ci si dimentica sempre di cosa fare nel frattempo.
Paolo
26 luglio 2019 alle ore 22:38Bisogna tener conto che anche con il riciclo al 100% (cosa fantasiosa..già raggiungere quote del 80% sarebbe un buonissimo risultato...ma comunque non diamoci limiti dai....) rimarrebbero 5/7% di immondizie non riciclabili e quindi destinate solamente all’inceneritore.
federico
26 luglio 2019 alle ore 13:46Sono d'accordo con te ... l 'Italia sta morendo di chiacchiere ... a Brescia come in tutta l' Italia del Nord gli inceneritori tengono pulito il territorio e producono energia elettrica o termica da vendere ... a Roma ed a Napoli vivono immersi nella *monnezza* e pagano milioni per mandarla ad incenerire ... nella attesa messianica del mondo ideale dove la *monnezza* non esiste più.
federico
26 luglio 2019 alle ore 13:50Per zato nero
Tu sei un ignorante perchè dai del coglione ad uno che la pensa diversamente da te ... ed ogni maleducato prima di essere maleducate deve essere ignorante.
In quanto all' EUROPA ... dopo tutte le kolionate che hanno fatto e scritto ... non mi pare proprio che sia una referenza positiva.
Ettore Mascellani
26 luglio 2019 alle ore 14:33Abbiamo mai provato a pensare cosa viene bruciato negli inceneritori? In primo luogo organico, che deriva in parte da vero scarto ed in parte dai così detti "avanzi" prodotti acquistati e solo in parte consumati (lo spreco). Sullo spreco basta un minimo di buon senso da parte di tutti. Sul vero scarto può essere riciclato integralmente e per questo basta solo un minimo di impegno ed educazione. Gli altri scarti sono in massima parte imballi di carta, di plastica, di vetro, di metallo tutti materiali che possono essere riciclati con poco sforzo. Se oggi siamo sommersi dai rifiuti per trovare un colpevole dobbiamo solo cercare uno specchio e sputare nell'occhio di quello scemo che vediamo.
Per la raccolta differenziata serve un sistema efficiente di raccolta. I sistemi di raccolta sono competenza degli enti locali (comuni, provincie e regioni). Se non esistono è colpa di chi ha governato gli enti locali e queste persone non vanno più elette e chi li vota ancora deve riprendere lo specchio e sputare nell'altro occhio.
Per una gestione circolare dei rifiuti servono impianti che costano molto meno degli inceneritori e occupano molto più personale, quindi per gli enti locali significa spendere meno e dare più occupazione. Non servono impianti faraonici che costringano i rifiuti a percorrere centinaia di chilometri, ma impianti di medie dimensioni vicini a dove il rifiuto viene prodotto. Sei vostri amministratori locali se ne fregano non votateli e se lo fate sputatevi in un occhio.
Anche la politica nazionale potrebbe fare molto: sovratassa pesante sugli imballi mono-uso ( in particolare quelle delle bevande) in modo da rendere conveniente il riuso delle bottiglie con notevole riduzione dei rifiuti e creazione di numerosi posti di lavoro. Per liquidi e creme per uso personale dovrebbe valere lo stesso discorso delle bevande.
Ettore Mascellani
26 luglio 2019 alle ore 14:36Ancora una cosa per realizzare impianti di trattamento rifiuti serve molto meno tempo che a realizzare un inceneritore. Se non si fanno gli impianti di trattamento rifiuti è per scelta politica e perchè sono ghiotta occasione per appalti e relative mazzette.
Luciano C.
26 luglio 2019 alle ore 15:16Bisogna assolutamente arrivare a una raccolta differenziata al 100 per 100. Per fare cio' si deve partire prima di tutto dai cittadini, devono.essere loro il primo tassello per differenziare i rifiuti. Ma nello stesso tempo devono essere premiati con tariffe sensibilmente piu' basse, visto che il senso civico in se non e' sufficiente.
Birimbi
26 luglio 2019 alle ore 15:49Anche la per tav era così,poi invece ....
Alberto Comune
26 luglio 2019 alle ore 16:14Finalmente un ministro dell’Ambiente che tiene veramente all’ambiente e che ha capito che accumulare seppellire e bruciar rifiuti, NON FA BENE all’ambiente e non solo....anche il lavoro che ci gira attorno è sporco ristretto e ormai non più sostenibile. Il RICICLO è il futuro, per il bene dell’ambiente, della cultura e per nuovo lavoro utile e dignitoso!...
Sono almeno 20 anni che ripeto nella mia Terra quello che dice il
Ministro in questo post .....mi piace pensare che a breve si passi all’attuazione di questi eccellenti propositi. 5*UNICALTERNATIVA!
zato nero
26 luglio 2019 alle ore 19:10@ federico
io do del glione a chiunque
ritenga che la MATEMATICA sia un opinione !!
se ritieni che la mia AFFERMAZIONE non sia vera ..
porta le prove , altrimenti se uno glione anche tu
Paolo
26 luglio 2019 alle ore 22:30Ottimo signor ministro.
Ma poi cosa aspettiamo a fare (potremmo esser primi in Europa come fu con l’ottima legge sul divieto di fumo nei luoghi pubblici voluta mi pare dal dott. Sirchia, suo predecessore) una legge che vieta gli imballaggi di plastica nei supermercati, magazzini, negozi ecc....
Ci sono già varie città nel mondo che hanno adottato questi metodi e oramai in commercio abbiamo materiali per poter sostituire nel 90% dei casi la plastica.
Paolo
26 luglio 2019 alle ore 23:16Ma vi rendete conto che oggi le industrie italiane sono fuori mercato perché per smaltire i propri rifiuti spendono tre quattro volte tanto rispetto a francesi, spagnoli, tedeschi, ecc.? Oggi conviene andare all'estero a portare i rifiuti che trattarli in italia con conseguente impossibilità di creare nuovi posti di lavoro qui da noi. Stanno ingannando un intero paese e stanno compromettendo il nostro sistema industriale. Che peccato!!!
Fc
27 luglio 2019 alle ore 08:23Non si legge un romanzo partendo dalla fine. Oggi il prodotto principale dell'economia è il rifiuto, perciò bisogna innanzitutto ripensare l'economia (questo sarebbe veramente rivoluzionario) altrimenti la consapevolezza del consumatore non basterà a ridurre il problema. Dopo aver ripensato e rivoluzionato l'economia, differenziare bene e smaltire all'avanguardia avranno senso.
spillo
27 luglio 2019 alle ore 10:25Caro Sergio,
trovo la tua puntualizzazione più che esauriente, le cose vanno fatte con raziocinio e nella coerenza degli obiettivi. Il tuo richiamo al contratto di Governo deve fungere da monito alle forze che compongono la maggioranza a "fare fede agli impegni assunti" (sono 20 punti), senza tollerare alcun giro di valzer.
Auspico che questi prossimi giorni, di solito periodo di stacco e distensione, siano utili anche per preparare una campagna di informazione alla cittadinanza, che veda in prima linea sia gli attivisti che i nostri portavoce, per smontare slogan e proclami quotidianamente lanciati dal nostro alleato evergreen.
pietro casula
27 luglio 2019 alle ore 13:02non è il Ministro Costa che preoccupa, ma il fatto che senta il bisogno di ricordare che gli inceneritori non servono.
E si capisce, giacché Salvini li ha riportati fuori insieme alle trivellazioni petrolifere in mare.
Pertanto c'è da aspettarsi che dopo Toninelli, la Centa e Treu, ora tocchi a Costa, senza contare Conte del valore meno di zero.
In fondo si tratta di un fatto tecnico: Salvini fa ogni giorno una diretta col suo cellulare, parla di tutto, lo sa fare e ci prende pure gusto, lo seguono da 1.600.000 a 2.600.000 fans. poi è vero, come si dice, che ha saputo occupare la RAI.
In verità, però, tutti i media e le TV riprendono stralci delle sue dirette auto-prodotte che poi girano nei social e Salvini, spendendo niente, raggiunge tutti, ma proprio tutti, con un effetto leva elevatissimo.
Non raggiunge solo chi non ha cellulare, ne TV ne radio.
Fin’ora gli è andata bene perché ha sempre azzeccato i messaggi, ma questo sistema quando si sbaglia il messaggio con lo stesso effetto leva diventa devastante.
Pertanto Salvini con questo strumento ha un solo antagonista: se stesso.
Tanto di cappello, quindi, a Salvini, ma preferisco di gran lunga j nostri portavoce con tutti i loro limiti, gli errori e le gaffes.
Lorella Coppa
27 luglio 2019 alle ore 13:41Ministro Costa, si fa presto a dire: "No inceneritori né ora né mai". Come ha ricordato il Ministro Di Maio, il Movimento ha solo il 33% in Parlamento... È un po' come aver detto "No alla TAV".
Salvatore D'Angelo
27 luglio 2019 alle ore 18:37Bravo Ministro Credulone! In Campania siamo più avanti di tutti, a settembre già faremo a meno degli inceneritori! Però poi tutto quello che non riusciremo a riciclare lo porteremo a casa tua! Che dici?
Inoltre ti do 10 anni di tempo per fare almeno il 50% degli impianti di compostaggio che servono in Campania.
PS: quando a Scafati ti gridai la soluzione per il Sarno, rispondesti che la via era politica, cioè conferenze, riunioni, studi, bla bla bla ... e stiamo peggio di allora!
dègo
27 luglio 2019 alle ore 19:35Caro Ministro Sergio Costa, mentre rimango sempre sbalordito dal modo reattivo, inconsulto, di diversi commentatori, mi congratulo con la perfetta intesa del tuo dire; infatti è semplice! Partecipando metodicamente alla selezione dei materiali di scarto, si dà attività alla ricostituzione della materia prima, si riattiva lo scambio primario (socializzante), si riordina la relazionalità...si placa anche l'odio sociale/ambientale ( di cui le patologie).
Forse si può pensare a rallentare la "fine del mondo"..........Chi può ci pensi!!!!!!!!!
DPD
Old
28 luglio 2019 alle ore 14:32Produrre da zero l'alluminio, ha un costo energetico di 13 kWh/kg. La produzione di alluminio riciclato abbatte questo costo del 95%.
Considerazioni come queste dovrebbero condurre ad una differenziata razionale. Quasi ogni comune si fa le sue regole.
Esempio : nel mio comune il verde tagliato va nel non riciclabile. Altri comuni hanno cassonetti per il verde e così via.
Old
29 luglio 2019 alle ore 03:55No inceneritori ne ora ne mai---
Non abbiamo imparato niente dal TAV ?
Trasformare discussioni tecnologiche in battaglie POLITICHE è corretto, in IDEOLOGICHE è ridicolo.
Mai dire Mai (a meno che chi parla non aggiunga un : per quel che mi riguarda e per quel che è in mio potere)
Sappiamo che gli autoveicoli inquinano----ne ora ne mai autoveicoli ? magari..ecc.ecc.
Se vogliamo fare i gli ecologisti .............facciamolo seriamente.
zato nero
29 luglio 2019 alle ore 10:27Caro Ministro
l'INDUSTRIA del riciclo e del riuso , è l'unica che garantisce posti di lavoro in quantità e UTILI alla comunità
fate una legge per detassare le aziende che vogliono investire nel settore
il paese ve ne sarà grato per sempre
Old
29 luglio 2019 alle ore 12:47Lasciamo sia la lega a condurre la campagna pro inceneritori, Noi siamo quelli da convincere, assieme a tutti gli ecologisti. Facciano loro gli scienziati pro inquinamento.
Old
29 luglio 2019 alle ore 14:00Quel che voglio dire : lasciamo che il sì a nuovi inceneritori diventi una battaglia identitaria della lega.
Spieghino loro . quanto costa e quanti anni ci vogliono per costruirne uno ?
Lasciate siano loro a osannarli e convincere gli Italiani.
Es:
Se dite che un inceneritore x,y, z non inquinerebbe,
vuol dire che chiuderete tutti gli altri che non sono x, y, z ?
Così l'opinione pubblica dovrà rifletterci veramente , senza scivolare sopra.
Old
30 luglio 2019 alle ore 00:53Egregio signorMinistro,
ormai i tipi di inquinamento sono molteplici. Cito:
--’Ufficio federale svizzero dell’agricoltura ha revocato l’autorizzazione di 12 pesticidi a base di clorpirifos e clorpirifos-metile: nove sono immediatamente fuori dal commercio mentre altre tre sostanze possono essere vendute per altri 12 mesi. Le società interessate hanno 30 giorni per presentare ricorso al Tribunale amministrativo federale.
Immessi sul mercato negli anni ’60, i clorpirifos e il clorpirifos-metile sono tra i trattamenti più utilizzati. Erano usati sulle colture di patate, verdure, bacche e uva. Questi prodotti possono danneggiare il cervello di embrioni, bambini piccoli e sono molto tossici per insetti, uccelli e animali acquatici. --
In Italia, in campo alimentare, si fanno più controlli che in altri paesi MA siamo sempre fra gli ultimi a vietare . Mi risulta che questi 12-13 prodotti erano utilizzabili fino al 31 dic 2018 e il loro uso è molto più esteso es: mele , fragole, pesche ecc. NON ho letto però che il loro uso sia stato proibito.
Io ho sempre mangiato Italiano, non vorrei cercare prodotti svizzeri.
Il mondo della chimica di un certo tipo si è traferita in Europa con l'acquisto della Monsanto americana.
Su questo ( cervello dei bambini, api ecc.) la prego di informare i nostri elettori e non.
Old
1 agosto 2019 alle ore 02:08Il compito del ministro Costa è titanico : non fa in tempo a interessarsi di un tipo di inquinamento, che ne compaiono altri due.
Finalmente il ministero storicamente più permeabile alle lobby dato ad una persona entusiasta e competente.
