
Il diritto alla salute nell’era digitale
17 luglio 2019 alle ore 16:49•di Paolo Fiorentino
[embed]https://www.facebook.com/associazionerousseau/videos/2314306085305667/[/embed]
In Italia stenta a consolidarsi il diritto alla salute attraverso l'utilizzo di strumenti digitali. Esistono differenze regionali e locali nell'ambito di contenuti e modalità di accesso che impongono senz'altro riflessioni e azioni adeguate.
Alcuni vantaggi della sanità digitale sono: la dematerializzazione, cioè la sostituzione del cartaceo con i dati digitali che si traduce in risparmio di tempo e di risorse; l’accesso al web con abbattimento di barriere e di confini e lapossibilità di poter accedere direttamente ai dati in tempo reale, in modo da poter organizzare meglio quella che è la gestione della prevenzione, della diagnosi, della cura e della riabilitazione personalizzata. In poche parole più efficienza e più efficacia.
Alcuni strumenti digitali che possiamo elencare sono: il Fascicolo Sanitario Elettronico che è un contenitore multimediale, se così possiamo definirlo, che permette di interagire sia al paziente sia agli operatori sanitari.
All'interno del Fascicolo Sanitario Elettronico possono essere contenuti tutti i dati, in forma digitale, che fanno capo alla storia sanitaria del paziente.
Esistono, poi, i sensori portatili che afferiscono all'internet delle cose che possono misurare parametri come: pressione arteriosa, glicemia e battito cardiaco. Gli stessi sensori inviano al medico curante i dati e quindi il medico curante può controllare in remoto e fare un'attività di prevenzione, diagnosi e cura a distanza.
Ma è senza dubbio l'intelligenza artificiale lo strumento che può rivoluzionare maggiormente il settore sanitario. È lo strumento che amplifica le capacità innovative di altri strumenti. Ci dà la possibilità, ci aiuta in poche parole, a fare diagnosi, impostare una cura, una terapia che, in tempo reale, è in grado di gestire i dati sanitari del paziente e integrarli con una grande mole di database. Con l’intelligenza artificiale si aprono, anche, le porte alla chirurgia robotica guidata, sempre più precisa e performante. Oppure apre la via a nuovi modelli di prevenzione e cura ponendo come base quello che è il corredo genetico di ciascuno di noi.
Che dire quindi della sanità del futuro? Sicuramente un diritto alla salute attraverso l'utilizzo di strumenti digitali fornisce le possibilità di curarci con un click in maniera molto facile e quindi di poter vivere sani e meglio.


Commenti (8)
Pantomima Rossa
17 luglio 2019 alle ore 18:54Fate bene a diffondere la conoscenza del Fascicolo Sanitario Elettronico. Ancora troppa gente non ne conosce neppure l'esistenza. Si possono prenotare anche le prestazioni. E poi se la gente lo comincia a conoscere ed usare in grande stile, altri servizi si potranno aggiungere.
Rina Brundu
17 luglio 2019 alle ore 23:30"Sicuramente un diritto alla salute attraverso l’utilizzo di strumenti digitali fornisce le possibilità di curarci con un click in maniera molto facile e quindi di poter vivere sani e meglio".
A parte il fatto che:
a) l'Italia quando si tratta di "medicina" non è seconda a nessuna nazione neppure in campo di applicazioni digitali
b) non vi è alcuna relazione diretta tra il "curarci" con un click e il "poter vivere sani e meglio"
io trovo il campo semantico estraniante (vedi dematerializzazione, cura a distanza, etc). Cioè vanno bene tutte queste app.... questa "letteratura" medico-digitale, questi gizmos moderni... ma con la medicina bisogna andarci cauti perché non bisogna dimenticare che i malati sono delle persone.
E non bisogna dimenticare che alcune di queste persone sono anziane, non hanno nessuno, forse un computer non sanno neppure accenderlo e non gliene frega nulla comunque...
La medicina è una di quelle poche discipline che se da un lato dovrà per forza confidare nella tecnologia cutting-edge dall'altro dovrà restare con i piedi per terra, restare molto umana. Per quanto ne dica Elon Musk il mondo dei cyborg è ancora lontano e comunque il mondo dei cyborg non sarà mai il mondo umano... che per comprenderlo bisogna avvicinarlo con un dato metodo...
Io che non mi nego mai nulla qualche settimana fa ho fatto un breve corso e ho voluto provare cosa significa stare su una sedia a rotelle, cosa significa essere trasportati da un "hoist", cosa significa essere "pazienti"... ci sono anche alcuni aggeggi che permettono di sperimentare i limiti visivi e fisici degli anziani...
In ogni caso, si tratta di lezioni che insegnano. Insegnano che quando arriviamo a confrontarci con date situazioni, quando siamo in età... servono altre cose,... Heidegger la chiamava non a torto la "Cura"... io la chiamerei una rieducazione all'amore, alla vicinanza che un computer non potrà mai dare. Bisogna comprenderlo.
Paola F
18 luglio 2019 alle ore 07:33e ridalle con il fascicolo sanitario elettronico come se questo fosse la panacea della salute del cittadino: cambiate piuttosto l'impostazione concettuale di salute.. non abbiamo bisogno di creare malati utili alle strutture sanitarie che ne campano ed alle case farmaceutiche fra protocolli diagnostici e terapeutici. Lo stato deve farsi carico di promuovere una corretta alimentazione che rafforzi il sistema immunitario ed il medico deve tornare ad essere il soggetto che si chiede il perchè dell'insorgere della patologia, il sistema sanitario deve porsi alla ricerca della della causa della malattia e non della cura che costa allo stato ed alimenta un sistema viziato
donata saggiorato
18 luglio 2019 alle ore 09:27Potranno utilizzare i dati sulla nostra salute le aziende così se siamo in salute e quidi razza forte e arina ci assumeranno, se siamo più cagionavoli ci elimineranno perchè non siamo più produttivi. Il controllo della nostra salute in itinere a questo serve, poi ci diranno che siamo noi la causa dei nostri mali. Ci propinano sempre i motivi nobili, la velocizzazione delle informazioni, ma a me risulta che se si riscontra una malattia grave la comunicazione tramite lettera è già così. Si dice riduzione della carta, ma poi chi è a casa si stampa il referto, diciamo che serzizi che ci erogava lo stato attraverso la digitalizzazione ricadono sul cittadino. La digitalizzazione è la nuova dittatura, e questa posizione del m5s, assieme al reddito universale presente nella patria del liberismo sfrenato, tale Silicon Valley, e alla presa per oro colato della pozizione delle aziende sempre americane dell'inutilità di andare all'università che dal loro punto è giuta perchè vogliono solo pedine da utilizzare per i loro profitti, come dicevo, tutto questo del m5s mi spaventa molto. Questo fascino della tecnica come cosa buona e giusta, è un atteggiamento molto superficiale.
Enzo Rossi
19 luglio 2019 alle ore 11:15Condivido il commento. Aggiungo che nelle nostre società è passato il concetto di delegare un bene così personale come la salute a degli specialisti esterni: abbiamo rinunciato ad occuparci direttamente della nostra salute, si mangia roba che nemmeno sappiamo di preciso cosa sia, facciamo una vita indecente e poi quando stiamo male andiamo dal medico a chiedere: dottore, cosa ho? Una follia dalla prospettiva di un essere libero dalla schiavitù, che tuttavia, nella civiltà cristiana del controllo dei corpi, è passata senza difficoltà. Devo essere io a sapere come mantenermi sano ed eventualmente come guarire. Un buon medico (ma non potrebbero essere così numerosi) può essere un preziosissimo consulente e collaboratore, ma l'ultima parola deve essere la mia, assumendo tutti i rischi connessi.
Cordiali saluti
Il Barone Zazà
18 luglio 2019 alle ore 12:43CONTINUATE A NON CAPIRE
Se non si provvede a imporre una netta separazione tra Sanità pubblica e privata, imponendo un serio ed efficiente contrasto ai conflitti di interessi, tutto diventa PERICOLOSO. Finché la salute sarà oggetto di speculazione e non un diritto gratuito, ogni novità verrà giustamente temuta e susciterà diffidenza.
Intanto attivatevi per un assoluto ANONIMATO del fascicolo elettronico. Il nome del paziente non ha nessuna funzione in Sanità. Non c'è nessun motivo per cui un medico debba conoscere il mio nome vero. Gli basta identificarmi con un codice associato ad uno pseudonimo, un NICK SANITARIO.
Ma la Sanità è uno dei temi su cui avete tradito le Nostre origini. Pensavo foste ''de coccio'', ma la verità non è che non capite, ma che non volete capire!
Giuseppe Crippa
20 luglio 2019 alle ore 21:07Salve, direi che l'intelligenza artificiale non è utile, anzi è molto pericolosa perché da lei non ci possiamo difendere. La strada intraprendere è un'altra. Con 2000 caratteri disponibili non riesco a illustrare il percorso. Per cui prego leggere https://seppecblog.wordpress.com/ capitolo Eos e La salute digitale.
In ogni caso sono disponibile ad fornire ulteriori informazioni.
Cordiali saluti. Seppec
PRIGIONIERO POLITICO
22 luglio 2019 alle ore 23:54spigatemi perchè un invalido al100x100 con unico reddito 640euro di pensione con 2 tumori che spende il 10 x100 della sua pensione mensilmente che eswsendo cariopatico con precedente infarto x fare una coronarie tac deve spendere 180 euro?SE NON APPLICATE LA COSTITUZIONE SIETE FORI CAUSA.
